Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’ almanacco di Rock by Wild – 21 luglio

4 Ricorrenze per il 21 luglio

Nasce Cat Stevens

(Londra, 21 luglio 1948)
Oggi è il compleanno di Yusuf Islam, nato Steven Demetre Georgiou e a lungo conosciuto con il suo nome d’arte Cat Stevens, cantautore britannico.
Figlio di padre greco-cipriota (Stavros Georgiou) e madre svedese (Ingrid Wickman), cresce a Shaftesbury Avenue, nel quartiere di Soho a Londra, sopra il ristorante di proprietà del padre dove veniva spesso suonata musica popolare greca, dalla quale verrà influenzato. Per un breve periodo della sua infanzia si sposta con la madre a Gävle in Svezia, dove impara i primi rudimenti della pittura dallo zio Hugo. Ciò influenzerà la carriera artistica del futuro Cat Stevens, spesso autore delle copertine dei propri album.
All’inizio della sua carriera musicale, Georgiou adotta il nome Cat Stevens dopo che un’amica gli fa notare che i suoi sembrano gli occhi di un gatto. Siamo in pieno periodo Swinging London e Stevens incarna in pieno lo stereotipo del cantante pop commerciale dell’epoca, un’immagine dalla quale egli si distanzierà notevolmente negli anni a seguire. Dopo i primi due album “Matthew and Son” e “New Masters“, che ottengono un tiepido successo, soprattutto grazie a qualche singolo come “I Love My Dog“, Stevens si ammala gravemente di tubercolosi e passa un certo periodo in un sanatorio di Midhurst, nella campagna inglese. Qui comincia a riflettere sul proprio futuro, sulla propria carriera (cambia casa discografica), sul proprio stile di vita, decidendo di operare un drastico cambiamento anche a partire dall’immagine: capelli più lunghi, barba e abiti più informali.
Il periodo lontano dalle scene lascia il segno e nel giro di due anni (1970 e 1971) dà alle stampe “Mona Bone Jakon“, “Tea for the Tillerman” e “Teaser and the Firecat“, che lo faranno diventare famoso in tutto il mondo.
Lo stile musicale che ne esce fuori è quello che contraddistinguerà Cat Stevens per tutta la sua carriera: chitarre acustiche in primo piano, sonorità delicate, richiami alla tradizione greca, testi a metà strada tra la canzone d’amore ed il misticismo, il tutto condito dalla calda vocalità dello stesso Stevens. In questo periodo partecipa alla colonna sonora del film Harold e Maude, con brani già editi e i due inediti “Don’t Be Shy” e “If You Want to Sing Out, Sing Out“.
Gli album successivi abbandonano in parte lo stile acustico per soluzioni sperimentali più elettriche.
Stevens intraprende una serie di tour intorno al mondo e arriverà a vendere oltre quaranta milioni di dischi. Il suo unico concerto in Italia si tiene a Roma nel 1974. Si trasferisce successivamente in Brasile per motivi di tasse, e comincia ad avvicinarsi a tematiche prettamente religiose. Nel 1976 suo fratello, di ritorno da un viaggio a Gerusalemme, gli regala una copia del Corano: quest’avvenimento segnerà la vita del cantautore.
Nel 1977, dopo aver rischiato di morire annegato a Malibù, secondo un aneddoto da lui stesso citato più volte, Stevens si converte all’Islam adottando il nome Yusuf Islam. Incide ancora “Isitzo” e “Back to Earth” dopodiché si ritira completamente dalle scene e diventa un membro eminente della comunità musulmana di Londra, aprendo anche la Islamia Primary School, una scuola nel nord della capitale britannica. Balza agli onori delle cronache nel 1989, quando apparentemente appoggia la fatwa lanciata contro lo scrittore Salman Rushdie per i suoi I Versi Satanici. In realtà Yusuf Islam, che si trovava al Kingston Polytechnic di Londra per un incontro con gli studenti, si era limitato a spiegare il perché di quella condanna da parte del mondo musulmano, senza mai invocare direttamente alcuna sanzione, precisando successivamente che non avrebbe appoggiato la richiesta dell’ayatollah Khomeini in quanto lesiva della legislazione britannica.
Nel 2004 è di nuovo nell’occhio del ciclone quando gli viene negato l’ingresso negli USA perché il suo nome è nella lista degli indesiderati dopo gli eventi dell’11 settembre 2001. Il cantautore si trovava su un volo Londra-Washington, quando all’improvviso l’aeroplano viene dirottato in un altro aeroporto e Islam viene trattenuto e fatto tornare in patria. Il caso fa mobilitare anche l’allora Ministro degli Esteri britannico Jack Straw in difesa del cantante. Ha fondato associazioni benefiche come Muslim Aid e Small Kindness per assistere le vittime della carestia in Africa. Inoltre, il cantante ha donato parte delle royalties del suo Box Set americano del 2001 al fondo per le vittime degli attentati dell’11 settembre 2001.
Tornato a calcare le scene, collaborando di nuovo con Peter Gabriel in occasione di un concerto in onore di Nelson Mandela a Johannesburg nel 2013, duettando con Ronan Keating nel brano “Father and Son“, nel 2006 ha pubblicato l’album “An Other Cup“. Nel 2007 pubblica un DVD live, “Yusuf’s Cafè Session“, registrato durante un concerto tenuto al Porchester Hall di Londra, mentre nel 2009 esce il suo album “Roadsinger“, per il quale nel 2011 si è esibito in un tour europeo. Nel 2012 ha scritto, sceneggiato e prodotto un suo musical. Nel 2014 partecipa come ospite alla serata iniziale del Festival di Sanremo e annuncia il suo prossimo album, in fase di ultimazione. Nel 2014 esce il suo ultimo album “Tell ‘Em I’m Gone“, metà cover e metà scritte da lui, accompagnato dal nuovo tour Peace Train… late Again tour con un’unica data italiana al Forum di Assago.

Esce “Master of Reality

21 luglio 1971: “Master of Reality” è il terzo album della band heavy metal britannica dei Black Sabbath. Alla sua pubblicazione l’album riscosse un notevole successo: entrò infatti direttamente nella top 10 statunitense. È a tutt’oggi ritenuto uno dei più grandi album della band britannica e molto influente per il doom metal. A differenza dei primi due album, “Master of Reality” presenta infatti un sound molto più lento e tetro, pesante ed ossessivo nei ritmi e nei riff. I testi invece, seguono la scia dei primi due album, trattando di tematiche anti-militariste o riferendosi alla droga.
A partire da questo album, Iommi cambiò l’accordatura della sua chitarra, abbassandola di un tono e mezzo, (Butler fece lo stesso con il basso), per poter pigiare meglio le corde con la mano destra, (rimasta menomata dopo un incidente sul lavoro), sulla tastiera e per dare un tocco più oscuro al sound del disco. Questa operazione, chiamata downtuning, diverrà una caratteristica di molti futuri gruppi heavy metal e tanti ritengono che i Black Sabbath furono i primi ad adoperarla.
In “Master of Reality“, Iommi introduce inoltre in maniera più massiccia le chitarre acustiche, (utilizzate nei due brani strumentali “Orchid” ed “Embryo“), strumento con il quale il chitarrista si era espresso prima d’ora in una sola occasione, (“Sleeping Village” del primo album), e si cimenta anche con flauto e pianoforte in “Solitude“. La copertina dell’album è piuttosto spartana, costituita dalle sole scritte “Master of Reality” in grigio, sotto le parole Black Sabbath in viola, il tutto su sfondo nero. Il titolo dell’album e il nome del gruppo sono scritti a caratteri grossi e con un effetto ondulatorio.
La prima edizione in vinile dell’album aveva la copertina apribile contenente un poster della band e le parole “Master of Reality” scritte in nero con contorno viola anziché in grigio. Sul retro dell’album sono trascritti i testi delle canzoni. Infine esistono altre varianti della copertina con le scritte verdi e rosse.
Nelle prime edizioni distribuite nel Nord America, diverse canzoni sull’album avevano dei sottotitoli, che identificavano i vari stacchi musicali, creando l’impressione che ci fossero più brani di quelli effettivamente presenti. L’intro di “After Forever” aveva il sottotitolo “The Elegy“, l’outro di “Children of the Grave” veniva chiamata “The Haunting“, l’intro di “Lord of This World” era intitolata “Step Up” e l’intro di “Into the Void” veniva definita “Deathmask“. Lo stesso trattamento era stato usato sui due precedenti album della band pubblicati in America. L’album ha venduto oltre 5 000 000 di copie in tutto il mondo. Nel 2012 l’album è stato inserito dalla rivista Rolling Stone alla posizione numero 300 della loro lista dei 500 migliori dischi di sempre.

Tracce

1 Sweet Leaf – 5:02
2 After Forever – 5:25
3 Embryo – 0:30
4 Children of the Grave – 5:15
5 Orchid – 2:00
6 Lord of This World – 4:55
7 Solitude – 5:02
8 Into the Void – 6:11

Formazione

Ozzy Osbourne – voce
Tony Iommi – chitarra; flauto e pianoforte in Solitude
Geezer Butler – basso
Bill Ward – batteria, percussioni

Esce “Appetite for Destruction

21 luglio 1987: “Appetite for Destruction” è il primo album in studio della hard rock band statunitense Guns N’ Roses, pubblicato dalla Geffen Records.
È considerato uno degli album più importanti della storia del rock, nonché uno dei più venduti di tutti i tempi: ha venduto 30 milioni di copie in tutto il mondo, di cui 18 nei soli Stati Uniti d’America. Ad oggi è il disco di maggior successo del gruppo, nonché uno degli album di debutto dal maggior successo di sempre. L’album è stato inserito al 62º posto nella classifica di Rolling Stone relativa ai 500 migliori album di tutti i tempi.
L’album fu uno dei primi a lanciare il genere sleaze metal, una variante indurita dell’hair/pop metal; tutt’oggi i Guns N’ Roses sono annoverati tra gli esponenti più importanti di questo genere, assieme a Faster Pussycat, L.A. Guns e Dangerous Toys. L’album uscì il 21 luglio 1987, ma fu ben presto ritirato dal commercio a causa della copertina che raffigurava un quadro di Robert Williams censurato, (e intitolato appunto “Appetite for Destruction“, da cui il titolo dell’album); esso raffigurava un mostro volante, che difende una ragazza svenuta da un robot che intende probabilmente stuprarla; inoltre, il pittore affermò che il gruppo non aveva pagato il quadro e che ne aveva quindi violato il copyright. Il disco fu rimesso in commercio con una nuova copertina, sulla quale è raffigurato un famoso tatuaggio di Axl Rose, rappresentante le teste dei componenti della band come teschi incastonati su di una croce.
Nelle versioni originali dell’album a doppio lato (LP, MC) i due lati vennero denominati “G” e “R”, invece dell’indicazione canonica “A” e “B”. Le prime 6 tracce facevano parte del lato “G”, ed erano quelle che si occupavano degli eccessi del gruppo e della loro vita difficile (lato “Guns”). Le altre e ultime 6 tracce facevano parte del lato “R” ed erano quelle dedicate a temi sentimentali e al sesso (lato “Roses”).
In un’intervista del 2011, Axl ha dichiarato che la sua idea originale per la copertina dell’album era una foto del disastro dello Space Shuttle Challenger, presente su TIME nel 1986, ma la Geffen rifiutò dicendo che era “di cattivo gusto”.

Tracce

1 Welcome to the Jungle – 4:31
2 It’s So Easy – 3:21
3 Nightrain – 4:26
4 Out Ta Get Me – 4:20
5 Mr. Brownstone – 3:46
6 Paradise City – 6:46
7 My Michelle – 3:39
8 Think About You – 3:50
9 Sweet Child O’ Mine – 5:55
10 You’re Crazy – 3:25
11 Anything Goes – 3:25
12 Rocket Queen – 6:13

Formazione

W. Axl Rose – voce, sintetizzatore, percussioni
Slash – chitarra solista, ritmica e acustica
Izzy Stradlin – chitarra ritmica, solista, cori, percussioni
Duff “Rose” McKagan – basso, cori
Steven Adler – batteria

Marcel Jacob ci lasciava

(Stoccolma, 30 gennaio 1964 – Stoccolma, 21 luglio 2009)

Oggi si ricorda la morte di Marcel Jacob, il bassista svedese che nel 1978 fondò i Rising Force insieme al chitarrista Yngwie J. Malmsteen. Nel 1981 si unì agli Europe, (che a quel tempo si chiamavano Force), in sostituzione di John Levén, il quale a sua volta prese il posto di Jacob nei Rising Force. In quel periodo scrisse “Black Journey for My Soul” insieme a Joey Tempest. Anni dopo la canzone fu inclusa nel secondo album degli Europe, “Wings of Tomorrow“, col nome di “Scream of Anger“. Dopo 3 mesi nei Force, propose nuovamente lo scambio con Levén, visti anche i dissapori di quest’ultimo con Malmsteen. Nel 1987 Jacob suonò su “Total Control“, il primo album solista del chitarrista John Norum. Jacob collaborò alla scrittura di diversi pezzi dell’album. Nel 1989 formò i Talisman insieme al cantante Jeff Scott Soto, nel 2005 è subentrato a John Levén nei Last Autumn’s Dream, a causa della reunion degli Europe nella formazione di “The Final Countdown” di cui facevano parte sia Levén che il batterista Ian Haughland e il tastierista Mic Michaeli, compagni d’avventura di Levén nell’omonimo esordio dei Last Autumn’s Dream.
Jacob si è suicidato nella sua casa di Stoccolma il 21 luglio 2009 a 45 anni.

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