Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 13 maggio

4 Ricorrenze per il 13 maggio

Nasceva Pete Overend Watts

(13 maggio 1947 Yardley, Birmingham, Regno Unito – 22 gennaio 2017)

Oggi si ricorda il compleanno di Peter “Pete” Overend Watts, bassista inglese e membro fondatore della band rock anni ’70, Mott the Hoople. Watts ha iniziato a imparare a suonare la chitarra alla Ross Grammar School all’età di 13 anni, nel 1965 passa al basso ed è diventato un musicista professionista a fianco di Mick Ralphs in un gruppo, The Buddies, suonando nei club tedeschi. Il gruppo cambiò poi nome in Doc Thomas, poi Shakedown Sound, prima di cambiare di nuovo in Silence e stabilirsi a Londra nel 1969. Il gruppo poi ha aggiunto il cantante Ian Hunter, e diventati Mott the Hoople. Dopo l’uscita di Ian Hunter e Mick Ralphs dalla band, nel 1974, i restanti membri dei Mott the Hoople reclutarono i relativi sconosciuti Ray Major e Nigel Benjamin. Il nome si abbreviò in Mott e altri due album: “Drive On” (1975) e “Shouting and Pointing” (1976) sono stati registrati con questa line up, prima che Benjamin abbandonasse la band.

Nasce Stevie Wonder

(Saginaw, 13 maggio 1950)

Oggi è il compleanno di Stevie Wonder, nome d’arte di Steveland Twiki Hardaway Judkins, cantautore, polistrumentista e compositore statunitense. Leggenda della musica soul, è uno dei più apprezzati cantanti e musicisti della storia della black music. Non vedente dalla nascita a causa di una retinopatia dovuta a difficoltà durante il parto prematuro e peggiorata da un’eccessiva quantità di ossigeno nell’incubatrice, prese il nome di Steveland Morris quando la madre si separò dal marito e, portando con sé i figli, assunse legalmente questo cognome, Wonder. Bambino prodigio, (si avvicinò alla musica a tre anni e a quattro suonava già il piano), è un polistrumentista (suona chitarra, basso, tastiera, batteria, percussioni ed armonica a bocca). Ha inciso numerosissimi successi per la nota etichetta Motown, come “Fingertips” nel 1963 vincendo ben 25 Grammy Awards, a partire dal 1973 con il primo singolo “Superstition” che raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 e vinse il “Grammy Award alla miglior canzone R&B” ed il Grammy Award per “Best R&B Vocal Performance, Male”, con il secondo brano “You Are the Sunshine of My Life” che arriva primo nella Billboard Hot 100 anch’esso, premiato con il “Grammy Award alla miglior interpretazione vocale maschile” e l’album “Innervisions” che ha ricevuto il “Grammy Award all’album dell’anno”. Il periodo più florido della sua carriera si concentra in quello che viene chiamato “periodo classico”, tra il 1970 e il 1976, costituito da cinque album, “Music of My Mind“, “Talking Book“, “Innervisions“, “Fulfillingness First Finale” e “Songs in the Key of Life“, in cui estrinseca la sua visione dell’amore e della vita nei confronti dell’uomo, dell’umanità e di Dio. Tali album, considerati pietre miliari della musica internazionale e sicuramente punto di riferimento per la maggior parte degli artisti contemporanei, rappresentano anche il momento del distacco di Wonder dalle decisioni della casa discografica poiché, entrato in possesso delle proprie royalty, egli produce se stesso, autodeterminando il proprio successo a livello mondiale. Nel 1974 il singolo “You Haven’t Done Nothin’” con The Jackson 5 arriva primo nella Billboard Hot 100 ed in Canada. Libero di imporre la sua personalità musicale a 360 gradi, innova in modo profondo il linguaggio della musica nera; l’uso dei bassi synth, del clavinet, ancora i synth usati per creare intrecci contrappuntistici/melodici come se si trattasse di archi o fiati e la sovraincisione delle sue stesse voci che creano multiple voci soliste, sono solo alcuni degli elementi distintivi delle innovazioni stilistiche ascrivibili a Stevie Wonder che da allora diventano oggetto di culto e studio. Negli anni ottanta si apre invece il cosiddetto “periodo commerciale”, volto più a conquistare posti alti nelle classifiche mondiali che a creare concept album come negli anni settanta, con un sound più pop che R&B o funk, (l’ultimo album funky sarà “Hotter Than July” nel 1980). Nel 1989 è entrato nella Rock and Roll Hall of Fame. Il suo grande ritorno sulla scena internazionale coincide con la pubblicazione dell’album “A Time to Love” nel 2005, che riscatta Wonder dai pochi successi degli anni novanta, arrivando quinto nella classifica statunitense e ventiquattresimo in quella inglese. Wonder ha nove figli; l’ultima, Nia è nata nel dicembre del 2014 ed è la secondogenita avuta con l’attuale moglie, Tomeeka Robyn Bracy. Inoltre nel 2012 viene citato da alcune compagnie telefoniche internazionali tra cui anche Telecom Italia per inadempienza di moltissime bollette dai lui mai pagate nei loro confronti, Wonder con i suoi legali decide cosi di patteggiare l’astronomica cifra di 3,2 milioni di dollari giustificandosi cosi in un intervista al noto quotidiano BRINDISI REPORT:” I just wanted to call home, but the next time they call me”, (“volevo solo chiamare a casa , ma dalla prossima volta loro chiameranno me”), inoltre aggiungendo “I only have the wrong number a few million times, (“ho solo sbagliato numero qualche milione di volte”). Stevie Wonder nel corso della sua carriera ha effettuato numerose collaborazioni. Ha partecipato, in coppia con Gabriella Ferri, al Festival di Sanremo 1969 con “Se tu ragazzo mio“, brano composto dalla stessa Ferri. Ha inoltre inciso in italiano “Il Sole è di Tutti“, cantata anche da Dino, estratta dal suo album “Down to Earth” del 1966, in origine “A place in the Sun“. Partecipò a “Usa for Africa“, duettando con artisti come Michael Jackson e Lionel Richie, autori di “We Are the World“; gli incassi derivati dalla vendita del singolo furono devoluti in beneficenza per la lotta contro la fame nell’Africa Orientale. Negli anni ottanta, comparse in una puntata della serie TV I Robinson, (A Touch of Wonder), nel ruolo di sé stesso, cantando una sua canzone. Nel 1982 duettò con Paul McCartney nel brano sull’integrazione razziale “Ebony and Ivory” inserito nell’album “Tug of War” di McCartney. Nel 1987 collaborò con Michael Jackson, duettando con il cantante nel brano “Just Good Friends“, quinta traccia dell’album “Bad“. Lo stesso Jackson ha contraccambiato, duettando con Wonder nel brano “Get It“, contenuto nel suo album “Characters“, sempre nello stesso anno. Negli anni novanta ha duettato con Whitney Houston nel brano “We Didn’t Know“, nona traccia dell’album “I’m Your Baby Tonight“. Nel 1995 ha duettato con Frank Sinatra nell’album “Duets II“. Il 9 giugno del 1998 ha duettato con Luciano Pavarotti durante uno dei tanti concerti a scopo benefico Pavarotti & Friends. Nel 2003 collabora con i Blue per la sua cover “Signed, Sealed, Delivered I’m Yours” inserita nell’album “Guilty“. Il 7 luglio 2009, a Los Angeles, ha aperto la serata in commemorazione di Michael Jackson cantando “Never Dreamed You’d Leave in Summer” e “They Won’t Go When I Go“. Il 26 gennaio 2014 sale sul palco dello Staples Center di Los Angeles durante la 56ª edizione dei Grammy Awards come ospite dei Daft Punk, esibendosi con il duo parigino, Pharrel Williams e Nile Rodgers. Il 13 gennaio 2015 è stato pubblicato il quarto album di Mark Ronson, “Uptown Special“, a cui Wonder ha collaborato, realizzando la prima e l’ultima traccia dell’album. Il successo di Stevie Wonder come poli-strumentista e interprete con una profonda coscienza sociale, ha significativamente influenzato l’R&B e la pop music. Per valutarne l’importanza basta considerare il fatto che le sue composizioni sono tra le più riproposte come cover dai maggiori cantanti e musicisti internazionali, sia di estrazione rock/funk/dance che pop. Sono numerosi gli artisti che citano Wonder come uno dei loro maggiori ispiratori, tra i quali Michael Jackson, Siedah Garrett, Usher, Prince, R. Kelly, Babyface, Whitney Houston, Jamiroquai, Lauryn Hill, Beyoncé Knowles, Mariah Carey, Nik Kershaw, Musiq Soulchild, Alicia Keys, Sting, Red Hot Chili Peppers, Toto, Glenn Hughes, John Legend, Erykah Badu, Jason Kay, Lady GaGa, i membri di Jodeci e di Dru Hill. Fra gli artisti italiani potremmo citare Giorgia, Alex Baroni e altri. Stevie ha ricevuto 25 Grammy Award e un Oscar per la migliore canzone nel corso della sua carriera. Nel 1989 venne inserito nel Rock and Roll Hall of Fame. Venne anche inserito nel Songwriters Hall of Fame. Nel 1999, ha ricevuto il Kennedy Center Honors e venne premiato nel 2004 con l’onore più alto ricevendo il Billboard Music Award per il Century Award.

Nasceva Carl Albert

(Santa Monica, California, Stati Uniti 13 maggio 1962- 19 aprile 1995)

Oggi ricordiamo il compleanno dello scomparso cantante della power metal band Vicious Rumors, Carl Spencer Albert. Si è laureato nel 1975 alla Columbia Elementary School, California, e nel 1979 alla Sonora High School, California. Ha suonato la chitarra solista in band locali a Tuolumne County per diversi anni.
Prima di entrare nei Vicious Rumors ha fatto parte delle band Ruffians, Villain e Scratch. Morì il 19 aprile 1995 a seguito di un incidente d’auto ed è sepolto nel cimitero cattolico di Sonora, California. In sua memoria i Vicious Rumors hanno pubblicato il CD “A tribute to Carl Albert“, (comprese registrazioni bootleg prese dall’ultimo tour europeo che hanno fatto insieme), e l’home-video “The First Ten Years“. L’ultimo brano scritto da Carl Albert si chiama “Perpetual“, è incluso nell’album dei Vicious RumorsSomething Burning” e cantato dallo storico chitarrista e leader della band Geoff Thorpe. L’altro chitarrista, Mark McGee, invece ha composto e registrato per Albert, la canzone “Find Your Way Home“.

Nasceva Chuck Schuldiner

(New York, 13 maggio 1967 – Altamonte Springs, 13 dicembre 2001)

Si ricorda oggi il compleanno di Chuck Schuldiner, all’anagrafe Charles Michael Schuldiner , anche noto, specialmente agli esordi, come Evil Chuck. Era chitarrista/cantante, fondatore e unico membro fisso dei Death, gruppo death metal formato nel 1983 col nome di Mantas. Molto più tardi, nel 1998, scioltisi i Death, Chuck fondò un nuovo gruppo, i Control Denied, con il quale si esibì fino alla prematura morte. Suonò anche nei Voodoocult, un gruppo thrash metal tedesco, insieme a Dave Lombardo e Mille Petrozza. Schuldiner fu innovatore e pioniere del death metal, la cui maternità è data però ai Possessed, e fu anche uno dei più influenti chitarristi della storia del genere metal. Furono i Death, infatti, uno dei primi gruppi ad implementare strutture jazz nel genere, sul modello degli Atheist, considerati i padri del technical death metal. È spesso definito dai critici musicali come “Il Padre del Death Metal”. Chuck è considerato come uno dei migliori chitarristi della storia del genere metal ed è stato inserito alla posizione numero 20 nella classifica dei lettori della rivista Guitar World Guitar World 100 Greatest Metal Guitarists Of All Time.
Nel maggio 1999 Schuldiner iniziò a sentire forti dolori alla parte superiore del collo. Inizialmente il musicista pensò fosse un semplice problema dovuto ai nervi, ma decise comunque di farsi visitare da un medico il quale gli consigliò immediatamente di sottoporsi a un esame MRI. La visita diede esito positivo e, nello stesso giorno del suo trentaduesimo compleanno, gli fu definitivamente diagnosticato un glioma pontino, una neoplasia che colpisce il tronco encefalico e che costrinse il musicista ad un’immediata radioterapia. Nell’ottobre 1999 la famiglia Schuldiner annunciò che il tumore aveva risposto alla terapia e che Charles era sulla via della guarigione. Nel gennaio 2000 fu operato nel tentativo di rimuovere il tumore residuo. L’operazione ebbe esito positivo, ma la famiglia del chitarrista entrò in grave crisi finanziaria a causa del costo dell’operazione che si aggirava attorno ai 70’000 dollari. Furono così organizzate molte attività, concerti e festival come il “Thrash Of The Titans”, in modo da raccogliere fondi per aiutare Schuldiner e la sua famiglia nelle pesanti spese che, se non sostenute, lo avrebbero condannato a morte certa. Dopo poche settimane dall’intervento i medici si accorsero che la diagnosi iniziale era però sbagliata e che la neoplasia non era ancora stata totalmente debellata dal cervello del chitarrista. Nel frattempo Schuldiner aveva continuato a lavorare sulla sua musica e per i Control Denied, ma nel maggio 2000 si ammalò nuovamente in modo serio. Per le prime settimane il musicista non poté svolgere le cure del caso a causa di nuovi problemi finanziari, risolti però in poco tempo grazie a molti aiuti, giunti anche da parte di numerosi e celebri colleghi. A due anni e mezzo dalla diagnosi ed ormai allo stremo delle forze, alle 4 del pomeriggio del 13 dicembre 2001, (un’ora dopo essere stato dimesso dall’ospedale), Charles Michael Schuldiner morì nella sua casa, accanto ai suoi cari, a causa di una grave polmonite. Il suo corpo fu cremato e le sue ceneri affidate ai familiari.

Potrebbe Interessarti Anche

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.