Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 2 ottobre

5 Ricorrenze per il 2 ottobre

Nasce Michael Rutherford

(Guildford, 2 ottobre 1950)

Oggi è il compleanno di Michael John Cloete Crawford Rutherford, bassista, chitarrista e compositore britannico, membro fondatore dei Genesis. Così descrive la sua prima esperienza con una chitarra:

Quando avevo sette anni i miei genitori mi comprarono, per otto sterline, una chitarra con sei corde di nylon. Il primo anno imparai tre accordi, con gran dolore e tormento per le mie dita… terribile.

La sua prima esperienza musicale di rilievo fu quella con gli Anon, nei quali militava anche Anthony Phillips ai tempi della Charterhouse. Successivamente Rutherford e Phillips si unirono a Peter Gabriel e Tony Banks dando vita al nucleo originario dei Genesis.
Oltre alla carriera col gruppo, vanta una sua produzione da solista e con il gruppo Mike and the Mechanics.
Ultimamente Rutherford, (con altri suoi illustri colleghi), si è espresso in maniera contraria alla legge che il Partito Laburista ha promulgato per limitare la pratica della caccia alla volpe.
Nel 2012 ha partecipato alla cerimonia conclusiva delle Olimpiadi di Londra.
Nel 2014 è stato pubblicato il suo libro autobiografico intitolato “The Living Years” (Ed. Arcana).
Il padre, Crawford Rutherford, era militare di carriera con il grado di capitano nella britannica Royal Navy.

Nasce Sting

(Wallsend, 2 ottobre 1951)

Buon compleanno a Sting, nome d’arte di Gordon Matthew Thomas Sumner, ex bassista e fondatore dei The Police, formati nel 1977 insieme al batterista statunitense Stewart Copeland e al chitarrista Henry Padovani, più tardi sostituito da Andy Summers. Dopo la separazione della band avvenuta nel 1983, Sting si dedica alla carriera solista che dura a tutt’oggi. Mentre è del 1979 la sua prima apparizione televisiva come attore, nel film Quadrophenia dei The Who. Altri film più avanti negli anni lo vedono protagonista, come Le due facce del male (Brimstone and Treacle) (1982), e nel ruolo semi-romantico di Mick in Plenty (con Meryl Streep); uno dei suoi ruoli più famosi è quello di Feyd-Rautha Harkonnen nell’adattamento cinematografico di Dune (1984).
È stato candidato 3 volte per Oscar alla migliore canzone nel 2001, 2002 e 2004 per i film “Le follie dell’imperatore”, “Kate & Leopold” e “Ritorno a Cold Mountain”.

Esce “Atom Heart Mother

2 ottobre 1970: “Atom Heart Mother” è il quinto album discografico del gruppo rock inglese Pink Floyd. È considerato un classico degli anni settanta. È uno dei primi album pubblicati da una major (EMI) a non recare il nome del gruppo in copertina. Massiccio fu il lavoro in fase di mixaggio, opera di Peter Bown e Alan Parsons, (allora giovane, ma promettente assistente), e fondamentale l’apporto di Ron Geesin per l’arrangiamento orchestrale della title track. Il disco apre la seconda fase della storia dei Pink Floyd e segna un punto di svolta nella loro carriera. Per abbandonare l’immagine di rock spaziale-psichedelico dei lavori precedenti, il gruppo tornò in studio dopo numerosi concerti, intento a costruirsi una nuova immagine. Avendo sperimentato tutte le possibili varianti tecniche e sonore dei loro brillanti esordi, la strada da imboccare verso il progressive rock puro si presentava ardua e senza un punto focale. David Gilmour ricorda che si andava avanti per forza d’inerzia, aspettando che qualcuno avesse una buona idea. Si decise allora di procedere come era avvenuto per il brano “A Saucerful of Secrets“, dell’omonimo album, lavorando tutti insieme e giustapponendo le diverse parti, derivate da altrettante improvvisazioni in studio.
La copertina dell’album, ispirata dalla carta da parati con le mucche di Andy Warhol, realizzava un’idea del gruppo che aveva chiesto qualcosa di ordinario ed estremamente semplice, il più lontano possibile dalle immagini dello space rock degli esordi. Famosi per essere un gruppo di rock psichedelico, un’etichetta di cui volevano sbarazzarsi, i Pink Floyd affidarono al grafico Storm Thorgerson, della Hipgnosis, il compito di confezionare la copertina di “Atom Heart Mother“. Thorgerson si recò nella campagna a nord di Londra, immortalando alcuni splendidi esemplari bovini: la mucca vincitrice (con tanto di pedigree) era una frisona di nome Lulubelle III, appartenente al signor Arthur Chalke (che in seguito proverà invano a chiedere un compenso).

Tracce

Lato A
1 Atom Heart Mother – 23:45 (Mason, Gilmour, Waters, Wright, Geesin) – Strumentale
Father’s Shout – [0:00]
Breast Milky – [5:20 (EMI/MFSL) o 2:59 (Echoes-L)]
Mother Fore – [10:09 (EMI/MFSL) o 5:22 (Echoes-L)]
Funky Dung – [15:26 (EMI/MFSL) o 10:11 (Echoes-L)]
Mind Your Throats Please – [17:44 (EMI/MFSL) o 15:25 (Echoes-L)]
Remergence – [19:49 (EMI/MFSL) o 17:44 (Echoes-L)]

Lato B
2 If – 4:31 (Waters) – Voce di Waters
3 Summer ’68 – 5:29 (Wright) – Voce di Wright
4 Fat Old Sun – 5:24 (Gilmour) – Voce di Gilmour
5 Alan’s Psychedelic Breakfast – 13:01 (Waters, Mason, Gilmour, Wright) – Strumentale
Rise and Shine – [0:00]
Sunny Side Up – [4:22]
Morning Glory – [8:17]

Formazione

Pink Floyd
David Gilmour – chitarra, voce e batteria su Fat Old Sun
Roger Waters – basso, voce, chitarra acustica
Richard Wright – tastiere e voce
Nick Mason – batteria, percussioni

Esce “Restless and Wild

2 ottobre 1982: “Restless and Wild” è il titolo del quarto album dei tedeschi Accept, considerato uno dei migliori lavori in studio della band di sempre. Sono degne di nota le tracce Fast As a Shark e Flash Rockin’ Man. Notare come quest’ultima abbia un intro di chitarra quasi identico a “2 Minutes to Midnight” degli Iron Maiden, il quale però risale a due anni più tardi.

Tracce

1. Fast as a Shark – 3:49
2. Restless and Wild – 4:12
3. Ahead of the Pack – 3:24
4. Shake Your Heads – 4:17
5. Neon Nights – 6:02
6. Get Ready – 3:41
7. Demon’s Night – 4:28
8. Flash Rockin’ Man – 4:28
9. Don’t Go Stealin’ My Soul Away – 3:16
10.Princess of the Dawn – 6:16

Formazione

Udo Dirkschneider: voce
Jan Koemmet: chitarra
Wolf Hoffmann: chitarra
Peter Baltes: basso
Stefan Kaufmann: batteria

Thomas Petty ci lasciava

(Gainesville, 20 ottobre 1950 – Santa Monica, 2 ottobre 2017)

Oggi si ricorda il compleanno di Thomas Earl Petty, noto come Tom Petty, chitarrista, cantante e compositore americano che non aveva nessuna aspirazione musicale finché Elvis Presley non visitò la sua città natale. Dopo aver fatto parte di alcune band come The Sundowners, The Epics, eMudcrutch, (di cui facevano parte i futuri membri degli Heartbreakers Mike Campbell e Benmont Tench), inizia la sua carriera discografica come Tom Petty & the Heartbreakers, quando la band irrompe nella scena musicale del 1976 con l’album omonimo di debutto. Dopo che nel 2000 esce un’altra antologia in doppio CD, nel 2002 esce “The Last DJ“, in cui parte dei testi esprimono una critica all’industria discografica, che a suo parere schiaccia la vera arte per cercare solo l’utile economico. La critica musicale non è tenera e giudica l’album il peggiore in assoluto della sua carriera, giudizio senz’altro severo, visto che il disco, benché distante dai picchi della sua produzione, resta un disco ascoltabile con qualche pezzo discreto. L’artista stesso si stupirà di come tutte le critiche siano rivolte ai testi senza nessun accenno alla qualità delle canzoni. Il 24 luglio 2006 esce “Highway Companion“, nuovo album solista dell’artista, l’album prodotto come l’album solista “Wildflower” del 1994 da Rick Rubin è il primo inciso per la American Recordings, etichetta del produttore stesso, che fa parte della Warner con la quale Tom Petty incide da più di dieci anni. Si tratta di un album certamente migliore da un punto di vista musicale rispetto al precedente anche se certi capolavori sembrano oramai irripetibili. Nella primavera del 2008 Tom Petty riunisce la sua prima band, i Mudcrutch, con cui non aveva mai inciso alcun disco e pubblica l’album “Mudcrutch“, che stilisticamente non si discosta troppo dalle sue recenti produzioni. Nel giugno 2010 pubblica, nuovamente con gli Heartbrakers, l’album “Mojo“, seguito nel luglio 2014 da “Hypnotic Eye“. Tom Petty muore il 2 ottobre 2017 in seguito a un arresto cardiaco.

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