Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’ almanacco di Rock by Wild – 20 giugno

5 Ricorrenze per il 20 giugno

Nasce Michael Anthony

(Chicago, 20 giugno 1954)

Oggi è il compleanno di Michael Anthony Sobolewski, meglio conosciuto come Michael Anthony, bassista statunitense, noto per aver fatto parte dei Van Halen. Dal 2008 è membro del superprogetto Chickenfoot.
Anthony è particolarmente famoso per il suo particolare basso su misura, a forma di bottiglia Jack Daniel’s. In totale, possiede una collezione di oltre 150 bassi elettrici.
Fuori dalla carriera musicale commercializza una linea di salse calde e prodotti correlati denominati Mad Anthony.
È endorser per la Yamaha, di cui ha un modello signature chiamato BB3000MA.
Da giovane, Anthony era un promettente ricevitore di baseball, ma gareggiò anche con la squadra di atletica della Dana Junior High School nel salto in lungo. Il primo contatto con la musica avvenne quando entrò a far parte della marching band della scuola intorno al 1967-1969. Anthony prese interesse per la chitarra poco dopo, ma decise di suonare il basso, in quanto la maggior parte dei suoi amici già suonavano la chitarra o la batteria. Un amico gli regalò una chitarra elettrica Fender Mustang, che Anthony trasformò in basso rimuovendo le prime due corde. Alla fine, il padre gli comprò una copia di Fender Precision Bass e un amplificatore Gibson. Sviluppò il suo modo di suonare il basso principalmente dopo aver ascoltato Jack Bruce dei Cream, ma ammirava anche John Paul Jones dei Led Zeppelin e Harvey Brooks degli Electric Flag. La sua prima band si chiamava Poverty’s Children. Altre band a cui prese parte furono “Black Opal”, “Balls” e “Snake”. Nonostante sia di natura mancina, Anthony ha sempre suonato il basso con la mano destra.
Gli Snake, un gruppo di tre elementi con Anthony al basso e alla voce solista, furono l’ultima band con cui Michael suonò prima di entrare nei Van Halen. Gli Snake eseguivano cover di ZZ Top, Lynyrd Skynyrd e Foghat, insieme ad alcuni brani originali scritti da loro. Suonarono in diverse occasioni insieme alla band Mammoth dei fratelli Alex ed Eddie Van Halen. In particolar modo, Anthony divenne molto amico dei due fratelli quando una sera, poco prima di un concerto, prestò loro l’attrezzatura elettrica degli Snake, dopo che quella dei Mammoth era improvvisamente andata in cortocircuito.
Nel 1972, Anthony si diplomò all’Arcadia High School e successivamente si trasferì al Pasadena City College per studiare musica. Anche Eddie Van Halen frequentò il corso e i due si videro spesso all’interno del campus. Quando il bassista Mark Stone si separò dai Mammoth, Eddie scelse proprio Michael Anthony come suo sostituto. Anthony fu colpito dall’abilità del gruppo durante le successive jam session, anche se già aveva sentito suonare i fratelli diverse volte prima. Nel 1974, Eddie Van Halen, Alex Van Halen, David Lee Roth e Michael Anthony divennero noti come Van Halen, cambiando il nome di Mammoth, dopo aver scoperto che lo stava utilizzando anche un’altra band locale. Ottennero il loro primo contratto discografico con la Warner Music Group nel 1977 e pubblicarono il loro album di debutto, “Van Halen“, l’8 febbraio 1978. I cori e le potenti armonie vocali di Anthony divennero subito un tratto distintivo della musica dei Van Halen.
Nonostante sia riconosciuto anche per la sua abilità tecnica al basso, Anthony non si definì mai un virtuoso, ma un solido bassista rock in grado di accompagnare al meglio un determinato brano.
Già nel 1996, dopo l’abbandono di Sammy Hagar, cominciarono a emergere voci che Anthony stava per essere licenziato dai Van Halen. Nonostante le affermazioni contrarie, il bassista continuò a lavorare con la band. Queste voci hanno persistito fino alla sua partenza definitiva dal gruppo, dopo il tour di riunione con Hagar del 2004.
Il ruolo di Anthony nella registrazione dell’album Van Halen III, (il primo e unico della band con Gary Cherone alla voce), fu molto più defilato rispetto al passato. Anthony suonò il basso in sole tre canzoni del disco, tutte le altre furono registrate da Eddie Van Halen. Nonostante ciò, Anthony venne accredito come coautore di tutte le canzoni dell’album insieme al resto della band, come da tradizione per tutti i dischi dei Van Halen. Successivamente, Anthony prese parte al tour mondiale dell’album nel 1998. A causa dell’insuccesso dell’ultimo album e dei problemi di salute di Eddie, i Van Halen si sciolsero alla fine del tour, ed Anthony scomparve dalla vista del pubblico fino alla reunion con Sammy Hagar del 2004.
Durante il periodo di pausa della band, Eddie e Alex Van Halen lasciarono intuire nelle interviste che erano pronti a comporre e registrate del nuovo materiale al più presto, ma sembravano essere al lavoro senza Anthony.
Nel frattempo, Anthony iniziò ad apparire periodicamente nei concerti di Sammy Hagar, (con il quale era rimasto in ottimi rapporti), suonando nei suoi tour da solista. Sempre con Hagar, entrò a far pare del supergruppo Planet Us, insieme a Neal Schon, Joe Satriani e Deen Castronovo.
Inizialmente, quando Eddie e Alex chiesero ad Hagar di ricongiungersi ai Van Halen, alla fine del 2003 per un tour fissato per l’anno successivo, il piano era di non invitare Michael Anthony. Hagar, però, pose come condizione al suo ricongiungimento la presenza di Anthony. Alla fine le parti si misero d’accordo ed Anthony accettò di suonare con i Van Halen, anche se con un contratto di diritti d’autore minore. Tale contratto fu redatto per la durata del solo tour e, di comune accordo, il suo ruolo all’interno della band sarebbe stato deciso dai fratelli Van Halen in un secondo momento. In tutto questo lasso di tempo, e durante il periodo di “Van Halen III“, il pubblico non era a conoscenza del ruolo marginale di Anthony nella band e fu portato a credere che il bassista fosse ancora un membro a tempo pieno.
Nel 2004, i Van Halen pubblicarono la raccolta “The Best of Both Worlds“, che comprendeva tre nuovi brani registrati con Hagar. Anthony non partecipò alla composizione e non suonò il basso nelle nuove canzoni, ma incise comunque i cori in tutte e tre le tracce. Anthony afferma in interviste con i media che non parla con i fratelli Van Halen dai tempi del tour del 2004. Ha anche ipotizzato che, poiché i fratelli non apprezzavano le iniziative commerciali di Hagar, come la linea di prodotti “Cabo Wabo”, il loro disappunto simile per il marchio Mad Anthony può aver causato la spaccatura che ha separato lui ed Hagar dalla band.
Anthony trascorse l’estate del 2006 in tour con Sammy Hagar, come membro della sua band di supporto, i Waboritas.
L’8 settembre dello stesso anno, Eddie Van Halen annunciò che suo figlio, Wolfgang Van Halen, sostituiva Michael Anthony come bassista dei Van Halen. Il 2 febbraio 2007, i Van Halen annunciarono che si stavano riunendo per un tour con il loro cantante originario, David Lee Roth. Il tour iniziò il 27 settembre 2007. Anthony disse in seguito che la cosa la venne a sapere solo dai giornali e che non fu nemmeno interpellato. Addirittura sul sito ufficiale della band, in un primo tempo, la sua immagine presente sulle copertine degli albi musicali fu sostituita da quella di Wolfgang Van Halen; proteste dei fan fecero poi rientrare la cosa. Sulla sua esclusione dal gruppo e la relativa nuova reunion del gruppo, Anthony inoltre aggiunse:
Mi scoccia leggermente il fatto che stiano definendo questa come una reunion dei Van Halen. Se io fossi morto e loro avessero bisogno di qualcuno per suonare, potrebbe essere una cosa, ma per me questa non è una reunion.[/blockquote]
Alla conferenza di presentazione del tour, David Lee Roth rispose:
[blockquote]Questa non è una reunion, questa è una riforma.[/blockquote]
Anthony si unì nuovamente a Sammy Hagar in diretta tv nazionale il 25 febbraio 2008, durante una performance pre-gara della competizione californiana NASCAR in televisione su Fox.
Michael Anthony e Sammy Hagar furono gli unici membri, attuali o ex, a presentarsi alla cerimonia di introduzione dei Van Halen nella prestigiosa Rock and Roll Hall of Fame il 12 marzo 2007. In quel periodo Eddie Van Halen era in riabilitazione, mentre Alex Van Halen e David Lee Roth rifiutarono di comparire.
Anthony è un membro fondatore del supergruppo Chickenfoot con Sammy Hagar, Chad Smith, (il batterista dei Red Hot Chili Peppers), e Joe Satriani“, nel 2009. Al lavoro in studio è seguito un tour mondiale di buon successo. Anthony ha dichiarato che questo gruppo intende proseguire con ulteriori album e altri tour. I Chickenfoot hanno pubblicato il loro secondo album, “Chickenfoot III“, il 27 settembre del 2011. L’anno successivo, la band ha pubblicato il suo primo album live, “LV“.

Nasceva Kelly Johnson

(Londra, 20 giugno 1958 – Londra, 15 luglio 2007)

Oggi si ricorda il compleanno anche di Kelly Johnson, chitarrista inglese. È stata una delle fondatrici del gruppo femminile hard & heavy Girlschool nel 1978. Kelly ha frequentato la Edmonton County School in Edmonton, situata vicino a Londra. Lei era la chitarra solista e andò via dal gruppo nel 1983, per vivere a Los Angeles.
Kelly Johnson è scomparsa il 15 luglio 2007 all’età di 49 anni, a causa di un cancro alla spina dorsale che combatteva da oltre sei anni.

Nasce Twiggy Ramirez

(Coral Springs, 20 giugno 1971)

E’ il compleanno del bassista e chitarrista statunitense Twiggy Ramirez, pseudonimo di Jeordie Osborne White. Twiggy è noto soprattutto per la sua attività nel gruppo Marilyn Manson, in cui ha suonato dal 1993 al 2002 e di nuovo a partire dal 2008. È stato precedentemente anche bassista degli A Perfect Circle e dei Nine Inch Nails (dal vivo) in più ha contribuito alle registrazioni delle The Desert Sessions. Il suo nome d’arte deriva da un’icona della moda (Twiggy) e dal serial killer Richard Ramirez. Il 26 luglio 2014, Jeordie ha sposato la giovane modella e make up artist Laney Chantal a Los Angeles in California.

Esce “World Wide Live”

20 giugno 1985: “World Wide Live” è il titolo del secondo live-album del gruppo musicale heavy metal tedesco Scorpions.
Registrato durante il tour seguito all’album “Love at First Sting” in numerosi concerti, (soprattutto in California), tra il 1984 e il 1985, è il live album più venduto della band, che nei soli Stati Uniti vendette più di 1.500.000 copie. L’album racchiude i più grandi successi degli Scorpions pubblicati da quando sono passati alla casa discografica EMI nel 1979 e non presenta quindi nessun brano in comune con il precedente live “Tokyo Tapes“, inciso nel 1978. Dopo l’introduzione strumentale di Matthias Jabs, un urlo lanciato verso la folla da Klaus Meine porta al brano “Coming Home“, qui privato di quella introduzione acustica che non aveva convinto nella versione in studio, eseguito in maniera energica così come la successiva “Blackout“. L’introduzione di “Bad Boys Running Wild“, che tanta atmosfera aveva creato nella versione in studio, non è altrettanto efficace dal vivo, ma il brano scorre via bene con Herman Rarebell che detta efficacemente il ritmo. Le successive “Loving You Sunday Morning” e “Make It Real” sono ben suonate, ma non altrettanto esaltanti dopodiché Meine coinvolge il pubblico nel ritornello di “Big City Nights” riscaldandone l’atmosfera. “Coast to Coast” ci offre la sorpresa di vedere sempre Meine che imbraccia la chitarra ritmica e detta il tempo, mentre Schenker e Jabs si sbizzarriscono nei loro assoli. È la volta di “Holiday“, eseguita in maniera impeccabile solo per la parte acustica allo scopo di funzionare come introduzione per la successiva “Still Loving You“, l’apice del concerto, resa in maniera più cruenta rispetto alla versione in studio grazie al sottofondo del pubblico. L’atmosfera si rianima con “Rock You Like a Hurricane“, eseguita in maniera molto energica, e si mantiene su questo trend anche con le successive “Can’t Live Without You“, “Another Piece Of Meat” e “Dynamite“, unite tra loro dall’assolo di batteria di Rarebell e grintose fino alla fine. Sembra di essere alla fine del concerto, ma in realtà un altro urlo di Meine risveglia il pubblico e apre per “The Zoo“, dall’inconfondibile assolo con la voce metallica di Jabs. La semi-ballata “No One Like You“, eseguita a questo punto, rende l’atmosfera molto suggestiva, (non a caso questa versione verrà pubblicata anche come singolo), e contrasta completamente con la conclusiva “Can’t Get Enough“, aperta da un rullo di tamburi, interrotta da un applauditissimo assolo di Jabs, denominato Six String Sting, e conclusa con uno stile molto hard-rock in mezzo all’incitamento del pubblico.

Tracce

1 Countdown (intro) – 0:41
2 Coming Home – 3:17
3 Blackout – 3:41
4 Bad Boys Running Wild – 3:43
5 Loving You Sunday Morning – 4:39
6 Make It Real – 3:29
7 Big City Nights – 4:50
8 Coast to Coast – 4:41
9 Holiday – 3:14
10 Still Loving You – 5:45
11 Rock You Like a Hurricane – 4:05
12 Can’t Live Without You – 5:30
13 Another Piece of Meat – 3:37
14 Dynamite – 6:40
15 The Zoo – 5:54
16 No One Like You – 4:09
17 Can’t Get Enough (Part One) – 2:02
18 Six String Sting – 5:17
19 Can’t Get Enough (Part Two) – 1:53

Formazione

Klaus Meine – voce, chitarra ritmica in Coast to Coast.
Rudolf Schenker – chitarra
Matthias Jabs – chitarra
Francis Buchholz – basso
Herman Rarebell – batteria

Esce “The Real Thing”

20 giugno 1989: “The Real Thing” è il terzo album in studio del gruppo statunitense dei Faith No More, pubblicato nel 1989 dalla Slash Records. È anche il primo album che annovera nella formazione il cantante Mike Patton. Grazie anche alle capacità vocali del nuovo cantante, in questo album i Faith No More aumentano la miscela di generi, combinando tra loro elementi tipici dell’heavy metal, del funk, dell’hard rock, dell’hardcore punk, del soul e del rap. I suoi singoli più noti sono “Epic“, una delle più celebri canzoni rap metal, e “Falling to Pieces“. Nell’album trovano posto anche la cover del pezzo contro la guerra “War Pigs” dei Black Sabbath e “Edge of the World“, una ballata che parla di un pedofilo.
La versione in musicassetta ha il pezzo “Edge of the World” come traccia numero 6 alla fine del lato A, mentre nella versione in vinile mancano sia “War Pigs” che “Edge of the World“.
Nel 1990 l’album ha conquistato sia il disco d’oro, (certificazione RIAA del 18 luglio), che il disco di platino, (certificazione RIAA del 26 settembre). Epic è al 30° posto nella classifica delle “40 Greatest Metal Songs Ever” di VH1. “The Real Thing” è considerato da molti critici il migliore album tra quelli pubblicati dalla band.

Tracce

1 From Out of Nowhere – 3:20
2 Epic – 4:51
3 Falling to Pieces – 5:12
4 Surprise! You’re Dead! – 2:25
5 Zombie Eaters – 5:58
6 The Real Thing – 8:11
7 Underwater Love – 3:49
8 The Morning After – 3:41
9 Woodpecker from Mars- 5:38
10 War Pigs – 7:43
11 Edge of the World – 4:10

Formazione

Mike Patton – voce
Jim Martin – chitarra
Bill Gould – basso
Mike Bordin – batteria
Roddy Bottum – tastiere

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