Abysmal Grief + Demonomancy + Night Gaunt + Riti Occulti @ Traffic - Live ReportLive Report Live Report Nazionali 

Abysmal Grief: e tu vivrai nel terrore! L’Aldilà @ Traffic – 27 12 2015

Abysmal Grief + Demonomancy + Night Gaunt + Riti Occulti

Il mio prologo non è altro che un monito per farvi addentrare nel mondo delle tenebre e dell’occulto di questa meravigliosa serata organizzata da No Sun Music ed Erocks, sempre attente ai fenomeni metal più all’avanguardia. Detto ciò, proseguiamo nel nostro tetro viaggio.

Riti Occulti

Arrivo largamente in anticipo per questa serata. Neanche i problemi alla mia auto mi hanno fermato e mi sarei fatto portare anche da Caronte, sul traghetto, tanta era la mia curiosità per l’evento in questione, a cui non ho saputo resistere. Prima di entrare dai cancelli odo il soundcheck della prima band, i Riti Occulti, e la voce della cantante fa sembrare davvero di addentrarsi nel più buio dei gironi danteschi: un’atmosfera molto simile a quella provata quando ho visto il film Catacomb, dove gli esploratori malcapitati incontrano un gruppo di cultori del maligno.
La band capitolina propone uno stooner doom metal tinto di black con tematiche dei testi che riguardano occulto, satanismo e magia nera.
All’attivo hanno due album, l’omonimo “Riti Occulti” del 2012 e “Secta” del 2013, ed il singolo del 2015 “Eleanor Rigby” (McCartney con il Chiodo – NdR) che purtroppo non suonato in questo concerto per mancanza di tempo; come d’altronde sono pochi anche i brani che hanno eseguito, estrapolati dai loro due album. Pochi, ma veramente intensi.
Si parte con un “Intro” vocale atmosferica dove l’ugola di Elisabetta Marchetti ci delizia con un sound incantatore che neanche le sirene dell’Odissea avrebbero potuto fare meglio. Si prosegue con “Aes” dove le contaminazioni dei Tryptikon di Sir. Thomas Gabriel Warrior e dei Saint Vitus si sprecano, con accenni shoegaze drone metal che non guastano per nulla. Anzi il sound proposto è veramente potente, nessuno di loro sbaglia una nota, un accenno, un passaggio.
Riti Occulti è una band che mostra il fatto suo, soprattutto nei passaggi lenti e cadenzati. Meritano un vero plauso, sembra di ascoltare i migliori Type O Negative fusi con gli Ava Inferi. Ma la perla della serata è la contrapposizione vocale con l’altra cantante, Serena Mastracco, che ha in carico le parti scream, la cui vocalità potente ed incisiva è molto simile a quella di Lady Cadaveria, Cadaveria ed ex-Opera IX, (che abbiamo incontrato di recente per un’intervista – NdR).
Nel complesso ottima prova; non c’è un brano negativo nei soli quattro proposti, peccato non aver potuto suonare le cimiteriali “Argentum” e “Albedo“, veri inni al depressive black più agghiacciante che secondo me rappresenta, in tutto e per tutto, il sound di questa band.
Da segnalare come brano di chiusura anche “Alcyone“, che fa meritare un altro plauso alla band: ruvido ed atmosferico allo stesso tempo. Chitarra basso, batteria, tastiera e le due voci, si fondono in unico sound malato capace di creare un forte senso di opprimente angoscia in chi lo ascolta, ovviamente voluto.
Speriamo di rivederli con maggior tempo, ottima la prima.

Riti Occulti – Setlist

“Intro”
“Aes”
“Aurum”
“Desert of Soul”
“Alcyone”

Riti Occulti – Line Up

Niccolò Tricarico: Bass and Vocals
Elisabetta Marchetti: Clean Vocals
Serena Mastracco: Harsh Vocals
Alessandro Antico: Drums
Giulio Valeri: Keyboards

Night Gaunt

E’ ora il turno della seconda band non completamente del Lazio. Infatti due membri sono di Foggia.
Il genere proposto è un doom metal con tematiche che riguardano paranoia, problemi personali ed orrore. Un incrocio fra i primi due lavori dei Paradise Lost, “Lost Paradise” e “Gothic” , Electric Wizard e Saint Vitus.
I 6 brani proposti sono tratti dal loro unico album, l’omonimo “Night Gaunt” (Lovecraft con il Chiodo – NdR), uscito nel 2014.
Si parte con “Jupiter“, dal sound incalzante ed ipnotico. Per chi ascolta è un po’ come i Saint Vitus: i brani o ti piacciono tutti o non te ne piace nessuno, in quanto ogni song è come la prosecuzione dell’altra, una sorta di racconto dove il lettore rimane incollato al libro e non vede l’ora di sfogliare tutte le pagine per sapere cosa c’è dopo.
Il suono proposto può essere definito vibrante. E’ una questione di empatia: le loro sonorità sono come le spire di un serpente che avvolgono i malcapitati in una lugubre morsa, ne sono un esempio i brani “Aquiescent Grave” e “The Church“. Da pelle d’oca. Veri complimenti anche per la loro professionalità: nonostante i forti rumori, i musicisti si sono accorti che le chitarre erano leggermente sottotono, ed hanno provveduto immediatamente come si richiede ai veri professionisti.
La fusione basso, chitarra e batteria dà all’ascoltatore il senso di un suono che presagisce la morte, come se da un momento all’altro dovesse succedere qualcosa, esempio ne è “Breathless” in cui, dall’inizio della song e fino ad un minuto dalla fine, c’è una carica degna degli Autopsy di “Mental Funeral“, con particolare riferimento ai due brani “Hole in the Head” e “Robbing The Grave“.
E’ poi il brano “Jupiter’s Fall” a chiudere il loro show. Brano in cui la band non avrebbe potuto fare di meglio, in quanto in esso è racchiusa tutta l’essenza del gruppo. Bravi i ragazzi, se continuano così potranno tranquillamente diventare un gruppo di punta fra i grandi nomi, anche esteri, del loro genere. Promossi a pieni voti.

Night Gaunt – Setlist

“Jupiter”
“Persecution”
“Breathless”
“The Church”
“Acquiescent Grave”
“Penance”
“Jupiter’s Fall”

Might Gaunt – Line Up

Araas: Bass
Kelèvra: Drums
Zenn: Guitars
Gc : Vocals

Demonomancy

Ora passiamo al terzo gruppo… e qui i puntini dicono tutto. Perché proporre questa band nel festival? La band capitolina propone un raw black metal con tematiche di satanismo rituali e demoni simil Horna, primi Belphegor di “Goatreich“, Impending Doom (quelli tedeschi, da non confondere con la band death americana), ed Impaled Nazarene dell’album “Tol Cormpt Norz Norz Norz“. Ma il “problema” è che, oltre al contesto non del tutto consono, la band ha tirato fuori dal proprio repertorio i brani più efferati.
I Demonomancy hanno all’attivo due demo, “Bearers of Black Art” del 2010 , “The Premonition” del 2012, l’EP “Rites of the Barbaric Demons” e il loro ultimo album “Throne of Demonic Proselytism“. Detto questo premetto che, a parte “l’Intro” evocativo per “Rites of Barbaric Demons, non sono riuscito a percepire nessuna differenza tra un brano e l’altro. Inoltre la band ha sporcato ancora di più il suono live, rendendolo ancora più raw: se avesse curato di più la pulizia dell’esposizione, come nell’EP e nel loro album, che ho accuratamente ascoltato, non sarebbe neanche male nei rallentamenti. Mi hanno ricordato i Darkthrone di “Soulside Journey“, potenziati all’ennesima pesantezza.
Hanno un enorme potenziale live, che purtoppo però hanno sfruttato male, contando più sul rumore che sulla tecnica. Lo dice uno che ascolta svariati generi ed anche cose veramente pesanti, ma sempre con criterio. Provate i Lyfhtraisyr di “The Final Resurrection“, oppure un lavoro qualsiasi dei Dark Funeral, è tutto un altro universo.
Da segnalare “Baptism of Serpents Conceived in Martyrdoom“, (democromantic spiritual dimension), l’ipnotica “Involution of Spirit into Mass“, la migliore del lotto, e la conclusiva “Feast of Blood-The Obscurity Mass“.
Cosa aggiungere? Forse che è un genere che ha espresso il suo massimo nel 1991/1996, ma di cui ormai è stato detto tutto. Alla prossima.

Demonomancy – Setlist

“Intro”
“Rites of barbaric demons”
“Baptism of serpents conceived in martyrdom”
“Impious Revelation(Bestiality prevails)”
“Involution of spirit into mass”
“Hordes of Fallen Souls”
“Archaic Remnants of the Numinous”
“At The Great Gates to Black Doom”
“Feast of Blood –The Obscurity Mass”

Line Up – Demonomancy

Sin Desecration: Bass
Black Gods Thriumph: Drums
Witches Whipping: Guitars (Infernal howlings, harsh vocals)

Abysmal Grief

Ed ora, adepti della fiamma nera, “For Whom The Bell Tolls” è il momento dei protagonisti della serata.
Per tutto il tempo del concerto è stato impresso il logo dell’ultima band dietro il palco, quello degli Abysmal Grief, il cui allestimento è stato molto accurato e d’impatto, con tanto di candele, incensieri, statue cimiteriali e drappi mortuari; in più ha troneggiato l’organo elettrico del singer. Una scenografia degna dei capolavori horror anni ’70 (la Hammer Film Production con il Chiodo – NdR).
La band proviene dalla Liguria, con all’attivo quattro album, l’omonimo “Abysmal Grief” del 2007, “Misfortune” del 2009 , “Feretri” del 2013 e “Strange Rites of Evil” del 2015 ed anche una folta discografia di EP, demo e split album.
Gli Abysmal Grief si possono considerare, insieme ai Death SS, una delle migliori nel genere del doom metal, con tematiche di divinazione, occultismo, misticismo funereo ed horror. E’ impossibile alla fine etichettare il loro genere, in quanto possono essere ascoltati tranquillamente da chi segue black metal, heavy anni ’70/’80/’90, hard rock, gothic, doom e chi più ne ha più ne metta. Ma la cosa che mi ha più sorpreso è l’incattivimento del sound e della voce, ragione forse dovuta alla passione del cantante e tastierista Labes C. Necrothytus, per i Moonspell, gruppo da me, e da molti, considerato uno dei migliori sulle scene. Comunque tutto questo processo ha avuto origine con “Feretri” e si è concretizzato con l’ultima release, in un percorso fatto con criterio ed assoluta dovizia.
I brani della performance sono tratti dai loro quattro full lenght, con l’aggiunta di “Hearse” e “Samhain Feast” dai loro due EP.
Lo show è stato un’amalgama di emozioni a detta di tutti, dove, oltre alla scenografia, ha fatto da padrone la professionalità della band che ha proposto alcuni tra i suoi migliori brani dal vivo. C’è quasi tutto, da classici quali “Creatures From The Grave” a “Crypt of Horror“, ed in chiusura l’aggiunta di una versione da pelle d’oca di “Chains Of Death” dei Death SS, sviluppata in chiave più mortifera e goth se vogliamo. Per essere puntigliosi, forse avrei dato un po’ più di tempo agli Abysmal Grief, riducendo il festival a tre band e ciò avrebbe giovato anche a livello di longevità, ma non si può avere tutto e ci siamo goduti un bello show finale, dove a fare la parte del leone è stato anche il chitarrista Regen Graves, veramente granitico per i suoi solo e le ritmiche al vitriolo.
Ciliegina sulla torta sarebbe stata la song “Borgo Pass“, tolta forse per mancanza di tempo, ma comunque poco importa: lo show è andato alla grande e la gente è uscita soddisfatta dal locale. Mi auguro di poterli vedere sempre in una serata a tema, dove possano proporre un concept dal vivo di tutta la loro storia musicale.
E’ un orgoglio avere musicisti del genere nel metal in Italia.

Abysmal Grief – Setlist

“Nomen Omen”
“Hidden in the Graveyard”
“Celebrate what they fear”
“Creatures from the grave”
“Radix Malorum”
“Hearse”
“Crypt of Horror”
“The Samhain Feast”
“Chains Of Death (Cover dei Death SS )”

Abysmal Grief – Line Up

Lord Alaistar : Bass
Lord Of Fog: Drums
Regen Graves: Guitars
Labes C. Necrothytus: Vocals (Clean/Scream), Keyboards

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