Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 29 settembre

7 Ricorrenze per il 29 settembre

Nasce Jerry Lee Lewis

(Ferriday, 29 settembre 1935)

Oggi è il compleanno di Jerry Lee Lewis, autore, cantante e pianista statunitense.
È riconosciuto tra i padri del rock n’roll con un posto nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1986 ed uno nella Rockabilly Hall of Fame. È stato soprannominato The Killer per il suo modo selvaggio, anticonformista e ribelle di esibirsi dal vivo. Inoltre è considerato uno dei Re del Rock and Roll insieme a Chuck Berry, Bo Diddley, Elvis Presley e Little Richard.
Lasciata alle spalle la musica religiosa, Lewis divenne parte del nuovo sound rock and roll, pubblicando il suo primo disco nel 1954. Due anni dopo, presso gli studi della Sun Records a Memphis (Tennessee), il produttore Jack Clement scovò e scritturò lo stesso Lewis per l’etichetta Sun, mentre il proprietario Sam Phillips era impegnato in un viaggio in Florida. Jerry Lee divenne un session musician, suonando il pianoforte per gli altri artisti della Sun, tra cui Billy Lee Riley e Carl Perkins. Durante questo periodo fece parte di una jam session nota come il Million Dollar Quartet che vedeva, oltre a Lewis, anche la presenza di Elvis Presley, Carl Perkins e Johnny Cash.
La prima produzione di Lewis sotto l’etichetta Sun fu la sua particolare versione del brano di “Ray Price Crazy Arms“. Nel 1957 il pianoforte e il puro rock and roll sound del brano “Whole Lotta Shakin’ Goin’ On” gli diedero fama internazionale. Il gruppo che accompagnò Lewis nell’incisione del singolo era composto dal cugino J.W.Brown al basso, Jimmy Van Eaton alla batteria e Roland Janes alla chitarra; il pezzo fu registrato al primo tentativo. Seguì quella che sarebbe diventata la sua maggiore hit, “Great Balls of Fire“. Altri grandi successi in quell’anno furono i singoli “Breathless” e “High School Confidential“, quest’ultimo facente parte della colonna sonora del film omonimo, (in Italiano Operazione Segreta), diretto da Jack Arnold ed uscito nel 1958 in cui egli ebbe un piccolo ruolo.

Nasce Mark Farner

(Flint, 29 settembre 1948)

Compie gli anni Mark Fredrick Farner, cantante, chitarrista e compositore statunitense, soprattutto nei Grand Funk Railroad.
Incomincia la sua carriera suonando in gruppi come i Terry Knight and The Pack (1965-1966), The Bossmen (1966), The Pack (aka The Fabulous Pack) (1967-1968), fino a quando non forma i Grand Funk Railroad (più tardi conosciuti come Grand Funk) con Don Brewer e Mel Schacher nel 1969.

Nasce Alex Skolnick

(Berkeley, 29 settembre 1968)

Oggi ricordiamo il compleanno di Alexander Nathan Skolnick, chitarrista statunitense, membro del gruppo thrash metal Testament e del gruppo jazz Alex Skolnick Trio. Inizia a studiare chitarra all’età di nove anni e viene influenzato principalmente da Eddie Van Halen, Jeff Beck, Jimi Hendrix, Eric Clapton, Johnny Winter e Randy Rhoads. All’età di quattordici anni prende lezioni da Joe Satriani e a sedici anni entra nei Testament, al tempo chiamati Legacy. Si fa subito notare per il suo stile chitarristico insolito, ispirato, oltre che ai classici guitar heroes del metal, anche a musicisti jazz, blues e funky.
Nel 1990 la rivista musicale Guitar World lo chiama per scrivere alcuni articoli e in seguito viene richiesto anche da altre riviste del settore. Nel frattempo cominciano le collaborazioni esterne ai Testament ed al genere metal, tra cui un tour con il bassista Stu Hamm. Non potendosi permettere progetti paralleli, decide quindi di lasciare i Testament per dedicarsi ad una carriera musicale propria.
Continuano le collaborazioni, tra le quali vanno ricordate quelle con Les Claypool dei Primus, con i Savatage e con Ozzy Osbourne. L’artista, inoltre, si rende partecipe di alcune apparizioni televisive e di trasmissioni radiofoniche. Dal 1998 vive stabilmente a New York, dove fonda il suo Alex Skolnick Trio.
Collabora inoltre, dal 2002, con i Trans-Siberian Orchestra di Jon Oliva.
Nel 2004 è ospite dei Lamb of God, suonando un assolo nella title track dell’album “Ashes of the Wake“.
Nel 2005 rientra momentaneamente nei Testament, dopo aver collaborato con loro nel 2001 alle registrazioni di “First Strike Still Deadly“.
Nell’ottobre 2006, concluso il tour mondiale col suo trio, torna a far parte dei Testament assieme ai colleghi della formazione storica, (tranne il batterista Louie Clemente, sostituito da Paul Bostaph). Continua, tuttavia, a lavorare nell’Alex Skolnick Trio.

Esce “All the World’s a Stage

29 settembre 1976: “All the World’s a Stage” è il primo live album della progressive rock band canadese Rush. Il disco fu registrato al Massey Hall di Toronto l’11, 12 ed il 13 giugno del 1976 durante il tour di supporto a “2112“, il 2112 Tour. “All The World’s a Stage” fu certificato disco d’oro dalla RIAA il 16 novembre 1977 e disco di platino il 4 marzo 1981, poche settimane dopo l’uscita di “Moving Pictures“. Da questo disco in poi i Rush incominceranno a pubblicare un album live ogni quattro album in studio, trend che proseguirà fino al 1998, data d’uscita di “Different Stages“.
Con questo live album si conclude quella che solitamente viene definita come la I fase del gruppo, ossia quella più legata a sonorità hard rock.
Originariamente l’album venne pubblicato come doppio disco in vinile; in seguito venne realizzato in versione cd con l’omissione della traccia “What You’re Doing“. Nella versione remastered del 1997 il brano venne nuovamente incluso nella track list.

Tracce

1 Bastille Day – 4:57 (da: Caress of Steel)
2 Anthem – 4:56 (da: Fly by Night)
3 Fly by Night/In the Mood (Lee, Peart)/(Lee) – 5:03 (da: Fly by Night/Rush)
4 Something for Nothing (Lee, Peart) – 4:02 (da: 2112)
5 Lakeside Park – 5:04 (da: Caress of Steel)
6 2112 – Total Time: – 15:45 (da: 2112)
1 verture – 4:16
2 The Temples of Syrinx – 2:12
3 Presentation – 4:27
4 Soliloquy – 2:22
5 Grand Finale – 2:28
7 By-Tor & The Snow Dog – 11:57 (da: Fly by Night)
8 In the End (Lifeson, Peart) – 7:13 (da: Fly by Night)
9 Working Man/Finding My Way (da: Rush) /Drum Solo – 14:56 (Lifeson, Lee)/(Lifeson, Lee)/(Peart)
10 What You’re Doing (Lifeson, Lee) – 5:39 (da: Rush)

Formazione

Geddy Lee – basso, voce
Alex Lifeson – chitarra
Neil Peart – percussioni

Esce “Somewhere in Time

29 settembre 1986: Somewhere in Time è il sesto album in studio degli inglesi Iron Maiden, pubblicato dalla EMI. L’album è caratterizzato dall’introduzione di nuove sonorità; infatti “Somewhere in Time” fa largo uso di chitarra synth, che possono essere viste come una fase di transizione verso i veri e propri sintetizzatori del successivo “Seventh Son of a Seventh Son“. Il sound di “Somewhere in Time” fa da contraltare, sul piano musicale, ai temi fantascientifici della cover art e di alcuni brani.
Dal punto di vista compositivo, l’album è caratterizzato dal grande apporto di Adrian Smith, (che firma diversi brani, incluso il singolo “Wasted Years“), oltre a quello costante di Steve Harris, che produce alcune delle suite più lunghe e apprezzate della storia del gruppo, come “Heaven Can Wait” ed “Alexander the Great“. Eddie veste nuovamente i panni di un assassino, (in una posa del tutto simile a quella dell’album “Killers“), e questa volta la scena è ambientata in una città del futuro dove, fra insegne luminose ed ologrammi, Derek Riggs, (già autore di tutte le copertine del gruppo fin dal 1980), ha inserito numerosi richiami a precedenti titoli della band: dal pub “Aces High” al ristorante “Ancient Mariner“, dagli hotel “Dune” e Long Beach Arena alla Phantom Opera House, dagli ologrammi delle piramidi all’immagine di Icarus che precipita, dall’insegna luminosa del teatro sullo sfondo, (che recita “Live After Death“), all’orologio sul retro della copertina che segna le 23:58. Inoltre si può notare che appena poco più in alto del braccio meccanico in primo piano c’è un manifesto di un live del gruppo con la copertina del primo album omonimo. A destra della copertina è presente un manifesto di un concerto della band e sopra di esso un esplicito riferimento al brano “22 Acacia Avenue” dall’album “The Number of the Beast“. In basso a sinistra è presente la scritta “The Ruskin Arms”, celebre pub di Londra dove gli Iron Maiden hanno suonato nei loro primi anni; altri riferimenti a luoghi dove si sono esibiti sono le scritte “Rainbow”, “L’Amours Beer Gardens”, “Long Beach Arena”, “Hammerjacks” e “Tehe’s Bar”. Sottostante all’insegna dell’occhio di Horus è presente la scritta “Webster”, omaggio a Charlie Webster direttore della EMI. Sull’insegna di un locale è presente la scritta “Bradbury Towers Hotel International”, che ricorda lo scrittore Ray Bradbury.
Nel 1995 la EMI ha ripubblicato l’album con l’aggiunta di un CD aggiuntivo che racchiude le b-side dei singoli “Wasted Years” e “Stranger in a Strange Land“.

Tracce

1. Caught Somewhere in Time – 7:22
2. Wasted Years – 5:06
3. Sea of Madness – 5:42
4. Heaven Can Wait – 7:24
5. The Loneliness of the Long Distance Runner – 6:31
6. Stranger in a Strange Land – 5:43
7. Deja Vu – 4:55
8. Alexander the Great – 8:35

Formazione

Bruce Dickinson – voce
Dave Murray – chitarra, guitar synth
Adrian Smith – chitarra, guitar synth, cori; voce principale in Reach Out
Steve Harris – basso, cori, bass synth
Nicko McBrain – batteria

Esce “Dirt

29 Settembre 1992: “Dirt” è il secondo album degli Alice in Chains. E’ considerato il lavoro più rilevante della discografia del gruppo ed uno dei migliori esempi del “periodo d’oro” della musica grunge. L’album fu realizzato quando il cantante Layne Staley era totalmente dipendente dall’eroina. Le atmosfere cupe, e i testi influenzati dall’esperienza della droga, aiutarono però l’album a diventare un successo. Arrivò al sesto posto nella classifica dei 200 album più venduti stilata da Billboard. È inoltre l’ultimo disco in cui compare il bassista originario Mike Starr, che sarà sostituito da Mike Inez. Dall’album vennero estratti 5 singoli: “Would?“, “Them Bones“, “Angry Chair“, “Rooster” e “Down in a Hole“. Stilisticamente parlando, l’album segna una netta spaccatura con l’album precedente (caratterizzato da sonorità più vicine all’heavy metal classico e hard rock), accostandosi invece a uno stile più cupo, malinconico e lento di chiara influenza sludge metal e stoner metal.

Tracce

1.Them Bones – 2:30 (Jerry Cantrell)
2.Dam That River – 3:09 (Jerry Cantrell)
3.Rain When I Die – 6:01 (testo: Jerry Cantrell, Layne Staley – musica: Jerry Cantrell, Sean Kinney, Mike Starr)
4.Sickman – 5:29 (testo: Layne Staley – musica: Jerry Cantrell)
5.Rooster – 6:15 (Jerry Cantrell)
6.Junkhead – 5:09 (testo: Layne Staley – musica: Jerry Cantrell)
7.Dirt – 5:16 (testo: Layne Staley – musica: Jerry Cantrell)
8.God Smack – 3:50 (testo: Layne Staley – musica: Jerry Cantrell)
9.Untitled (traccia fantasma) – 0:43 – voce di Tom Araya
10.Hate to Feel – 5:16 (Layne Staley)
11.Angry Chair – 4:47 (Layne Staley)
12.Down in a Hole – 5:38 (Jerry Cantrell)
13.Would? – 3:27 (Jerry Cantrell)

Formazione

Layne Staley – voce e chitarra
Jerry Cantrell – chitarra e voce
Mike Starr – basso
Sean Kinney – batteria
Tom Araya (Slayer) guest star

Esce “The Triumph of Steel

29 settembre 1992: “The Triumph of Steel” è il settimo album della epic/power metal band americana, Manowar. Esso ottenne un discreto successo e rimase famoso in particolare per la presenza di una suite di ben 28 minuti intitolata “Achilles, Agony and Ecstasy” (suddivisa in otto parti), ispirata alle vicende dell’Iliade e dell’eroe Achille.

Tracce

1 Achilles, Agony and Ecstasy – 28:37
2 Metal Warriors – 3:59
3 Ride the Dragon – 4:30
4 Spirit Horse of the Cherokee – 6:00
5 Burning – 5:08
6 The Power of Thy Sword – 7:49
7 The Demon’s Whip – 7:44
8 Master of the Wind – 5:27

La traccia “Achilles, Agony and Ecstasy” è così suddivisa:

Prelude
I. Hector Storms the Wall
II. The Death of Patroclus
III. Funeral March
IV. Armor of the Gods
V. Hector’s Final Hour
VI. Death Hector’s Reward
VII. The Desacration of Hector’s Body
Part I
Part II
VIII. The Glory of Achilles

Formazione

David Shankle – chitarra
Joey DeMaio – basso
Kenny Earl Edwards (Rhino) – batteria

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