Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 24 marzo

5 Ricorrenze per il 23 marzo

Nasce Steve Souza

(Dublin, California, Stati Uniti, 24 marzo 1964)

E’ il compleanno oggi del cantante Steve “Zetro” Souza, noto soprattutto per la sua carriera negli Exodus, con cui ha cantato dal 1986 al 1992, chiamato in sostituzione di Paul Baloff, cacciato per uso di droghe, e nel 2004, ancora in sostituzione di Baloff, scomparso nel 2002, per poi lasciare definitivamente il gruppo durante un tour in Sudafrica. Ha recentemente presentato il concerto di beneficenza Thrash Against Cancer svoltosi al The Pound di San Francisco, cantando con i Testament. La sua voce ricorda quella di Bon Scott, il precedente cantante degli AC/DC, lo si può notare dalle 2 cover del gruppo australiano registrate con gli Exodus: “Overdose” e “Dirty Deeds Done Dirt Cheap“. Attualmente gestisce un gruppo metal chiamato Oskorei ed ha formato un nuovo gruppo con Chuck Billy chiamato Dublin Death Patrol (D.D.P.). L’8 Giugno 2014, in seguito alla dipartita del cantante Rob Dukes, Gary Holt ha annunciato il ritorno di Steve Souza negli Exodus, con il quale hanno pubblicato l’undicesimo album “Blood In, Blood Out“.

Esce “Overkill

24 marzo 1979: “Overkill” è il secondo album dei Motörhead ed il primo registrato per l’etichetta Bronze Records. Raggiunse la posizione numero 24 nelle classifiche britanniche. L’album è ricco di canzoni che sarebbero in seguito diventati classici della band e dello stesso heavy metal. L’album comincia con l’omonima traccia “Overkill“, pietra miliare dei Motörhead, grazie anche all’uso estenuante della doppia cassa. Il disco prosegue con “Stay Clean“, canzone veloce, con un buon ritornello e dai riff coinvolgenti. A seguire “(I Won’t) Pay Your Price” e “I’ll Be Your Sister” forse i pezzi che, a detta di parte dei fan, risultano più deboli o meno riusciti. L’assolo di “Capricorn” è nato mentre “Fast” Eddie Clarke stava provando la sua chitarra. Inoltre, la canzone è dedicata da Lemmy al suo segno zodiacale. Poi altri due classici del trio britannico, “No Class” e “Damage Case“. Successivamente una canzone più punkeggiante come “Tear Ya Down” ed una più lenta e hard rock, ma allo stesso tempo molto coinvolgente, “Metropolis“. L’ultima traccia s’intitola “Limb from Limb” ed è un brano che si discosta dal sound generale dell’album e molto particolare anche per il raro fatto che il frontman suona un assolo di chitarra.

Tracce

1 Overkill – 5:12
2 Stay Clean – 2:40
3 (I Won’t) Pay Your Price – 2:56
4 I’ll Be Your Sister – 2:51
5 Capricorn – 4:06
6 No Class – 2:39
7Damage Case – 2:59
8 Tear Ya Down – 2:39
9 Metropolis – 3:34
10 Limb from Limb – 4:54

Formazione

Lemmy Kilmister – basso, voce, chitarra secondaria per la traccia 10
“Fast” Eddie Clarke – chitarra
Phil “Philty Animal” Taylor – batteria

Esce “5150

24 marzo 1986: “5150” è il settimo album dei Van Halen, uscito per l’Etichetta discografica Warner Bros. Il nome si riferisce al 5150 Studio, lo studio di registrazione di proprietà di Edward Van Halen, utilizzato per registrare numerosi album del gruppo. È il primo lavoro in cui compare Sammy Hagar, nuovo cantante della band dopo l’abbandono di David Lee Roth. La copertina dell’album è una raffigurazione retrofuturista di Atlante che regge sulle spalle una sfera con il nuovo logo dei Van Halen, ridisegnato per l’occasione. Atlante è interpretato dal culturista Rick Valente. Le registrazioni dell’album partirono nel novembre del 1985 e terminarono nel febbraio del 1986, giusto un mese prima della pubblicazione finale. L’album è noto per il numero di canzoni d’amore e ballad, in contrapposizione con lo stile dei precedenti lavori del gruppo e della mascolinità dell’era-Roth. Alcuni fan della vecchia ora cominciarono a rinominare la nuova formazione dei Van Halen con l’appellativo “Van Hagar”, in modo sia derisorio che affettuoso. Il soprannome divenne così diffuso che, come sottolinea Hagar nella sua autobiografia, la Warner Bros. chiese loro di considerare di rinominare la band con questo appellativo. Spunto per ulteriori critiche fu l’abbandono del produttore Ted Templeman, che, dopo aver prodotto ogni album precedente della band, preferì passare a collaborare al disco solista di David Lee Roth, “Eat ‘Em and Smile“. Templeman sarebbe tornato a collaborare con i Van Halen qualche anno dopo per l’album “For Unlawful Carnal Knowledge“. Il ruolo di produttore venne nel frattempo preso da Don Landee, che aveva lavorato come ingegnere del suono negli album precedenti. Tuttavia, in molti notarono come la produzione di questo album fosse notevolmente diversa dai precedenti lavori di Templeman. La chitarra di Eddie, che in precedenza veniva posizionata in alto nel mix e spesso inserita nel canale sinistro (per simulare un suono “live”), ora stava pari nel mix e il suo suono complessivo era cambiato. Ciò potrebbe essere stato opera di Eddie stesso, in quanto egli non era un fan del “live mix” creato da Templeman nel periodo con Roth. Questo è anche il primo album dei Van Halen in cui non compare alcun brano strumentale. A dispetto delle polemiche associate alla sostituzione di Roth, “5150” fu il primo album della band a raggiungere il numero uno nella classifica di vendite. Nonostante fossero stati tutti dischi di platino, infatti, i precedenti lavori del gruppo avevano sempre fallito la scalata alla vetta della classifica degli album.

Tracce

1 Good Enough – 4:00
2 Why Can’t This Be Love – 3:45
3 Get Up – 4:35
4 Dreams – 4:54
5 Summer Nights – 5:04
6 Best Of Both Worlds – 4:49
7 Love Walks In – 5:09
8 5150 – 5:44
9 Inside – 5:02

Formazione

Sammy Hagar – Voce
Edward Van Halen – Chitarra, tastiere e cori
Michael Anthony – Basso e cori
Alex Van Halen – batteria, percussioni e cori

Esce “Thundersteel

24 marzo 1988: “Thundersteel” è il sesto album discografico del gruppo heavy metal statunitense Riot, pubblicato dalla SST Records. Riconosciuto dalla stampa di settore come un classico del genere, nonché uno dei capisaldi del power metal di stampo americano, il disco segna il ritorno dei Riot dopo un periodo di inattività durato cinque anni, durante i quali il chitarrista Mark Reale allestì una formazione chiamata Narita, (che includeva tra i musicisti Don Van Stavern, proveniente dagli S.A. Slayer), che realizzò alcuni brani in seguito riutilizzati per l’album (tra cui “Thundersteel” e “Bloodstreets“, quest’ultima caratterizzata da un videoclip in cui si alternano immagini del gruppo a colori e in bianco e nero).

Tracce

1 Thundersteel – 3:49
2 Fight or Fall – 4:25
3 Sign of the Crimson Storm – 4:40
4 Flight of the Warrior – 4:17
5 On Wings of Eagles – 5:41
6 Johnny’s Back – 5:32
7 Bloodstreets – 4:39
8 Run for Your Life – 4:08
9 Buried Alive – 08:55

Formazione

Tony Moore – Voce
Mark Reale – Chitarra
Don Van Stavern – Basso
Bobby Jarzombek – Batteria

Scott Clendenin ci lasciava

(Titusville, Florida, USA, 17 gennaio 1968 – 24 marzo 2015)

Oggi si ricorda la morte di Scott Clendenin, bassista statunitense del gruppo death metal dei Death dal 1996 fino al loro scioglimento nel 1999.
Dal 1997 al 1999 ha fatto parte anche dei Control Denied, ma li ha lasciati ancora prima della registrazione dell’album “The Fragile Art of Existence” per essere sostituito da Steve DiGiorgio.
Scott muore improvvisamente il 24 marzo 2015, a darne il triste annuncio è Eric Greif, ex-manager dei Death con questo commento: “Aveva avuto qualche problema di salute negli ultimi anni, ma sembrava essere in deciso miglioramento nell’ultimo periodo”.

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