Michael Schenker's Temple of Rock @ Crossroads - 05 12 2015Live Report Live Report Internazionali 

Michael Schenker’s Temple Of Rock @ Crossroads – 05 12 2015

L’arrivo di Michael Schenker con i suoi Michael Schenker’s Temple Of Rock, è stato atteso da tanti e lo si poteva capire dalle condivisioni sui social, oltre che dalle chiacchierate tra amici. Il chitarrista mancava da Roma dall’estate del 2011, evento in cui venne con tutta un’altra formazione e a cui ho avuto il piacere di essere presente.
Stavolta troviamo sul palco assieme a lui anche Francis Buchholz (basso) ed Herman Rarebell, (batteria), entrambi ex-membri degli Scorpions, Wayne Findlay, (tastiera e seconda chitarra – presente anche nella formazione del 2011), e Doogie White (voce), che fece parte dei Rainbow per l’album “Stranger In Us All” (1996), fu singer di Malmsteen per  “Attack!!” e “Unleashed The Fury”, ma è stata voce anche di molti altri gruppi, tra cui una delle ultime incarnazioni dei Tank.

Al nostro ingresso, intorno alle 21:15, al Crossroads tutti i tavoli sono occupati, anche se ancora non c’è molta gente sotto palco, la situazione cambierà presto. Pochi minuti per sistemarsi e alle 21:30 puntuali salgono sul palco i romani Pavic, band di apertura della serata.

Pavic

Forte della sua ultima prova in studio, uscita nel 2014, dal titolo “Is War The Answer”, la band propone oggi un hard rock dalle forti tinte moderne e molto ben sviluppato. Il disco rappresenta un deciso cambiamento stilistico, rispetto alla precedente proposta che si rifaceva invece al classico hard rock di stampo britannico.
Cambiamento stilistico reso possibile grazie all’ingresso del singer Joe Calabro, che oltre ad avere una voce particolarmente adatta al genere proposto, ha contribuito in maniera determinante al songwriting dei brani ed ha di fatto trasformato quello che era quasi uno studio project, in una vera e propria band amalgamata e rodata.
E’ un vero piacere ascoltare brani come  la title trackIs War The Answer”, “Everytime I Die” o la toccante balladSong For The Rain”, tutte eseguite magistralmente. Tra le song in scaletta abbiamo potuto ascoltare anche una cover dei Duran Duran, il classico anni ‘80 “Notorious”, anch’essa presente sull’ultimo album dei Pavic. La sensazione è che  il pubblico presente abbia gradito e particolarmente apprezzato lo show della band.
Ormai i Pavic sono una delle realtà migliori della scena locale e nazionale, seguitissimi non solo nella capitale, e il poter aprire la serata a una leggenda del rock come Schenker è il giusto riconoscimento alla bravura e alla dedizione musicale di questi ragazzi.

Scopri i Pavic

Pavic – Set List

Miracle Man
Is War The Answer?
Every Time I Die
Song For The Rain
Notorious (Duran Duran Cover)
In Your Eyes
Ghost
Welcome To My World
Just Go On (eliminata per questioni di tempo)
Your Own Misery

Michael Schenker’s Temple of Rock

Un rapido cambio palco ci separa dagli headliner della serata. E’ il roadie a salire sul palco per testare ancora una volta gli strumenti, assicurarsi che tutto sia pronto per partire e lasciare poi il campo ai Temple of Rock. L’arrivo di Michael Schenker è accolto con un’ovazione e si parte subito con il classico “Doctor, Doctor” degli UFO (band in cui Schenker ha militato). I presenti in sala iniziano ad esaltarsi. Il brano è ben eseguito, tuttavia manca una certa potenza di fondo ed il cantante Doogie White, che aspettavo di vedere live con ansia, non mi convince pienamente. Lo show prosegue con l’alternarsi di brani più recenti e super classici come “Lights Out”, “Natural Thing”, “Too Hot To Handle”.
C’è da dire che la prima parte del concerto è sembrata un po’ sotto tono ed anche il pubblico, dopo l’esploit iniziale, si fa più calmo, tanto da far innervosire lo stesso frontman che per buona parte della serata sembra seccato, (e ne ha fatto le spese la nostra fotografa, alla quale ha letteralmente strappato la strumentazione dalle mani, per sequestrarla illecitamente, ecco perché purtroppo non troverete molte foto della band – ndr). Al contrario sembra che la star della serata, Michael Schenker, si diverta ed interagisce costantemente con l’audience che si scalda mano a mano, con lo scorrere dei brani, per arrivare entusiasta a fine concerto.

Grazie alla presenza, nei Temple Of Rock, di alcuni membri degli ex Scorpions, la scaletta vede eseguire anche brani come “Rock You Like An Hurricane” e, più tardi, tra i bis, “Blackout”. Tuttavia è con “Rock Bottom” che si raggiunge l’apice della serata, durante il quale Schenker esegue uno splendido e lunghissimo assolo centrale che manda in estasi il pubblico. Stupendo!
Tra i bis non poteva mancare anche “Attack Of The Mad Axeman”, altro cavallo di battaglia della primissima carriera solista di Schenker.
Sono invece mancate, e per ovvi motivi, dal momento che in scaletta dovevano trovare ampio spazio anche i brani più recenti, alcuni tra i brani più famosi della discografia dei Michael Schenker’s Temple Of Rock, che sicuramente avrebbero alzato di molto la qualità il concerto, come ad esempio “Armed and Rady“, “Into The Arena“, “Are You Ready To Rock“, “Captain Nemo“, “On And On“, “Courvoisier Concert“, “Cry For The Nations“.

A fine concerto l’attesa è stata ripagata, anche perché parliamo di composizioni così alte che da sole potrebbero fare un live, eppure mi sarei aspettato qualcosa di più, non tanto da Schenker, quanto dalla band nel complesso. Ho trovato la batteria di Herman Rarebell un po’ troppo semplicistica, classico accompagnamento in 4/4, senza fronzoli, e la voce di Doogie White, (senza nulla togliere alla sua eccellente carriera), più consona ad un genere con venature epiche, alla Rainbow per l’appunto, piuttosto che all’hard rock di Schenker. A supporto di questa mia sensazione posso dire che alcuni dei brani in scaletta, eseguiti nel 2011 dalla voce più calda e bluesata di Gary Barden, (cantante originale di Schenker), avevano un appeal maggiore.
La band è stata comunque reduce da uno scheduling delle date molto stretto, prima di Roma, ultima data del tour, infatti, aveva suonato a Fontaneto d’Agogna (NO) ed una sola giornata di pausa non è molto. Parliamo pur sempre di musicisti che non hanno più 20 anni. Peccato solo che non siano usciti, nel dopo concerto, per foto ed autografi di rito, unico vero momento di contatto diretto con il pubblico. Peccato davvero.

Ringraziamo il Crossroads e tutta l’organizzazione per l’accoglienza e la cortesia, ma anche, e soprattutto, per la qualità degli artisti che con tanta passione riescono a portare nella Capitale.

Michael Schenker’s Temple Of Rock – Set List

Doctor Doctor (UFO)
Live And Let Live
Lights Out
Where The Wild Wind Blows
Natural Thing
The Devil Knows Your Dead
Victim Of Illusion
Lovedrive (Scorpions)
Coast To Coast
Vigilante Man
Saviou Machine
Too Hot To Handle
Lord of The Lost And Lonely
Rock You Like A Hurricane (Scorpions)
Rock Bottom

Encore:
Attack of The Mad Axeman
Communion
Blackout (Scorpions)

Gallerie Fotografiche a cura di Francesca Keifer

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