Intervista ai Sixty Miles Ahead: poter vivere di musica

Intervista ai Sixty Miles Ahead: poter vivere di musica

Rock by Wild dà il benvenuto sulle sue pagine ai Sixty Miles Ahead. Modern rock band milanese che il 21 ottobre ha pubblicato il secondo full-lenght intitolato “Insanity“.

Ciao ragazzi! Prima di tutto vorremmo chiedervi cosa rappresenta per voi la bellissima immagine di copertina di “Insanity“. Come è stata sviluppata, che significato hanno le parole impresse sul volto ritratto e come questa si associa al vostro album?

La copertina rappresenta molto bene il nostro concetto di “Insanity” come viene descritto nella title track del disco! Volevamo una immagine sensuale ed elegante ma anche misteriosa e un po’ perversa. Abbiamo scartato centinaia di foto prima di trovare quella giusta ed era diventata una vera e propria ossessione! Le parole sono una serie di cose che ci hanno tormentato negli ultimi anni, ma le lettere sono volutamente mischiate tra di loro e le parole sono illeggibili. Ognuno è libero di leggerci la propria “Insanity”!

C’è stata una evoluzione nel sound e/o nei testi di questo album rispetto alla vostra prima release?

Nella parte musicale c’è molto più lavoro collettivo e quindi le sonorità sono più contaminate (visto che abbiamo gusti musicali molto diversi tra di noi). Per quanto riguarda i testi c’è molto più materiale scritto da Sandro (voce) rispetto allo scorso album e in generale abbiamo cercato di toccare tematiche totalmente nuove.

Anche se è cosa piuttosto comune, banalmente, vi chiediamo perché pur essendo italiani avete scelto la lingua inglese?

Per una questione di musicalità nella musica rock/metal, ma soprattutto per avere la possibilità di essere ascoltati anche all’estero.

Quanto tempo avete impiegato per la realizzazione di questo disco?

Circa due anni e mezzo dall’inizio della composizione alla pubblicazione del disco. E’ molto tempo per noi (non siamo persone molto pazienti). In passato eravamo molto più impulsivi e veloci nelle scelte, questa volta valeva la pena valorizzare questi brani con i tempi giusti!

Ci raccontate quanto lavoro c’è dietro la creazione di un album professionale (a partire dalla composizione dei riff, passando per le prove, la selezione dei pezzi, etc.), per una band che sta emergendo?

Partiamo sempre da lunghe jam in sala prove, tutto può partire da un riff,  un ritmo di batteria o una linea vocale. Registriamo le idee migliori, salviamo i file con nomi improponibili e riascoltiamo nei giorni successivi decidendo su quali vogliamo continuare a lavorare.
Quando ci sono abbastanza idee per fare una canzone, la scriviamo su una lista appesa ai muri della nostra sala prove e da quel momento è un brano della band e lo risuoniamo costantemente. Per questo disco avevamo circa 20 brani per arrivare ai 12 scelti.
La fase successiva è la pre-produzione, dove ci facciamo un’idea di come arrangiare il brano e di quali parti andranno registrate in studio. Alcuni pezzi richiedono tante di modifiche e varie versioni (la maggior parte), altri nascono praticamente già pronti per finire sul disco (più raro, ma estremamente appagante).

C’è qualche curiosità che potete condividere con noi sulla realizzazione dell’album?

Per “Millions of Burning Flames” ci siamo chiusi tutti e quattro in uno studio per quasi un mese. Invece per “Insanity” ognuno ha registrato le sue parti in un luogo diverso, dove sapeva di essere a suo agio e rendere al massimo. Luca (batteria) per esempio ha voluto occuparsi personalmente delle registrazioni delle batteria, di notte, nella nostra sala. Il risultato è ottimo, siamo molto soddisfatti. Il mix è stato poi affidato ai Magnitude Studio di Matteo Magni che ha lavorato in piena autonomia facendo un ottimo lavoro!

Sixty Miles Ahead - Insanity - Album CoverA cosa vi ispirate quando componete i vostri brani e a cosa vi siete ispirati nello specifico per “Insanity“?

In generale ci piace parlare di passioni, di quelle cose che ti accendono un fuoco dentro, ma anche delle sfide della vita e di come affrontarle senza farsi abbattere. Per “Insanity” siamo andati un po’ più a fondo parlando di cose più intime, di emozioni, di sentimenti e di storie successe alla band o nella nostra vita privata.

Generalmente chi scrive i testi dei Sixty Miles Ahead?

In questo disco c’è molto materiale scritto da Sandro (voce), ma alcuni brani sono stati scritti interamente da Luca (batteria) e Fulvio (chitarra).

Le parti strumentali invece?

Le parti strumentali vengono scritte da tutti, la nostra forza è il poter contare sull’apporto di ognuno!

Dietro l’immagine di copertina ed i titoli delle canzoni traspare una nostalgia di fondo per qualcosa di perso… si parla di sentimenti?

Sicuramente ci sono i sentimenti e le emozioni forti, ma non penso si tratti di nostalgia! Si parla più che altro di periodi turbolenti, di errori, di momenti di follia e di caos totale dal quale si esce comunque più forti … e consapevoli di essere vivi!

Anche la scelta di un video in bianco e nero, per il singolo “Every Time I Try“, racconta un senso di qualcosa che manca… è così?

In un certo senso sì, ma più che di qualcosa che manca si parla di qualcosa che non ci vuole lasciare andare, qualcosa che ci perseguita. Può essere una dipendenza, un vizio, una persona, un sentimento qualsiasi cosa da cui fuggiamo e con la quale siamo sempre in lotta.

Parlando più in generale, sembra che oggi nel rock le atmosfere siano spesso nostalgiche e cupe, ben diverse da quelle di qualche decade fa… riuscite ad individuare il motivo di questa evoluzione?

Non viviamo in tempi facilissimi, gli anni ’80 per esempio erano tempi più spensierati e la musica rifletteva quella leggerezza! Il rock è un genere che viene dalla strada, racconta le cose della vita e il mondo che ci circonda. Oggi c’è tanto smarrimento, tutto si muove velocemente ma sembra tutto estremamente precario. E’ più normale sentirsi persi e in lotta con se stessi o con il mondo. La musica è la valvola di sfogo anche di questo!

Quali sono le influenze musicali che i componenti dei Sixty Miles Ahead hanno subito nel corso degli anni?

Principalmente l’hard rock anni ’80 (Motley Crue, Europe, RATT, Gotthard, Bon Jovi)  e il post-grunge/alt metal americano (Alter Bridge, Nickelback, Godsmack, Black Stone Cherry) ma c’è un po’ di tutto nei nostri ascolti: punk rock, blues, pop rock.. e le colonne sonore dei peggiori film anni ’80/’90!

Cosa fate normalmente nelle vostre giornate e quanto tempo dedicate alla musica?

Quando non stiamo suonando in giro, provando, esercitandoci e insegnando musica… Stiamo curando la promozione dell’album, i rapporti con l’etichetta o qualcosa del genere! Quindi direi tutto il tempo! Ora avete capito un altro dei perché di “Insanity” come titolo. Siamo dei fissati.

C’è qualcuno di voi che riesce a vivere di musica? Se si in che ambito?

In tre su quattro viviamo di musica, suonando e insegnando musica in varie situazioni. Gestiamo anche una scuola di musica poco fuori Milano e ci da parecchie soddisfazioni!

Sappiamo che non c’è molto spazio per la musica emergente in Italia, tuttavia è lecito chiedersi anche quante siano le proposte davvero valide che non riescono ad emergere. Sapreste darci una risposta?

Più che lecito… Oggi chi dovrebbe valutare chi è davvero valido? Il pubblico? Gli addetti ai lavori? I reality? Non ti sappiamo dare una risposta. L’unica cosa che sappiamo è che c’è da lavorare sodo, perseverare, credere nel proprio valore cercando di trovare le situazioni giuste per la propria musica e continuare a crescere.

Qual è secondo voi l’errore più comune (se c’è) che porta una band molto valida a non farsi notare?

Nella nostra esperienza la cosa che può fare crollare una band valida musicalmente è la poca professionalità. Se qualcuno pensa che suonare rock/metal voglia dire comportarsi da cazzoni e fare le cose a caso sbaglia alla grande. Il divertimento è assicurato… ma il lavoro non finisce mai, bisogna avere una passione infinita, c’è sempre da imparare e serve una corazza bella dura per le critiche e gli insuccessi.

Tornando al disco, avete in programma un tour italiano (ed estero) per la promozione di “Insanity“?

Abbiamo già fatto le prime date per “Insanity” e al momento siamo impegnati nella promozione dell’album nelle radio. A brevissimo annunceremo nuove date italiane e siamo al lavoro anche per portare “Insanity” all’estero! Tenete d’occhio il nostro sito e i nostri social per i prossimi show

Forse i vostri fan più vicini già conoscono la risposta a questa domanda, ma ve lo chiediamo per tutti gli altri: cosa è scritto esattamente sulla chitarra che vediamo nel video (Mr HYDE N.1?)? Che significato ha?

Fulvio è endorser Dean Guitars per Gold Music che ringraziamo e “Mr HYDE N.1” e “Mr HYDE N.2” sono i nomi  delle due chitarre Dean Cadillac che Fulvio usa sia dal vivo che in studio ormai da alcuni anni. Hai presente Dr. Jekyll e Mr.Hyde? Ecco, Fulvio sul palco è al 100% Mr. Hyde!

Per concludere, potete fare un saluto ai lettori di Rock by Wild nello stile dei Sixty Miles Ahead?

Grazie per la bella intervista e grazie a chi ci sta leggendo! Ascoltate il nuovo album “Insanity” per farvi un giro nelle nostre perversioni! Sappiamo che siete folli almeno quanto noi. ; ) Vi aspettiamo ai prossimi concerti e sul nostro www.sixtymilesahead.com” target=”_blank”>sito web e pagina facebook. Rock on!

Grazie mille per aver risposto alle nostre domande e speriamo di potervi rivedere presto live, magari di nuovo a Roma!!

Author Description

Teresa Bonarrio

Teresa Bonarrio

Sognatrice intraprendente. Amante della scienza e della musica, dell’arte, della mente e del fantasy. Ricercatrice di perle rare, trasformatrice di pietre in diamanti. Grande oratrice. Se non conosce un modo per raggiungere qualcosa, lo inventa.

No comments yet.

Join the Conversation