Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 14 maggio

10 Ricorrenze per il 14 maggio

Nasceva Jack Bruce

(Bishopbriggs, 14 maggio 1943 – Suffolk, 25 ottobre 2014)

Oggi si ricorda il compleanno di John Symon Asher Bruce, detto Jack, musicista, compositore, cantante, bassista e polistrumentista scozzese, conosciuto principalmente per la sua attività nei Cream con Eric Clapton e Ginger Baker. Nato nel Lanarkshire, vicino a Glasgow, all’età di diciassette anni si iscrisse alla Royal Scottish Academy of Music, dove studiò violoncello e composizione. Nel 1962 si unì alla Blues Incorporated di Alexis Korner e l’anno successivo divenne il bassista di Graham Bond. Il gruppo Graham Bond Organization suonava diversi generi musicali, dal Bebop al Rhythm and blues, e tra i suoi componenti c’era anche il batterista Ginger Baker. Del periodo in cui sia Bruce che Baker suonarono assieme nel gruppo è nota la loro reciproca ostilità. Sono numerosi gli episodi in cui i due si sabotarono reciprocamente gli strumenti e si aggredirono sul palco. Queste tensioni giunsero a una fine solo quando Baker, ottenuta de facto la leadership del gruppo, estromise Bruce. In seguito Bruce suonò con il John Mayall Group e con Manfred Mann prima di fondare, nel 1966 con Eric Clapton alla chitarra e Ginger Baker alle percussioni, quello che fu uno dei primi e più influenti supergruppi della storia del Rock: i Cream, trio in cui Bruce ebbe il ruolo di bassista e cantante. In collaborazione col paroliere Pete Brown, Bruce scrisse la maggior parte del materiale originale del gruppo, tra cui: “Sunshine of Your Love“, con la partecipazione anche di Clapton, “White Room“, “Politician” e “I Feel Free“. Nel repertorio dei Cream ci sono, comunque, anche molti brani scritti dal solo Bruce quali, ad esempio, “N.S.U.” e “We’re Going Wrong“. Lo stile musicale di Bruce mostrava chiaramente l’influenza della sua formazione classica, ed egli ebbe modo di affermare che alcune delle migliori parti di basso mai scritte sono opera di Johann Sebastian Bach. Altre influenze riconoscibili nel suo stile di bassista sono riconducibili a James Jamerson e a Charles Mingus. Jack, fin dai primi esordi con i Cream, utilizzò diversi modelli di bassi elettrici, quali il “mitico” Fender bass a quattro e sei corde, (Fender bass VI), e il suo intramontabile Gibson che lo accompagnò nei suoi più memorabili successi con Clapton e Baker. Dal punto di vista dell’amplificazione, Bruce era solito utilizzare amplificatori Marshall da 100 watt ed oltre. Solamente agli esordi amplificava il suo basso con un Ampeg B-15. Per molti anni Jack utilizzò corde “flatwound”, (cioè con una finitura dell’avvolgimento liscia), dando così al suo basso un suono maggiormente blues. Bruce partecipò anche alla title-track di “Apostrophe” di Frank Zappa. Dopo lo scioglimento dei Cream, (novembre 1968), ha collaborato con molti musicisti di qualità tra cui Lou Reed, partecipando alle incisioni di “Berlin“. Per alcuni anni ha suonato nella band di Robin Trower, (l’album “BLT” prende nome dalle iniziali dei tre artisti che lo hanno realizzato: Jack Bruce, Bill Lordan e Robin Trower). Ha collaborato anche con musicisti jazz di grande rilievo, come Tony Williams, John McLaughlin e Carla Bley, (nell’album “Escalator Over The Hill“). Nel 1972-1973, si unì a Leslie West e Corky Laing , (provenienti dai Mountain, gruppo hard rock americano di una certa notorietà), per formare il trio West, Bruce and Laing che produsse due album in studio, “Why Dontcha” e “Whatever Turns You On“, e uno dal vivo, “Live ‘N’ Kickin’“. Dopo l’esperienza con i Cream pubblicò alcuni album da solo: “Songs For a Tailor“, (con la collaborazione di musicisti come Chris Spedding, John Hiseman, Dick Heckstall-Smith, Art Themen e George Harrison), “Harmony Row” e “Into The Storm“, per tornare poi al jazz. In seguito collaborò anche con la All-Starr Band di Ringo Starr. L’attività di Bruce continuò per tutti gli anni novanta con concerti e nuovi album. Nei primi anni 2000 ebbe seri problemi di salute e nell’estate 2003 gli venne diagnosticato un cancro al fegato; nel settembre dello stesso anno fu sottoposto a un trapianto di fegato che rischiò di essergli fatale a causa di una crisi di rigetto, ma in seguito si è ristabilito. Nel maggio 2005 il gruppo dei Cream si riunì in occasione del loro 40 anniversario di formazione, per una serie di concerti alla Royal Albert Hall di Londra e al Madison Square Garden di New York nell’ottobre sempre dello stesso anno. Dalla serie di concerti londinesi venne tratto un album: “Royal Albert Hall London May 2-3-5-6 2005“. Il 24 marzo 2014 ha dato alle stampe il suo ultimo album di studio, “Silver Rail“. Nonostante le assai precarie condizioni di salute, ha continuato ad esibirsi in giro per il mondo fino a pochi mesi prima della sua morte, avvenuta il 25 ottobre 2014. L’ultimo live show band della sua carriera artistica con la formazione che lo ha accompagnato negli ultimi anni di vita, Jack Bruce & his big blues band, ha avuto luogo in Italia, a Catanzaro, l’8 settembre 2013, nell’ambito della rassegna “Settembre al Parco”. Un concerto memorabile durante il quale, davanti ad un pubblico entusiasta ed appassionato, il grande bassista scozzese ha ripercorso con una straordinaria vitalità le tappe della sua carriera di musicista.

Nasceva John Rutsey

(Ontario, 14 maggio 1953 – Toronto, 11 maggio 2008)

Oggi si ricorda il compleanno di John Rutsey, batterista canadese, conosciuto per essere stato uno dei membri fondatori del gruppo progressive rock Rush assieme ad Alex Lifeson e Jeff Jones. Ha suonato nella band dalla primavera del 1968 fino al luglio del 1974 esibendosi dal vivo e registrando il singolo “Not Fade Away/You Can’t Fight It” e l’omonimo album di debutto “Rush“. I motivi del suo abbandono furono legati principalmente a divergenze stilistiche, ma soprattutto ai suoi problemi di diabete, che non gli avrebbero permesso di sostenere il tour statunitense di supporto all’album. Proprio per tali ragioni fu sostituito da Neil Peart, il quale fece il suo primo concerto con la band il 14 agosto 1974. John muore l’11 maggio 2008 nella sua casa di Toronto, per un attacco cardiaco causato dalle complicazioni del diabete.

Nasce Paul Shortino

(14 maggio 1953)

Compie gli anni oggi Paul Shortino, cantante heavy metal statunitense che ha collaborato con diverse band come, Rough Cutt/The Cutt, Quiet Riot, Bad Boyz e Shortino. Con JK Northrup fondò anche il progetto Shortino/Northrup. La sua carriera inizia intorno al 1981 quando forma i Rough Cutt a San Diego, California con una formazione composta da quattro membri uscenti dalle prime formazioni dei Ratt, ovvero i chitarristi Jake E. Lee e Chris Hager, il bassista Matt Thorr ed il batterista David Alford, con l’aggiunta del tastierista Claude Steel, (Claude Schnell). Dopo essersi ricollocati a Los Angeles, conobbero Ronnie James Dio, che iniziò a produrre le loro prime demo. Oltre a partecipare a due tracce della compilation “L.A’s Hottest Unsigned Bands” prodotta dallo stesso R.J. Dio nel 1983. Dopo diversi cambi di formazione, il gruppò si stabilizzò pubblicando il debutto omonimo nel 1985 per la Warner Bros Records. Lo stesso anno Shortino verrà chiamato in causa nel progetto Hear ‘n Aid, ideato sempre dal mentore R.J. Dio, con la partecipazione di svariati personaggi della scena heavy metal mondiale. Questo progetto era stato realizzato anche con la partecipazione di Jimmy Bain, (Rainbow, Dio), e Vivian Campbell, (Dio, Def Leppard, Whitesnake), a scopo di beneficenza per l’Africa. L’anno successivo seguì il secondo album dei Rough Cutt, “Wants You!“. Shortino apparve brevemente nel film This Is Spinal Tap, pellicola dedicata alla band fittizia Spinal Tap. I Rough Cutt si sciolsero quando nel 1988 Shortino lasciò la band per entrare nei Quiet Riot, sostituendo il fondatore e leader Kevin DuBrow. I Rough Cutt lo rimpiazzarono con l’ex cantante dei Warrior Parramore McCarty, ma ebbero breve vita e si sciolsero durante lo stesso anno. Shortino registrerò con i Quiet Riot l’omonimo album nel 1988. Apparentemente per il cantante questa avrebbe potuto essere l’opportunità per emergere. Tuttavia il disco risultò un flop, anche a causa del cambio di sonorità di stampo AOR. Dopo un tour in Giappone, Shortino interruppe il rapporto con i QR nello stesso anno. Dopo appena cinque anni tornò sulle scene, ormai in piena epoca grunge, con la partcipazione del chitarrista JK Northrup, già collaboratore di Carmine Appice. Questa unione darà alla luce il disco “Back on Track” (1993), al quale parteciparono numerosi musicisti noti nel panorama musicale. Nel 1997 pubblicò un album solista intitolato “About Time“, registrato in Europa con musicisti tedeschi. Mentre il live album solista “Booked, Toured, Released“, realizzato due anni dopo, includeva vecchio materiale dei Rough Cutt. Il secondo album solista in studio, “Stand Or Fall“, pubblicato nel 1999, vide Shortino avvicinarsi a sonorità blues. Riformò i Rough Cutt nel 2000 con l’ex chitarrista degli Aerosmith, Jimmy Crespo. Due anni dopo partecipa alla colonna sonora del videogioco per Sega Dreamcast Sonic Adventure 2 con la traccia “Eggman“. Successivamente fondò il progetto Paul Shortino’s The Cutt, pubblicando il disco “Sacred Place” nel 2005. Contribuì anche come corista al disco di debutto degli Edge of Time una nuova band nata dalla collaborazione con il cantante italiano Chris Heaven e l’ex batterista di Yngwie Malmsteen, Michael Von Knorring.

Nasce Ian Astbury

(Heswall, 14 maggio 1962)

Festeggia oggi il compleanno Ian Astbury, cantante inglese, leader della band rock The Cult. Ha anche fondato una nuova band Holy Barbarians, la quale, dopo aver realizzato un album nel 1996, “Cream“, ha cessato l’attività. Astbury ha pubblicato un album solista anche nel 1999, “Spirit/Light/Speed“, ma si è fatto notare soprattutto per aver preso il posto di Jim Morrison nei redivivi The Doors, o ciò che ne rimane, per una serie di tournée ed esibizioni. Inoltre ha cantato in alcuni spettacoli dal vivo degli MC5. Di particolare rilievo è la sua partecipazione nel 2010 all’album solista di Slash, chiamato come il nome d’arte del chitarrista, con il brano “Ghost“.

Nasce C. C. DeVille

(Brooklyn, 14 maggio 1962)

Oggi è il compleanno di Cecil Cornelius DeVille, pseudonimo di Bruce Anthony Johannesson, chitarrista statunitense, famoso per essere il chitarrista solista della glam metal band dei Poison. I suoi interessi per la musica nacquero quando vide i Beatles all’Ed Sullivan Show, (all’epoca aveva due anni). DeVille iniziò a suonare la chitarra a 5 anni, dopo aver comprato un’imitazione di Fender Telecaster giapponese per soli 27 dollari. Il suo amore per la musica cresceva sempre più, iniziò ad ascoltare band come Led Zeppelin, Rolling Stones, David Bowie, Aerosmith, Van Halen e Cheap Trick. Poi intraprese studi sulla teoria musicale all’Universita di New York, senza mai completarli. All’età di 18 anni, formò la sua prima band a New York, adottando un’immagine tipicamente “glamour”, molto provocante. Egli poi si spostò a Los Angeles nel 1981 e suonò a qualche audizione per entrare nei Kid Rocker, (gruppo in cui militava anche Billy Dior, futuro batterista dei D’Molls), ma il leader e compositore della band Jimmy Vayne decise di non accettarlo nel gruppo. DeVille, assieme al batterista dei Kid Rocker, Billy Dior, poco dopo formarono gli Screamin’ Mimi’s e fu in questo periodo che DeVille scrisse il brano “Talk Dirty to Me“, pezzo che diventerà celebre con i Poison nel 1986. Poco prima fu anche chitarrista dei Roxx Regime, ovvero la prima formazione degli Stryper, quando ancora non avevano cambiato nome. Fu però presto sostituito da Oz Fox, e dopo aver pubblicato qualche demo, diverranno famosi con il nome Stryper. Dopo questa breve esperienza, si presentò ad un’audizione coi Poison. Il gruppo, alla ricerca di un nuovo chitarrista, aveva scelto fra tre possibili candidati: C.C. DeVille, Saul Hudson, (in arte Slash, che nel 1985 entrerà a far parte dei Guns N’ Roses), e Steve Silva dei The Joe Perry Project, (un progetto di Joe Perry, dopo l’abbandono degli Aerosmith). Infine venne scelto proprio C.C. DeVille. L’esibizione del chitarrista impressionò il batterista Rikki Rockett e il bassista Bobby Dall, ma fece arrabbiare il singer Bret Michaels, poiché DeVille rifiutò di suonare i pezzi dati da lui, o meglio rifiutò di suonare alcuni riff che aveva scritto. Nonostante ciò, “Talk Dirty to Me“, scritta in precedenza da DeVille, lancerà il gruppo. Il primo album dei Poison, a cui collaborò DeVille, fu “Look What the Cat Dragged in” uscito il 16 maggio del 1986, nel quale erano incluse tre hits: “Talk Dirty to Me,” “I Want Action” e “I Won’t Forget You“. L’album vendette 2 milioni di copie. DeVille collaborò anche a molto del materiale del secondo album “Open Up and Say…Ahh!” che riuscì a vendere 8 milioni di copie nel mondo ed includeva il brano “Nothin’ but a Good Time“, scritto da DeVille. Nel 1990, suonò la chitarra solista nel brano “Cherry Pie” dei Warrant, contenuto nell’album “Cherry Pie“. La sua abilità nel songwriting crebbe ulteriormente e a confermarlo fu il terzo album dei Poison, “Flesh & Blood“. In questo periodo, DeVille sembrava avere problemi di alcolismo e droga, a causa dei quali ebbe conflitti con il gruppo, e con Bret in particolare. Decise così di lasciare la band per un periodo indefinito. Durante la sua assenza dai Poison, collaborò ad una colonna sonora sotto il nome di C.C. DeVille Experience. Suonò anche in una band di Los Angeles, i Needle Park. Nel 1998, con il bassista Krys Baratto, il batterista Francis Ruiz ed il tastierista dei Great White, Michael Lardie, formò la band Samantha 7, il cui titolo venne ispirato dal nome di un’insegnante delle elementari che provocò a C.C. una crisi d’infanzia. Nel 1999 decise di ritornare con la sua storica band, i Poison, partecipando ai dischi “Crack a Smile…and More!” (2000), “Power to the People” (2001) e “Hollyweird” (2002). In questi anni apparirà in diversi album, come quelli solisti di Bret Michaels, “Letter from Death Row” (1998) e “Death Row Remixed and Remastered” (2000), mentre nel 2001 parteciperà all’album “Hollywood Trash” dei King Kobra e nel 2003 nell’album solista di Rikki Rockett, “Glitter 4 Your Soul“. DeVille ha anche partecipato al brano “God Was Never On Your Side” dell’album dei Motörhead, “Kiss of Death” uscito il 29 agosto del 2006.

Nasce Eric Peterson

(14 maggio 1964 Berkeley, California)

Oggi compie gli anni Eric Peterson, chitarrista statunitense e membro fondatore, nel 1983, della band thrash metal Testament. Assieme al chitarrista Alex Skolnick, è stato autore della maggior parte dei brani storici del gruppo come “Over the Wall“, “The New Order“, “Alone in the Dark“, “Practice What You Preach” e “Return to Serenity“. Fino all’album “The Ritual” (1992), Peterson si occupava prevalentemente della chitarra ritmica, ma dopo la dipartita del solista Skolnick, si è dedicato anche alla composizione delle parti solistiche. È stato sposato con Rebecca, ex moglie di Kirk Hammett, chitarrista dei Metallica, da cui ha avuto due figli. È chitarrista e cantante anche di un’altra band, i Dragonlord, dedita al melodic black metal.

Nasce Alex Masi

(Venezia, 14 maggio 1969)

Oggi festeggia il compleanno il chitarrista italiano Alex Masi. Dopo aver studiato al conservatorio di Verona, suonò nei Ruins e con altri gruppi musicali. Fondò la band Dark Lord, di genere heavy metal, con cui pubblicò due EP ed in seguito i Masi che debuttarono con “Fire In The Rain” nel 1987, seguito da “Downtown Dreamers“. Alex decise di dedicarsi all’attività di solista, pubblicando nel 1989 il disco “Attack of the Neon Shark“, premiato con una nomination ai grammy award come “Best Instrumental Rock Album”. Si avvalse della collaborazione di molti artisti fra cui Jeff Scott Soto, Allan Holdsworth e Frankie Banali e Kuni. Seguì “Vertical Invader” in cui collaborò il batterista John Macaluso e nel 1995 “Tales from the North“. Nel 1997 “The Watcher“, nuovo album dei Masi, seguito da “Eternal Straggle” dell’anno successivo. Poco prima di iniziare il progetto solista, Masi venne coinvolto nel supergruppo Black Roses, composto e fondato dal batterista Carmine Appice, il bassista Chuck Wright, Mick Sweda, assieme al cantante Mark Free, tutti riuniti soltanto per comporre la colonna sonora del film horror omonimo “Black Roses” (1988). Nel 1998 iniziò una trilogia di album dedicati a musicisti classici: “In the Name of Bach“, “In the Name of Mozart” e “In the Name of Beethoven“. Nel 2006, da solista, realizza “Late Nights At Desert’s Rimrock” sempre con il batterista John Macaluso. Grazie a questa lunga collaborazione decise di fondare i MCM, insieme a Randy Coven e Macaluso, realizzando prima “Ritual Factory” nel 2004 e il live album 1900: “Hard Times” nel 2007. A cominciare dal 2009 Alex Masi inizia a registrare usando nuove tecnologie e sperimenta con nuove sonorità e contesti ritmici/armonici. Il primo frutto di questa nuova fase esce nel 2010 con il titolo di “Theory of Everything” nel quale appare il pezzo “Ladies of the House” che ottiene un notevole successo nelle radio di molti paesi del mondo. Il secondo album di questo periodo heavy/techno si intitola “Danger Zone” e viene pubblicato nel dicembre 2013, imponendosi subito con il primo singolo “Front Line Theory“, come un ulteriore passo avanti nel processo di evoluzione musicale di Masi.

Esce “The Eagle Has Landed

14 maggio 1982: “The Eagle Has Landed” è il primo album dal vivo dei Saxon. Registrato durante la tournée di “Denim and Leather“, vide l’entrata alla batteria di Nigel Glockler al posto di Pete Gill, infortunatosi ad una mano tre giorni prima dell’inizio del tour. Le registrazioni non vennero effettuate in un’unica serata, ma in più date in giro per l’Europa. L’album raggiunse la posizione n°5 nelle classifiche inglesi.

Tracce

1 Motorcycle Man – 4:21
2 747 (Strangers in the Night) – 4:37
3 Princess of the Night – 4:22
4 Strong Arm of the Law – 4:38
5 Heavy Metal Thunder – 4:19
6 20,000 FT – 3:18
7 Wheels of Steel – 8:51
8 Never Surrender – 3:56
9 Fire in the Sky – 2:40
10 Machine Gun – 3:49

Formazione

Biff Byford – voce
Graham Oliver – chitarra
Paul Quinn – chitarra
Steve Dawson – basso
Nigel Glockler – batteria

Frank Sinatra ci lasciava

(Hoboken, 12 dicembre 1915 – West Hollywood, 14 maggio 1998)

Oggi si ricorda la morte di Francis Albert Sinatra, il celebre cantante, attore e conduttore televisivo statunitense di origine italiana. Nel nostro paese era conosciuto soprattutto come The Voice, in America e nel resto mondo era conosciuto anche con i soprannomi di Ol’ Blue Eyes, Frankie, Swoonatra (derivato dal verbo swoon, “svenire”, e riferito all’effetto che produceva sulle sue ammiratrici), e molti altri. Fu un personaggio importante e carismatico dell’intrattenimento americano e mondiale, ed entrò nella leggenda per l’eterna giovinezza delle sue canzoni, oltre che della sua voce, riuscendo ad imporsi nel panorama musicale mondiale dal primo dopoguerra fino ai giorni nostri, grazie ad una intensa attività durata ben 63 anni, dal 1932 al 1995, anno in cui tenne il suo ultimo concerto dal vivo. Con 150 milioni di dischi venduti è considerato uno dei più prolifici artisti musicali, insieme a Chuck Berry, The Beatles, i Rolling Stones, Elvis Presley, Tom Jones, Madonna, Michael Jackson, i Queen, Cliff Richard e gli U2. Nella sua lunghissima carriera, che ha coperto ben sette decenni, si è aggiudicato due premi Oscar, (più un Premio umanitario Jean Hersholt), due Golden Globes, ventuno Grammy Awards, un Emmy Award, il Cecile B. DeMille Award, un Peabody e il Kennedy Center Honors nel 1983. Frank Sinatra è vissuto per quasi ottantatré anni. Non lo avevano provato né i frenetici ritmi di lavoro a Las Vegas, nei primi anni sessanta, quando di giorno lavorava sui set cinematografici e alla sera si esibiva fino alle 2 di notte con gli spettacoli del Rat Pack, dormendo meno di tre ore a notte, né i due pacchetti di sigarette che fumò ogni giorno per quasi settant’anni, né la bottiglia di whisky che assumeva quotidianamente, né le tournée in giro per il mondo, specialmente negli ultimi vent’anni di carriera. Dalla fine del 1996 incominciò a soffrire di gravi problemi cardiovascolari, venne colpito da tre infarti tra il dicembre 1996 e i primi mesi del 1997, (il primo dei quali poche settimane dopo l’ultima apparizione in pubblico), da un ictus e infine, secondo alcune voci mai confermate, gli sarebbe stato diagnosticato un cancro. Ormai gravemente debilitato da un anno e mezzo di agonia, nella tarda serata del 14 maggio 1998 un quarto infarto lo stroncò per sempre. Assistito dai familiari nella camera del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles, a modo suo, come recita “My Way“, si dice che abbia chiesto di staccare la spina della macchina che lo teneva in vita, sorridendo per l’ultima volta alla moglie Barbara.

B.B. King ci lasciava

(Itta Bena, 16 settembre 1925 – Las Vegas, 14 maggio 2015)

Oggi si ricorda la morte di B.B. King, nome d’arte di Riley B. King, chitarrista e cantante statunitense.
Con una lunghissima carriera alle spalle, è stato uno dei più importanti esponenti del blues della seconda parte del XX secolo e del XXI. Con la sua mitica “Lucille“, una chitarra Gibson ES-355 custom, è diventato un’icona stessa del genere musicale già a partire dagli anni cinquanta.
Ha vinto 14 volte il Grammy. Nella rivista Rolling Stone è posto come sesto chitarrista più bravo di tutti i tempi, (Lista dei 100 migliori chitarristi secondo Rolling Stone).
Il suo sound è caratterizzato da suoni caldi e piacevoli che danno vita ad un blues elegante, che lo ha contraddistinto per tutta la sua carriera. Il suo stile chitarristico è caratterizzato solo da parti soliste che si alternano al canto, senza mai sfociare in parti di accompagnamento. È considerato l’iniziatore di quella tecnica del “vibrato” per cui il dito compie piccoli movimenti “incrociando” la corda anziché seguirne la lunghezza; tale tecnica è definita “hummingbird” (colibrì), appunto dal movimento eseguito dalla mano sulla tastiera.
Era nipote, per parte di madre, del campione del mondo dei pesi massimi Sonny Liston.
È apparso in una puntata della serie TV I Robinson nel ruolo di Riley Jackson.
Nel 1993 apparve in un cameo musicale nel film “4 fantasmi per un sogno“, interpretando se stesso.
Nel 1998 Recita nel film “Blues Brothers 2000“, interpretando Malvern Gasperon, un rivenditore di auto usate, dal quale Elwood Blues acquista la Blues Mobile per 500 dollari. Nella battaglia delle bande finale il sig. Gasperon si scoprirà essere il leader dei Louisiana Gator Boys, la band immaginaria formata, tra gli altri, da Eric Clapton, Steve Winwood e Jimmie Vaughan.
B.B. King si è spento all’età di 89 anni, nel sonno, durante la notte fra il 14 e il 15 maggio 2015 nella sua casa di Las Vegas, per le conseguenze del diabete del quale soffriva da anni. I funerali si sono svolti il 31 maggio presso la Bell Grove Missionary Baptist Church di Indianola, in Mississipi, alla presenza di centinaia e centinaia di persone.

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