Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 17 ottobre

Montrose“: Montrose (17 ottobre 1973)
Montrose” è il primo album dei Montrose, pubblicato per l’etichetta discografica Warner Bros. Records. Gli anni settanta diedero alla luce molti classici album hard rock/heavy metal, molti dei quali non vennero mai eguagliati, e benché non tutti ebbero un’influenza permanente, a dispetto dei rispettivi debutti di gruppi come Boston e Ted Nugent, il debutto dei Montrose si rivelò ugualmente influente e importante fino ai giorni nostri. Realizzato nel 1973, ed ispirato chiaramente al suono dei Led Zeppelin, il disco introdusse agli occhi del mondo il giovane Sammy Hagar, ma l’aggressione esplosiva della chitarra di Ronnie Montrose non lasciò perplessità sul fatto che il suo nome venisse stampato sulla copertina. La solida sezione ritmica composta dal batterista Denny Carmassi ed il bassista Bill Church certamente non guastava, e inni come “Rock the Nation” e “Good Rockin’ Tonight” (cover dell’artista blues/R&B Roy Brown) avrebbero contribuito allo sviluppo dell’intera generazione di gruppi californiani dei fine anni 70, tra cui spiccano ovviamente i Van Halen. In realtà, tracce come “Make It Last” e “I Don’t Want It” suonano abbastanza datate per gli standard attuali (non certo per le tematiche frivole), ma il tempo non può cancellare l’euforia di “Bad Motor Scooter“, l’arroganza adolescenziale di “Rock Candy“, e il memorabile riff di “Space Station #5.“. Proprio nel brano “Bad Motor Scooter” si può notare uno dei primi casi di imitazione del rombo del motore di una motocicletta con una chitarra. Questa tecnica verrà in seguito ripresa da decine di gruppi heavy metal degli anni ’80 come i Mötley Crüe, i Motörhead e i Manowar. Nel 1989 il giornale musicale Kerrang! inserì il debutto dei Montrose al quarto posto nella classifica dei “100 migliori album heavy metal di tutti i tempi”.

Tracce
Lato A
Rock the Nation – 3:03 – (Ronnie Montrose)
Bad Motor Scooter – 3:43 – (Hagar)
Space Station No. 5 – 5:16 – (Hagar, Montrose)
I Don’t Want It – 2:58 – (Hagar, Montrose)

Lato B
Good Rockin’ Tonight – 2:59 – (Brown) (Roy Brown Cover)
Rock Candy – 5:05 – (Carmassi, Church, Hagar, Montrose)
One Thing on My Mind – 3:41 – (Hagar, Montrose, Sanchez)
Make It Last – 5:27 – (Hagar)

Formazione
Sammy Hagar – Voce
Ronnie Montrose – Chitarra
Bill Church – Basso
Denny Carmassi – Batteria

4 Ricorrenze per il 17 ottobre

Nasce Blues Saraceno

(Hartford, 17 ottobre 1971)

Buon compleanno al chitarrista Blues Saraceno, particolarmente noto per aver fatto parte dell’hair metal band Poison tra il 1994 e il 1998.
Saraceno esordì come turnista già alla fine degli anni ’80 per artisti come Michael Bolton, Cher e Taylor Dayne. Ha parallelamente condotto una carriera solista pubblicando tre album in studio tra la fine degli anni ’80 e primi ’90, oltre a continuare l’attività di turnista e produttore. Dopo la sua uscita dai Poison, Saraceno ha lavorato su colonne sonore e canzoni per diversi show televisivi e film. Nel 2000, Saraceno ha anche fondato la band Transmission OK. Ha lavorato anche come produttore discografico per molte band e artisti, dopo un breve tour negli Stati Uniti e il debole supporto dell’etichetta, il gruppo Transmission OK si sciolse e Saraceno ha continuato a lavorare per la televisione ed i film.
Il 2 giugno 2013 la sua nuova canzone “Flesh It Out” è stato usata come WWE rookie Seth Rollins ‘theme tune per il primo anno della sua carriera in FCW e NXT.

Esce “Hot in the Shade

17 ottobre 1989: “Hot in the Shade” è il quindicesimo album dei Kiss, pubblicato per l’etichetta discografica Mercury Records. Si tratta dell’album più lungo in durata mai registrato dai Kiss: contiene quindici brani per una durata di cinquantotto minuti. È inoltre l’ultimo album con Eric Carr alla batteria prima della sua morte nel 1991.
Alla composizione dei brani dell’album hanno partecipato diversi personaggi noti, tra cui Tommy Thayer, che nel 2002 entrerà nella band in sostituzione di Ace Frehley, (che ha suonato le chitarre nei brani “Betrayed” e “The Street Giveth and the Street Taketh Away“, scritti dal chitarrista assieme a Gene Simmons), Michael Bolton, (che in precedenza lavorò anche con Bruce Kulick in alcuni progetti), che ha scritto assieme a Paul Stanley il brano “Forever“, maggiore hit dell’album, e Vini Poncia, che aveva prodotto gli album “Dynasty” e “Unmasked“.
Con i brani dell’album “Forever“, “Hide Your Heart“, (di cui artisti come Bonnie Tyler, Molly Hatchet e addirittura Ace Frehley nel suo album “Trouble Walkin’” realizzeranno una cover), e “Rise to It“, (che saranno estratti come singoli tra la fine del 1989 e l’inizio del 1990), sono stati realizzati dei videoclip. Durante quello di “Rise to It“, compaiono per la prima volta dopo il 1983 Gene Simmons e Paul Stanley in trucco e costume.

Tracce

1. Rise to It – 4:08
2. Betrayed – 3:38
3. Hide Your Heart – 4:25
4. Prisoner of Love – 3:52
5. Read My Body – 3:48
6. Love’s a Slap in the Face – 4:04
7. Forever – 3:52
8. Silver Spoon – 4:38
9. Cadillac Dreams – 3:44
10. King of Hearts – 4:26
11. The Street Giveth and the Street Taketh Away – 3:34
12. You Love Me to Hate You – 4:00
13. Somewhere Between Heaven and Hell – 3:52
14. Little Caesar – 3:08
15. Boomerang – 3:30

Formazione

Gene Simmons – basso, voce secondaria o principale
Paul Stanley – Chitarra ritmica, voce secondaria o principale
Bruce Kulick – Chitarra solista o ritmica, basso[1], voce secondaria
Eric Carr – Batteria, voce principale o secondaria, basso.

Altri musicisti

Tommy Thayer – chitarre in Betrayed e The Street Giveth and the Street Taketh Away.
Phil Ashley – tastiere in Hide Your Heart e Forever.
Charlotte Crossley – voce secondaria in Silver Spoon.
Valerie Pinkston – voce secondaria in Silver Spoon.
Kim Edwards-Brown – voce secondaria in Silver Spoon.

Criss Oliva ci lasciava

(Pompton Plains, 3 aprile 1963 – Zephyrhills, 17 ottobre 1993)

Ricordiamo oggi la scomparsa di Christopher Michael Oliva, noto come Criss Oliva, chitarrista e fondatore nel 1978 dei Savatage, (a quel tempo ancora con il monicker, Avatar), insieme al cantante e fratello maggiore Jon Oliva.
Nonostante sia stato spesso poco considerato e sottostimato per le sue qualità di chitarrista in vita, la sua prematura morte, in seguito ad un incidente stradale, è da molti paragonata, in termini di riperscussioni sul campo musicale, a quella di Randy Rhoads, defunto musicista di Quiet Riot e Ozzy Osbourne. Criss fu infatti uno tra i chitarristi metal più dotati, creativi e tecnicamente innovativi della storia. Il suo stile unico, influenzato da artisti come Ritchie Blackmore, Jimmy Page, Brian May, Eddie Van Halen, Randy Rhoads, Alex Lifeson e Michael Schenker consisteva in una mistura di potenti riff e squisiti assoli, i quali divennero la spina dorsale del suono dei Savatage. Dopo fugaci apparizioni in gruppi amatoriali quali i Tower e gli Alien, Criss e suo fratello Jon formarono insieme il loro primo progetto musicale, gli Avatar, nel 1978. Nel 1980 il duo incontrò Steve Wacholz e con lui improvvisarono in un campo posto nel retro della residenza degli Oliva che fu soprannominato dal gruppo “The Pit”. I fratelli diedero anche a Steve un soprannome, che lo seguirà nel corso della sua carriera: “Doctor Killdrums”, spesso accorciato a “Doc”, con riferimento allo stile duro nel suonare del batterista.
Dopo pochi mesi Criss, Jon e Steve iniziarono a suonare nei club di Tampa, cittadina dove risiedevano con le loro famiglie dalla fine degli anni ’70 e di Clearwater. Nel 1981 il bassista Keith Collins si unì al terzetto, permettendo di fatto a Jon di dedicarsi alle sole parti vocali. Nel 1982 il gruppo pubblicò un EP con l’etichetta discografica locale Par Records. Nel 1983 gli Avatar furono costretti a cambiare nome a causa dei diritti del nome, già detenuti da un altro gruppo. Unendo le parole di un altro gruppo metal Savage e Avatar, la band coniò perciò il nome Savatage. Con la nuova denominazione, il gruppo pubblicò nel 1983 il suo primo album, dal titolo “Sirens“, a cui seguì nel 1985 “The Dungeons Are Calling“, entrambi pubblicati ancora con la Par Records. Nel 1986 Criss sposò Dawn Hopkins, la sua fidanzata sin dai tempi della scuola elementare di Philippe Park, cittadina nei pressi di Safety Harbor, Florida.
Nel 1985 intanto i Savatage erano stati notati dalla major Atlantic Records, che li aveva posti sotto contratto. Iniziò così quella che tutt’oggi è considerata come l'”Età d’Oro” della band, durante la quale il gruppo poté avvalersi della valida collaborazione del produttore Paul O’Neill, unitosi al progetto nel 1987 con l’album “Hall of the Mountain King“. Lo stile unico esibito da Criss, all’interno dei 6 successivi album pubblicati con questa etichetta, fecero guadagnare al chitarrista fama e molti fan, incluso Dave Mustaine dei Megadeth, con il quale i Savatage fecero un tour nel 1987 in supporto a “Hall of the Mountain King“. Si dice che quando Mustaine fu lasciato senza un chitarrista nel 1989 dopo la partenza di Jeff Young, Criss Oliva fu uno dei primi chitarristi a ricevere la proposta di prendere il posto vacante. Egli declinò però l’offerta e continuò con suo fratello e i Savatage, lasciando il ruolo di secondo chitarrista nei Megadeth a Marty Friedman. I Savatage continuarono la loro carriera con la pubblicazione di “Gutter Ballet” nel 1989, per il quale Jon Oliva scrisse alcune parti mentre era ricoverato in una clinica di riabilitazione. Dopo questa pubblicazione i Savatage partirono per una serie quasi ininterrotta di tour, mentre Criss continuava a collezionare i complimenti della critica, che giudicò massima la sua prestazione per l’album del 1991 “Streets: A Rock Opera“, che vinse il disco di platino divenendo il più grande successo commerciale dei Savatage.
Negli anni che seguirono i Savatage furono però scossi dalle dipartite ravvicinate di John Oliva e di Steve “Doc” Wacholz, rispettivamente nel 1992 e nel 1993. Per rimpiazzarli furono scelti Zachary Stevens alla voce e Jeff Plate come batterista. Il gruppo poté continuare così la sua carriera pubblicando “Edge of Thorns” nel 1993. Nella copertina del disco, disegnata dall’artista Gary Smith, appare un ritratto di Dawn, la moglie di Criss. Il 17 ottobre 1993, alle 3:30 del mattino circa, Criss e sua moglie Dawn stavano percorrendo la Higway 301 direzione nord per andare ad assistere al Quarto Festival Annuale di Livestock nella cittadina di Zephyrhills, Florida, situata poco più a nord di Tampa. Improvvisamente un’autovettura attraversò contromano la carreggiata e colpì in pieno la Mazda RX-7 della famiglia Oliva, uccidendo Criss sul colpo. Sua moglie Dawn fu ricoverata al Tampa General Hospital con serie emorragie craniche e addominali, oltre che con varie ossa fratturate. Sottoposta ad una terapia ricostruttiva, la donna sopravvisse, ma fu a lungo traumatizzata dalla perdita dell’amato marito. I postumi dell’incidente ne gravarono comunque seriamente la salute conducendola a una prematura morte, avvenuta il 10 gennaio 2005.
Le indagini rivelarono che il conducente della vettura che colpì la macchina di Criss aveva un livello di alcool nel sangue record e di molto superiore al limite massimo legale dello Stato, che in Florida era al tempo di 0.8. Il suo corpo è oggi sepolto al Curlew Memorial Gardens a Palm Harbor, a nord di Clearwater (Florida).

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