Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 18 maggio

5 Ricorrenze per il 18 maggio

Nasce Rick Wakeman

(Perivale, 18 maggio 1949)

Oggi compie gli anni Richard Christopher Wakeman, più noto come Rick Wakeman, tastierista e compositore britannico, fu esponente del progressive rock degli anni settanta. Oltre a una brillante carriera da solista, è noto soprattutto per aver fatto parte degli Yes nel periodo d’oro della band, primi anni settanta, contribuendo alla realizzazione di album come “Fragile“, “Close to the Edge” e “Going for the One“. Formatosi come pianista classico, passò in seguito alla tastiera elettronica. Soprannominato “lunga chioma bionda” (sia per la capigliatura fluente che per la statura), Wakeman ha iniziato la carriera di musicista professionista nel 1969, suonando nei gruppi Warhorse e The Strawbs; nel 1971 entrò a far parte degli Yes (unendosi a Jon Anderson, Chris Squire, Bill Bruford e Steve Howe). Il rapporto di Wakeman con il gruppo è stato sempre turbolento, con almeno quattro abbandoni e successivi ritorni. Dal 2002 è tornato a far parte della band per la quinta volta per poi abbandonarli definitivamente 3 anni dopo. Verso la fine degli anni ottanta, Wakeman partecipò al progetto di “rifondazione degli Yes classici”, realizzato da Jon Anderson col nome Anderson Bruford Wakeman Howe, suonando nell’unico album in studio della formazione e nel successivo live.

Nasceva Ingo Schwichtenberg

(Amburgo, 18 maggio 1965 – Amburgo, 8 marzo 1995)

Si ricorda oggi il compleanno di Ingo “Mr. Smile” Schwichtenberg, batterista tedesco e uno dei membri fondatori degli Helloween. Ingo Schwichtenberg, (“Mr. Smile” per il suo impareggiabile sorriso), fu il batterista degli Helloween dagli esordi della band tedesca fino all’album “Chameleon” del 1993. È risaputo che durante la sua carriera Ingo ebbe serie dipendenze dall’alcol e dalle droghe, (in particolare cocaina e hashish), e che soffrì di schizofrenia, che più di una volta lo portò ad atti al di fuori del controllo e gli rese impossibili le esibizioni pubbliche. A causa dei suoi eccessi che gli impedivano di essere lucido durante le composizioni, il gruppo decise di licenziarlo. Dopo l’esclusione dalla band, Schwichtenberg vide aumentare a dismisura gli attacchi schizofrenici che culminarono con il suo suicidio avvenuto nel 1995, quando il batterista decise di gettarsi contro un treno di una metropolitana.
Tale gesto lasciò di sasso i fan degli Helloween e la stessa band. L’amico nonché ex-Helloween, Kai Hansen gli dedicò la canzone “Afterlife“, contenuta nell’album “Land of The Free“. Anche Michael Kiske, (ex Helloween), nel suo primo lavoro solista “Instant Clarity” dedicò ad Ingo una canzone dal titolo “Always“. Gli Helloween invece gli dedicarono l’album “The Time of the Oath” del 1996.

Esce “Let It Be

18 maggio 1970: “Let It Be” è il titolo dell’ultimo disco dei Beatles, pubblicato anche negli Stati Uniti, dopo essere stato rilasciato l’8 maggio dello stesso anno in UK. Registrato pressoché interamente in “presa diretta”, (ovvero senza incidere svariate versioni per scegliere la migliore, né prendendo parti delle varie take o facendo delle sovraincisioni), nel mese di gennaio del 1969, venne distribuito soltanto l’anno successivo, cioè nel 1970, l’anno dello scioglimento ufficiale del gruppo. Sebbene l’ultima fatica in studio dei quattro di Liverpool fosse stata la registrazione di “Abbey Road“, (avvenuta nell’agosto del 1969 nelle sale di registrazione situate appunto in Abbey Road), nella sequenza cronologica della loro discografia “Let It Be” compare per ultimo: la ragione di questo scambio è peculiare. Lo spunto originario che generò quello che, attraverso vari passaggi, avrebbe assunto la forma definitiva di “Let It Be” va fatto risalire al 45 giri che conteneva “Hey Jude” sul lato A e “Revolution” sull’altra facciata, e in particolare al videoclip promozionale del singolo che i Beatles girarono il 4 settembre 1968 per la regia di Michael Lindsay-Hogg negli studi di posa di Twickenham. In quella circostanza il gruppo avrebbe dovuto suonare davanti a un numero limitato di invitati selezionati, ma il passa-parola fece radunare un pubblico molto più numeroso del previsto che si assiepò quasi a contatto con i musicisti mentre questi venivano ripresi durante le esecuzioni di prova di “Hey Jude“. Questa situazione risvegliò nei Beatles l’entusiasmo per le esibizioni live e il desiderio di esibirsi di nuovo in un grande concerto dal vivo. Il progetto – inizialmente concepito con il titolo “Get Back“, era stato ideato da Paul McCartney, forse il più attivo e lucido in questa fase della vita del gruppo, come un recupero di quell’impronta rock e dell’approccio live che li aveva caratterizzati all’inizio della loro carriera; come un “ritorno alle origini”, e non solo sotto il profilo musicale. L’idea di fondo era che al pari del primo disco “Please Please Me“, registrato in un’unica seduta di 12 ore nel 1962, i Beatles dovessero abbandonare le strumentazioni elettroniche e le sovraincisioni a vantaggio delle registrazioni in presa diretta.

Nasceva Ian Curtis

(Manchester, 15 luglio 1956 – Macclesfield, 18 maggio 1980)

Oggi si ricorda la morte di Ian Kevin Curtis, cantante inglese scomparso, della band Joy Division. Nato a Manchester, in Inghilterra, fu il cantante e il paroliere della band, di cui fu uno dei fondatori nel 1977 a Manchester. Era affascinato dalle opere decadenti dei poeti romantici ottocenteschi e da personaggi della musica rock come Jim Morrison, David Bowie, i Sex Pistols, e in generale dalla musica punk.
Alle scuole superiori era un ottimo studente, appassionato soprattutto di storia.
Era sofferente di epilessia fotosensibile. La sua malattia, negli ultimi anni di vita, era diventata per lui un peso insostenibile e fu per questo che, intorno ai vent’anni, iniziò a soffrire anche di depressione cronica, che lo portò al suicidio.
Si sposò con Deborah Woodruff, detta Debbie, il 23 agosto 1975, entrambi avevano 19 anni. Nathalie Curtis, unica figlia della coppia, nacque nel 1979. Il matrimonio durò dal 1975 al febbraio-marzo 1980 quando Deborah, scoperta la relazione del marito con la giornalista belga Annik Honorée, chiese il divorzio.
Ian Curtis morì suicida a soli 23 anni, il 18 maggio 1980, impiccandosi ad una rastrelliera nella cucina della propria casa situata al numero 77 di Barton Street a Macclesfield. Lasciò la moglie Deborah, dalla quale si era ormai separato e la figlia Nathalie. Secondo il film biografico “Control“, di Anton Corbijn, prima di compiere il gesto che mise fine alla sua vita, il cantante guardò il film “La ballata di Stroszek” di Werner Herzog e ascoltò l’albumThe Idiot” di Iggy Pop. Ian fu cremato e le sue ceneri tumulate a Macclesfield. Sulla lapide è riportato il suo verso più famoso: “Love Will Tear Us Apart” (“L’amore ci farà a pezzi”).

Esce “Alive III

18 Maggio 1993: “Alive III” è il terzo album live del gruppo statunitense dei Kiss. È stato pubblicato per l’etichetta discografica Mercury Records, e contiene la registrazione di quattro concerti del Revenge Tour avuti luogo a Cleveland, Indianapolis e Detroit tra il 27 e il 29 novembre 1992.
L’album è stato premiato il 27 ottobre 1994 con il disco d’oro ed è stato ripubblicato nel 2006 all’interno dell’album KISS Alive! 1975-2000.

Tracce

1 Creatures of the Night (Paul Stanley, Adam Mitchell) – 4:40
2 Deuce (Gene Simmons) – 3:42
3 I Just Wanna (Stanley, Vinnie Vincent) – 4:21
4 Unholy (Simmons, Vincent) – 3:43
5 Heaven’s on Fire (Stanley, Desmond Child) – 4:02
6 Watching You (Simmons) – 3:35
7 Domino (Simmons) – 3:47
8 I Was Made for Lovin’ You (Stanley, Child, Vini Poncia) – 4:31
9 I Still Love You (Stanley, Vincent) – 6:04
10 Rock and Roll All Nite (Simmons, Stanley) – 3:33
11 Lick It Up (Stanley, Vincent) – 4:18
12 Forever (Stanley, Michael Bolton) – 4:20
13 I Love It Loud (Simmons, Vincent) – 3:40
14 Detroit Rock City (Stanley, Bob Ezrin) – 5:11
15 God Gave Rock ‘N Roll to You II (Russ Ballard, Ezrin, Simmons, Stanley) – 5:21
16 The Star-Spangled Banner (Francis Scott Key) – 2:38

Formazione

Gene Simmons – voce principale o secondaria, basso
Paul Stanley – voce principale o secondaria, chitarra ritmica
Bruce Kulick – chitarra solista o ritmica
Eric Singer – voce secondaria, batteria

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