Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’ almanacco di Rock by Wild – 15 agosto

3 Ricorrenze per il 15 agosto

Nasce Tommy Aldridge

(Jackson, 15 agosto 1950)

Oggi è il compleanno di Tommy Aldridge, batterista statunitense, noto specialmente per i suoi lavori con Ozzy Osbourne, Black Oak Arkansas, Pat Travers, Thin Lizzy, Whitesnake e Manic Eden. Aldridge è stato un importante pioniere della doppia cassa nell’heavy metal ed uno dei primi batteristi ad aver sviluppato tecniche tipiche di questo strumento che furono (e sono) un grande spunto per molti batteristi venuti dopo. Musicista autodidatta, fu influenzato principalmente da Cream, Beatles e Jimi Hendrix. La sua tecnica si affinò con il jazz e l’hard rock e batteristi come Joe Morello, Louie Bellson e John Bonham furono grandi ispirazioni per lui.
Negli anni ’70 Aldridge si unì ai Black Oak Arkansas, registrando con loro nove album, nel periodo compreso tra 1972 e 1976. Con il gruppo, intraprese anche un tour americano.
Tra il 1978 e il 1981 militò nella band di Pat Travers, registrando cinque album.
Successivamente accettò il posto di batterista nella band di Ozzy Osbourne. La cui formazione, compreso il chitarrista Randy Rhoads, restò invariata fino alla tragica morte di quest’ultimo. Aldridge però, continuò a lavorare con Osbourne per il live del 1982 “Speak of the Devil” e per l’album del 1983 “Bark at the Moon“.
In seguito, partecipò alla registrazione dell’album “Dirty Fingers” di Gary Moore, ed accettò l’offerta di David Coverdale per suonare negli Whitesnake, con cui apparve nell’album “Slip of the Tongue” del 1989.
Successivamente collaborò con i Manic Eden, formata da ex-membri degli Whitesnake, come Adrian Vandenberg e Rudy Sarzo. Note sono anche le sue prestazioni con Motörhead, Ted Nugent, Thin Lizzy e Yngwie Malmsteen.
Nel gennaio 2006 ritornò con i Whitesnake per il loro tour, che contò una formazione formata da David Coverdale (cantante), Doug Aldrich (chitarra), Reb Beach (chitarra), Uriah Duffy (basso) e Timothy Drury (tastiere). Si allontana poi di nuovo dai Whitesnake e ritorna per l’incisione di “The Purple Album” del 2015.

Esce “Jesus Christ Superstar

15 agosto 1973: “Jesus Christ Superstar” è un film del 1973 diretto da Norman Jewison, trasposizione sul grande schermo del musical omonimo di Tim Rice, autore dei testi, e Andrew Lloyd Webber, autore della musica. L’opera narra dell’ultima settimana della vita di Cristo prima della morte per crocifissione.
Per la loro interpretazione, rispettivamente di Gesù e Giuda, Ted Neeley e Carl Anderson, sono stati candidati al Golden Globe nel 1974.
Gli ultimi sette giorni della vita di Gesù sono messi in scena, sotto forma di musical, da un gruppo di hippie e narrati dalla prospettiva originale del punto di vista di Giuda.
Tre sono i personaggi che monopolizzano la scena: Gesù, rappresentato come una figura che ha molto di umano e poco o nulla di divino, e che manifesta di fronte alla morte i dubbi e la paura tipicamente umani; Giuda Iscariota, figura cardine della narrazione, vero protagonista del film, razionale e coerente, non traditore, ma vittima suo malgrado, come il suo maestro, di un disegno del destino più grande di lui; Maria Maddalena, la femminilità più dolce, investita da un amore che non sa comprendere.
Come nell’opera teatrale, non compare Maria, (madre di Gesù), e Gesù non compie miracoli, fatto ancora unico in un film sulla vita di Cristo.
A differenza di altre trasposizioni cinematografiche di musical, “Jesus Christ Superstar” è interamente cantato, senza dialoghi parlati.
Il film è stato girato in Israele, principalmente presso le rovine di Avdat nel deserto del Negev, e in altre zone del Medio Oriente. Le rovine in cui sono ambientate le scene di Anna e Caifa sono quelle del palazzo originale dei Sommi Sacerdoti: le impalcature furono trovate in loco dalla troupe e lasciate per scelta registica. La location dell’ultima cena fu scelta e affittata un anno prima delle riprese. La produzione pagò un abitante del luogo perché coltivasse quel pezzo di terra per fare in modo che al tempo delle riprese ci fosse un prato circondato dal deserto. Il pastore, che compare alla fine del film, fu frutto di una pura combinazione: durante le riprese il regista non si accorse nemmeno della sua presenza e lo notò solo in fase di montaggio. Ritenendola un’immagine molto ad effetto, decise di tenerla. I jet che sfrecciano in cielo subito dopo che Giuda accetta di tradire Gesù, appartengono all’aeronautica militare israeliana. Norman Jewison chiese un permesso speciale al governo israeliano e ottenne che due piccoli caccia da addestramento del tipo su licenza Fouga Magister passassero sopra la zona delle riprese: il regista ebbe a propria disposizione un solo ciak. L’esercito israeliano, che in quegli anni era sempre in allarme per le molto probabili guerre contro i paesi arabi limitrofi, per un’altra scena con Giuda, fornì anche cinque carri armati del tipo Centurion.
Prima di essere distribuito in Italia, il film fu sottoposto al vaglio dell’Osservatore Romano, ma addirittura presentato privatamente al Pontefice Paolo VI, che ne rimase favorevolmente accattivato. Considerato blasfemo da una parte dell’opinione pubblica italiana, perché accosta i Vangeli con la cultura hippie, riscosse immediato consenso sia di laici che di religiosi.
La colonna sonora del film fu pubblicata in vinile dalla MCA Records nel 1973 e la versione in CD fu pubblicata nel 1993 e nel 1998.

Tracce

Lato 1
1 Overture – 5:26
2 Heaven on Their Minds – 4:22
3 What’s the Buzz? – 2:30
4 Strange Things Mystifying – 1:50
5 Then We Are Decided – 2:32
6 Everything’s Alright – 3:36
7 This Jesus Must Die – 3:45

Lato 2
1 Hosanna – 2:32
2 Simon Zealotes – 4:28
3 Poor Jerusalem – 1:36
4 Pilate’s Dream – 1:45
5 The Temple – 5:26
6 I Don’t Know How to Love Him – 3:55
7 Damned for All Time / Blood Money – 4:37

Lato 3
1 The Last Supper – 7:12
2 Gethsemane (I Only Want to Say) – 5:39
3 The Arrest – 3:15
4 Peter’s Denial – 1:26
5 Pilate & Christ – 2:57
6 King Herod Song – 3:13

Lato 4
1 Could We Start Again, Please? – 2:44
2 Judas Death – 4:38
3 Trial Before Pilate – 7:47
4 Superstar – 3:56
5 Crucifixion – 2:40
6 John Nineteen: Forty-One – 2:20

Esce “In Through the Out Door

15 agosto 1979: “In Through the Out Door” è l’ottavo album della hard rock band inglese Led Zeppelin, registrato fra novembre e dicembre 1978 ai Polar Studios degli ABBA a Stoccolma, in Svezia, e pubblicato nel 1979 per la Swan Song, l’etichetta fondata dagli stessi Led Zeppelin.
L’album vide il ritorno in studio della band a tre anni esatti dalle registrazioni del precedente “Presence“: il vuoto discografico era stato colmato solo con l’uscita del doppio live “The Song Remains The Same“. È anche l’ultimo album pubblicato dai Led Zeppelin prima del loro scioglimento, da loro stessi annunciato l’anno seguente, a due mesi dalla morte del batterista John Bonham, avvenuta il 25 settembre 1980.
La copertina di “In Through The Out Door” fu curata da Storm Thorgerson dello studio grafico Hipgnosis, celebre per le copertine di quasi tutti gli album dei Pink Floyd. Thorgerson per i Led Zeppelin aveva già realizzato le copertine di “Houses of the Holy“, “Presence” e “The Song Remains The Same“.
Le prime copie messe in circolazione erano confezionate in una busta di carta giallognola, simile a un pacco postale, recante soltanto il titolo e il nome del gruppo stampati a mo’ di timbro. All’interno della busta, la copertina vera e propria riportava una foto virata seppia su cui compare la scia di un pennello, o di una spugna, il cui passaggio ha scoperto l’immagine a colori sotto la patina in bianco e nero. Thorgerson, nella sua biografia, ha dichiarato che l’immagine doveva dare l’idea, suggerita dalla band, di una nuova “mano di colore” passata su qualcosa di più antico: un’allusione allo spirito di rinnovamento che avrebbe dovuto animare in qualche modo tutto l’album.
La foto ritrae sette persone all’interno di un bar e fu pubblicata in sei versioni differenti: ciascuna di esse inquadra la scena dal punto di vista di uno dei soggetti in essa presenti; la busta che ricopriva il tutto doveva rendere impossibile distinguere quale delle sei diverse copertine si stesse per acquistare. Il punto di vista del settimo personaggio, quello situato al centro della scena, (l’uomo in completo bianco, seduto al bancone del bar, che sta bruciando una lettera), compare invece nelle due immagini riportate nella busta interna dell’album. Queste ultime due illustrazioni, sempre nella prima edizione, apparivano in bianco e nero, ma si coloravano permanentemente al contatto con l’acqua, ad esempio bagnandole con una spugna. Le note di copertina non fanno alcun cenno a quest’ultima caratteristica che, nelle intenzioni di Thorgerson, avrebbe dovuto essere scoperta per caso, o addirittura accidentalmente, anche molto tempo dopo l’acquisto dell’album.

Tracce

Lato A
1 In the Evening – 6:51
2 South Bound Saurez – 4:14
3 Fool in the Rain – 6:12
4 Hot Dog – 3:17
Lato B
1 Carouselambra – 10:34
2 All My Love – 5:56
3 I’m Gonna Crawl – 5:30

Formazione

Jimmy Page – chitarra
Robert Plant – voce e armonica a bocca
John Paul Jones – basso e tastiere
John Bonham – batteria

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