Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 12 maggio

5 Ricorrenze per il 12 maggio

Nasce Steve Winwood

(Birmingham, 12 maggio 1948)

Oggi festeggia il compleanno Steve Winwood, nato Stephen Lawrence Winwood, cantante/chitarrista/tastierista dei Traffic, Blind Faith e The Spencer Davis Group. Figlio di un musicista dilettante, dopo i primi studi di piano classico partecipa agli spettacoli della band del padre, assieme al fratello Muff. Nei primi anni dell’adolescenza, suona l’Hammond e la chitarra e canta nelle esibizioni degli artisti americani in tour nella zona di Birmingham, beneficiando di esperienze di blues e di soul particolarmente formative con Muddy Waters, John Lee Hooker, T-Bone Walker, Howlin’ Wolf, B. B. King, Sonny Boy Williamson II, Eddie Boyd, Otis Spann, Chuck Berry e Bo Diddley. Questa preparazione gli ha permesso di maturare un profondo stile soul-blues ed imprimerlo al proprio potente timbro vocale. Nel 1965, all’età di 17 anni, assieme al fratello maggiore Muff Winwood, entra a far parte del gruppo di british rhythm ‘n’ blues The Spencer Davis Group come cantante, tastierista e chitarrista, partecipando alla composizione di hit come “Keep on Running“, “Somebody Help Me“, ma è con il brano “Gimme Some Lovin’” che il gruppo ottiene un grande successo internazionale e raggiunge le prime posizioni anche nella speciale classifica americana delle vendite dedicata alla musica nera. Il successo di vendite presso il pubblico nero, che non immaginava che la voce del brano fosse di un bianco, stabilisce per il gruppo il primato di primi artisti bianchi a raggiungere i vertici della classifica nera. Dotato di grande spessore emotivo ed equilibrio estetico, Steve si inserisce nell’ambiente dell’avanguardia musicale della seconda parte degli anni ’60 apportando notevoli contributi interpretativi. Nel 1966 collabora al progetto degli Eric Clapton & The Powerhouse, che comprendeva anche Paul Jones e Jack Bruce, limitato alla registrazione di alcuni provini. Dal 1967, con Jim Capaldi, Chris Wood e Dave Mason, tutti musicisti dell’area di Birmingham attivi a Londra, dà vita al gruppo dei Traffic, che lancia subito l’hit “Paper Sun” e si inserisce ai vertici dell’avanguardia rock fino al 1974. Uno dei primi brani di questo gruppo, “Dear Mr. Fantasy“, diviene oggetto di continue cover da parte di numerosi altri artisti. Nel 1969, collabora ad alcune registrazioni di Jimi Hendrix, in particolare all’organo Hammond nel brano “Voodoo Chile” contenuto nell’album “Electric Ladyland“. Sempre all’Hammond collabora alla versione di Joe Cocker di “With a Little Help from My Friends“, partecipa ad alcune date londinesi del grande bluesman Howlin’ Wolf ed alle registrazioni del preziosissimo album “The London Howlin’ Wolf Sessions“, che comprendeva anche i Rolling Stones ed Eric Clapton. Contattato da Eric Clapton, costituisce il primo super-gruppo del rock, i Blind Faith, con il batterista Ginger Baker, ex Cream assieme a Clapton, ed il bassista Rick Grech, prodotti da Robert Stigwood (futuro produttore di Saturday Night Fever), il quale ospita il gruppo nella sua villa di campagna per un ritiro artistico da cui scaturisce l’eccellente album “Blind Faith“, contenente l’hit di WinwoodCan’t Find My Way Home“. In seguito, il gruppo affronta un tour promozionale negli USA, senza però riuscire a rendere anche dal vivo l’impatto espressivo raggiunto in sala d’incisione, nonostante la notevole esperienza di palco di ognuno dei componenti. In seguito allo scioglimento dei Blind Faith, Winwood si dedica ad un progetto solista con la collaborazione di Jim Capaldi e Chris Wood, che finisce per assumere un profilo di gruppo e confluire nel fortunato album “John Barleycorn Must Die” pubblicato a nome dei Traffic; di quest’album diventano famosi soprattutto i brani “Glad“, “Freedom Rider” e “John Barleycorn“. Dall’anno successivo e fino al 1974, il gruppo registra altri 5 album di eccellente livello e compie continui tour in tutto il mondo, integrando anche ottimi musicisti, tra cui Jim Gordon, uno dei batteristi fondamentali del periodo, il bassista Rick Grech ed il batterista Roger Hawkins, già collaboratore di Aretha Franklin nel suo periodo d’oro ed in occasione dei suoi maggiori hit. Dopo aver registrato assieme a Stomu Yamashta, Al Di Meola, Michael Shrieve e Klaus Shulze il fortunato album “Go“, si dedica alla carriera solista, durante la quale si trova a lanciare numerosi successi. Durante questo periodo, collabora anche con Marianne Faithfull,George Harrison, David Gilmour, Billy Joel, Lou Reed, Phil Collins, Jim Capaldi, Tom Petty, Christina Aguilera, Tito Puente, Arturo Sandoval, Third World, John Mayall, James Brown, Chic, Alex Harvey, The Who e Pete Townshend, John Martyn, Christine McVie, Mike Oldfield, Davy Spillane, Tina Turner, Paul Weller, Jade Warrior, Sandy Denny. Nel 2008 riprende la collaborazione con Eric Clapton realizzando tour mondiali da cui viene tratto un album.

Nasce Billy Squier

(Boston, 12 maggio 1950)

Oggi compie gli anni William Haislip Squier, noto come Billy, cantante e chitarrista americano. Si avvicinò alla musica in tenera età, iniziando a suonare il pianoforte all’età di nove anni. Dopo aver ascoltato Eric Clapton, si focalizzò sullo studio della chitarra. Sul finire degli anni ’60, frequentò il Berklee College of Music e suonò in diversi gruppi dell’area di Boston, tra cui i N.Y.C.’s Kicks, dove suonava anche Jerry Nolan, (futuro batterista dei New York Dolls), e i Magic Terry & The Universe, che includeva Klaus Flouride, bassista dei Dead Kennedys. Successivamente, approdò nei Piper, con i quali pubblicò un paio di album “Piper” nel 1976 e “Can’t Wait” nel 1977 e fece da spalla ai Kiss durante il loro tour del 1977. I Piper si sciolsero prematuramente e Squier intraprese la carriera solista, pubblicando il suo primo album, “Tale of The Tape” (1980), contenente il singolo “You Should Be High Love“, che riscosse un moderato successo in radio. Tra i crediti compaiono anche Bruce Kulick, futuro chitarrista dei Kiss, e David Sancious, ex tastierista della E Street Band di Bruce Springsteen. Il successivo “Don’t Say No” (1981) fu accolto caldamente dal pubblico. Fortemente ispirato alla musica dei Led Zeppelin, il disco contiene il pezzo “The Stroke“, che raggiunse alte posizioni nelle classifiche statunitensi. Nel 1982 uscì “Emotions in Motion“, un altro disco di successo, trainato dal brano “Everybody Wants You“. Freddie Mercury e Roger Taylor dei Queen fecero da voce secondaria nel singolo “Emotions in motion“. Nello stesso anno fece un tour promozionale del disco supportando i Queen e nel 1983 aprì i concerti dei Def Leppard durante il loro tour statunitense. Nel 1984 fu pubblicato “Signs of Life” che, nonostante i pareri positivi, fu anche discusso per via del singolo “Rock Me Tonite“. Sebbene la canzone fu apprezzata, (raggiunse il 15º posto nella classifica di Billboard Hot 100 nell’estate 1984 e il 1º nella Mainstream Rock Songs), il videoclip venne contestato da molti fan e deriso dai media, poiché esso ritrae il musicista che balla e saltella con atteggiamenti “ambigui” nel suo appartamento. Il video viene, tuttora, considerato da alcuni “imbarazzante” e uno dei più ridicoli di tutti i tempi. Per alcuni fu questo brano a stroncare la sua carriera, sebbene il musicista abbia negato tutto dicendo che non si trattava altro che esplorare un aspetto differente della sua performance scenica. Continuò ad incidere album come “Enough Is Enough” (1986) e “Hear & Now” (1989). Nonostante i buoni risultati di vendita, la popolarità di Squier inizia a decadere, a causa dell’ascesa di nuove star del periodo come Bon Jovi e Motley Crue. “Enough Is Enough” vide la partecipazione di Freddie Mercury nella composizione dei brani “Love Is The Hero” e “Lady With A Tenor Sax“, quest’ultima fu anche interpretata in duetto da Mercury e Squier. Gli anni ’90 si presentarono sempre meno positivi; la sua musica era sempre più in disparte per via del successo del grunge dei Nirvana. Anche se “Creatures of Habit” (1991) ottenne buoni risultati grazie alla canzone “She Goes Down“, giunta al 4º posto nella classifica di Mainstream Rock Songs, il successivo “Tell the Truth” (1993) fu un fallimento commerciale, che convinse Squier ad uscire dal circuito musicale. Anni dopo, tornò in scena con “Happy Blue” (1998), album caratterizzato da uno stile blues acustico e, finora, il suo ultimo lavoro discografico in studio. Si ritirò di nuovo dal mondo della musica e si sposò con Nicole Schoen, una calciatrice tedesca, nel 2002. I suoi dischi vennero messi fuori catalogo. Fece un’apparizione dal vivo il 30 novembre 2005 a New York, suonando dal vivo alcuni suoi brani in versione acustica. Nel 2006 partecipò ad un tour con la Ringo Starr band. Nel 2009, intraprese una nuova tournée nel periodo estivo, supportato da musicisti come il batterista Nir Z, il chitarrista Marc Copely, il bassista Mark Clarke e il tastierista Alan St. Jon. La sua canzone “The Stroke” è stata campionata da Rick Rubin ed è la base musicale della canzone “Berzerk” di Eminem, uscita nel 2013. Nel 2014 il brano è stato ricantato dagli Enuff Z’nuff.

Nasce Eric Singer

(Cleveland, 12 maggio 1958)

Oggi è il compleanno di Eric Singer, (nome d’arte di Eric Doyle Mensinger), batterista statunitense, noto per aver suonato, durante la sua carriera, in diversi gruppi musicali, principalmente hard rock ed heavy metal, e attualmente batterista dei Kiss. Eric Singer esordì nel mondo della musica nel 1984 come batterista della band di supporto per la cantante Lita Ford. L’anno successivo venne assunto da Tony Iommi nei Black Sabbath per sostituire Bill Ward. Con il gruppo inglese inciderà due album: “Seventh Star“, pubblicato nel 1986, e “The Eternal Idol“, del 1987. Subito dopo la pubblicazione di quest’ultimo album abbandonerà il gruppo per entrare nei Badlands, gruppo fondato da Jake E. Lee , ex chitarrista di Ozzy Osbourne, nel quale sarà presente come cantante Ray Gillen, ex compagno di gruppo di Singer nei Black Sabbath. Con i Badlands, Singer inciderà un solo album nel 1989 per poi abbandonare la band nell’anno seguente. Al 1989 risale inoltre la collaborazione di Eric Singer con Paul Stanley, avvenuta in occasione di un tour da solista intrapreso dal cantante e chitarrista dei Kiss. A partire dal 1990 fa parte della band di supporto del cantante Alice Cooper, con il quale ha inciso gli ultimi quattro album in studio e l’album live “Live at the Electric Lady” del 1991. La militanza che ha conferito più notorietà a Singer è stata tuttavia quella nei Kiss. Singer entrò per la prima volta nel gruppo nel 1991 in sostituzione del defunto Eric Carr. Il primo album inciso con Eric Singer si intitola “Revenge”, (pubblicato nel 1992), e dà una svolta al genere del gruppo, irrobustendone ulteriormente il sound. Con i Kiss registrerà anche “Alive III”, (pubblicato 1993), “Kiss Unplugged” (1996) e “Carnival of Souls: The Final Sessions”. Nel 1996 Singer abbandonerà il gruppo per favorire la ricomposizione della formazione originale. Nel 1998 è chiamato a sostituire il compianto Cozy Powell alla batteria nel Tour di “Another World“, ultimo lavoro discografico del chitarrista dei Queen, Brian May. Con questa collaborazione, Eric realizza uno dei suoi sogni personali, continuando a collaborare con May anche in altri progetti nel corso degli anni a venire. Sempre nello stesso anno, fondò un progetto a suo nome chiamato ESP, (Eric Singer Project), dove militano il chitarrista Bruce Kulick, (ex Kiss), e il cantante John Corabi, ex Mötley Crüe. Nel 2000 Peter Criss lascia la band a causa di problemi contrattuali con il gruppo, favorendo quindi il ritorno di Eric Singer nei Kiss che si esibirà sul palco assumendo il trucco ed i costumi del personaggio (The Cat Man). Singer abbandonerà il gruppo dopo poco meno di due anni, nel 2002, per favorire di nuovo il ritorno di Peter Criss, ma nel 2004 ritorna nuovamente, dato che a Criss non è stato rinnovato il contratto, restando in pianta stabile fino ad oggi, e registrando altri due album dei Kiss, “Sonic Boom” del 2009 e “Monster” del 2012. Eric Singer vanta diverse collaborazioni con molti artisti, tra cui quelle con i 28IF del chitarrista Jeff LaBansky con Derek Sherinian, Gary Moore, Gilby Clarke, i Cult e i Drive, gruppo che propone un heavy/progressive metal sullo stile di Fates Warning e vanta infine, anche la collaborazione con il cantante degli Edguy, Tobias Sammet, nel progetto Avantasia.

Nasceva Ray Gillen

(New York, 12 maggio 1959 – New York, 3 dicembre 1993)

Si ricorda oggi il compleanno anche di Ray Gillen, famoso per essere stato il cantante di Black Sabbath e Badlands. I primi gruppi in cui militò furono Vendetta e Harlette. Nel 1985 entrò nei Rondinelli, gruppo del batterista Bobby Rondinelli, militando per un anno, ma senza incidere un disco. Nel 1986, venne chiamato da Tony Iommi per sostituire Glenn Hughes nei Black Sabbath. Completò il tour di “Seventh Star“, intrapreso inizialmente dai Sabbath, con Hughes, e rimase con il gruppo per l’incisione del disco successivo, “The Eternal Idol“. Successivamente, con il batterista Eric Singer e Jake E. Lee, (ex chitarrista di Ozzy Osbourne), formò i Badlands, band con cui pubblicò tre dischi in studio e che abbandonò nel 1992, per via di diverbi con Lee. Un anno dopo, il cantante venne ricoverato in un ospedale di New York dove gli fu diagnosticato l’AIDS, che lo uccise il 1 dicembre 1993.

Esce “Are You Experienced

12 maggio 1967: “Are You Experienced” è l’album di debutto della band inglese/americana The Jimi Hendrix Experience. L’album fin dalla sua pubblicazione si rivela un successo commerciale e di critica, raggiungendo il secondo posto nella classifica del Regno Unito, cedendo il primato ai The Beatles con “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band“. “Are You Experienced” viene spesso considerato uno dei migliori album di debutto della storia del Rock. Jimi Hendrix forma i The Jimi Hendrix Experience in Inghilterra nel 1966, con l’aiuto dell’ex bassista e produttore dei The Animals, Chas Chandler. La band è formata da tre membri, Jimi Hendrix alla chitarra e voce, Mitch Mitchell alla batteria e Noel Redding al basso. Il primo singolo pubblicato dal gruppo si intitola “Hey Joe/Stone Free“, prodotto da Chas Chandler con l’etichetta della Polydor Records nel dicembre del 1966, mentre stavano lavorando al loro primo album. La band infatti inizia a lavorare all’album il 26 ottobre del 1966 e lo finirà il 3 aprile del 1967, pubblicandolo con l’etichetta della Track Records con la quale pubblico anche gli altri due singoli, “Purple Haze/51st Anniversary” nel marzo del 1967 e “The Wind Cries Mary/Highway Chile” nel maggio del 1967. La copertina originale pubblicata dalla Track Records è una foto del gruppo scattata da Bruce Flaming. Questa copertina venne utilizzata anche dalla Polydor Records per pubblicare l’album in Italia, Germania e Spagna, con l’aggiunta del nome Jimi Hendrix sopra il titolo dell’album. In Italia la scritta era di colore rosso mentre in Spagna di colore giallo. In Francia l’album fu pubblicato dalla Barclay Records, la quale scelse come copertina un’immagine raffigurante Jimi Hendrix mentre si esibiva dal vivo in uno show televisivo francese. La versione americana e canadese, pubblicata dalla Reprise Records, era completamente diversa da quella britannica ed europea, infatti venne utilizzata una foto scattata al gruppo dal fotografo Karl Ferris. La foto è leggermente deformata e presenta una grafica molto psichedelica. Infine, in Sudafrica, dove ai tempi vigeva ancora l’apartheid, l’album fu pubblicato con una copertina che recava la sola scritta del nome del gruppo e del titolo del disco senza nessuna foto di Hendrix o degli altri componenti della band. La vista di un nero insieme a due bianchi, avrebbe creato scandalo tra gli acquirenti di razza bianca. Pubblicato nel Regno Unito nel maggio 1967 senza l’inclusione dei tre singoli precedenti, come era normale fare allora in Inghilterra, il disco riscosse subito un notevole successo di pubblico e critica piazzandosi al secondo posto dietro ai Beatles nella classifica britannica, restando nella chat per ben otto mesi. In America l’album fu pubblicato dopo l’esibizione del gruppo al Monterey Pop Festival dove Jimi bruciò la sua Fender Stratocaster. La Reprise Records decise di pubblicare l’album e quindi acquisì il materiale originale, remixandolo in formato stereo, cambiando l’ordine originale delle tracce e inserendo i singoli del gruppo che nell’album originale non erano presenti. La pubblicazione avvenne il 23 agosto 1967. Nel 1993 Alan Douglas produsse un’edizione del disco nel quale i primi sei brani erano i primi singoli pubblicati dal gruppo in ordine di pubblicazione, e poi a seguire le altre tracce nell’ordine originale dell’album britannico. Nel 1997 l’album venne rimasterizzato ed inseriti come tracce bonus i singoli. L’album si aggiudica 1 disco d’oro e 4 dischi di platino. Nel 1987 la rivista statunitense Rolling Stone al suo ventesimo anniversario inserisce l’album al quinto posto nella classifica dei migliori album degli ultimi vent’anni e poi, nel 2003, la versione americana dell’album viene inserita al quindicesimo posto nella classifica dei 500 migliori album di tutti i tempi, “The 500 Greatest Albums of All Time”.

Tracce

Versione UK
Lato A
1 Foxy Lady – 3:19
2 Manic Depression – 3:42
3 Red House – 3:42
4 Can You See Me – 2:33
5 Love or Confusion – 3:11
6 I Don’t Live Today – 3:55
Lato B
1 May This Be Love – 3:11
2 Fire – 2:43
3 Third Stone from the Sun – 6:44
4 Remember – 2:48
5 Are You Experienced? – 4:14

Versione USA
1 Purple Haze – 2:51
2 Manic Depression – 3:42
3 Hey Joe (Billy Roberts) – 3:30
4 Love or Confusion – 3:11
5 May This Be Love – 3:11
6 I Don’t Live Today – 3:55
7 The Wind Cries Mary – 3:20
8 Fire – 2:43
9 Third Stone from the Sun – 6:44
10 Foxy Lady – 3:19
11 Are You Experienced? – 4:16
12 Stone Free – 3:36
13 51st Anniversary – 3:16
14 Highway Chile – 3:32
15 Can You See Me – 2:33
16 Remember – 2:48
17 Red House – 3:42

Versione Rimasterizzata del 1997
1 Foxy Lady – 3:19
2 Manic Depression – 3:42
3 Red House – 3:42
4 Can You See Me – 2:33
5 Love or Confusion – 3:11
6 I Don’t Live Today – 3:55
7 May This Be Love – 3:11
8 Fire – 2:43
9 Third Stone from the Sun – 6:44
10 Remember – 2:48
11 Are You Experienced? – 4:14
12 Hey Joe (Billy Roberts) – 3:30
13 Stone Free – 3:36
14 Purple Haze – 2:51
15 51st Anniversary – 3:16
16 The Wind Cries Mary – 3:20
17 Highway Chile – 3:32

Formazione

Jimi Hendrix – voce, chitarra, pianoforte, voce della Star Fleet in Third Stone from the Sun
Noel Redding – basso, voce aggiuntiva
Mitch Mitchell – batteria, percussioni

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