Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rome by Wild – 1 ottobre

4 Ricorrenze per il 1° ottobre

Nasce Tony Pagliuca

(Pescara, 1 ottobre 1946)

Buon compleanno a Tony Pagliuca, ex tastierista della band italiana prog rock Le Orme. Nel 1968 entra stabilmente come tastierista nel gruppo de Le Orme, giusto in tempo per l’affermazione al disco per l’estate 1968 con il gettonatissimo brano “Senti l’estate che torna“. Nello stesso anno incide il concept album “Ad gloriam“, considerato il manifesto della psichedelia italiana, in bilico tra sonorità beat e atmosfere roccheggianti d’oltre oceano. Nel 1969 Dave Baker sostituisce Michi alla batteria e incoraggia Tony ad insistere sulla nuova formazione a trio ed è proprio Dave a far conoscere il gruppo inglese The Nice. Tony è più che convinto che la musica beat è ormai al tramonto e che il nuovo pop sinfonico proveniente dall’Inghilterra sarà a breve un successo anche in Italia.
Parte per Londra ed incontra Armando Gallo, giornalista e fotografo della rivista specializzata Ciao 2001, che lo introduce nell’ambiente della Londra post Beatles. Tornato a Venezia invita i compagni de Le Orme (Aldo Tagliapietra e Michi Dei Rossi) a sperimentare e sviluppare nuovi linguaggi musicali fino alla nascita di “Collage” con la produzione artistica di Gianpiero Reverberi, il disco che fa da apripista a tutta la musica progressive italiana. Il successo di pubblico e di critica è unanime e nel giro di pochi mesi Le Orme, sotto contratto della multinazionale Philips, incidono il loro terzo album, “Uomo di pezza“, il cui singolo, “Gioco di bimba“, balza in cima alle classifiche della hit parade.
L’anno successivo è la volta di “Felona e Sorona“, una rock opera in cui si scontrano idealmente due pianeti opposti simboli del bene e del male, considerato da tutti gli esperti del settore come uno dei migliori dischi di musica progressiva mai pubblicati al mondo. Questo concept-album viene stampato anche in inglese con la traduzione di Peter Hammill (VDGG) ed è seguito da una trionfale tournée in Inghilterra.
Nel 1974 Le Orme incidono “Contrappunti“, secondo alcuni la vetta compositiva del trio Pagliuca-Tagliapietra-Reverberi e contemporaneamente immettono sul mercato il primo microsolco live della musica italiana. Tra il 1975 ed il 1978 Le Orme si orientano verso sonorità rock di facile presa, conquistando più volte i vertici della classifica dei dischi più venduti. Gli anni settanta si concludono con un radicale cambio di rotta e nel pieno dell’esplosione disco-music, Pagliuca e compagni si presentano con “Florian” in veste acustica e con strumenti classici anticipando così di un ventennio la moda unplugged di molti gruppi rock contemporanei. Nel decennio successivo Le Orme tornano agli strumenti elettronici e alla forma canzone varcando i confini italiani della popolarità grazie alle partecipazioni ai Festival di Sanremo del 1982 e del 1987. Negli anni novanta Pagliuca lascia Le Orme per intraprendere la carriera solista.
Incide dischi di natura avanguardistica prevalentemente strumentali, come “Io Chiedo” (che contiene la canzone profetica sul disastro ecologico) del 1990, con alla voce in due brani Danilo Amerio, realizzato totalmente al computer, “Immagin-arie” nel 1993 e “La notte della stella” nel 1999.
Dal 2002 Tony Pagliuca torna all’attività concertistica alternando le esibizioni soliste a collaborazioni con importanti artisti del mondo della musica progressive oltre del jazz e della sperimentazione musicale. Il 2 settembre 2003 a Venezia in Campo Pisani, Tony è all’organo Hammond in una rielaborazione jazz di “Pictures at an exhibition” di Modest Mussorsgky, insieme al Massimo Donà Quintet.
Nella primavera 2004 Pagliuca riprende e trasforma il primo LP de Le Orme, “Collage” in chiave Jazz. Dal tour viene ricavato “Re-Collage“, Cd autoprodotto dal club “I Passi di Tony Pagliuca” e registrato il 16, 18 e 20 marzo 2004 a Rovigo, Bassano del Grappa e Udine.
Nel 2004 si esibisce in alcuni concerti con Marco Trentin al violoncello e il cantante poeta Elio Pecora e nell’estate di quell’anno compie una tournée nazionale con il gruppo new progessive, Malaavia, il quale ha aveva appena pubblicato il suo debut- album “Danze d’Incenso“. I concerti furono molto seguiti e segnarono il pieno ritorno di Tony sulle scene del prog ed oltre.
Il 28 dicembre suona con Lello Gnesutta al basso, Marco Campigotto, Patrizio Fariselli (ex Area) e Francesco Di Giacomo (Banco del Mutuo Soccorso) al Parco della Musica di Roma alla rassegna “50 anni di Rock in Italia”.
Il 24 agosto 2005 a Pescara con Tolo Marton alla chitarra, Eddy de Fanti batteria, vibrafono, Nicholas Myall, violino chitarra, Marco Trentin, violoncello, basso elettrico, Massimo Bellio, canto. Il 22 settembre al Prog. Lab. di Lecco l’esordio in duetto, Tony al pianoforte e David Jackson ai sassofoni. Il 22 ottobre 2005 tiene un Work-Shop suonando con Chris Cutler (batteria, Henry Cow) e Hugh Hopper, (basso elettrico Soft Machine) al convegno nella Facoltà di Musicologia dell’Università di Cremona: Le procedure compositive nei gruppi di progressive rock.
Nel 2006 per festeggiare i 40 anni di attività, si esibisce, il 25 maggio, al Prog. Fest di Lugagnano (Vr) assieme a David Jackson, Nic Potter (ambedue ex Van Der Graaf Generator) e Tolo Marton.
Nel 2010 autoproduce il suo primo lavoro eseguito esclusivamente al pianoforte, “Apres midi” composto da 12 brani de Le Orme reinterpretati, sotto la direzione artistica di Gianpiero Reverberi, in chiave solistica al pianoforte. La registrazione dei brani è compiuta tra l’aprile 2007 ed il febbraio 2010. Sempre nel 2010, il 5 novembre, a Roma, presso il Teatro Tendastriscie, Pagliuca partecipa a Prog Exhibition: 40 anni di musica immaginifica suonando con Aldo Tagliapietra, Tolo Marton e David Cross già membro dei King Crimson. Il gruppo era contrassegnato dal nome Once were Le Orme.
Nell’agosto del 2014 si esibisce a Mulini di Dolo (VE) con il Pagliuca Trio composto da Tony Pagliuca, Hammond Organ & Synthesizers e dai figli Alberto Pagliuca, chitarre, basso e voce ed Emanuele Pagliuca, percussioni. Nell’occasione annuncia la produzione di un nuovo lavoro con questo gruppɔ. Nel 2015 Pagliuca è ospite in alcuni concerti de Le Orme, dove in formazione attualmente come membro originale c’è solo il batterista Michi Dei Rossi.

Esce “Never Say Die!

1 ottobre 1978: “Never Say Die!” è il titolo dell’ottavo studio album dei Black Sabbath pubblicato in U.K. ma già uscito in america il 28 settembre dello stesso anno. Lo stile musicale seguirà la scia del precedente “Technical Ecstasy“, e cioè lontano da quello dei primi album. Anche se la risposta del pubblico a tale lavoro fu generalmente positiva, in Gran Bretagna l’album si classificò al 12º posto in classifica e negli Stati Uniti raggiunse la posizione numero 69 della classifica di Billboard. In ogni caso il disco dà il suo contributo alla lista delle migliori canzoni mai composte dai Black Sabbath con Never Say Die e soprattutto Johnny Blade, alla fine della quale Tony Iommi si esibisce in uno dei suoi tipici e forse migliori assoli di chitarra elettrica.

Tracce

1. Never Say Die – 3:49
2. Johnny Blade – 6:28
3. Junior’s Eyes – 6:43
4. A Hard Road – 6:05
5. Shock Wave – 5:16
6. Air Dance – 5:18
7. Over to You – 5:24
8. Breakout – 2:35
9. Swinging the Chain – 4:05

Esce “Too Tough to Die

1 ottobre 1984: “Too Tough to Die” è l’ottavo album del gruppo punk rock Ramones. È stato il primo album registrato con Richie Ramone.

È stato considerato come:

« “L’ultimo grande album che avrebbero dovuto fare.” »
Sono presenti anche due canzoni cantate interamente da Dee Dee Ramone: “Wart Hog” ed “Endless Vacation“.

L’album è stato ristampato in versione rimasterizzata dalla Rhino Records nel 2002, con l’aggiunta di 12 bonus track.
Ha raggiunto la posizione #171 nella Billboard 200.
Il titolo dell’album deriva da un fatto che ha coinvolto Johnny Ramone.
Nell’agosto del 1983 Johnny fu coinvolto in una rissa con Seth Macklin della band Sub Zero Construction e venne colpito alla testa.
Dovette sottoporsi ad un intervento chirurgico molto delicato al cervello dal quale riuscì comunque a riprendersi completamente.
Ritornerà solo qualche mese più tardi con il cranio completamente rasato e per diverso tempo porterà un cappellino da baseball.
Da qui venne il titolo: “Too Tough to Die” – Troppo Duro per Morire.

Tracce

1 Mama’s Boy – 2:09 – (Johnny Ramone, Dee Dee Ramone, Tommy Ramone)
2 I’m Not Afraid of Life – 3:12 – (Dee Dee Ramone)
3 Too Tough to Die – 2:35 – (Dee Dee Ramone)
4 Durango 95 – 0:55 – (Johnny Ramone)
5 Wart Hog – 1:54 – (Dee Dee Ramone, Johnny Ramone)
6 Danger Zone – 2:03 – (Dee Dee Ramone, Johnny Ramone)
7 Chasing the Night – 4:25 – (Musica: Busta Jones Parole: Joey
Ramone, Dee Dee Ramone)
8 Howling at the Moon (Sha-La-La) – 4:06 – (Dee Dee Ramone)
9 Daytime Dilemma (Dangers of Love) – 4:31 – (Musica & Parole: Joey Ramone, Daniel Rey)
10 Planet Earth 1988 – 2:54 – (Dee Dee Ramone)
11 Humankind – 2:41 – (Richie Ramone)
12 Endless Vacation – 1:45 – (Dee Dee Ramone, Johnny Ramone)
13 No Go – 3:03 – (Joey Ramone)

Formazione

Joey Ramone – voce
Johnny Ramone – chitarra
Dee Dee Ramone – basso e voce
Richie Ramone – batteria e voce

Esce “Prayer for the Dying

1 ottobre 1990: Anche “Prayer for the Dying” è l’ottavo album in studio degli Iron Maiden. L’album non verrà ricordato come uno dei migliori dei Maiden, anche se segna un importante ritorno ad un sound più essenziale che era stato abbandonato dopo “Powerslave“. Il disco vede per la prima volta alla chitarra Janick Gers al posto di Adrian Smith che aveva precedentemente abbandonato il gruppo. To the Slaughter è la canzone più conosciuta di questo album ed il singolo omonimo è tuttora il più venduto della loro carriera. Da notare che in realtà la canzone venne composta da Dickinson per la sua produzione solista – la versione originale finì nella colonna sonora del film Nightmare 5 – e fu Steve Harris, affascinato dal pezzo, ad “obbligare” il cantante a portarla in seno agli Iron Maiden.

Tracce

1. Tailgunner – 4:17
2. Holy Smoke – 3:51
3. No Prayer for the Dying – 4:25
4. Public Enema Number One – 4:14
5. Fates Warning – 4:11
6. The Assassin – 4:20
7. Run Silent Run Deep – 4:34
8. Hooks In You – 4:08
9. Bring Your Daughter… To the Slaughter – 4:44
10. Mother Russia – 5:30

Formazione

Bruce Dickinson – voce
Dave Murray – chitarra solista
Janick Gers – chitarra ritmica
Steve Harris – basso
Nicko McBrain – batteria

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