Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’ almanacco di Rock by Wild – 1 luglio

5 Ricorrenze per il 01 luglio

Nasceva Willie Dixon

(Vicksburg, 1º luglio 1915 – Burbank, 29 gennaio 1992)

Oggi si ricorda il compleanno di Willie James Dixon, contrabbassista blues statunitense, nonché cantautore, arrangiatore e produttore discografico della leggendaria Chess Records di Chicago. È considerato una delle figure chiave nella nascita del Chicago Blues.
Noto come uno dei cantautori più prolifici della sua epoca, nel corso della sua lunga carriera ha composto tanto per se stesso, quanto per altri celebri artisti, brani fondamentali come “Hoochie Coochie Man“, “I Just Want To Make Love To You“, “Little Red Rooster“, “Back Door Man“, “Wang Dang Doodle“, “You Shook Me” e “I Can’t Quit You Baby“, “29 Ways“, divenuti in brevissimo tempo dei classici.
Ai blues di Willie Dixon è dovuta gran parte della fama di artisti del calibro di Muddy Waters, Howlin’ Wolf, Otis Rush, Bo Diddley, Little Walter, Sonny Boy Williamson II, Koko Taylor, Memphis Slim e Jimmy Rogers.
Quasi ad incarnare una linea di assoluta continuità tra il blues rurale del delta del Mississippi, quello di Chicago e il rock and roll, Dixon ha prestato il proprio contrabbasso alla registrazione dei grandi successi di Chuck Berry e Bo Diddley degli anni ’50.
Negli anni sessanta e ’70 i suoi blues, riproposti in chiave assai innovativa pur mantenendone intatto lo spirito originario, hanno costituito la materia fondamentale con cui si sono confrontati alcuni dei più grandi artisti del rock e dell’hard rock contemporaneo come Led Zeppelin, Jimi Hendrix, The Rolling Stones, The Doors, Bob Dylan, Cream, The Yardbirds, Queen, Megadeth, The Allman Brothers Band e Grateful Dead.
Nel 1994 è stato introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame nella categoria Early influences, alla luce dell’enorme influenza che la sua opera ha esercitato sulla musica a venire.
La sua salute cominciò a peggiorare tra gli anni ’70 e gli anni ’80, a causa di un persistente diabete, che lo costrinse all’amputazione di una gamba. È di questo periodo (1985) l’album “Mighty Earthquake and Hurricane“.
Dixon morì di infarto nel 1992 e fu sepolto nel Burr Oak Cemetery ad Alsip, nell’Illinois.

Nasce Vito Bratta

(New York, 1º luglio 1961)

Oggi è il compleanno di Vito Bratta, chitarrista statunitense di origini italiane, noto per aver militato nella band hair metal White Lion dal 1983 al 1992, partecipando ai loro 4 album, “Fight To Survive“, “Pride“, “Big Game” e “Mane Attraction“. Nel 1992, conclusa l’esperienza con i White Lion, Bratta fece parte dell’album omonimo del progetto CPR, (Coven, Pitrelli, Reilly), per poi ritirarsi a vita privata dal 1994. Da quel momento in poi di Vito Bratta non si seppe più nulla, fino all’intervista di Eddie Trunk del 16 febbraio 2007, nella quale Bratta chiarì i motivi del suo ritiro dalle scene e le prospettive per il futuro. A rompere il silenzio musicale, durato 15 anni, nell’Aprile 2007 fece la sua prima riapparizione musicale pubblica di due serate al L’Amour Reunion Shows a New York. Lo stile chitarristico di Vito Bratta è essenzialmente riconducibile all’influenza di Eddie Van Halen, molto in voga negli anni ottanta, e seguita anche da altri chitarristi come Reb Beach e Nuno Bettencourt. In particolare, questa si dispiega nell’utilizzo di arrangiamenti compositi nell’accompagnamento in luogo dei power chord comunemente usati nell’heavy metal, e cioè attraverso l’impiego di accordi completi, di arpeggi e di triadi arpeggiate suonate in stoppato, intervallate da brevi frasi melodiche, (si veda, per un esempio, il brano “Hungry” dall’album “Pride“). L’aspetto più caratteristico delle parti soliste di Bratta, invece, è il frequente utilizzo del tapping per creare fluide linee melodiche, intervallate da arpeggi suonati con lo sweep picking e da suoni particolari creati con l’uso della leva del vibrato. Nei dischi “Big Game” e “Mane Attraction“, Vito Bratta utilizza anche una chitarra Steinberger GM con lo speciale ponte Trans-Trem, che permette di alzare o abbassare l’intera accordatura della chitarra con un semplice movimento della leva. Ciò consente una maggiore varietà nell’altezza delle note suonate. Un ottimo esempio di questo nuovo strumento sonoro è contenuto nell’assolo del brano “Little Fighter“, (dall’album “Big Game“), in cui Bratta alza l’accordatura di un semitono da Mi a Fa. Anche questa idea, tuttavia, deriva dagli esperimenti già compiuti da Van Halen nell’album “5150“. Seppure iscrivibile nel solco di una corrente stilistica molto in voga nel periodo, lo stile chitarristico di Vito Bratta si presenta come particolare e creativo, improntato alla melodia e ricercato nella costruzione di arrangiamenti ed assoli. Insomma, come la sua principale influenza, Eddie Van Halen, anche Bratta è un chitarrista al servizio della canzone e del gruppo, piuttosto che un virtuoso fine a se stesso.

Nasce Rolf “Rock’n’Rolf” Kasparek

(Amburgo, 1º luglio 1961)

Oggi compie gli anni Rolf “Rock’n’Rolf” Kasparek, cantante e chitarrista tedesco.
Nel 1976 fonda ad Amburgo i Running Wild, band speed metal di cui è cantante e chitarrista, nonché unico compositore, con l’amico e chitarrista Uwe Bendig, la band inizialmente si chiamava Granite Hearts. Ai due si unirono il bassista Jörg Schwarz e il batterista Michael Hoffmann. Il gruppo iniziò a provare a casa di Bendig. Schwarz venne poi sostituito da Carsten David e la band iniziò a comporre brani propri. Poco tempo dopo sia David che Hoffmann abbandonarono il gruppo, venendo sostituiti rispettivamente da Matthias Kaufmann e Wolfgang “Hasche” Hagemann, che allora suonavano nei Grober Unfug, una band della scuola di Rolf. Dopo molto tempo passato a provare, la band nel 1979 decise di cambiare nome in Running Wild, nome ispirato dall’omonima canzone dei Judas Priest. Nel 2009 aprì un progetto di nome Toxic Taste e fece anche un cd dal titolo “Toxication“.

Esce “Into Glory Ride

1 luglio 1983: “Into Glory Ride“, prodotto dalla Music for Nations, è il secondo album del gruppo statunitense heavy metal Manowar.
Con quest’album si ha l’arrivo del batterista Scott Columbus, che avrebbe inciso pressoché tutti i seguenti album dei Manowar, (eccettuato “The Triumph of Steel” del 1992), fino a “Gods of War” del 2007. Dotato di uno stile potente ed estremamente semplice, il nuovo arrivato sostituiva il precedente Donny Hamzik, fuoriuscito dalla band poiché non in grado di reggere i ritmi imposti dalla vita in tour.

Tracce

1 Warlord – 4:13
2 Secret Of Steel – 5:48
3 Gloves Of Metal – 5:23
4 Gates Of Valhalla – 7:11
5 Hatred – 7:38
6 Revelation (Death’s Angel) – 6:28
7 March For Revenge – 8:24

Formazione

Ross the Boss – chitarra
Joey DeMaio – basso
Scott Columbus – batteria
Eric Adams – voce

Mel Galley ci lasciava

(Cannock, 8 marzo 1948 – Heath Hayes and Wimblebury, Regno unito, 1º luglio 2008)

Si ricorda oggi la morte di Mel Galley, chitarrista inglese che vanta partecipazioni con band hard rock quali Whitesnake, Trapeze, Finders Keepers e Phenomena. Il 7 febbraio 2008 Galley rivelò di essere malato di un cancro all’esofago che gli aveva lasciato solo pochi mesi di vita rilasciando un addio pubblico sul suo sito.

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