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L’almanacco di Rock by Wild – 15 febbraio

3 Ricorrenze per il 15 febbraio

Nasce Jake E. Lee

(Norfolk, 15 febbraio 1957)

Oggi compie gli anni Jake E. Lee, all’anagrafe Jakey Lou Williams, chitarrista heavy metal statunitense, noto per le sue abilità tecniche e per la sua collaborazione con svariati artisti della scena heavy metal tra cui spicca Ozzy Osbourne. Egli militò anche in altre band come i Ratt, Rough Cutt, Dio e Badlands. Nacque da madre giapponese e padre statunitense, iniziò da bambino l’approccio con la musica con il pianoforte, che suonò per qualche anno. Dopo aver scoperto Jimi Hendrix, iniziò ad avere interesse per la chitarra e intraprese lo studio dello strumento, usando quella della sorella maggiore. Il suo talento crebbe molto in fretta ed iniziò ad acquisire esperienze dal vivo sul finire degli anni ’70. Nel 1980, dopo essersi trasferito a Los Angeles, entrò nei Mickey Rat, conosciuti in seguito come Ratt, una hair metal band di successo. Tuttavia, la permanenza nel gruppo fu di breve durata; incise solamente i singoli “Dr. Rock”/”Drivin On E” e “Tell The World“. Successivamente, entrò nei Rough Cutt, band prodotta da Ronnie James Dio e sua moglie Wendy. Il talento di Jake affascinò Dio, il quale gli chiese di entrare nel suo complesso ed il chitarrista accettò la proposta. Anche la militanza nella band di Dio fu molto breve e Jake rimase di nuovo senza lavoro; si dice che tra i due ci fu un diverbio sui diritti d’autore (Jake sostiene di aver scritto le parti di chitarra di “Don’t Talk To The Strangers” dell’album “Holy Diver“, ma Dio ha smentito tutto). Con il gruppo di Ozzy, esordì nel tour di “Diary of a Madman” nel 1982. L’anno dopo, la Ozzy Osbourne band dà alla luce “Bark at the Moon“, il primo album di Jake con il gruppo e un disco di grande successo. Il suo stile chitarristico portò degli avvertibili cambiamenti nella musica di Ozzy, inserendo perlopiù elementi melodici, ma la tecnica di Jake, comunque, non fece rimpiangere i suoi predecessori. Dopo tre anni di assenza (a causa del tour di “Bark at the Moon” e del ricovero di Ozzy in una clinica per disintossicarsi da alcol e droghe) venne dato alla luce “The Ultimate Sin” nel 1986, dove Jake partecipò molto alla composizione dei brani. Dopo il tour del disco, il chitarrista lasciò la band di Osbourne per motivi non precisati e verrà sostituito dal giovanissimo Zakk Wylde. Terminata la collaborazione con il complesso di Ozzy, Jake formò il gruppo dei Badlands nell’estate del 1988. Il gruppo comprendeva, oltre a Jake, il cantante Ray Gillen, il bassista Greg Chaisson e il batterista Eric Singer. Dopo la pubblicazione dell’album omonimo nel 1989, il secondo “Voodoo Highway” uscì Nel 1991. Dopo il tour, il gruppo si sciolse e si riunì solamente nel 1998, per pubblicare “Dusk” nell’anno successivo, un album contenente materiale registrato con Gillen prima della sua morte. Nel 1996, Jake intraprende l’attività solista, registrando un album chiamato “A Fine Pink Mist“, dove il chitarrista dà sfoggio di tutta la sua incredibile tecnica. Nel 2005 ha prodotto un altro disco solista, “Retraced“, contenente cover di brani di Robin Trower, Willie Dixon, Trapeze, Free, Johnny Winter, West, Bruce and Laing, Grand Funk Railroad, James Gang, Savoy Brown, e Montrose. Nel 2014, l’artista si ripresenta al pubblico con una nuova formazione, ribattezzata Red Dragon Cartel, che comprende anche Ronnie Mancuso al basso, D.J Smith alla voce e Jonas Fairley alla batteria, pubblicando l’omonimo album nel febbraio del 2014.

Esce “Burn

15 febbraio 1974: “Burn” è l’ottavo album in studio del gruppo hard rock britannico Deep Purple, pubblicato dalla Purple Records e distribuito dalla EMI. È il primo album in cui compaiono il nuovo cantante David Coverdale ed il nuovo bassista/cantante Glenn Hughes. Si tratta dunque del primo realizzato dalla formazione “Mark III”. Con l’inserimento di Coverdale ed Hughes, il sound hard rock dei Deep Purple diviene più orientato al boogie, incorporando elementi di soul e funk che sarebbero diventati ancora più marcati nell’album successivo, “Stormbringer“. Il vertice dell’album è senza dubbio la title track, “Burn“, con un accattivante riff alla chitarra elettrica, una parte di batteria incalzante e virtuosistica ed un assolo di organo Hammond in stile barocco, di netta ispirazione bachiana. Hughes partecipò alla composizione delle canzoni, ma per obblighi contrattuali il suo nome non comparve fra gli autori dei brani. Nella riedizione speciale dell’album, comunque, il suo nome riappare fra gli autori, eccetto per i brani “Sail Away” e “Mistreated“. La Bonus Track “Coronarias Redig” , non è un inedito, ma è originariamente il Lato B del singolo “Might Just Take Your Life“, praticamente introvabile in Italia se non in qualche juke box dell’epoca. L’album raggiunse la prima posizione in Germania, Austria e Norvegia, la terza nel Regno Unito, la quarta in Francia, la quinta in Finlandia e la settima in Australia, Canada ed Olanda e la nona nella Billboard 200 vincendo il disco d’oro oltre che negli Stati Uniti anche in Argentina, Francia e Regno Unito.

Tracce

1 Burn – 6:00
2 Might Just Take Your Life – 4:36
3 Lay Down, Stay Down – 4:15
4 Sail Away – 5:48
5 You Fool No One – 4:47
6 What’s Goin’ on Here – 4:55
7 Mistreated – 7:25
8 A 200 – 3:51

Formazione

David Coverdale – voce
Ritchie Blackmore – chitarra
Jon Lord – tastiere
Glenn Hughes – basso, voce
Ian Paice – batteria

Esce “Fly by Night

15 febbraio 1975: “Fly by Night” è il secondo album in studio della band canadese Rush, registrato e mixato presso i Toronto Sound Studios in sole due settimane. L’album vede il debutto di Terry Brown come produttore, ruolo che manterrà fino all’uscita di “Signals” nel 1982; è anche il primo album della band a presentare il batterista Neil Peart. Oltre alle percussioni, Peart assume anche il compito di paroliere del gruppo, portando la band ad adottare uno stile letterario lirico nei testi che molto si discosta dal precedente lavoro. Le canzoni “By-Tor & The Snow Dog” e “Rivendell” sono esempi delle inclusioni di tematiche fantasy nella musica del gruppo. Il brano fu ispirato dal racconto del roadie Howard Ungerleider riguardante un incontro con i cani del proprietario della Anthem Records, Ray Danniels, un pastore tedesco che lo aveva morso (biter, da cui “By-Tor“), e un piccolo cane bianco (Snow Dog) che abbaiava sempre. Il disco è stato certificato disco d’oro e di platino dalla RIAA il primo dicembre 1993.

Tracce

1 Anthem – 4:10
2 Best I Can – 3:24
3 Beneath, Between & Behind – 3:00
4 By-Tor & the Snow Dog – 8:57
I. At the Tobes of Hades
II. Across the Styx
III. Of the Battle
1 Challenge and Defiance
2 7/4 War Furor
3 Aftermath
4 Hymn of Triumph
IV. Epilogue
5 Fly by Night – 3:20
6 Making Memories – 2:56
7 Rivendell – 5:00
8 In the End – 6:51

Formazione

Geddy Lee – basso, chitarra classica e voce
Alex Lifeson – chitarra elettrica 6 e 12 corde, chitarra acustica
Neil Peart – batteria e percussioni

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