Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 24 aprile

5 Ricorrenze per il 24 aprile

Nasce Jack Blades

(Palm Desert, California, Stati Uniti 24 aprile 1954)

Oggi è il compleanno di Jack Martin Blades, bassista/cantante statunitense, noto per aver suonato nei Rubicon, nei Night Ranger e nei Damn Yankees, (di cui è tra i membri fondatori). Jack ha realizzato due CD da solista e ha scritto canzoni per Aerosmith, Cher, Ozzy Osbourne, Alice Cooper, Roger Daltrey e molti altri artisti. Ha anche prodotto o co-prodotto CD per Night Ranger, Shaw / Lame e per numerosi altri artisti tra cui Great White, Ted Nugent e Samantha 7. Compare anche sull’album dei Mötley Crüe, “Dr. Feelgood“, uscito nel 1989. Nel 1990 ha scritto quattro canzoni degli Aerosmith con Steven Tyler, Joe Perry, e Tommy Shaw: “Shut Up And Dance” (1993), “Non Stop Messin ‘” (1993), “Walk on Water” (1994), “What kind of Love You Are On” (1998). Nel 1998 è stato chiamato da Ringo Starr per registrare l’album “Ringo Starr VH1 Storytellers” con Joe Walsh e Simon Kirke. Nel 2006, a Las Vegas, interpreta il ruolo di un proprietario di un club “80 Sunset Strip” in una rivisitazione del musical di Broadway “Rock Of Ages”.

Nasce Joey Vera

(Los Angeles, California, Stati Uniti 24 aprile 1963)

Oggi festeggia il compleanno Joey Vera, bassista americano conosciuto come membro degli Armored Saint e della progressive metal band, Fates Warning. Dal 2004 al 2005 ha sostituito Frank Bello negli Anthrax, ma non ha registrato nessun album con loro. E ‘stato anche membro degli Engine, registrando “Tribe After Tribe“, e appare sull’album degli OSI dal titolo “Free“. Il suo primo album da solista, “A Thousand Faces“, è stato rilasciato nel 1994. Un altro suo progetto chiamato A Chinese Firedrill, ha pubblicato un album intitolato “Circles” nel 2007.

Esce “Diamond Dogs

24 aprile 1974: “Diamond Dogs” è un concept album di David Bowie, pubblicato dalla RCA. Il tema del concept album era la fusione tra il racconto 1984 di George Orwell, Ragazzi selvaggi di William S. Burroughs e la visione glam di un mondo post apocalittico nel tipico stile del cantante. Bowie voleva organizzare una produzione teatrale basata sul libro di Orwell e cominciò a comporne le musiche dopo aver completato le sessioni di registrazione per il suo album “Pin-Ups” del 1973, ma i possessori dei diritti dell’opera letteraria gli negarono i diritti. Le canzoni finirono nella seconda metà dell’album “Diamond Dogs” nonostante siano stati mantenuti i riferimenti a 1984 come risulta evidente dai titoli. Sebbene l’album fosse stato registrato e pubblicato ben dopo “Ziggy Stardust” a metà del 1973, e sebbene il personaggio principale fosse originale, Halloween Jack, “uno tipo strafigo (cool cat) che vive nella decadente Hunger City”, molti commentatori considerano lo spirito di Ziggy come ancora molto presente in “Diamond Dogs“, notando in particolare il taglio di capelli di Bowie sulla copertina e il taglio glam-trash del primo singolo “Rebel Rebel“. È stata identificata in alcune canzoni, come successe per l’album “Aladdin Sane“, l’influenza dei Rolling Stones, soprattutto nella titletrack. Tuttavia sembra che Bowie avesse evoluto il suo stile rispetto ai suoi primi lavori con una vena epica nella ballata “Sweet Thing / Candidate / Sweet Thing (reprise)”, mentre “Rock ‘n’ Roll With Me” e il tema ispirato a Shaft in 1984 si dimostrarono una anticipazione del futuro periodo plastic soul del cantante. L’album originale si concludeva con un verso, “Bruh-bruh!”, una storpiatura di Big Brother, ripetuto insistentemente. “Diamond Dogs” fu il primo album dal 1969 a non comprendere nessuno degli Spiders from Mars, la band che accompagnava Bowie resa famosa in The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars. Invece il ruolo di bassista fu affidato a Herbie Flowers, mentre le percussioni vennero divise tra Aynsley Dunbar e Tony Newman. Con una mossa che sorprese molti critici, Bowie attribuì a sé stesso il ruolo di primo chitarrista che era di Mick Ronson, tranne che in “1984“. L’album fu una pietra miliare nella carriera di Bowie, perché lo spinse alla riunione con Tony Visconti, che avrebbe coprodotto quasi tutti i suoi lavori per il resto della decade. Benché l’album abbia conquistato la prima posizione nel Regno Unito e la quinta negli Stati Uniti, è stato criticato per i suoni duri e il tema pretenzioso. Tuttavia allo stile brusco di Bowie con la chitarra e alle visioni di caos urbano, bambini disperati e amori nichilistici, furono anche attribuite importanti influenze che condizionarono la rivoluzione punk dei seguenti anni. L’immagine di copertina mostra un inquietante Bowie mezzo-cane dipinto da Guy Peellaert. È stata molto contestata perché nella versione completa mostrava chiaramente i genitali ibridi della creatura. Il dipinto fu corretto ad aerografo per la copertina dell’album, mentre una seconda copertina mostrante il cantante in sombrero che regge un cane rabbioso fu scartata: entrambe però furono incluse nelle riedizioni targate Rykodisc/EMI. Bowie suonò molte delle canzoni dell’album nel suo tour statunitense del 1974 US (David Live) e alcune nel seguente tour Station To Station del 1976, ma solo “Rebel Rebel” è stata mantenuta nei seguenti concerti.

Tracce

1 Future Legend – 1:05
2 Diamond Dogs – 5:56
3 Sweet Thing – 3:39
4 Candidate – 2:40
5 Sweet Thing (reprise) – 2:31
6 Rebel Rebel – 4:30
7 Rock ‘n’ Roll with Me – 4:00
8 We are the Dead – 4:58
9 1984 – 3:27
10 Big Brother – 3:21
11 Chant of the Ever Circling Skeletal Family – 2:00

Musicisti

David Bowie – voce, chitarra, sassofono, sintetizzatore, mellotron
Mike Garson – pianoforte
Alan Parker – chitarra in 1984
Herbie Flowers – basso
Tony Newman – percussioni
Aynsley Dunbar – percussioni
Tony Visconti: strumenti a corda

Esce “Quiet Riot II

24 aprile 1978: “Quiet Riot II” è il secondo album in studio dei Quiet Riot per l’Etichetta discografica CBS e Sony Music. Come il primo omonimo album non venne pubblicato negli U.S.A., la loro nazione d’origine, ma solo in Giappone, a causa di vincoli contrattuali. E’ l’ultimo album con Randy Rhoads alla chitarra, che entrerà nella formazione di sua maestà Ozzy Osbourne, e sarà sostituito da Carlos Cavazo; e il primo con Rudy Sarzo al basso che sostituisce Kelly Garni. Il brano “Slick Black Cadillac” verrà ri-registrato per il più fortunato e storico album successivo, “Metal Health“.

Tracce

1 Slick Black Cadillac (DuBrow) – 5:10
2 You Drive Me Crazy (DuBrow, Rhoads) – 4:17
3 Afterglow (Of Your Love) (Marriott, Lane) – 3:37 (The Small Faces Cover)
4 Eye For an Eye (DuBrow, Rhoads, Sobol) – 4:02
5 Trouble (DuBrow, Rhoads) – 5:10
6 Killer Girls (DuBrow, Rhoads, Sobol) – 4:50
7 Face to Face (DuBrow, Rhoads) – 4:38
8 Inside You (DuBrow) – 4:49
9 We’ve Got the Magic (Rhoads) – 4:40

Formazione

Kevin DuBrow – Voce
Randy Rhoads – Chitarra
Rudy Sarzo – Basso
Drew Forsyth – Batteria

Esce “Headless Cross

24 aprile 1989: “Headless Cross” è il quattordicesimo disco in studio dei Black Sabbath, pubblicato per l’etichetta discografica I.R.S. Records. La formazione del gruppo che ha inciso l’album comprende il bassista Laurence Cottle e il batterista Cozy Powell. A livello musicale l’album è simile ai precedenti, ma i testi hanno suscitato alcune perplessità da parte dei media per alcune citazioni a Satana e all’occultismo, (soprattutto nei brani “Black Moon” e “When Death Calls“, che si rifanno a pezzi come “N.I.B.” e “Black Sabbath“). Nonostante le polemiche l’album riscuoterà un buon successo, maggiore a quello dei due album precedenti. “Headless Cross” inizia con una atmosferica intro di tastiere, (intitolata “The Gates of Hell“), seguito dalla title-track, che parla di una piccola cittadina vicino Birmingham, chiamata appunto “Headless Cross“, in cui ci fu una pestilenza che decimò la popolazione molti secoli fa. La successiva “Devil and Daughter” è dedicata a Don e Sharon Arden, ovvero suocero e moglie di Ozzy Osbourne, persone di cui Tony Iommi, a quanto pare, sembra non avere stima. “When Death Calls” presenta, come ospite, Brian May dei Queen, un grande amico di Iommi, che esegue l’assolo del brano. La canzone “Call of the Wild” originariamente doveva chiamarsi “Hero“, ma poi fu deciso di cambiare titolo perché l’anno precedente nell’album “No Rest for the Wicked” di Ozzy Osbourne vi era una canzone con lo stesso titolo. Esiste un’altra versione del disco che contiene un’altra traccia, intitolata “Cloak & Dagger“.

Tracce

1 The Gates of Hell – 1:06
2 Headless Cross – 6:28
3 Devil & Daughter – 4:43
4 When Death Calls – 6:54
5 Kill in the Spirit World – 5:10
6 Call of the Wild – 5:18
7 Black Moon – 4:05
8 Nightwing – 6:37

Formazione

Tony Martin – voce
Tony Iommi – chitarra
Geoff Nicholls – tastiere
Laurence Cottle – basso
Cozy Powell – batteria

Collaboratori

Brian May – chitarra solista in When the Death Calls

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