Alessandro Staiti - In The Court Of The Crimson King - libro - 2016Recensioni Recensioni Nazionali 

Alessandro Staiti – “In The Court Of The Crimson King” – libro

A 34 anni dal precedente libro, Alessandro Staiti, giornalista pioniere della saggistica Cremisi in Italia e in passato personalmente coinvolto nelle pratiche filosofiche divulgate da Robert Fripp, torna a scrivere un libro sui King Crimson.

In The Court of The Crimson King” (Arcana, 2016), non comincia da dove finiva il precedente “Robert Fripp & King Crimson” (Lato Side, 1982), – libro ormai introvabile(1) – anzi, torna indietro e comincia da prima dell’Inizio, da prima di quel fatidico 1969, anno che nel corso dei decenni da cui ci separa ha creato tutta una generazione di nostalgici del 1969, che ha in comune con quella più notoria dei nostalgici del 1968 solo il fatto di “non esserci stati” ma anche anno dove è venuto alla luce il disco del “faccione” più noto del mondo, dopo il quale nulla sarà come prima.

(1) … e chi lo possiede non lo dice per paura che il Sig. Fripp, sapendolo, si presenti nelle loro case a confiscarglielo insieme a tutti i dischi dei King Crimson.

In the Courtyard of Mr. Fripp

Con uno stile asciutto e preciso nella forma ma entusiasta e coinvolgente nella sostanza, Alessandro Staiti dedica gran parte del libro a raccontarci le origini di quel gruppo di giovani musicisti inglesi che, andandosene controcorrente rispetto a gran parte dei loro coetanei compaesani, se ne fregarono di Muddy Waters e Sonny Boy Williamson II (ma insospettatamente mettendo, nel caso di Fripp, tra i suoi dischi seminali “Beano” dei Bluesbreakers), per diventare quel “gruppo anticipatore della natura disturbante” che si chiama King Crimson,  restituendo dignità umana a persone diventate, sia per i fan che per i detrattori, troppo presto personaggi.

Le successive analisi effettuate da Staiti sui primi lavori discografici come “The Cheerful Insanity Of Giles, Giles & Fripp“, e ovviamente “In The Court Of The Crimson King“, fotografano un gruppo lontano dai facili comportamenti stereotipati di ragazzini (talentuosi ma pur sempre ragazzini) giunti al successo ma quello di un gruppo serio e professionale di musicisti, la cui etica del lavoro ha pochi eguali nel mondo della popular music, di allora come di oggi (potrei citare Frank Zappa, Jethro Tull e Steely Dan).
In oltre, cosa non secondaria, dopo tanta fUn fiction sui retroscena dei primi anni della band, Alessandro Staiti dà a Fripp quello che è di Fripp e restituisce agli altri ciò che non è di Fripp.

Le analisi non si limitano solo ai due album su menzionati ma l’autore analizza con dovizia di particolari anche i famosi “The Brondesbury Tapes (1968)“, della ditta Giles, Giles & Fripp e associati, usciti in CD nel 2001, il monumentale “cofanettino” CD 2+2 “Epitaph” (1992) che documenta l’attività concertistica nel 1969 e addirittura le poche ma significative BBC sessions dei Crimso (per queste ultime con significativo e non poco contributo della .. ehmm .. nostra redazione – vedi la nostra serie BBC Sessions su Rock by Wild – ndr).

 

Alessandro StaitiNel libro non mancano ovviamente i riferimenti all’aspetto esoterico e filosofico della “Materia Cremisi” e oltretutto l’autore, considerando il suo background non potrebbe ignorarli ma saggiamente decide di limitarli ai pochi accenni in merito alla diatriba su chi, o cosa, sia il Re Cremisi. Troppe pagine, soprattutto a sproposito, sono state scritte sull’argomento e colui che dice di volervi insegnare non è realmente interessato a voi. Ora è meglio tacere.

Personalmente ho trovato leggermente fuori fuoco la seconda parte del volume, quella dedicata ai King Crimson del 2014-2016, con live report, intervista a Jakko e analisi degli ultimi prodotti discografici di questa formazione, come il cofanetto “Radical Action to Unseat the Hold of Monkey Mind” (2016).
Non che non sia interessante ma questa sezione è forse un tantino in anticipo rispetto ai tempi di pubblicazione con la quale la nostra editoria è abituata a trattare l’attualità musicale di certi nomi. E’ troppo presto, non ci siamo abituati. Un libro sui KC del 2014-2016 non può uscire in Italia prima del 2034.

Altro difetto del volume è che finisce troppo presto. Si lo so che in copertina c’è scritto solo “In The Court Of The Crimson King” e non “I King Crimson di Peter Sinfield” ma i discorsi, già assolutamente interessanti limitati agli inizi del 1970, continuano purtroppo per noi ad esserlo anche dopo quel fatidico scioglimento, necessario per l’evoluzione (per qualcuno involuzione, forse i “nostalgici del 69) della musica cremisi.
A questo punto vogliamo a breve da Alessandro Staiti (ma prima del 2034), un secondo libro dedicato alla Fase 1 dei King Crimson, l’era Sinfield. Un libro che ci parli di “In The Wake of Poseidon“, “Lizard” e “Island“… e tutto il materiale postumo correlato… e poi un altro libro che ci parli dei “Potenti King Crimson” dalla fine del 1972 a “RED“,  con elenco e analisi dettagliatissime di tutte le improvvisazioni live di quella magnifica formazione… e poi … e poi ….

… in attesa, perché Alessandro Staiti lo farà prima o poi, leggetevi questo libro “In The Court Of The Crimson King“. Se conoscete già l’album del 1969 vi interesserà leggerlo per approfondire il prima e il durante della realizzazione di un’Opera d’Arte, se non conoscete ancora l’album, la lettura del libro vi preparerà non poco al suo impatto.

Alessandro Staiti – “In The Court Of The Crimson King” – libro

Titolo: In The Court Of The Crimson King
Autore: Alessandro Staiti
Editore: Arcana, 2016
Numero Pagine: 194

Gruppo Facebook Italiano sui King Crimson dove potrete interagire con Alessandro Staiti – link

 

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