Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’ almanacco di Rock by Wild – 24 giugno

4 Ricorrenze per il 24 giugno

Nasce Jeff Beck

(Sutton, 24 giugno 1944)

Oggi è il compleanno di Geoffrey Arnold “Jeff” Beck, chitarrista rock inglese, uno dei più influenti degli anni sessanta e settanta, nonché fra i più importanti per l’evoluzione della chitarra moderna, contribuendo alla definizione di questo strumento in un vasto spettro di generi, che include blues rock, heavy metal, fusion e hard rock.
La rivista Rolling Stone lo ha inserito al quinto posto dei chitarristi più bravi di tutti i tempi.
Nato a Wallington, Beck da piccolo cantava nelle chiese e a dieci anni ebbe le sue prime esperienze strumentali suonando una vecchia chitarra acustica. Iniziò la propria carriera nei primi anni sessanta come turnista. La sua prima registrazione come chitarrista risale al 1964 per l’etichetta Parlophone che, nello stesso anno, pubblicò il singolo del gruppo The Fitz and Startz intitolato “I’m Not Running Away“, che vedeva “So Sweet” sul lato B. Nel 1965 fu reclutato dagli Yardbirds, che avevano appena perso Eric Clapton, trasferitosi nei John Mayall’s Bluesbreakers. Fu con Beck che gli Yardbirds divennero un gruppo famoso sulla scena del rock britannico della fine degli anni sessanta. Beck, in particolare, si dimostrò un abile show man e nella formazione, assieme a Jimmy Page, appare anche nel film cardine della Swinging London: Blow-Up del 1966, in cui gli Yardbirds girarono alcune sequenze nelle quali Beck sfascia una chitarra, (ad imitazione di Pete Townshend degli Who, scelti in un primo tempo per la pellicola di Antonioni). Con il gruppo riuscì a incidere un unico album, “Roger the Engineer” (1966); dopo 18 mesi, adducendo motivi di salute, abbandonò.
L’anno successivo fondò una nuova band, chiamata Jeff Beck Group; includeva Rod Stewart alla voce, Ron Wood al basso, Nicky Hopkins al pianoforte e Mick Waller alla batteria. Il gruppo incise due album: “Truth” (1968) e “Beck-Ola” (1969). Entrambi questi lavori furono molto ben accolti dalla critica e sono oggi considerati antesignani dell’heavy metal, (tra l’altro precedettero di poco gli album dei Led Zeppelin).
Alla fine del 1969, attriti all’interno del gruppo portarono Stewart e Wood ad abbandonare. Beck creò una seconda incarnazione della band, con Clive Chapman al basso, Max Middleton alle tastiere, Cozy Powell alla batteria e Bob Tench alla voce. Questo gruppo prese una direzione artistica decisamente diversa dal precedente, unendo elementi pop, rock, rhythm’n’blues e jazz, anticipando la fusion. Pubblicarono due album: “Rough and Ready” (1971) e “The Jeff Beck Group” (1972). Anche questa seconda incarnazione del Jeff Beck Group si sciolse dopo poco tempo.
Nel 1972, Beck diede vita ad un’altra formazione, il power trio Beck, Bogert & Appice, con Carmine Appice alla batteria e Tim Bogert al basso, (sezione ritmica dei Vanilla Fudge); questa formazione incise soltanto un singolo di successo, una cover di “Superstition” di Stevie Wonder. Nel 1975, Beck incise un album solista strumentale decisamente fusion, “Blow by Blow“, che ebbe un successo inaspettato di pubblico e di critica. Questo lavoro fu seguito da una collaborazione di Beck con Jan Hammer per l’album “Wired” (1976), un altro album molto apprezzato dalla critica.
In seguito incise, in modo sporadico, dedicandosi a propri lavori solisti o discontinue collaborazioni. Fra i lavori solisti si devono citare “There & Back” (1980, con Simon Phillips e Jan Hammer), “Flash” (1985, con Rod Stewart e Jan Hammer), “Jeff Beck’s Guitar Shop” (1989, con Terry Bozzio), “Crazy Legs” (1993), “Who Else!” (1999) e “You Had It Coming” (2001), “Jeff” (2003).
Fra le collaborazioni si possono citare quelle con Jon Bon Jovi, Les Paul, Cyndi Lauper, Roger Waters, Brian May, ZZ Top, Carlos Santana e con molti altri artisti di fama mondiale. Jeff Beck è solito suonare chitarre Fender, anche se nel corso della sua carriera ha utilizzato in pubblico chitarre di altre marche, tra cui la celebre Gibson Les Paul e le Charvel/Jackson, con un modello sviluppato con lo stesso Grover Jackson. Famosa è la sua Fender Esquire del 1954, di cui la Fender ha realizzato una replica in versione limitata a soli 100 esemplari. Attualmente Beck suona una Stratocaster realizzata da Fender su sue specifiche, le cui caratteristiche peculiari sono: il “roller nut”, un particolare capotasto dotato di sfere che agevolano lo scivolamento delle corde, e le meccaniche autobloccanti della Schaller, la cui combinazione permette di mantenere accurata l’accordatura anche a seguito di un uso drastico della leva del vibrato, (tecnica in cui Jeff è tuttora considerato un maestro); il ponte a due viti, che permette una migliore escursione della leva; un manico (acero/palissandro) realizzato con un profilo esclusivo e, soprattutto, i pick-up Fender Hot Noiseless realizzati su sue specifiche, dotati di una pasta sonora più calda rispetto ai Noiseless che Fender usava sui suoi modelli deluxe prima del 2010, (nel corso della sua carriera Beck ha sviluppato diversi pick-up per chitarra elettrica, alcuni dei quali godono tuttora di grande popolarità fra i chitarristi rock, come ad esempio il “JB” realizzato per Seymour Duncan).
Fender produce e vende repliche di questa chitarra sia in edizione standard, sia in edizione “Custom Shop”. Parlando delle sue chitarre, Jeff Beck ha dichiarato (1993) di possederne 44, delle quali solo una minima parte sarebbero strumenti buoni, aggiungendo che il più delle volte sceglie la Stratocaster, che considera uno strumento molto versatile. Jeff utilizza amplificatori prevalentemente di marca Marshall o Fender, e suona prevalentemente con le dita, ovvero senza l’utilizzo del plettro.

Esce “Innocence Is No Excuse

24 giugno 1985: Innocence Is No Excuse è il settimo album dei Saxon, uscito  per l’etichetta discografica Carrere Records.
Il disco segna una commercializzazione ancor più smaccata del suono del gruppo e l’abbandono quasi definitivo di sonorità aspre, in favore di arrangiamenti meno complessi e cori dalla presa facile tipici del hair metal, segno di una svolta sonora verso il pubblico americano. Nonostante ciò, il disco ed il tour ebbero più successo di “Crusadere” e relativa tournée. L’album segna inoltre l’addio di Steve Dawson, costretto a lasciare dopo il tour per volere della moglie.

Tracce

Rockin’ Again (Byford/Oliver/Dawson) – 5:12
Call of the Wild (Saxon) – 4:03
Back on the Streets (Saxon) – 3:59
Devil Rides Out (Byford/Dawson) – 4:23
Rock N’ Roll Gypsy (Byford/Dawson) – 4:13
Broken Heroes (Byford/Dawson) – 5:27
Gonna Shout (Saxon) – 3:58
Everybody Up (Byford/Dawson) – 3:28
Raise Some Hell (Byford/Dawson) – 3:40
Give It Everything You’ve Got (Saxon) – 3:27

Formazione

Biff Byford – voce
Steve Dawson – basso
Graham Oliver – chitarra
Paul Quinn – chitarra
Nigel Glockler – batteria

Yako De Bonis ci lasciava

(morte 24 giugno 1988)

Oggi si ricorda la morte di Yako De Bonis, cantante degli Steel Crown, famosi per essere stati uno dei primi gruppi del panorama metal italiano.
Nel 1977 a scuola, Yako incontra i due sedicenni, il bassista Giuseppe Mechi detto Pino McKenna e il batterista Flavio “Fuscji” Ritani e il chitarrista Diego “Greg” Gregoretti, e con loro forma un gruppo che decidono di chiamare Corona D’Acciaio. Il gruppo iniziò a farsi notare durante alcuni concerti nelle zone di Trieste, infatti proponevano come genere un heavy metal/hard rock cantato in italiano. Poco dopo il nome fu cambiato in Steel Crown. Nel 1980 Greg decise di lasciare il gruppo e al suo posto entrò il chitarrista Frank Lewis. L’anno seguente anche Flavio abbandonò la band. Al suo posto fu ingaggiato l’italo-australiano Peter Cosmini, già membro dei Devil’s Claws e amico d’infanzia di Yako, che tuttavia se ne andò poco dopo, venendo sostituito definitivamente da Silvano Bassi dei Foxy Lady, detto Silver Kid.
Nel 1982 la band registrò la sua prima demo, “Metal T’s“, e la popolarità del gruppo fu incrementata. Nel 1984 uscì un primo album “Live in Phantom City“, che raccoglieva la prima demo con alcune tracce live. Nel 1986 furono messi sotto contratto dalla Discomagic e registrarono l’album “Sunset Warriors“. La popolarità della band aumentò a tal punto che il gruppo aprì alcuni concerti ai Mercyful Fate durante le loro date italiane. Nel 1987 Silver Kid fu allontanato dal gruppo a causa della sua dipendenza dall’alcool, e fu sostituito da Peter Cosmini. Nel 1988 il gruppo registrò l’EP “Night Walk” ma, poco dopo le registrazioni, il cantante Yako De Bonis rimase ucciso in un incidente stradale, la mattina del 24 giugno 1988, mentre stava andando al lavoro. La band decise di rimanere unita per suonare durante i concerti che erano stati programmati, (in quelle occasioni Peter divenne anche il cantante del gruppo), ma l’anno successivo, avendo capito le varie difficoltà che erano sorte dopo la morte di Yako, decise di sciogliersi. Peter entrò a far parte degli SwordS e Pino divenne membro dei Notturna. Nel 2007 Pino decise di riformare il gruppo per alcuni concerti celebrativi, chiamando con sé Frank Lewis, Silver Kid e un nuovo cantante, Ranieri “Spider” Rovatti, ex membro dei Foxy Lady. Il gruppo iniziò a registrare un nuovo album, tuttavia nel 2008 Frank Lewis abbandonò la band. Al suo posto entrò Roberto De Micheli dei Sinestesia che continuò le registrazioni, ma a causa di alcune disorganizzazioni interne, gli Steel Crown si sciolsero definitivamente.

Esce “Strange and Beautiful

24 giugno 1991: “Strange and Beautiful” è il terzo album della band prog metal, Crimson Glory. È il primo album realizzato dopo l’abbandono da parte del chitarrista Ben Jackson e del batterista Dana Burnell. Questa è anche la prima produzione con la loro nuova etichetta, la Atlantic Records.
Dopo un periodo di riposo dal lungo tour, la band rientrò in studio e nel 1991 diede alle stampe “Strange and Beautiful“, disco controverso e discusso. I fan si dividono in due schiere: chi gradisce il nuovo stile “pesante” della band e chi invece preferiva le sonorità melodiche e progressive dei primi album. Subito dopo l’uscita dell’album e prima ancora dell’inizio del nuovo tour, il cantante Midnight lasciò il gruppo e si dedicò ad altri interessi, ritirandosi dal mondo della musica e non dando notizie di sé per quasi un decennio. Solo nel 2001 infatti sul suo sito “Midnight’s Attic” darà segni di vita e pubblicherà un suo EP acustico. L’abbandono di Midnight comportò vari screzi all’interno del gruppo, così fu deciso che il gruppo dovesse andare in pausa.

Tracce

1 Strange and Beautiful (Drenning, Midnight) – 6:17
2 Promise Land (Drenning, Lords, Rauer) – 5:22
3 Love and Dreams (Drenning, Lords, Midnight) – 5:29
4 The Chant (Fredericksen, McKinley) – 3:45
5 Dance on Fire (Drenning, Lords, Midnight) – 5:27
6 Song for Angels (Drenning, Rauer) – 5:19
7 In the Mood (Drenning, Lords, Midnight) – 5:55
8 Starchamber (Drenning, Lords, Midnight) – 7:28
9 Deep Inside Your Heart (Drenning, Lords, Midnight) – 5:14
10 Make You Love Me (Drenning, Lords, Midnight) – 4:05
11 Far Away (Midnight) – 4:44

Formazione

Midnight – Vocals
Jon Drenning – Chitarra
Jeff Lords – Basso
Ravi Jakhotia – Batteria

Ospiti

John Avarese – tastiere
Ric Sandler – Pianoforte
Daryl Burgee – Percussioni
Ron Kerber – Sassofono
Annette Hardeman, Charlene & Paula Holloway – Cori

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