Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 15 maggio

4 Ricorrenze per il 15 maggio

Nasceva Gary Thain

(Christchurch, 15 maggio 1948 – Londra, 8 dicembre 1975)

Oggi si ricorda la nascita di Gary Thain, bassista neozelandese, noto soprattutto per il suo lavoro con gli Uriah Heep e la band di Keef Hartley. Il suo stile era caratterizzato da fraseggi possenti, veloci e melodici che diedero nuova vita ai pezzi degli Uriah Heep, donando una ben più presente “spina dorsale” in buona parte dei loro lavori, frutto di una ottima collaborazione con il batterista Lee Kerslake. Originariamente nella band di Keef Hartley, venne convinto a far parte degli Uriah Heep durante il tour di “Look At Yourself“. Registrò con loro gli album “Demons And Wizards” (1972), “The Magician’s Birthday” (1972), “Live” (1973), “Sweet Freedom” (1973), “Live At Shepperton” (1974) e “Wonderworld” (1975). Gary Thain nasce a Christchurch in Nuova Zelanda, iniziò a suonare quando suo padre, vista la sua passione, gli regalò un basso per il suo 14º compleanno. Terminati gli studi divenne il bassista del Plainsman, un locale dove si faceva un blues molto particolare: i cantanti arrivavano senza gruppo e gli strumentisti del locale li accompagnavano. Ciò, ovviamente, costringeva questi, ed il nostro Gary, ad imparare ogni giorno canzoni nuove. Dopo questa esperienza, andò a lavorare in un garage di Christchurch che, oggi, è diventato un vero e proprio museo in suo onore. Trascorse poco tempo e Gary decise di fare della sua passione un lavoro. Andò in Australia per trattenersi lì un anno, quindi si trasferì in Inghilterra per entrare nelle file del suo primo gruppo professionale i New Nadir. La band trascorse molto tempo in Svizzera dove era molto popolare. A detta di molti l’avvicinamento di Gary alle droghe deve esser fatto risalire a questo periodo. All’inizio del 1968 i New Nadir registrarono un album per la Witchseason che, però, non fu mai messo in commercio. Nel 1970 Joe Boyd registrò un album con le covers degli artisti della Witchseason usando anche un pezzo dei New Nadir, che fu cantato da Elton John e David Byron. Nel 1968 i New Nadir si sciolsero e Gary Thain si unì alla The Keef Hartley Band dove, oltre a suonare il basso, cantò da solista un pezzo intitolato “You Say You’re Together Now“. La band suonò spesso al Marquee di Londra per arrivare al mega concerto di Woodstock nel 1969. Il 1970 vede la partecipazione di Gary Thain nell’album “Fiends And Angles” di Martha Velez dove suonarono anche mostri sacri come Eric Clapton. Continuava, nel mentre, la militanza di Gary nelle file della Keef Hartley Band fino all’album “72nd Brave“, che includeva anche un pezzo composto da lui, quando il cantante Miller Anderson lasciò la band e il gruppo si sciolse. Nel 1971 suonò nell’album “Bright City” di Miller Anderson; dopo quest’anno si unì insieme a Miller alla Pete York Persussion Band che si sciolse di lì a poco. Fu a questo punto che Gary ricevette una telefonata di Ken Hensley che lo invitava ad unirsi agli Heep. Sulle prime Gary era un po’ incerto, in quanto il suo amico Mark Clarke gli aveva detto che non voleva continuare a lavorare negli Uriah Heep. L’incertezza, però, durò poco e in men che non si dica Gary Thain si ritrovò nell’aereo che lo portava, insieme agli Uriah Heep in America per una tournée in qualità di bassista del gruppo. A questo punto la sua storia si fonde con quella degli Heep che per quanto riguarda la permanenza di Gary Thain, con la sua maestria musicale, contribuì a fondare il vero successo del gruppo. Allo stesso tempo, però, l’intossicazione dovuta alla droga andava accentuandosi e toccò il suo culmine, pare, durante la lavorazione di “Wonderworld“. In ogni caso, nonostante i devastanti effetti che le droghe provocavano sul suo fisico, che si stava letteralmente “asciugando”, le esecuzioni di Thain erano sempre all’altezza della situazione. Si andò quindi avanti fino a quel maledetto concerto di Dallas, il 15 settembre 1974 dove Gary fu scaraventato in mezzo al palco privo di sensi da una scossa elettrica. Gli altri Heep terminarono il concerto, mentre lui fu trasportato in camerino dove rinvenne ma – a detta dei testimoni – in condizioni tali da far pensare che stesse vivendo, per così dire, in un altro mondo. Stette in ospedale per tre settimane e fu lasciato dalla moglie Carol che si portò via la piccola Nathalie, figlia di Gary. A questo periodo pare risalga la sua assunzione di eroina, (Gary stesso disse che la prima volta che si iniettò la sostanza risaliva ad alcuni mesi prima della morte). Quando uscì dall’ospedale fortunatamente non era solo, ma con la sua seconda moglie Mika. Gerry Bron lo chiamò per ordinargli – com’era sua abitudine – di proseguire il tour, ma Gary stava ancora malissimo e in tutta risposta disse a Bron “si fotta il tour”!!!. Alcune settimane dopo, comunque, si riunì agli Heep per continuare il tour, ma non fu più lo stesso. Era molto malato e il suo stato non gli consentiva di proseguire. Per questa ragione Bron e gli Uriah Heep decisero di licenziarlo togliendogli, di fatto, la cosa che aveva amato di più nella sua vita: fare musica. Era l’inizio del 1975 ed anche l’inizio della fine di Gary Thain. Pare non si sappia molto sull’ultimo anno della vita del bassista. Diverse settimane dopo il suo licenziamento cercò di proporsi in altre band, ma nessuno voleva una persona nelle sue condizioni. La sua malattia, nel mentre, andava peggiorando sempre più: aveva problemi al cuore e l’eroina lo stava praticamente annientando. A questo punto lo lasciò anche Mika. Gary rientrò in ospedale e qui vennero ad intervistarlo alcuni giornalisti della rivista “Pop” che, successivamente, riferirono di non aver parlato con una persona normale. Non si conosce bene il motivo, ma pare che due settimane prima della morte Gary ebbe dei problemi anche con la legge che lo avrebbero portato alla galera; di fatto non ci entrò mai. L’8 dicembre 1975 Yoko, (la sua nuova ragazza), lo trovò morto per un’overdose di eroina nella sua casa in Norwood Green in bagno. Ci furono diverse speculazioni sulla sua morte: alcuni dicono che morì nel marzo del 1976, altri sostengono che l’overdose fosse una copertura e che il bassista, in realtà, sia stato ucciso da qualcuno mandato dalla famiglia di Yoko che era di origine indiana e che non approvavano quella unione. Non c’è ragione di dubitare, viste anche le condizioni di salute di Gary, della versione ufficiale che fu pubblicata circa le cause della sua morte. Gary Thain si spegneva, a soli 27 anni, facendolo entrare di diritto nello sfortunato Club 27, e con lui si spegneva per sempre un altro pezzo di rock.

Nasce John Arch

(15 maggio 1959 Colorado Springs)

Oggi compie gli anni John Maurice Archambault, noto come John Arch, cantante americano, noto per il suo lavoro con la band Fates Warning. Arch ha co-scritto la maggior parte delle canzoni della band con il chitarrista Jim Matheos ed era l’unico autore dei testi della band. Dopo la pubblicazione del loro terzo album, “Awaken The Guardian“, ad Arch è stato chiesto di lasciare il suo posto di lavoro o lasciare la band. Obblighi finanziari resero impossibile per Arch lasciare il suo lavoro, e la band iniziò a cercare un altro cantante. In una intervista John Arch disse che avrebbe lasciato il suo lavoro, se gli fosse stato chiesto, ma invece così non è stato. Arch è stato assente dalla scena metal per diciassette anni, (lavora attualmente per la lavorazione dei mobili su misura), con l’eccezione di un provino all’epoca, per la band Dream Theater, e pochi altri. Ha fatto il suo ritorno nel 2003, quando è stato rilasciato il suo EP “A Twist of Fate“. L’EP comprende i musicisti Jim Matheos, Mike Portnoy e Joey Vera. Il suo stile è simile a quello di Geoff Tate dei Queensrÿche e Midnight dei Crimson Glory. Il 19 gennaio 2011, Arch si è riunito con Jim Matheos e il resto dei membri dei Fates Warning, (meno ovviamente il cantante Ray Alder), per registrare un full-length per una nuova band chiamata semplicemente Arch/Matheos e l’album di debutto, “Sympathetic Resonance“, è stato rilasciato il 9 settembre.

Esce “Girls, Girls, Girls

15 maggio 1987: “Girls, Girls, Girls” è il quarto album dei Mötley Crüe, uscito per l’etichetta discografica Elektra Records. Contiene le hit “Wild Side” e “Girls, Girls, Girls“. Il disco riflette anche lo stile di vita difficile della band e rende omaggio al loro amore di cavalcare le moto Harley Davidson, bere whisky, l’uso di droghe, la vita a Sunset Strip e le notti trascorse nei strip club. Il brano “Nona” è un omaggio alla nonna del bassista Nikki Sixx, che è morta durante la registrazione dell’album. I membri della band hanno dichiarato che se non fossero riusciti a scrivere due canzoni di successo per questo album, sarebbe stata la fine della loro carriera. Il disco è diventato invece quadruplo platino come il suo predecessore, “Theatre of Pain” ed ha raggiunto la posizione numero 2 nelle classifiche di Billboard.

Tracce

1 Wild Side 4:40
2 Girls, Girls, Girls 4:30
3 Dancing on Glass 4:18
4 Bad Boy Boogie 3:27
5 Nona 1:27
6 Five Years Dead 3:50
7 All in the Name of… 3:39
8 Sumthin’ for Nuthin’ 4:41
9 You’re All I Need 4:33
10 Jailhouse Rock (Live) 4:39

Formazione

Vince Neil – Voce
Mick Mars – Chitarra
Nikki Sixx – Basso
Tommy Lee – Batteria

Esce “The Ritual

15 maggio 1992: “The Ritual” è il quinto album in studio dei Testament. Siamo agli inizi degli anni ’90 e arrivano nuovi trend musicali, tra cui il grunge di Nirvana e Pearl Jam. E’ un periodo cupo per il thrash metal. I gruppi di questo genere, per poter reggere il numero di vendite, sfornano album di facile ascolto, ad esempio i Metallica con il “Black Album” e i Megadeth con “Countdown to Extinction” e anche i Testament si allontanano dal sound aggressivo che caratterizzò i loro esordi, incidendo questo disco che, a differenza dei Metallica e dei Megadeth, non riesce a raggiungere il successo sperato. Vennero quasi eliminati tutti gli assoli tipici del thrash, l’utilizzo della doppia cassa subisce una seria battuta di arresto e la voce diventa da graffiante ed urlata a pulita e melodica. I fans non gradirono questa svolta stilista ed ampie critiche piovvero sulla band statunitense. L’album annovera però anche brani che, nel loro complesso, hanno riscosso il favore del pubblico, come “Electric Crown“, “As The Seasons Grey” e la ballad “Return To Serenity“. Sia la critica che lo stesso cantante Chuck Billy lo hanno definito il peggior disco del quintetto.

Tracce

Tracklist:
1 Signs of Chaos
2 Electric Crown
3 So Many Lies
4 Let Go of My World
5 The Ritual
6 Deadline
7 As the Seasons Grey
8 Agony
9 The Sermon
10 Return to Serenity
11 Troubled Dreams

Formazione

Chuck Billy – voce
Eric Peterson – chitarra ritmica
Alex Skolnick – chitarra ritmica e solista
Greg Christian – basso
Louie Clemente – batteria

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