Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 16 aprile

7 Ricorrenze per il 16 aprile

Nasceva Dave Peverett

(Dulwich, Regno Unito 16 aprile 1943 – Orlando, Florida, Stati Uniti, 7 febbraio 2000)

Ricordiamo oggi il compleanno di David Jack “Dave” Peverett o Lonesome Dave. Meglio conosciuto come l’originale cantante e chitarrista ritmico della rock band Foghat, che ha fondato dopo la sua permanenza e cinque album con la band Savoy Brown. Peverett ha continuato a scrivere e registrare canzoni non solo per i Foghat, ma anche per una vasta gamma di progetti, fino alla sua morte, (avvenuta a Orlando, Florida), per cancro nel febbraio 2000. Ha anche intrapreso quello che sarebbe diventato il suo tour finale dopo aver ricevuto mesi intensivi di chemioterapia.

Nasce Lee Kerslake

(Bournemouth, 16 aprile 1947)

Oggi è il compleanno di Lee Kerslake, detto The Bear, batterista rock britannico. La sua carriera è stata per lo più spesa con gli Uriah Heep, ma vanta anche una collaborazione con Ozzy Osbourne. Il primo gruppo di Kerslake furono i Gods, del tastierista Ken Hensley e del cantante/bassista Greg Lake. Dopo il loro scioglimento seguì Hensley negli Head Machine e mise in piedi un proprio progetto, la National Head Band. Contemporaneamente si era unito agli Spice del cantante David Byron e del chitarrista Mick Box, che di lì a poco divennero gli Uriah Heep. Dal momento che il gruppo incontrava continue difficoltà nel trovare un batterista fisso, Hensley chiese a Kerslake di entrare in formazione poco prima delle registrazioni di “Look at Yourself“. Il batterista rifiutò l’offerta dal momento che credeva di potere fare qualcosa di significativo con la National Head Band. In realtà si accorse ben presto di avere fatto dei calcoli sbagliati: il successo sperato stentava ad arrivare, mentre Hensley e compagni supportarono il disco con una trionfante tournée che sfociò però con l’ennesimo abbandono da parte di un loro batterista, Iain Clark. Nel 1971 Hensley fece per la seconda volta la stessa proposta e Kerslake stavolta accettò. Iniziò una serie di successi per il gruppo, proprio grazie all’ingresso in formazione del batterista e del virtuoso neozelandese Gary Thain al basso: la nuova formazione, la più amata dagli ammiratori del combo britannico diede vita a due capolavori unanimemente riconosciuti: “Demons & Wizards” e “The Magician’s Birthday“, entrambi del 1972, dove Kerslake si fece notare non solo per lo stile batteristico, ma anche per il contributo compositivo. Col passare degli anni, la situazione si fece però meno felice per il gruppo: nel 1979, dopo continui screzi con il produttore discografico e manager del gruppo Gerry Bron, accusato dal batterista di compiere dei favoritismi nei confronti di Ken Hensley per la scelta delle canzoni da pubblicare su disco, Kerslake lasciò. Poco dopo si unì al gruppo di Ozzy Osbourne, dal momento che Tommy Aldridge rifiutò di farne parte. Con Osbourne incise “Blizzard of Ozz” e “Diary of a Madman“, sebbene su quest’ultimo né Kerslake, né il bassista Bob Daisley vengano indicati come autori delle registrazioni dal momento che erano stati licenziati da Osbourne poco prima della pubblicazione del disco. Nel frattempo Hensley aveva lasciato gli Uriah Heep e Bron aveva terminato la sua collaborazione con il gruppo: nel 1982 Mick Box, rimasto l’unico membro attivo del combo, chiese a Kersklake di riprendere il cammino comune dal momento che le principali motivazioni del suo abbandono non avevano più motivo di essere. Da allora fino al gennaio del 2007 è stato sempre presente, fino a quando è stato costretto a lasciare il gruppo a causa di problemi di salute. Nella seconda metà degli anni novanta, assieme a Daisley diede vita a una battaglia legale contro Ozzy e Sharon Osbourne, (moglie e manager dell’allora ex Black Sabbath), a causa dei mancati riconoscimenti per il loro lavoro. Dopo traversie legali durate anni, Daisley e Kerslake vinsero la causa e ricevettero i riconoscimenti dovuti. In spregio a ciò, nel 2002 Osbourne fece mettere in commercio una versione alternativa di “Blizzard of Ozz” e “Diary of a Madman” con le parti di batteria e basso registrate ex novo rispettivamente da Mike Bordin e Robert Trujillo, allora nel gruppo di Osbourne.

Nasceva Roberto “Freak” Antoni

(Bologna, 16 aprile 1954 – Bentivoglio, 12 febbraio 2014)

Oggi ricordiamo il compleanno di Roberto “Freak” Antoni, cantante degli Skiantos. Roberto Antoni è cresciuto nella cittadina di San Giovanni in Persiceto, alle porte di Bologna, e ha conseguito il diploma di Perito agrario all’Istituto Tecnico Agrario “Arrigo Serpieri” all’inizio degli anni settanta. In quegli anni inizia a prendere forma il personaggio di leader, cantante, paroliere, animatore del gruppo rock demenziale Skiantos, fino ad essere considerato uno degli autori più stimolanti nell’ambito del movimento artistico-culturale post Movimento del ’77. Amico di scrittori, artisti e poeti conosciuti in quegli anni, come Pier Vittorio Tondelli, Francesca Alinovi ed Enrico Palandri, si è laureato il 12 luglio 1978 all’Università di Bologna in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (DAMS), facoltà di Lettere e Filosofia, discutendo una tesi sui Beatles con lo scrittore e docente Gianni Celati.
Cabarettista comico e poliedrico artista, ha vestito i panni di numerosi personaggi o creato formazioni come Astro Vitelli, Beppe Starnazza e i Vortici, i Ruvidi del Liscio, i Rotolones, gli Avanzi di Balera, i Pollok. Col gruppo Gli Skiantos fu esponente di punta del genere Rock demenziale, definibile come rock ironico e dissacrante. È anche autore di numerosi libri, a partire dalla sua tesi di laurea al DAMS intitolata Il Viaggio dei Cuori Solitari: temi fantastici sulle canzoni dei Beatles, poi edita da Il Formichiere di Milano. Nel 1986 scrive la rockeggiante “Incubo assoluto” scritta per gli Stadio. Successivamente ha pubblicato quattro libri con Feltrinelli, un volume con Sperling & Kupfer e uno con Pendragon.
È stato anche attore in diversi film underground con lo pseudonimo di Tony Garbato, mentre come Roberto “Freak” Antoni ha interpretato dei ruoli in Jack Frusciante è uscito dal gruppo (1996) diretto da Enza Negroni, Cavedagne (2003) di Bernardo Bolognesi e Francesco Merini e Paz! (2002) diretto da Renato De Maria. La sua partecipazione a quest’ultimo è legata alla sua amicizia con Andrea Pazienza, che lo ha anche fatto comparire in alcune sue storie a fumetti. Nel 2001 partecipa a Canto di spine – versi italiani del Novecento in forma canzone del gruppo genovese Altera (con i quali inizia a collaborare nel marzo 1997, per la presentazione dal vivo del loro primo lavoro “Livida speranza“), antologia cantata della poesia italiana, co-prodotta con Franz Di Cioccio (Fermenti Vivi/S4), cantando i versi di “Poetica” di Raffaele Crovi Nel 2001, in collaborazione con gli ultras del Bologna Football Club 1909 pubblica il singolo “Fede Rossoblu“. Nel 2002 canta “Canzone Per Gli Artisti” nell’album 1977/2003 del progetto Punx Crew, e collabora con alcuni gruppi bolognesi, come Gli Atroci nell’album omonimo, e i Criopalmos per “Bifidus“, singolo allegato alla rivista a fumetti Odrillo. Dopo altre collaborazioni e 35 anni con gli Skiantos, il 12 aprile 2012 Freak Antoni annuncia di lasciare il gruppo per intraprendere la carriera da solista con un progetto battezzato Freak Antoni Band. All’età di 54 anni gli viene diagnosticato un tumore all’intestino. Muore a causa di un peggioramento della malattia la mattina del 12 febbraio 2014 all’età di 59 anni. Per ricordarlo gli Skiantos organizzano il 16 aprile, giorno del suo compleanno, un concerto a Bologna a cui partecipano gruppi e solisti sia demenziali, come Lino & i Mistoterital, Marco Carena, i Powerillusi, i Belli Fulminati nel Bosco, sia di altri generi ma a lui legati come Eugenio Finardi, Ricky Gianco, Gli Avvoltoi, Claudio Lolli, Omar Pedrini, Luca Carboni, Johnson Righeira, Maurizio Solieri, Ricky Portera e Altera.

Nasce Mark Zonder

(Detroit, Michigan, USA, 16 aprile 1958)

Festeggia oggi il compleanno Mark Zonder, batterista della leggendaria band epic metal Warlord, (dove il suo soprannome era “Thunder Child”). E’ stato anche batterista dei Fates Warning, con i quali ha suonato per parecchi anni e registrato 8 album, dei Ten, Slavior, Chroma Key, Jim Matheos, (chitarrista dei Fates Warning), Joacim Cans e With At War With Self.

Nasceva Robert Dahlqvist

(Uddevalla, Svezia, 16 aprile 1976 – Bagarmossen, Stoccolma, Svezia, 1 febbraio 2017)
Oggi si ricorda il compleanno del chitarrista e cantante svedese Robert Dahlqvist, ex membro de The Hellacopters. E’stato anche il cantante e chitarrista dei Thunder express, una band originariamente iniziata come un progetto parallelo al suo lavoro con The Hellacopters. Al momento della sua morte, all’età di 40, Dahlqvist aveva quasi completato il suo secondo album solista, il primo sotto il nome di Strängen. Dahlqvist è nato a Uddevalla, in Svezia, ed ha ottenuto la sua prima chitarra all’età di dieci anni. Ha frequentato la scuola di musica, ma dopo un mese ne uscì frustrato perchè non gli era permesso suonare canzoni dei Kiss. Cinque anni dopo, all’età di quindici anni, sua madre gli comprò una chitarra elettrica e lui ha iniziato a concentrarsi più seriamente sul suo modo di suonare. Dahlqvist presto ha iniziato a suonare in alcune band locali e ha lavorato in un bar dove ha avuto modo di conoscere i futuri membri del gruppo svedese The Hellacopters.

Esce “Crusader

16 aprile 1984: “Crusader” è il sesto album dei Saxon, uscito per l’Etichetta discografica Carrere Records. All’epoca venne visto come il disco del tradimento: i fan criticarono la produzione troppo pulita di Kevin Beamish, noto per i suoi trascorsi nell’AOR, ed alcuni brani giudicati troppo commerciali e radiofonici. Ciò comportò l’inizio del declino della fama dei Saxon, tanto a livello di vendite quanto di affluenza ai concerti; nonostante ciò la title-track è da allora un pezzo forte dei concerti del gruppo e la cover di “Set Me Free” degli Sweet, gruppo glam rock britannico, riscosse un buon successo. Attualmente “Crusader” è oggetto di un processo di rivalutazione che lo vede come un buon disco, riuscito anche nelle canzoni più commerciali.

Tracce

1 The Crusader Prelude – 1:05
2 Crusader – 6:33
3 A Little Bit of What You Fancy 3:50
4 Sailing to America – 5:03
5 Set Me Free (Scott) – 3:13 (Sweet Cover)
6 Just Let Me Rock – 4:11
7 Bad Boys (Like to Rock N’ Roll) – 3:24
8 Do It All for You – 4:42
9 Rock City – 3:16
10 Run for Your Lives – 3:53

Formazione

Biff Byford – voce
Steve Dawson – basso
Paul Quinn – chitarra
Graham Oliver – chitarra
Nigel Glockler – batteria

Esce “Savage Amusement

16 aprile 1988: “Savage Amusement” è il decimo album in studio degli Scorpions, pubblicato con il produttore Dieter Dierks dall’etichetta internazionale EMI. “Savage Amusement” si piazzò al numero tre delle classifiche annuali USA e al primo in quelle europee. In confronto allo stile musicale del suo predecessore, “Love at First Sting” del 1984, l’album presenta alcune differenze, in particolare uno stile più adatto alla radio. Da questo album furono stati estratti 3 singoli: “Rhythm of Love“, “Passion Rules the Game” e “Believe in Love“. Quasi tutte le canzoni sono state scritte dalla coppia SchenkerMeine. L’album è stato un campione di incassi, spinto dall’enorme successo dei precedenti “Love at First Sting” e “World Wide Live“. Ci sono ancora alcune canzoni puramente hard & heavy, come “Don’t Stop At The Top” e “Media Overkill”, ma ci sono alcuni brani che mostrano un lato più sperimentale.

Tracce

1 Don’t Stop at the Top – 4:03
2 Rhythm of Love – 3:47
3 Passion Rules the Game – 3:58
4 Media Overkill – 3:32
5 Walking on the Edge – 5:05
6 We Let It Rock…You Let It Roll – 3:38
7 Every Minute Every Day – 4:21
8 Love on the Run – 3:35
9 Believe in Love – 5:20

Formazione

Klaus Meine: Voce
Rudolf Schenker: chitarra
Matthias Jabs: chitarra
Francis Buchholz: basso
Herman Rarebell: percussioni

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