Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 1 novembre

7 Ricorrenze per il 1 novembre

Nasce Anthony Kiedis

(Grand Rapids, 1º novembre 1962)

Oggi è il compleanno di Anthony Kiedis, cofondatore e frontman del gruppo rock Red Hot Chili Peppers.
Anthony nasce al St. Mary’s Hospital di Grand Rapids, nel Michigan, dal matrimonio tra il padre John e la madre Peggy Nobel, entrambi americani. Dopo la nascita di Anthony la famiglia si trasferì in vari posti come Palm Beach, in Florida, per ragioni di lavoro. Il matrimonio tra John e Peggy non durò molto, infatti John tradì la moglie, successivamente ci fu il divorzio quando il piccolo Anthony aveva sei anni.
All’età di 11 anni si trasferisce dal padre a Los Angeles. Suo padre ebbe grande effetto su di lui quando crebbe.

Ho ereditato l’insaziabile desiderio di mio padre di conoscere tutte le donne più belle del mondo.

Ben presto Anthony sperimentò un certo tipo di vita. Quando viveva dal padre iniziò a sperimentare varie droghe, a 11 anni iniziò a fumare erba, marijuana, che il padre trafficava come spacciatore. Sempre in quella età inizia a far piccoli furti nei supermercati con gli amici d’infanzia. Anthony perse la verginità pochi giorni prima del suo dodicesimo compleanno con una ragazza diciottenne di nome Kimberley Smith, compagna del padre in quel tempo.
Per quanto riguarda la sua carriera cinematografica, ha iniziato con il film F.I.S.T. in cui interpretava il figlio di Sylvester Stallone, e usava lo pseudonimo Cole Dammett. Un giorno, alla Fairfax High School conobbe un ragazzo australiano di nome Michael Balzary, (meglio conosciuto come Flea), e da quel giorno furono indivisibili tanto da diventare il duo più selvaggio e pazzo di tutta la città.
Ai due si aggiunsero presto Hillel Slovak e Jack Irons, con i quali formarono i Red Hot Chili Peppers, esibendosi per la prima volta in un club losangelino nel febbraio 1983. Nella sua autobiografia ha raccontato che è stato proprio il padre, che spacciava, ad iniziarlo al consumo di marijuana e cocaina. Durante gli anni, Kiedis è spesso ricaduto nel tunnel della droga, in particolare cocaina ed eroina, di cui parla nelle canzoni “Knock Me Down” e “Under the Bridge“. Il primo tentativo di disintossicarsi venne messo in atto dopo la morte dell’amico, nonché chitarrista della band, Hillel Slovak, (a causa di un’overdose di speedball).
Kiedis entrò in riabilitazione nel 1988 e rimase pulito fino al 1994, periodo in cui ricominciò a fare uso di droghe per poi smettere definitivamente nel 2000, dopo l’uscita dell’album “Californication“. Da allora non si è più drogato e non ha mai più bevuto alcolici.
Nel marzo del 2007 ha rilasciato un’intervista alla rivista musicale statunitense Blender, nella quale ha affermato:

È semplice essere un tossico, non è affatto semplice essere uno dei più grandi chitarristi di sempre o un grande scrittore.

Dopo oltre vent’anni di speculazioni, nel maggio del 2012 è stato confermato che il luogo in cui Kiedis era solito far uso di droghe, e che ha ispirato la canzone “Under the Bridge“, corrisponde a MacArthur Park, a Los Angeles. Lo scrittore Mark Haskell Smith lo ha individuato basandosi su interviste rilasciate dal cantante e sulla sua autobiografia, Scar Tissue. Nel 1992 Kiedis aveva confessato alla rivista Rolling Stone che il ponte si trovava nella periferia di Los Angeles, ma aveva affermato “Non è importante. Non voglio che le persone lo cerchino”.
Ha avuto un figlio con la modella Heather Christie. Il bimbo è nato il 2 ottobre 2007 e si chiama Everly Bear; il particolare nome è dovuto alla passione di Anthony per gli Everly Brothers, il secondo nome invece è stato scelto dalla madre.
Kiedis è vegetariano. La PETA lo ha eletto nel 2008 come vegetariano più sexy dell’anno.
Nei primi cinque album della band, Kiedis alternava strofe rap e ritornelli melodici, ispirato da Grandmaster Flash and the Furious Five, Sly Stone e Stevie Wonder. A partire da “One Hot Minute” ha cominciato a cantare in modo più tradizionale e melodico, lasciando lo stile degli esordi a pochissimi brani.

Nasce Rick Allen

(Dronfield, 1º novembre 1963)

Oggi è il compleanno di Rick Allen, famoso batterista della band dei Def Leppard, con i quali esordì ancora ragazzino. La sua avventura con questa band comincia il 28 novembre 1978, quando rispose ad un annuncio dei Deaf Leopard (nome poi cambiato nel più accattivante Def Leppard), alla ricerca di un nuovo batterista. Nel 1980 il gruppo pubblica il suo primo album “On Through the Night“.
La notte del 31 dicembre 1984, nella città di Sheffield, Rick Allen perse il controllo della sua Chevrolet Corvette mentre si stava recando, in compagnia della fidanzata Miriam Barendsen, ad un party di capodanno. Un automobilista a bordo di un’Alfa Romeo lo sorpassò e ingaggiò con lui una sorta di sfida, ostacolandolo e provocandolo a lungo. In un eccesso di rabbia forzò un sorpasso, non accorgendosi di essere in prossimità di una curva. L’auto uscì di strada ribaltandosi, abbatté un muro di pietre e finì in un campo adiacente. La ragazza riportò solo lievi ferite. Allen fu sbalzato fuori dall’abitacolo, la sua cintura di sicurezza non era fissata correttamente. Fu proprio questa a lesionargli gravemente il braccio sinistro poco sotto la spalla. Un infermiere di passaggio soccorse i due e chiamò i soccorsi. In un primo momento i medici riuscirono a riattaccare l’arto al batterista, ma in seguito a un’infezione furono costretti ad amputarlo. Dopo meno di quattro settimane Allen uscì dall’ospedale e si riunì al gruppo. In collaborazione con gli ingegneri della Simmons, Allen, il cantante Joe Elliott e l’amico batterista Jeff Rich (Status Quo) progettarono un drum set in grado di permettere ad Allen di continuare a suonare con un solo braccio. La soluzione fu un drum set ibrido, composto da elementi acustici, elettronici e da pedali che il batterista avrebbe dovuto utilizzare con il piede sinistro, convenzionalmente utilizzato per controllare il charleston. Pedali e pad elettronici riproducevano i suoni di una normale batteria acustica e, dopo un periodo di pratica, Allen fu in grado di riprendersi a tutti gli effetti il suo posto nei Def Leppard. Il suo ritorno su di un palcoscenico dopo l’incidente avvenne nel 1986 al “Monsters of Rock” di Donington.

Esce “Fly to the Rainbow

1 novembre 1974: “Fly to the Rainbow” è il secondo album della band hard rock/heavy metal tedesca Scorpions. L’album, che fu a lungo criticato per la sua copertina, che sembrava essere promotrice dell’omosessualità, rappresenta il debutto in formazione di Ulrich Roth e Francis Buchholz. Il disco è ancora profondamente influenzato dalla psichedelia del primo album dove alla chitarra c’era Michael Schenker, ma il cambio di formazione tra le due produzioni può essere facilmente notato dall’ascolto delle sette nuove canzoni.
Il brano d’apertura “Speedy’s Coming” e l’omonima “Fly to the Rainbow“, sono diventati classici da concerto per tutta la durata degli anni ’70.

Tracce

1. Speedy’s Coming – 3:33
2. They Need a Million – 4:50
3. Drifting Sun – 7:40
4. Fly People Fly – 5:02
5. This Is My Song – 4:14
6. Far Away – 5:39
7. Fly to the Rainbow – 9:32

Formazione

Klaus Meine – voce
Ulrich Roth – chitarra
Rudolf Schenker – chitarra
Francis Buchholz – basso
Jurgen Rosenthal – batteria

Esce “Night in the Ruts

1 Novembre 1979: “Night in the Ruts” è il sesto album degli Aerosmith, pubblicato per l’Etichetta Columbia Records. Il chitarrista Joe Perry ha lasciato la band a metà della registrazione. L’album fu inizialmente prodotto nello spazio prove della Warehouse della band da Jack Douglas, che aveva prodotto i precedenti quattro album degli Aerosmith, ma in seguito la Columbia Records portò Gary Lyons a sostituire Douglas come produttore. Stilisticamente, “Night in the Ruts” ha segnato un tentativo di tornare alle radici blues della band, tra cui una cover blues, una tenera ninna nanna, una ballad drammatica, e un grande aiuto di cori stratificati su sei rockers con le voci principali mescolate più altamente sopra le tracce di qualsiasi album precedente della band. Il titolo è un spoonerismo intenzionale della frase “right in the nuts“, che è stato successivamente il titolo del tour ed è stato mostrato sul retro della copertina per l’album.

Tracce

Lato A
1.No Surprize – 4:26 (Steven Tyler, Joe Perry)
2.Chiquita – 4:25 (Steven Tyler, Joe Perry)
3. (Walking in the Sand) – 4:05 (George Shadow Morton)
4.Cheese Cake – 4:16 (Steven Tyler, Joe Perry)
Lato B
1.Three Mile Smile – 3:43 (Steven Tyler, Joe Perry)
2.Reefer Head Woman – 4:03 (Buster Bennett, William Gillum, Lester Melrose)
3.Bone to Bone (Coney Island White Fish Boy) – 3:00 (Steven Tyler, Joe Perry)
4.Think About It – 3:35 (Keith Relf, Jim McCarty, Jimmy Page)
5.Mia – 4:13 (Steven Tyler)

Formazione

Steven Tyler – voce, armonica
Joe Perry – chitarra solista, chitarra slide, cori
Brad Whitford – chitarra ritmica
Tom Hamilton – basso
Joey Kramer – batteria

Altri musicisti

Richard Supa – chitarra (brani: No Surprize e Mia)
Neil Thompson – chitarra elettrica (brano: Mia)
Jimmy Crespo – chitarra solista (brano: Three Mile Smile)
George Young – sassofono alto (brano: Chiquita)
Lou Delgotto – sassofono baritono (brano: Chiquita)
Lou Marini – sassofono tenore (brano: Chiquita)
Barry Rogers – trombone (brano: Chiquita)

Ci Lasciava Mitch Lucker

(Riverside, California, USA, 20 ottobre 1984 – Orange, California, USA, 1 Novembre 2012)

Oggi si ricorda la morte di Mitchell Adamo “Mitch” Lucker, cantante americano della deathcore metal band Suicide Silence. Lucker e il chitarrista Chris Garza formano i Suicide Silence nel 2002 e la band raggiunge il successo molto rapidamente. In origine, il gruppo aveva due vocalist, Tanner Womack e Lucker, tuttavia, quando Womack venne licenziato, Lucker divenne la voce solista.
L’album di debutto della band “The Cleansing” diventò uno dei più venduti della Century Media con 7.250 copie vendute nella prima settimana. Il loro secondo album “No Time to Bleed” è stato rilasciato il 30 giugno 2009. Invece l’ultimo album della band con Lucker, “The Black Crown“, è stato rilasciato il 12 luglio 2011.
I gruppi che lo hanno influenzato furono Korn, Deftones, Slayer, Sepultura … e tutto ciò che il padre comprava e portava a casa per lui e suo fratello.
Lucker è cresciuto a Riverside, in California, con entrambi i suoi genitori ed i suoi fratelli. E’ stato sposato con Jolie Carmadella e ha avuto una figlia di nome Kenadee. Era anche conosciuto per la sua ampia e vasta collezione di tatuaggi sul suo corpo che ricopriva braccia, torace, collo, mani, dita e anche il viso. L’unico posto che si è rifiutato di farsi tatuare era sulla schiena, spiegando così il motivo:

Mi piace vedere l’opera d’arte, perché è opera d’arte! Avere la schiena tatuata sarebbe come possedere un dipinto costoso che non si può mai vedere.

Il 1° novembre 2012 muore per le ferite riportate dopo un incidente motociclistico a Huntington Beach, California. Aveva 28 anni. La notte del 1° novembre, si è tenuta una fiaccolata in memoria di Lucker sul luogo dello schianto. Vi hanno partecipato 300-400 persone, tra tifosi, amici e familiari.
La moglie ha raccontato che Lucker era un alcolizzato, quel giorno ha cercato di fermarlo, era davanti a lui pregandolo di non uscire di casa, ma non le diede retta e questo è quello che è successo. Era un uomo straordinario, un padre meraviglioso e un grande marito.
I suoi compagni della band Suicide Silence hanno tenuto una manifestazione commemorativa dal titolo “Ending Is The Beginning” il 21 dicembre 2012, che ha avuto luogo presso il Teatro Fox a Pomona, CA. Serviva a beneficio dei costi di formazione futura di Kenadee, figlia di Lucker. La band ha anche avviato il Lucker Education Fund Kenadee e continua a promuovere le donazioni verso la figlia di Mitch.
Inoltre, Oliver Sykes, cantante dei Bring Me the Horizon, ha collaborato con il fotografo della band Adam Elmakias per raccogliere fondi per la figlia di Lucker. Tutti i fondi raccolti saranno destinati al suo fondo di istruzione. Questo fondo continua ancora oggi.

Esce “The Eternal Idol

1 novembre 1987: “The Eternal Idol” è il tredicesimo disco in studio del gruppo heavy metal inglese Black Sabbath. La band presenta il suo ennesimo cambio di componenti: alla voce arriva Tony Martin, al basso Bob Daisley, uscito dal gruppo di Ozzy Osbourne. Ritorna inoltre, in veste di percussionista, Bev Bevan, che aveva suonato la batteria nel 1983 durante il tour dell’album “Born Again“. Inizialmente il materiale conteneva parti cantante da Ray Gillen, ma dopo la sua dipartita vennero re-incise con Martin, (anche se esistono versioni molto rare con Gillen alla voce).
Per certe ragioni questo album presenta dei richiami ai primi periodi del gruppo, per la presenza di atmosfere sulfuree, conservando comunque il sound adottato in quel periodo. Rispetto al precedente “Seventh Star“, questo capitolo discografico venne accolto meglio e vide una certa ripresa, anche se i risultati di vendita non si rivelarono dei più ottimali. La copertina raffigura una scultura di Auguste Rodin chiamata The Eternal Idol, come il disco in questione.
Nonostante abbia suonato Daisley le parti di basso, tra i crediti compare ancora Dave Spitz.
E’stata pubblicata anche una versione contenente un secondo disco bonus con le tracce in studio di Ray Gillen denominato “Ray Gillen Session“.

Tracce

1. The Shining – 5:58
2. Ancient Warrior – 5:32
3. Hard Life to Love – 4:58
4. Glory Ride – 4:48
5. Born to Lose – 3:43
6. Nightmare – 5:19
7. Scarlet Pimpernel – 2:06
8. Lost Forever – 4:05
9. Eternal Idol – 6:37

Formazione

Tony Martin – voce
Tony Iommi – chitarra
Geoff Nicholls – tastiere
Dave Spitz – basso[1]
Bob Daisley – basso
Eric Singer – batteria
Bev Bevan – percussioni in Scarlet Pimpernel

Esce “Youthanasia

1 novembre 1994: “Youthanasia” è il sesto album della thrash metal band statunitense Megadeth. La copertina, realizzata da Hugh Syme, rappresenta dei neonati stesi ad asciugare su fili da bucato. Il brano omonimo riprende il tema e parlando dei bambini dice: “We’ve been hung out to dry” (“Siamo stati stesi fuori ad asciugare”). Ciò suscitò uno scandalo: alcuni chiesero che la copertina venisse cambiata o che l’album venisse censurato; tuttavia, lungi dall’esserne realmente danneggiato, l’album ricevette, a causa di questo clamore, un’attenzione ancora maggiore.
Il brano meglio conosciuto dell’intero lavoro è senza ombra di dubbio “A Tout Le Monde“, un pezzo hard rock che narra in prima persona le ultime parole che Mustaine immagina di rivolgere dal suo letto di morte ad amici e familiari. La traccia ha la particolarità di presentare il testo in inglese e il ritornello in francese (così come lo stesso titolo): in base all’idea originale, la canzone avrebbe dovuto essere cantata in cinque diverse lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco), ma Mustaine ammise la sua incapacità di cantare in lingue diverse dall’inglese e dal francese e il progetto venne ridimensionato.
Nel 2007 “Youthanasia” è stato riproposto in una nuova versione, nella quale la voce di Dave Mustaine è affiancata da quella di Cristina Scabbia, la cantante femminile della band milanese Lacuna Coil, con il titolo “A Tout Le Monde (Set me Free)“.

Tracce

1. Reckoning Day (4:34)
2. Train of Consequences (3:26)
3. Addicted To Chaos (5:26)
4. A Tout Le Monde (4:28)
5. Elysian Fields (4:03)
6. The Killing Road (3:57)
7. Blood Of Heroes (3:57)
8. Family Tree (4:07)
9. Youthanasia (4:09)
10. I Thought I Knew It All (3:44)
11. Black Curtains (3:39)
12. Victory (4:27)

Formazione

Dave Mustaine – Chitarra e Voce
Marty Friedman – Chitarra
David Ellefson – Basso
Nick Menza – Batteria

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