Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 21 maggio

8 Ricorrenze per il 21 maggio

Nasce Hilton Valentine

(North Shields, 21 maggio 1943)

Oggi è il compleanno di Hilton Stewart Paterson Valentine, chitarrista inglese noto per essere stato il chitarrista degli Animals, in cui suonò dal 1963 al 1966, quando la band decise di sciogliersi a causa di problemi finanziari. Sua madre gli comprò la sua prima chitarra nel 1956 quando aveva 13 anni.
Ha registrato un album solista intitolato “All In Your Head“, rilasciato nel Regno Unito, e nel corso degli anni ha partecipato a diverse reunion dei The Animals. Nel 1994 insieme a Eric Burdon, Chas Chandler, Alan Price e John Steel, Hilton Valentine è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame. Ha pubblicato un nuovo album, “It’s Folk ‘n’ Skiffle, Mate!” nel 2004. Nel 2009 ha suonato in tutto il New England, New York e Carolina del Sud, con il suo progetto solista Skiffledog. Come pure, dal febbraio 2007 al novembre 2008 è stato in tour con Eric Burdon. Nei primi mesi del 2009 sono uscite due registrazioni demo sulla sua pagina di MySpace. Nel 2011 ha pubblicato un nuovo album dal titolo “Skiffledog on Coburg Street” e un album di Natale con Big Boy Pete Pete Miller, ex Peter Jay and the Jaywalkers dal titolo, “Merry Skifflemas!”

Esce “Saxon”

21 maggio 1979: “Saxon” è il primo omonimo album del gruppo heavy metal britannico pubblicato dall’etichetta discografica Carrere Records. Presenta delle sonorità differenti rispetto agli album successivi, accostando brani in linea con il futuro sound del gruppo, (tra cui “Stallions of the Highway” e “Still Fit to Boogie“), ad altri più melodici (come “Rainbow Theme” e “Frozen Rainbow“).

Tracce

1 Rainbow Theme – 3:07
2 Frozen Rainbow – 2:30
3 Big Teaser – 3:55
4 Judgement Day – 5:31
5 Stallions of the Highway – 3:00
6 Backs to the Wall – 3:10
7 Still Fit to Boogie – 2:54
8 Militia Guard – 4:50

Formazione

Peter “Biff” Byford – voce
Paul “Blute” Quinn – chitarra
Graham “Oly” Oliver – chitarra
Steve “Dobby” Dawson – basso
Pete “Frank” Gill – batteria

Esce “Hot Space”

21 maggio 1982: “Hot Space” è il decimo album in studio della rock band britannica Queen. L’album segnò un forte distacco dai lavori precedenti della band, caratterizzati da una certa ecletticità nell’adesione alle diverse subcorrenti del filone rock, (passando da sonorità hard & heavy, come in “Stone Cold Crazy“”, o operistiche come in “Bohemian Rhapsody“, spostandosi da caratteri stilistici più vicini ai Beatles o sposando il rock and roll di Elvis Presley, come in “Crazy Little Thing Called Love“, etc.). Dopo l’enorme successo ottenuto col singolo “Another One Bites the Dust“, contenuto nell’album precedente “The Game” e caratterizzato da una chiara influenza d’ispirazione funky e dall’uso di sintetizzatori, (che fino al quel momento erano stati evitati dai componenti della band in quanto, sostenevano, fossero strumenti che ancora non avevano trovato un'”anima”), i Queen produssero un album nel quale, in molti brani, si sentirono riproposte e sviluppate la suddetta influenza, (stavolta dichiaratamente funky), e, più generalmente, alcune delle sonorità che avevano caratterizzato parte dell’album precedente. Questo esperimento non entusiasmò molti dei fans della band, (già lo stesso album “The Game” aveva suscitato alcune perplessità a causa del sintetizzatore pur avendo avuto un buon apprezzamento, sia di critica, sia di pubblico), facendo sì che l’album “Hot Space” ottenesse un minore successo di vendita rispetto ai precedenti. Non mancarono alcuni brani di grande successo, primo fra tutti “Under Pressure“, nato durante una jam session con David Bowie, seguito da “Las Palabras de Amor“, che fu scelta dal gruppo per una delle sue rare apparizioni a Top of the Pops; importante anche la canzone “Life Is Real“, dedicata alla memoria di John Lennon, scomparso due anni prima, l’8 dicembre 1980. Oggi la maggior parte della critica sostiene che in realtà l’album non fu capito perché in anticipo sulle sonorità del mercato musicale, e che alcune canzoni come “Body Language” e “Back Chat“, (per le quali sono stati girati dei video, a detta degli stessi componenti della band, scarsi e poco curati sotto molti aspetti e raramente trasmessi), oggi sarebbero singoli di successo nelle classifiche o addirittura brani di nicchia per intenditore. «Un buon pezzo di disco bianca scorrevole, brillante e ben sostenuto dall’elettronica. Roba forte», disse Sounds. Nel 2011 l’album è stato rimasterizzato in digitale dalla Island/Universal ed è stato distribuito in due formati: standard edition, contenente l’album originale deluxe edition 2 CD, contenente l’album originale ed un EP bonus.

Tracce

1 Staying Power – 4:13
2 Dancer – 3:50
3 Back Chat – 4:36
4 Body Language – 4:31
5 Action This Day – 3:38
6 Put Out The Fire – 3:20
7 Life Is Real (Song for Lennon) – 3:31
8 Calling All Girls – 3:52
9 Las Palabras de Amor (The Words of Love) – 4:32
10 Cool Cat – 3:29
11 Under Pressure (con David Bowie) – 4:08

Formazione

Freddie Mercury – voce, pianoforte, sintetizzatore
Brian May – chitarra solista, sintetizzatore, pianoforte, cori; voce in Las Palabras de Amor
John Deacon – basso, chitarra ritmica, sintetizzatore
Roger Taylor – batteria, drum machine, cori, sintetizzatore, chitarra ritmica, tastiera.

Esce “Long Cold Winter”

21 maggio 1988: “Long Cold Winter” è il secondo album dei Cinderella, uscito per l’Etichetta Mercury Records. Due anni dopo il folgorante esordio della band, viene pubblicato questo secondo album da molti considerato il migliore, in cui emerge chiaramente la personalità blues della band. Conferma le vendite del precedente e sarà certificato doppio platino già nel novembre 1988 e triplo platino il 23 gennaio 1997. È un album di transizione tra i toni pop metal di “Night Songs” e il blues-rock dei lavori successivi. Tom Keifer, autore di tutti i brani, cita, infatti, fra le sue principali influenze Muddy Waters, B.B. King e Steve Marriott degli Humble Pie. I singoli “Don’t Know What You Got (Till It’s Gone)” e “Coming Home” fanno di quest’album il più grande successo commerciale dei Cinderella, successo confermato nel tour mondiale omonimo con ben 254 spettacoli. La versione VHS Tales From The Gypsy Road con video ed interviste sarà certificato oro il 5 giugno 1990.

Tracce

1 Seamstress Blues,Fallin’ Apart At The Seams
2 Gypsy Road
3 Don’t Know What You Got (Till It’s Gone)
4 The Last Mile
5 Second Wind
6 Long Cold Winter
7 If You Don’t Like It
8 Coming Home
9 Fire And Ice
10 Take Me Back

Formazione

Tom Keifer – Voce, Chitarra
Eric Brittingham – Basso
Jeff LaBar – Chitarra
Fred Coury – Batteria (solo accreditato)

Altri musicisti

Jay Levin – Chitarra
Rick Criniti – Piano, Organo, Tastiere, Sintetizzatori
Kurt Shore – Tastiere
John Webster – Tastiere
Cozy Powell – Batteria
Denny Carmassi – Batteria
Paulinho Da Costa – Percussioni

Esce “Pure Instinct”

21 maggio 1996: “Pure Instinct” è il tredicesimo album del gruppo hard rock/heavy metal tedesco Scorpions pubblicato dalla etichetta internazionale PolyGram e dal produttore Erwin Musper. Dopo lo strepitoso successo dell’album “Crazy World“, (e del brano “Wind of Change” in particolare), ed il tentativo di non rimanerne schiacciati tornando ad un genere più propriamente metal col successivo “Face the Heat“, (tentativo molto apprezzato dalla critica, ma non supportato in maniera adeguata dal numero di vendite), gli Scorpions decidono di cavalcare nuovamente l’onda di popolarità seguita al successo radiofonico delle loro ballate ed incidono questo nuovo album dove i brani melodici la fanno da padrone. Nonostante questo, l’album non ha riscosso il grandissimo successo dei suoi predecessori, anche se ricevette comunque due dischi d’oro e uno di platino. La band è alla ricerca di nuovi suoni, spiccano le tastiere, si intraprendono quei nuovi esperimenti che saranno portati al limite nel successivo album “Eye to Eye“. L’argomento portante dell’album è il lato selvaggio della vita e lo si intuisce subito guardando la copertina, nonostante in Europa sia stata in parte censurata e negli USA addirittura sostituita da una foto della band dove la chitarra di Rudolf Schenker emana un’onda rossa.

Tracce

Wild Child – 4:19
But The Best For You – 5:26
Does Anyone Know – 6:03
Stone In My Shoe – 4:42
Soul Behind The Face – 4:14
Oh Girl – 3:56
When You Came Into My Life – 5:17
Where The River Flows – 4:16
Time Will Call Your Name – 3:21
You And I – 6:22
Are You The One? – 3:15
She’s Knocking at My Door (Bonus Track) – 3:18

Formazione

Klaus Meine – voce
Rudolf Schenker – chitarra
Matthias Jabs – chitarra
Ralph Rieckermann – basso
Curt Cress – batteria

Trevor Bolder ci lasciava

(Kingston upon Hull, 9 giugno 1950 – Londra, 21 maggio 2013)

Oggi si ricorda la morte di Trevor Bolder, bassista britannico, noto soprattutto per la sua lunga militanza nella hard rock band inglese degli Uriah Heep e per aver suonato con David Bowie come membro degli Spiders from Mars. Dopo essersi esibito localmente dalla metà degli anni sessanta, nel 1971 entra nella band di David Bowie, The Spiders from Mars, nella quale rimane per alcuni anni sino al 1974 e partecipando alle incisioni dei primi dischi. Nel 1976 entra negli Uriah Heep fino al 1981 quando il gruppo si scioglie. A quel punto Bolder accetta l’offerta dei Wishbone Ash e nel 1982 realizza con loro l’album “Twin Barrels Burning“. Intanto gli Heep si sono riformati, e nel 1983 ritorna nel gruppo, nel quale ha militato fino a pochi mesi prima della sua scomparsa, avvenuta nel maggio 2013 all’età di 62 anni a seguito di un tumore al pancreas.

Nick Menza ci lasciava

(Monaco di Baviera, 23 luglio 1964 – Los Angeles, 21 maggio 2016)

Oggi ricordiamo la morte di Nick Menza, batterista statunitense heavy metal. Figlio d’arte, (il padre Don Menza è un famoso jazzista), comincia a suonare la batteria a soli cinque anni e cresce ascoltando i dischi di musica jazz e blues del padre. Il suo livello musicale cresce molto in fretta e già all’età di tredici anni si esibisce in concerti di buon livello e conosce alcuni noti batteristi amici del padre, tra cui Buddy Rich, Louie Bellson, Steve Gadd e Jack DeJohnette.
Col passare degli anni Nick si appassiona alla musica hard rock e heavy metal, ascoltando batteristi come Ian Paice e Nicko McBrain, ma mantiene sempre la passione per il jazz e il blues.
All’età di diciotto anni forma la sua prima band, i Rhoads. Il sodalizio dura molto poco però e il gruppo si scioglie.
Nel 1989 entra alla corte dei Megadeth, diventando il tecnico della batteria di Chuck Behler. Quest’ultimo se ne andò e Dave Mustaine affidò il ruolo di batterista a Menza.
Nel 1990 viene dato alle stampe “Rust in Peace“, uno degli album più apprezzati dei Megadeth e uno dei pilastri del thrash metal, in cui Menza sfoggia un “drumming” molto tecnico e preciso.
Dopo “Rust in Peace“, i Megadeth daranno vita ad album come “Countdown to Extinction” e “Youthanasia“, dischi che si discostano in parte dal sound dei primi lavori, ma che vengono accolti in maniera generalmente positiva dai fan e dalla critica, (eccezion fatta per i fan della prima ora più oltranzisti). Le vendite comunque furono eccellenti e Menza è autore di performance degne di nota: l’introduzione di “Skin O’ My Teeth“, i controtempi di “Ashes In Your Mouth“, (contenute in “Countdown to Extinction“), il groove molto funky di “Train Of Consequencies” e via dicendo.
La collaborazione di Menza con i Megadeth termina alla fine del 1997, dopo la pubblicazione di “Cryptic Writings“, a causa di un tumore che il musicista riesce a sconfiggere. Verrà sostituito da Jimmy DeGrasso, ex batterista di Alice Cooper e Suicidal Tendencies.
Nel 1999 collabora col gruppo Stoner metal dei Fireball Ministry, suonando le parti di batteria in alcuni brani, e incide un album solista intitolato “Life After Deth“, fino ad ora disponibile esclusivamente sul sito ufficiale dell’artista.
Dopo molti anni di assenza, causati delle terapie a cui viene sottoposto per combattere la malattia, Menza ha ripreso l’attività ed ha inciso nel 2006 un disco assieme al gruppo greco thrash metal Memorain e fonda la band Orphaned To Hatred. Nick ha dichiarato che il genere del gruppo è la continuazione del sound dei Pantera, band che l’artista ha sempre seguito e ammirato. Il 22 maggio 2016 è stato dato l’annuncio della sua morte avvenuta nella notte precedente a causa di un’insufficienza cardiaca durante un concerto della sua band a Los Angeles.

Ci lasciava Glenn Snoddy

(Shelbyville, Tennessee, USA, 4 maggio 1922 – Murfreesboro, Tennessee, USA, 21 maggio 2018)

Si ricorda la morte di Glenn Snoddy che inizia la sua carriera come ingegnere per le radio e divenne famoso per l’invenzione del pedale fuzz nel 1960, diventato poi un effetto con utilizzo massivo nella musica rock ed in particolare nel garage rock. Tantissimi i grandi nomi che lavorarono con lui, tra cui Johnny Cash, Marty Robbins e Hank Williams. Proprio lavorando con quest’ultimo Snoddy scoprì per caso il curioso effetto che si impegnò poi a replicare.  Glenn Snoddy il 21 maggio è venuto a mancare, alla veneranda età di 96 anni.

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