Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 18 novembre

8 Ricorrenze per il 18 novembre

Nasce Herman Rarebell

(Saarbrücken, Germania, 18 novembre 1949)

E’ il compleanno oggi di Herman Rarebell, batterista tedesco noto per essere stato membro della band Scorpions. Rimase nel gruppo dal 1977 al 1995. Herman fu fondamentale per il gruppo perché insieme agli altri membri della band scrisse canzoni tra le quali “Another Piece of Meat“, “Falling in Love“, “Rock You Like a Hurricane“, “Dynamite“, “Blackout“, “Arizona“, “Bad Boys Running Wild“, “Don’t Stop at the Top“, “Tease Me Please Me“.
Nel 2007 ha pubblicato il suo terzo album solista “I’m Back“, nel maggio 1995, dopo aver abbandonato gli Scorpions, fonda l’etichetta discografica Monaco Records.
Nel 2006 al festival Wacken Open Air in Germania, gli Scorpions si sono riuniti e come ospiti speciali ci furono proprio Herman Rarebell e Ulrich Roth. Nel 2015 troviamo Herman Rarebell insieme all’altro ex Scorpions, il bassista Francis Buchholz nella band Michael Schenker temple of rock del chitarrista Michael Schenker.

Nasce Rudy Sarzo

(L’Avana, 18 novembre 1950)

Oggi compie gli anni Rudy Sarzo, nome d’arte di Rodolfo Maximiliano Sarzo Lavieille Grande Ruiz Payret y Chaumont, bassista cubano naturalizzato statunitense, noto per aver suonato con diversi gruppi musicali heavy metal, tra cui i Quiet Riot, Angel, Ozzy Osbourne, Whitesnake, Manic Eden, Dio e Blue Öyster Cult. Rudy nacque a Guanabacoa, L’Avana, nell’isola di Cuba nel 1950 e la lasciò nel 1961 trasferendosi negli Stati Uniti. Entrò nei Quiet Riot nel 1978 in sostituzione al precedente Kelly Garni, apparendo nel loro secondo album “Quiet Riot II” del 1978 (pare però che il bassista venne solamente accreditato nel disco, mentre alle sessioni suonò lo stesso Garni). Nel 1979 la band si sciolse, e Sarzo, dopo aver militato per un breve periodo negli Angel, venne arruolato da Ozzy Osbourne nel marzo 1981, seguendo il suo ex collega nei Quiet Riot, il chitarrista Randy Rhoads, il quale venne ingaggiato da Osbourne poco più di un anno prima. Fu proprio Rhoads a trascinare Sarzo nella band di Ozzy. Rudy partecipò al tour mondiale dei dischi “Blizzard of Ozz” e “Diary of a Madman“. Tuttavia, partecipò solo ad esibizioni live, non registrando alcun materiale in studio. Le sue performance con la band possono essere notate nei live album “Speak of the Devil” (1982) e “Tribute” (1987) (entrambi registrati tra l’81 e l’82). Durante la sua militanza della band di Osbourne, avvenne la tragica morte di Randy Rhoads in un incidente aereo nel marzo 1982 durante il “Diary of a Madman Tour“. Sarzo abbandonò la band del madman svariati mesi dopo, in settembre, tornando a Los Angeles e riallacciando i rapporti con Kevin DuBrow, ex leader dei Quiet Riot. Sarzo entrò a far parte del suo nuovo progetto chiamato DuBrow nello stesso settembre. Con lui la formazione venne finalmente completata e la band decise infine di riprendere il nome di Quiet Riot. Con loro pubblicherà altri due album; “Metal Health” (1983) e “Condition Critical” (1984), che si riveleranno gli album di maggior successo per la band di Los Angeles. Durante questo periodo Rudy accompagnò la band nei tour mondiali, apparve in numerosi videoclip della band trasmessi su MTV e fu votato come “bassista n°1” dal Circus Magazine nel 1983. Egli però abbandonerà la band nel gennaio 1985. Quello stesso anno, il fratello di Rudy, Robert Sarzo, fondò una band chiamata Hurricane assieme al fratello di Carlos Cavazo (Quiet Riot), Tony. Nel 1986 Rudy entra a far parte della superband M.A.R.S., acronimo che indica le iniziali dei cognomi dei componenti: Tony MacAlpine (chitarra), Tommy Aldridge (batteria), Rob Rock (voce), Rudy Sarzo (basso). Il gruppo registrò un album intitolato “Project: Driver” nel 1986 per poi sciogliersi poco dopo.
Il bassista venne poi arruolato dai Whitesnake nell’aprile 1987 registrando con la band il disco pluripremiato “Slip of the Tongue” nel 1989. Durante questo periodo Rudy suonò nei tour mondiali del disco “1987” e “Slip of the Tongue“, apparendo in sette videoclip dei Whitesnake (“Still of The Night“, “Gimme All Your Love“, “Here I Go Again“, “Is This Love“, “Fool for Your Lovin’“, “The Deeper the Love“, “Now You’re Gone“) su MTV. Il musicista abbandonò la band di David Coverdale nel settembre 1994 a causa dello scioglimento del progetto.
Poco tempo dopo fondò il supergruppo Manic Eden, assieme agli altri ex membri dei Whitesnake, Adrian Vandenberg e Tommy Aldridge, con l’aggiunta dell’ex cantante dei Little Caesar, Ron Young. Il gruppo pubblicò un disco omonimo nello stesso ’94, senza però ottenere rilevanti riscontri. Così i membri decideranno di accantonare il progetto.
Dal maggio 1997 Rudy ritornò nei Quiet Riot pubblicando gli album “Alive and Well” (1999) e “Guilty Pleasures” (2001) suonando nei rispettivi tour di supporto. Rudy apparve anche nel documentario di VH1 dedicato alla band, nel programma “Behind the Music“. I Quiet Riot si scioglieranno infine nell’agosto 2003. Nel novembre di quell’anno verrà pubblicato il DVD “Live in The 21st Century“. Le sue performance registrate sui dischi di tutti questi artisti combinati assieme daranno come risultato vendite attorno ai 30 milioni di copie.
Nel febbraio 2004, raggiunse la band Yngwie Malmsteen’s Rising Force nel loro “Attack Tour” in 30 città statunitensi. Mentre nell’aprile dello stesso anno venne incluso nella leggendaria heavy metal band dei Dio, intraprendendo un tour mondiale a luglio. Con la band incide il live album “Holy Diver Live” nel 2006 e l’omonimo DVD pochi mesi dopo. Rudy Sarzo, nel 2005 parteciperà al cover album “Heavy Hitters” dei M.S.G.. Sempre nel 2006, ha scritto un libro intitolato “Off The Rails” che racconta le esperienze nel periodo con Ozzy Osbourne ed è dedicato alla memoria di Randy Rhoads.
Il bassista è entrato anche nella formazione dei Blue Öyster Cult, per poi uscirne nel 2012.

Nasceva Jan Kuehnemund

(Saint Paul, Minnesota, USA, 18 novembre 1961 – Colorado Springs, Colorado, USA, 10 ottobre 2013)

Si ricorda oggi il compleanno di Janice Lynn Kuehnemund, nota come Jan Kuehnemund, la chitarrista americana conosciuta per essere la fondatrice del gruppo hard rock femminile delle Vixen, ed esserne l’unico membro originario rimasto nella band fino alla sua scomparsa nel 2013 all’età di 51 anni a seguito di un tumore.

Nasce Kirk Hammett

(San Francisco, 18 novembre 1962)

Oggi nasceva Kirk Lee Hammett, chitarra solista dei Metallica. Nel 1980, all’età di 18 anni, fonda assieme al batterista Tom Hunting il gruppo degli Exodus e nel 1982 registrerà con loro il primo demo. Assieme agli Exodus, Hammett si troverà ad aprire per ben due volte (nel 1982 e nel 1983) il concerto dei Metallica, gruppo thrash metal nato in quegli anni e divenuto subito celebre. E sarà proprio il primo manager degli Exodus, Mark Whittaker, a consigliare Kirk Hammett ai Metallica, alla ricerca di un nuovo chitarrista dopo aver allontanato Dave Mustaine per abuso di sostanze stupefacenti. Il 1º aprile Hammett partecipa ad un provino e viene scelto come nuovo chitarrista solista.
Primo compito di Hammett è la registrazione delle parti di chitarra del primo album dei MetallicaKill ‘Em All“. In quest’album Hammett riprenderà in mano alcuni assoli di Dave Mustaine, tant’è che negli anni a venire vi saranno alcune diatribe fra i due.
Registrato l’album, e a seguito del tour promozionale, Hammett deciderà di prendere lezioni di chitarra da Joe Satriani per imparare stili diversi dal metal. Assieme a lui svilupperà nuove tecniche e velocità, eseguendo brani blues, jazz e di musica classica.
Nel frattempo l’esperienza con i Metallica prosegue: Hammett inizia a contribuire con numerosi riff, fra cui alcuni rimasti celebri nella storia del gruppo. A partire dal “Black Album“, parteciperà ancora più attivamente alla stesura dei brani.
La grande svolta di “Load” e “ReLoad” si deve ad Hammett e a Lars Ulrich, d’accordo sull’idea di sviluppare sound moderni e differenti più vicini all’hard rock, mentre James Hetfield e Jason Newsted, rispettivamente chitarrista-cantante e bassista, erano favorevoli a sound metal, come quelli dei precedenti album. In seguito a questa decisione, avviene anche un radicale cambio di look della band e Kirk, dopo essersi fatto un piercing sotto il labbro, inizia ad usare spesso lo smalto nero sulle unghie e la matita per gli occhi, per i concerti.
Lo stile di Hammett, è caratterizzato dall’uso estensivo del pedale wah-wah, soprattutto all’interno degli assoli. In un’intervista disse anche:

Il wah-wah è un’estensione della mia personalità.

Nell’ottavo album del gruppo, “St. Anger“, non vengono presentati assoli e virtuosismi, secondo quanto scelto dal produttore Bob Rock. Nel disco successivo, ovvero “Death Magnetic“, invece, sono presenti molti virtuosismi del chitarrista, come nei vecchi album dei Metallica.
Tra la fine del tour per promuovere il “Black Album” e l’inizio del tour per la promozione di “Load“, Hammett ha studiato alla San Francisco State University, concentrandosi su Film e Arti Asiatiche.
I suoi interessi includono: il surf, la cucina, i cavalli, l’archeologia, le automobili, le riviste di fantascienza, raccoglie teschi di animali come cani e gatti, e anche la collezione di scene tratte da film horror. Quando non è impegnato in tour o in studio, ama fare surf sulle coste della California, oppure dedicarsi al suo ranch, come si può vedere nel documentario “Metallica: Some Kind of Monster“.
Possiede diversi tatuaggi, uno con la scritta in caratteri gotici “Made In SF 11-18-62”, scritta ad arco sopra l’ombelico, chiaro riferimento alla sua nascita avvenuta a San Francisco. Questo tatuaggio è visibile nella copertina del DVD “Cunning Stunts“. Un altro tatuaggio è composto da due fiamme ai lati del corpo, che attraversano i fianchi, come visibile nel booklet dell’album “Load“. Il 2 aprile 2010 Kirk ha venduto, attraverso la casa d’aste Heritage, una sua locandina del leggendario Metropolis di Fritz Lang, risalente al 1927, per la cifra di 47.800 dollari.

Esce “The Lamb Lies Down on Broadway

18 novembre 1974: “The Lamb Lies Down on Broadway” è il sesto album in studio dei Genesis, primo doppio album del gruppo ed unico loro vero concept album. Costituisce anche l’ultimo lavoro della band nella sua formazione storica con Peter Gabriel. L’intero album è incentrato su un racconto ideato e scritto da Peter Gabriel e riportato per intero all’interno della copertina. Gabriel è anche autore di tutti i testi delle canzoni tranne uno (“The Light Dies Down on Broadway“, scritto a quattro mani da Mike Rutherford e Tony Banks). Dall’album furono estratti due singoli: “Counting Out Time” e “The Carpet Crawlers“.
L’inizio della storia è ambientato nella New York contemporanea dell’epoca in cui venne concepito l’album (cioè del 1974), dove Rael, un giovane portoricano fuoriuscito dal riformatorio di Pontiac, ama lasciare la propria tag con la vernice spray sui muri della città, forse l’unico modo che conosce di affermare e fissare nel tempo la propria personalità. Il nome Rael deriva dal cognome “Gabriel”, oltre ad essere l’anagramma di real (“reale”). È lo stesso Gabriel, all’inizio del racconto, a suggerire ai lettori (a modo suo) che sta usando il personaggio come proprio alter-ego, dietro cui rifugiarsi “se la storia non sta in piedi”.
Il protagonista, attraversando Broadway, si imbatte in una densa nebbia che, solidificandosi come un muro di fronte a lui, gli corre velocemente incontro fino a travolgerlo: da quel momento, Rael è trasportato in un’altra dimensione spazio-temporale, quasi interamente ambientata sottoterra, nella quale affronterà una serie di avventure e di incontri con i più vari personaggi, oltre ad imbattersi ripetutamente nel fratello John. Proprio per salvare la vita di John, al termine della storia Rael dovrà gettarsi fra le rapide di un fiume, salvo accorgersi – proprio in chiusura – che il fratello ha assunto le sue stesse sembianze, quasi divenendo la proiezione del suo io; immediatamente dopo, i due – assieme a tutta la scena e alla storia stessa – si dissolvono in una misteriosa nebbia purpurea (“purple haze“, probabile omaggio di Gabriel al celebre brano di Jimi Hendrix).
Come Peter Gabriel ha affermato in ripetute interviste, la storia non è che un pretesto per dar forma a temi che riguardano l’interiorità dell’autore, come il rapporto col sesso, con la paura, con la morte ecc., il tutto non senza una buona dose di ironia: nel brano conclusivo “It“, sorta di “morale della favola” in stile Gabrielliano il cui testo gioca interamente sull’uso impersonale del pronome neutro inglese, l’autore stesso sembra mettere in guardia l’ascoltatore da interpretazioni troppo serie di tutta la storia (“se pensi sia pretenzioso, sei stato preso in giro”) e chiude l’intera opera ripetendo il verso “it’s only knock and know-all, but I like it“, ennesimo gioco di parole che storpia il titolo di un celebre brano dei Rolling Stones, “It’s Only Rock And Roll But I Like It“.
L’album fu eseguito dal vivo per 102 volte, nel corso di un tour mondiale iniziato il 20 novembre 1974 a Chicago e terminato il 22 maggio 1975 a Besançon, Francia. Subito dopo Gabriel ufficializzò la sua uscita dal gruppo, già preannunciata ai compagni al termine delle registrazioni dell’album. Negli anni seguenti si parlò a lungo di un film ispirato a “The Lamb” con Gabriel protagonista (se ne interessò fra gli altri il regista surrealista cileno Alejandro Jodorowsky), ma il progetto non fu mai realizzato.

Tracce

Disco 1
Lato A
1 The Lamb Lies Down on Broadway – 4:50
2 Fly on a Windshield – 2:44
3 Broadway Melody of 1974 – 2:13
4 Cuckoo Cocoon – 2:12
5 In the Cage – 8:13
6 The Grand Parade of Lifeless Packaging – 2:45
Lato B
1 Back in N.Y.C. – 5:43
2 Hairless Heart – 2:13
3 Counting Out Time – 3:40
4 The Carpet Crawlers – 5:15
5 The Chamber of 32 Doors – 5:41

Disco 2
Lato C
1 Lilywhite Lilith – 2:42
2 The Waiting Room – 5:25
3 Anyway – 3:08
4 Here Comes the Supernatural Anaesthetist – 3:00
5 The Lamia – 6:56
6 Silent Sorrow in Empty Boats – 3:07
Lato D
1 The Colony of Slippermen (The Arrival – A Visit to the Doktor – 2 The Raven) – 8:14
3 Ravine – 2:04
4 The Light Dies Down on Broadway – 3:33
5 Riding the Scree – 3:56
6 In the Rapids – 2:24
7 It – 4:17

Formazione

Peter Gabriel – voce, flauto
Steve Hackett – chitarra
Tony Banks – tastiera, cori
Mike Rutherford – basso, chitarra a 12 corde, cori
Phil Collins – batteria, percussioni, vibrafono, voce, cori

Esce “Kings of Metal

18 novembre 1988: “Kings of Metal” è il sesto album della band statunitense Manowar. Considerato l’album più significativo della band è un resoconto dell’epic duro proposto fino a “Sign of the Hammer” e l’approccio più power e moderno di “Fighting the World“. La copertina rappresenta un guerriero che, vittorioso in cima ad una collina, ha sotto i suoi piedi delle bandiere (sulle quali svetta quella americana), nella mano destra uno spadone insanguinato e nella sinistra un chakram attirante dei fulmini, secondo la tipica simbologia che i Manowar adotteranno per la maggioranza delle loro copertine. È l’ultimo album con il chitarrista Ross the Boss (uno dei fondatori dei Manowar) prima del suo abbandono per tornare alla band punk The Dictators.

Tracce

1 Wheels of Fire – 4:11
2 Kings of Metal – 3:43
3 Heart of Steel – 5:10
4 Sting of the Bumblebee – 2:45
5 The Crown and the Ring (Lament of the Kings) – 4:46
6 Kingdom Come – 3:55
7 Pleasure Slave – 5:37 *
8 Hail and Kill – 5:54
9 The Warriors Prayer – 4:20
10 Blood of the Kings – 7:30

Formazione

Ross the Boss – chitarra elettrica
Joey DeMaio – basso elettrico
Scott Columbus – batteria
Eric Adams – voce

Esce “Slip of the Tongue

18 novembre 1989: “Slip of the Tongue” è il nono album in studio dei Whitesnake, pubblicato per l’etichetta discografica EMI/Geffen Records. Questo disco vede, a sostituzione del precedente Vivian Campbell (ex Dio), l’entrata del chitarrista Steve Vai. Il chitarrista Adrian Vandenberg invece non poté partecipare alle sessioni a causa di un infortunio, sostituito, sembra, da Kevin Russell. Tuttavia quest’ultimo non risultò nelle sessioni finali. La formazione così composta pubblica uno dei migliori album della storia della band. Vai, in un certo senso, porta una ventata di freschezza per il gruppo e rinnova il loro, pur sempre riconoscibilissimo stile.

Tracce

1 Slip of the Tongue – 5:20
2 Cheap an’ Nasty – 3:28
3 Fool for Your Loving – 4:10
4 Now You’re Gone – 4:11
5 Kittens Got Claws – 5:00
6 Wings of the Storm – 5:00
7 The Deeper the Love – 4:22
8 Judgment Day – 5:15
9 Slow Poke Music – 3:59
10 Sailing Ships – 6:02

Formazione

David Coverdale – Voce
Steve Vai – Chitarra
Rudy Sarzo – Basso
Tommy Aldridge – Batteria
Don Airey – Tastiere

Malcolm Young ci lasciava

(Glasgow, 6 gennaio 1953 – Sydney, 18 novembre 2017)

Si ricorda la morte di Malcolm Mitchell Young, il chitarrista australiano di origine scozzese, ex membro e cofondatore, insieme a suo fratello Angus, del celebre gruppo hard & heavy AC/DC.
La tecnica di chitarra ritmica di Malcolm Young è molto apprezzata dagli esperti del settore. Alcuni dei riff più famosi degli AC/DC, tra cui quello di “Back in Black“, per citarne uno, sono stati ideati proprio da Young.
È il penultimo di sei fratelli, l’ultimo dei quali è Angus. Formò la band con il fratello più piccolo quando avevano 20 e 18 anni, insieme al cantante Dave Evans, licenziato poi nel 1974 per assumere Bon Scott. Fra i gruppi in cui ha suonato al di fuori degli AC/DC si possono ricordare i Belzebub Blues e i Velvet Underground (solo omonimo del celebre gruppo di Lou Reed).
Young ha lasciato gli AC/DC nel mese di aprile 2014 per ricevere un trattamento per la demenza. Nel settembre 2014 il management della band ha annunciato che il suo ritiro sarà permanente. Durante la sua carriera, Young ha usato una Gretsch Jet Firebird del 1963 a cui sono stati rimossi il pickup al manico e i suoi relativi controlli. Usa corde molto spesse (per avere più punch nei suoi riff) marca Gibson 900Ms spessore 0.012/0.56. Usa plettri Fender “extra-heavy” (spessore mm 1,21) e i suoi personalizzati Ernie Ball, con logo della band su un lato e la sua firma sull’altro. In tutta la sua carriera non ha mai cambiato chitarra (eccezion fatta per la Gretsch White Falcon usata occasionalmente, visibile proprio nei videoclip di “Back in Black“). Nonostante avesse vinto il cancro ai polmoni, a Young furono diagnosticati anche dei problemi cardiaci, che costrinsero i medici a inserirgli un pacemaker. Visto anche una forma di demenza, le condizioni di salute di Malcolm peggiorarono progressivamente nel tempo fino a portarlo alla morte il 18 novembre 2017 all’età di 64 anni.

Potrebbe Interessarti Anche

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.