Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 23 maggio

3 Ricorrenze per il 23 maggio

Nasceva Robert Moog

(New York, 23 maggio 1934 – Asheville, 21 agosto 2005)

Oggi si ricorda il compleanno di Robert Albert Moog, ingegnere, inventore e imprenditore statunitense, fondatore dell’omonima azienda produttrice di sintetizzatori elettronici a tastiera, strumento del quale fu tra i pionieri. Nato a New York in una famiglia di origine tedesca (da cui la pronuncia /ˈmoʊɡ/ del suo cognome), si laureò in ingegneria elettronica alla Columbia University.
Fu l’inventore di uno dei primi sintetizzatori musicali a tastiera nel 1963, utilizzando le sonorità del Theremin. Esattamente dieci anni prima aveva visto in funzione un sequencer elettromeccanico, il Wall of Sound, costruito da Raymond Scott, probabilmente il primo compositore-inventore di strumenti e musica elettronica (suono e ritmo entrambi artificiali). I contatti con Scott, di ventisei anni più anziano, furono professionalmente importanti per Moog, come lui stesso riporta nelle sue memorie, citate sul sito ufficiale di Scott. A partire dalla fine degli anni sessanta i sintetizzatori di Moog divennero i più apprezzati e il nome stesso Moog si tramutò in sinonimo di sintetizzatore. Proprio nel momento in cui il modello Minimoog stava per ottenere successo internazionale, Moog dovette vendere la proprietà dell’azienda omonima per la produzione di strumenti musicali da lui fondata, rimanendone comunque il direttore.
Questo strumento permise l’uso di sonorità nuove, tracciando un’innovazione nella storia della musica rock. Importanti furono contributi di musicisti come Herbert Deutsch e Walter Carlos, (oggi Wendy Carlos), che lo aiutarono nella progettazione. Fu proprio di Walter Carlos il primo successo discografico, (basato sulle notazioni classiche di Bach), suonato interamente con il Moog.
Molti gruppi usarono il Moog e il Minimoog, tra i primi The Beatles, The Moody Blues e i Tangerine Dream. Tra gli utilizzatori che hanno reso più famoso questo sintetizzatore vi sono (specialmente) Keith Emerson e anche Rick Wakeman, oltre ad innumerevoli altri.
Nel mondo del jazz, Sun Ra fu il primo ad usare il minimoog ricevuto dallo stesso Moog nel 1969. Si trattava di un prototipo del Model B, versione seminale del futuro modello commerciale.
Moog muore 21 agosto 2005 a causa di un tumore al cervello.

Esce “Tommy

23 maggio 1969: “Tommy“, in alcune edizioni pubblicato con il titolo “Tommy (1914-1984)“, è il quarto album discografico degli Who. Pubblicato originariamente su doppio vinile, raggiunse il secondo posto della classifica inglese e il quarto in quella statunitense. È la prima opera rock della storia elaborata come tale, anche se è stata preceduta da due “prototipi”, (The Story of Simon Simopath del gruppo britannico Nirvana e S.F. Sorrow dei Pretty Things), e, insieme a “Quadrophenia“, una delle due rock opera del gruppo. Dall’album è stato successivamente tratto il film “Tommy” diretto da Ken Russell.
Storia:
[blockquote]So che non mi crederà nessuno, ma io sto davvero pensando di scrivere un’opera rock che abbia per protagonista un giocatore di flipper sordo, muto e cieco. Non sto scherzando, anche se per ora è solo un’idea che ho in testa. Non c’è niente di definito.

(dichiarazione di Pete Townshend, rilasciata il 14 settembre 1968 alla rivista Rolling Stone)[/blockquote]
È un’opera rock basata sulla storia di un ragazzo nato alla fine della prima guerra mondiale, (nella versione cinematografica, invece, la trama si svolge alla fine della seconda guerra mondiale), che diviene sordo, cieco e muto. L’episodio che determina questa situazione è l’omicidio dell’amante della madre di Tommy da parte del padre, aviatore britannico al ritorno dal fronte, (nella versione cinematografica è il padre naturale ad essere ucciso dall’amante). I genitori di Tommy, che assiste alla scena dietro allo specchio, dicono al bambino di non dire, vedere e sentire nulla, (infatti See Me, Feel Me, Touch Me, Heal Me sarà il leitmotiv del disco). Il traumatizzato Tommy diventa così muto, cieco e sordo. A peggiorare la situazione subentrano nella sua vita le violenze sessuali da parte dello zio e gli atti di bullismo del cugino, personaggi, che crudamente e bestialmente, approfittano dello stato del bambino che non può né urlare né lamentarsi. Ogni cura ed ogni tentativo di riportarlo alla normalità sono vani fino a quando Tommy si scopre “mago del flipper” e come tale ottiene notorietà e ricchezza. È oltrepassando lo specchio che Tommy torna alla vita e inizia un percorso che lo porta a divenire una sorta di “messia” in grado di liberare e curare gli altri facendogli seguire il suo percorso. Un dottore ritiene che l’unico modo per comunicare con Tommy sia attraverso uno specchio, la madre non vuole credergli e distrugge lo specchio di casa. Paradossalmente questo evento rende Tommy libero e gli fa riacquistare tutti i sensi, facendolo tornare un bambino normale. La distruzione del “santuario” riporta Tommy alla propria dimensione umana. Pete Townshend trasse ispirazione per l’album dagli insegnamenti del guru Meher Baba e da elementi autobiografici connessi alla sua infanzia. Un anno prima della pubblicazione di “Tommy“, Townshend spiegò la genesi di molte delle idee poi confluite nell’opera in una famosa intervista data alla rivista Rolling Stone:
[blockquote]Il progetto che spero andrà in porto si chiamerà Deaf, Dumb and Blind Boy. Si tratta della storia di un ragazzino nato sordo, cieco e muto, e di cosa gli capita nel corso della sua vita. Il ragazzo cieco, sordo e muto, è interpretato dagli Who, l’entità musicale. Egli viene rappresentato musicalmente, rappresentato da un tema che suoniamo noi, che apre e chiude l’opera stessa, e poi c’è una canzone specifica che descrive il suo essere sordomuto e cieco. Ma la cosa principale è che, essendo menomato in quel modo, il ragazzo percepisce le cose sotto forma di vibrazioni che trasforma in musica. Questo è quello che vogliamo creare davvero: creare quel tipo di feeling che ti fa ascoltare la musica e figurarti in mente il ragazzo, e tutto ciò che rappresenta, perché noi lo stiamo creando mentre suoniamo.

(Pete Townshend)[/blockquote]

Interrogato circa la sua opinione su “Tommy“, John Entwistle rispose:

[blockquote]Penso che sia solo un’associazione di idee, veramente. Ci vollero otto mesi in tutto per crearlo, sei mesi di registrazioni e due mesi per il missaggio. Dovemmo rifare la maggior parte delle tracce, perché la lavorazione fu così lunga che dovemmo rimettere mano ai brani per renderli attuali, cosa che ci fece diventare matti, ci mandò fuori di testa e quindi iniziai ad odiare “Tommy“. Infatti ho ascoltato il disco solo due volte in tutto. Non penso che “Tommy“, su disco, parli di tutto quello che volevamo – riuscì meglio sul palco durante i concerti. Il messaggio è più forte sul palco che non su disco. »

(John Entwistle)[/blockquote]

Musicalmente, “Tommy” è un complesso set di arrangiamenti pop rock, generalmente basati sulla chitarra acustica di Townshend e costruiti con l’aggiunta di sovraincisioni effettuate da tutti e quattro i membri del gruppo usando molti strumenti, inclusi basso, chitarra elettrica ed acustica, pianoforte, organo, batteria, gong, timpani, tromba, corno francese, armonie vocali, e occasionali raddoppi della voce solista.
La copertina dell’album è stata creata dall’artista Michael McInnerney. Una sfera di colore azzurro, nuvole e colombe che contornano le aperture quadrate, la rendono simile ad una gabbia nella quale sono racchiusi i ritratti, (in bianco e nero ed altamente contrastati), dei componenti del gruppo. Sul retro le colombe in stormo vanno a riempire il fondo nero squarciato da un pugno.
L’opera esprime – con tratti quasi onirici – il senso di oppressione e la conseguente possibile liberazione di un adolescente come Tommy, isolato sia a livello sensoriale che sociale dal mondo che lo circonda proponendogli solo ipocrisie, violenze ed ingiustizie. Le tracce “Pinball Wizard“, “Go to the Mirror!“, “I’m Free“, “Christmas“, e “See Me, Feel Me” furono tutte pubblicate su singolo. “Pinball Wizard” raggiunse la top 20 negli Stati Uniti e la top 5 in Gran Bretagna. “See Me, Feel Me” entrò nella top 20 in USA e “I’m Free” raggiunse la top 40.

Tracce

Lato 1
1 Overture – 5.22
2 It’s A Boy – 0.39
3 1921 (Nel film 1951) – 2.50
4 Amazing Journey – 3.35
5 Sparks – 3.47
6 Eyesight to the Blind (The Hawker) – 2.13
Lato 2
1 Christmas – 4.34
2 Cousin Kevin – 4.07
3 The Acid Queen – 3.35
4 Underture – 9.59
Lato 3
1 Do You Think It’s Alright? – 0.24
2 Fiddle About – 1.30
3 Pinball Wizard – 3.02
4 There’s A Doctor – 0.24
5 Go to the Mirror! – 3.49
6 Tommy Can You Hear Me? – 1.36
7 Smash the Mirror – 1.35
8 Sensation – 2.28
Lato 4
1 Miracle Cure – 0.12
2 Sally Simpson – 4.12
3 I’m Free – 2.40
4 Welcome – 4.34
5 Tommy’s Holiday Camp – 0.58
6 We’re Not Gonna Take It – 7.09

Formazione

The Who
Roger Daltrey – voce, armonica a bocca
Pete Townshend – chitarra, tastiere, voce
John Entwistle – basso, corno, voce
Keith Moon – batteria, percussioni, voce

Esce Dynasty

23 maggio 1979: “Dynasty” è il settimo album in studio del gruppo statunitense Kiss, pubblicato dall’etichetta discografica Casablanca Records. Il parziale insuccesso degli album solisti pubblicati in contemporanea e delle operazioni ad essi correlate, (tra cui il film “Kiss Meets the Phantom of the Park“), spinse i Kiss a tornare immediatamente in studio per registrare del nuovo materiale inedito: dopo un tentativo fallito di contattare Giorgio Moroder, si decise di affidare la produzione del disco, (annunciato con la locuzione The Return of Kiss), a Vini Poncia, già occupatosi dell’album solista di Peter Criss. Il produttore, scelto per snellire le tensioni all’interno del gruppo derivanti dal pessimo stato di salute del batterista, (appena reduce da un incidente stradale e dipendente da alcool e droghe), indusse il gruppo a sostituire Criss con il turnista Anton Fig, (già collaboratore di Ace Frehley nel suo album solista), che suonerà in tutti i brani ad eccezione di “Dirty Livin’“. Il disco, che vede una presenza maggiore di Ace Frehley come voce solista, (canta in tre tracce tra cui “2,000 Man“, cover dei Rolling Stones), presenta delle sonorità molto vicine a quelle della musica disco, in particolare nel brano “I Was Made for Lovin’ You“, scelto come singolo di lancio, (verrà pubblicato tre giorni prima dell’effettiva uscita del disco). Ciò comportò un successo di vendite che andò ben oltre le aspettative, (negli Stati Uniti arrivò sino al nono posto della Billboard 200 e fu certificato con il disco d’oro a neanche due settimane dal lancio ottenendo quello di platino dopo tre mesi), e che valse al gruppo la fama mondiale, (l’album entrò nelle prime posizioni delle classifiche in diversi Paesi europei e in Oceania).

Tracce

Lato A
1 I Was Made for Lovin’ You – 4:30
2 2,000 Man – 4:54 (Rolling Stones Cover)
3 Sure Know Something – 4:00
4 Dirty Livin’ – 4:19
Lato B
1 Charisma – 4:25
2 Magic Touch – 4:41
3 Hard Times – 3:30
4 X-Ray Eyes – 3:46
5 Save Your Love – 4:41

Formazione

Gene Simmons – basso; voce
Paul Stanley – chitarra ritmica; chitarra solista in Sure Know Something; basso in Magic Touch; voce
Ace Frehley – chitarra solista; basso e voce in 2,000 Man, Hard Times and Save Your Love
Peter Criss – batteria e voce

Anton Fig – batteria in tutte le tracce, eccetto Dirty Livin’
Vini Poncia – voce addizionale in I Was Made for Lovin’ You e Sure Know Something; tastiere in I Was Made for Lovin’ You e X-Ray Eyes.

Potrebbe Interessarti Anche

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.