Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 2 marzo

6 Ricorrenze per il 2 marzo

Nasceva Lou Reed

(New York, 2 marzo 1942 – Long Island, 27 ottobre 2013)

Oggi si ricorda il compleanno di Lewis Allan Reed, famoso cantautore, chitarrista e poeta statunitense. Cantore al contempo crudo e ironico dei bassifondi metropolitani, dell’ambiguità umana, dei torbidi abissi della droga e della deviazione sessuale, ma anche della complessità delle relazioni di coppia e dello spleen esistenziale, Lou ha finito con l’incarnare lo stereotipo dell’Angelo del male, immagine con cui ha riempito i media per oltre tre decenni divenendo una delle figure più influenti della musica e del costume contemporanei. Con i Velvet Underground, fondati nella sua New York a metà anni sessanta insieme al musicista d’avanguardia John Cale, pur non riscuotendo alcun successo commerciale ha rivoluzionato per sempre i dettami della musica rock, gettando le basi per quell’estetica nichilista che anni dopo sarebbe stata ribattezzata Punk. Dopo lo scioglimento del gruppo ha avviato una lunga e proficua carriera solista, che può vantare album storici come “Transformer“, il concept album “Berlin“, il live “Rock N Roll Animal” e l’album-provocazione “Metal Machine Music“. Celebri e imitatissimi il suo look divenuto un marchio di fabbrica (giacca di pelle nera, jeans e Ray-Ban scuri), la sua voce apatica e apparentemente monocorde, il suo stile chitarristico abrasivo e dissonante. Il 31 ottobre 2011 viene pubblicato “Lulu“, album nato dalla collaborazione fra Reed e i Metallica. Il cantautore e il gruppo, che avevano già suonato insieme nell’ottobre 2009 in occasione del venticinquesimo anniversario della Rock and Roll Hall of Fame, hanno dichiarato di aver concluso le registrazioni nell’agosto 2011 in sole due settimane. Dopo il lancio dell’album, accolto con reazioni contrastanti da critica e pubblico, Reed e i Metallica parteciparono a numerose trasmissioni televisive, suonando dal vivo alcuni dei brani contenuti nell’album e rilasciando interviste sul perché della collaborazione e della scelta del tema dell’album. Il 30 giugno 2013, stando a quanto riferito dal New York Post, Lou Reed venne ricoverato d’urgenza in un ospedale di Long Island, a New York, il Southampton Hospital, per una acuta forma di disidratazione. Nel maggio precedente, Reed si era sottoposto ad un trapianto di fegato. Dopo la delicata operazione, si era detto pieno di speranze per il futuro e aveva rilasciato la seguente dichiarazione:
[blockquote]Non vedo l’ora di essere su un palco a esibirmi, di scrivere nuove canzoni per entrare in contatto con i vostri cuori, i vostri spiriti e l’universo per ancora tanto tempo.[/blockquote]
Il 27 ottobre 2013 è stata invece annunciata la notizia della sua morte, avvenuta all’età di 71 anni. La notizia del decesso è stata data dalla rivista Rolling Stone attraverso il suo sito web e si è poi diffusa in tutto il mondo senza smentite di sorta. Negli ultimi giorni l’artista si era dovuto nuovamente ricoverare in una clinica a Cleveland in Ohio per complicazioni dovute al trapianto di fegato. Constatata la gravità della sua situazione, i medici hanno acconsentito a lasciarlo tornare a casa, dove è morto vicino ai suoi cari e alla moglie Laurie Anderson.

Nasceva Rory Gallagher

(Ballyshannon, 2 marzo 1948 – Londra, 14 giugno 1995)

Si ricorda oggi il compleanno anche di William Rory Gallagher, chitarrista e cantante irlandese. Iniziò a suonare la chitarra all’età di nove anni, ispirato da grandi bluesman come Muddy Waters, Leadbelly e da musicisti folk come Woody Guthrie. Nella seconda metà degli anni sessanta si trasferì a Londra dove diede vita ai Taste, con il bassista Eric Kitteringham e il batterista Norman Damery, entrambi provenienti dagli Axels. L’album “On The Boards” riuscì meglio del precedente e permise a Gallagher di spiccare come eccellente chitarrista, cantante acutissimo, autore dallo stile particolare, sassofonista e armonicista. I Taste si sciolsero nel 1971 per volontà di Gallagher, deciso ad avviare quella che sarebbe divenuta poi una stupenda carriera solista. Ingaggiò quindi il bassista Gerry Mc Avoy e il batterista Wilger Campbell ad affiancarlo, ed esordì con un buon album omonimo nel 1971, proseguendo poi con l’ottimo “Deuce“. Dopo un album dal vivo nel 1972, nel 1973 fu pubblicato “Blueprint“, album di buon successo nel quale figurano anche i nuovi musicisti Lou Martin alle tastiere e Rod De’Ath alla batteria. Nello stesso anno uscì anche “Tattoo“, altro album di buon successo, nel quale la band si dilettò a sperimentare diversi stili, con eccellenti risultati. Nel ’74 venne pubblicato un altro album live, “Irish Tour“, giudicato quasi all’unanimità come il suo capolavoro e fu proprio per le sue funambolesche esibizioni dal vivo che Rory Gallagher assurse a idolo delle masse. Nel 1975 uscì “Against the Grain“, un album hard rock intermezzato da alcuni splendidi pezzi acustici, tra cui la rilettura di “Out on the Western Plain“. Nel 1976 incise “Calling Card“, questo album si contraddistingue per essere uno dei suoi lavori più eterogenei nel quale sfiora persino il jazz e, grazie all’amicizia con Roger Glover, arriva a sperimentare anche un sound simile a quello dei Deep Purple nella canzone “Moonchild“. Nel 1978 giunse quindi “Photo-Finish“, album che spazia tra molti generi e che sforna ottime canzoni come “Shadow Play“, “Overnight Bag“, “Cruise On Out” e “Shin Kicker“, tutte di carattere prevalentemente hard rock, pur essendo influenzate da altri generi. “Top Priority” (1979) continua il discorso hard rock, così come l’ottimo live “Stagestruck“. “Jinx” del 1982 è un buon album, per il quale si aggiungono due nuovi elementi quali Dick Parry, sassofonista che ha contribuito anche a “The Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd, e Brinsley Schwarz alle tastiere: tuttavia il sound, anche a causa della nascita del nuovo rock elettronico, risultò un po’ obsoleto e Gallagher decise di cercare di dare il meglio sul palco, su cui ripropose il meglio del suo repertorio, riprendendo anche le canzoni dei Taste. Dopo ben cinque anni Gallagher tornò in studio per incidere “Defender“, che evidenzia un forte ritorno al blues, così come l’album seguente, “Fresh Evidence“. Nel 1994, la dipendenza dagli alcolici lo costrinse a subire un trapianto di fegato che non ebbe però un buon esito. Rory Gallagher morì il 14 giugno del 1995 all’età di 47 anni in seguito a complicazioni dovute all’intervento. Il giorno della sua morte tutte le televisioni irlandesi interruppero i programmi, persino la BBC. I suoi funerali vennero trasmessi in diretta nazionale. Nel 1996 fu pubblicato il primo album postumo, “Blue Days for the Blues“. Altre pubblicazioni postume sono BBC Sessions, che contiene registrazioni inedite sia dal vivo che in studio e “Wheels Within Wheels“, pieno di outtakes e brani acustici eseguiti assieme a numerosi ospiti.

Nasce Mark Evans

(2 Marzo 1956 Melbourne, Australia)

Oggi festeggia il compleanno Mark Whitmore Evans, bassista australiano, uno dei primi membri dell’hard rock band AC/DC, dal marzo 1975 al giugno 1977. Ha suonato sui loro album “TNT“, “High Voltage“, “Dirty Deeds Done Dirt Cheap“, “Let There Be Rock” e “’74 Jailbreak” . Evans ha suonato anche per numerosi altri gruppi, e a volte anche la chitarra solista. Nel maggio del 1977, dopo la registrazione di “Let There Be Rock“, è stato licenziato dagli AC/DC a causa di divergenze musicali e scontri di personalità con Angus Young, l’ultimo concerto di Evans con la band è stato in Germania nel 1977. Dopo l’abbandono degli AC/DC, ha suonato in un certo numero di gruppi, tra cui gli hard rocker, Finch (aka Contraband), dal giugno 1977 1979. In seguito con i Cheetah nel 1980 e gli Swanee nel 1982. E’ entrato nel gruppo heavy metal, il Cielo brevemente nel settembre 1983, come chitarrista in sostituzione di Mick Cocks (ex Rose Tattoo ), si è esibito con l’ex cantante dei Buffalo, Dave Tice in varie band ed è stato membro dei The Party Boys nei primi anni 1990. La sua autobiografia “Evans, Dirty Deeds: My Life Inside / Outside of AC/DC” è stata pubblicata nel dicembre 2011.

Nasce Jon Bon Jovi

(Perth Amboy, 2 marzo 1962)

Oggi compie gli anni Jon Bon Jovi, cantante, musicista e attore statunitense, leader dei Bon Jovi. Fin da piccolo dimostrò un carattere forte e ribelle e un forte desiderio di mettersi in mostra; inoltre nessuno è mai riuscito a dissuaderlo dal tenere i capelli costantemente lunghi. Ricevette la sua prima chitarra a sette anni, ma solo a dieci iniziò a suonarla con serietà, prendendo lezioni da un maestro del suo quartiere. A tredici anni fondò la sua prima band, che si chiamava Starz; ma riuscì a tenere un solo concerto, anche perché già esisteva una band molto più popolare con lo stesso nome. Jon cambiò allora il nome in Raze, ma l’esperienza portò comunque ad un fallimento. Partecipò, in seguito, ad un provino per il film Footloose, e fu scelto per il ruolo di protagonista dalla Paramount, che aveva intenzione di cambiare la sceneggiatura da ballerino a stella del rock. Qui John fece la sua prima vera scelta, rifiutando il ruolo: infatti affermò che non voleva nascere come attore con aspirazioni da rockstar, era la musica il suo mondo. Da quel momento iniziò a credere più concretamente ad una carriera da cantante e, supportato dalla famiglia, specialmente dalla madre Carol, decise di scegliere uno pseudonimo più facile da pronunciare: nasce così Jon Bon Jovi, utilizzato per la prima volta quando firmò il contratto con la prima casa discografica. Oltre alla chitarra elettrica, suona l’armonica, il pianoforte e la chitarra acustica, anche se il suo ruolo principale è quello di cantante. Bon Jovi fu scritturato per alcuni film e fece diverse comparse in alcuni telefilm, tra i quali Sex and the City ed Ally McBeal. Oltre ai dischi con la band, Jon Bon Jovi ha registrato due album da solista: “Blaze of Glory” (1990) e” Destination Anywhere” (1997), oltre ad un album non ufficiale, edito in Italia col nome John Bongiovi, intitolato “The Power Station Years“. L’album contiene 14 inediti registrati tra il 1980 e il 1983, remixati e rimasterizzati nel 1997. Finora, Jon ha venduto più di centoquaranta milioni di copie con la band Bon Jovi. Nel 2004, con l’amico e chitarrista della band Richie Sambora, ha fondato una squadra di Arena Football, i Philadelphia Soul, vincitori del titolo AFL nel 2008. Bon Jovi è anche un grande fan dei New York Giants. Nel 2007 ha dichiarato che uno dei suoi più grandi rammarichi è stato l’occasione persa di conoscere il suo più grande idolo, Frank Sinatra.
[blockquote]Più volte mi si è presentata l’occasione, ma io ho sempre declinato per paura di dovermi confrontare con un artista di un livello così superiore[/blockquote]
ha detto Bon Jovi. Il 13 ottobre 2007 ha condotto la puntata del Saturday Night Live e insieme alla band ha suonato nell’occasione “Lost Highway” e “Who Says You Can’t Go Home“. Il 18 gennaio 2009 ha partecipato al concerto per l’insediamento del Presidente Obama cantando “A Change is Gonna Come” in duetto con Bettye LaVette. Nel 2009, Jon ha registrato, insieme al Washington D.C. Youth Choir, una nuova versione gospel della hit “Keep The Faith“, inserita nell’album “Oh Happy Day: An All-Star Music Celebration“. Il 3 maggio 2009 è entrato nella New Jersey Hall of Fame. Il 19 dicembre 2011 è stato vittima di “death hoax”, cioè nel mondo del web si vociferava della sua morte. Egli stesso ha smentito la notizia, commentando l’accaduto con la frase “Heaven looks a lot like New Jersey” ovvero “Il paradiso somiglia molto al New Jersey”. Nel gennaio 2013, il sindaco di Sciacca Fabrizio Di Paola ha invitato Bon Jovi a visitare il paese dopo aver saputo che in un’intervista al David Letterman Show, il cantante ha rivelato che le sue radici appartengono proprio a quel posto.

Esce “Quiet Riot

2 marzo 1977: “Quiet Riot” è il primo album in studio dei Quiet Riot pubblicato solo in Giappone dalle case discografiche CBS e Sony Music.

Tracce

1 It’s Not So Funny – 3:22
2 Mama’s Little Angels – 3:04
3 Tin Soldier – 3:33 (The Small Faces cover)
4 Ravers – 3:08
5 Back to the Coast – 2:49
6 Glad All Over – 3:09
7 Get Your Kicks – 2:49
8 Look In Any Window – 3:41
9 Just How You Want It – 2:45
10 Riot Reunion – 2:08
11 Fit ro Be Tied – 3:27
12 Demolition Derby – 4:23

Formazione

Kevin DuBrow – Voce
Randy Rhoads – Chitarra
Kelly Garni – Basso
Drew Forsyth – Batteria

Jeff Healey ci lasciava

(Toronto, 25 marzo 1966 – Toronto 2 marzo 2008)

Si ricorda oggi la morte prematura del chitarrista canadese Jeff Healey, nome completo Norman Jeffrey Healey. A causa della sua cecità era noto per la sua particolare tecnica di esecuzione chitarristica, che lo vedeva seduto con la Stratocaster appoggiata sulle ginocchia agire sulle corde con tutte le dita della mano sinistra, cavando così le cosiddette bend notes e usando il pollice per le note più acute, lunghe e particolarmente incisive. Ammalatosi all’età di un anno di un retinoblastoma, Jeff Healey sconfisse la malattia, ma divenne cieco. Ciò non gli tolse comunque l’opportunità di dedicarsi alla musica e di imparare i rudimenti della tecnica slide e del blues fin dall’età di tre anni. Già a sei comincia ad esibirsi in pubblico, mentre è nel 1985 che sale sul palco con Allen Collins (Lynyrd Skynyrd) il quale, sbalordito dalla sua bravura, lo invita ad una jam session con Stevie Ray Vaughan. Grazie all’esibizione, il chitarrista si guadagna molte offerte d’ingaggio e, dopo aver prodotto il singolo del brano “See the Light” nel 1986, due anni dopo (1988) pubblica il suo primo album “See the Light” con la Jeff Healey Band (composta da Joe Rockman al basso e Tom Stephen alla batteria). L’incisione contiene una serie di composizioni e cover che attraversano il Blues, il Funk ed il Pop. Due anni dopo, “Hell to Pay” tenta di ripetere la formula dell’album precedente, con un sound che però concede maggiormente alla logica del mercato. Il tour che segue porta la Jeff Healey Band in giro per il mondo, condividendo il palco con numerosi gruppi, tra cui gli ZZ Top, dei quali tra l’altro aveva inciso una versione di “Blue Jeans Blues” nell’album “See the Light“. Gli album successivi non ebbero i successi del precedente. “Feel This” si segnala per le numerose cover e un cast piuttosto ampio di artisti che vi hanno partecipato, mentre “Cover to Cover” è un omaggio alle sue muse ispiratrici che passa in rassegna artisti come Robert Johnson, Beatles, Jimi Hendrix e Creedence Clearwater Revival. Dopo un paio di antologie ed una esibizione a Montreaux nel 1998, che sarà poi documentata nel “Live at Montreaux” del 2005, ritorna con il disco “Get Me Some“. È probabilmente in questo periodo che comincia ad impegnarsi nella tromba per iniziare ad esplorare il mistico Jazz degli anni ’20 e ’30. È con questo spirito che pubblicò “Adventures in Jazzland” del 2004 e “It’s Tight Like That” del 2006, entrambi dischi di sole cover salutati con entusiasmo da critica e da pubblico. Nel 2006 appare anche nell’album “Gillan’s Inn” nella canzone dei Deep Purple “When A Blind Man Cries“, accompagnando anche la Ian Gillan Band in alcune date. È da ricordare inoltre la sua partecipazione al film “Il duro del Road House” con Patrick Swayze e Ben Gazzara, dove interpretava la parte di Cody, chitarrista e cantante del gruppo che intratteneva i clienti del locale “Double Deuce”. La colonna sonora del film contiene numerose esecuzioni di classici del rock ad opera della band. Jeff Healey muore il 2 marzo 2008 a Toronto all’età di 41 anni a causa di un tumore: il Retinoblastoma che si era riformato l’anno precedente. Healey era sposato e aveva due figli. A pochi mesi dalla sua scomparsa viene pubblicato il postumo “Mess of Blues” che, offrendo sia pezzi dal vivo che in studio, non solo presentò un cast di ospiti degno di “Hell to Pay“, ma ritornò con successo al sound blues che aveva fatto la fortuna di “See the Light“.

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