Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 31 gennaio

4 Ricorrenze per il 31 gennaio

Nasce Adrian Vandenberg

(L’Aia, 31 gennaio 1954)

Oggi festeggia il compleanno Adrian Vandenberg, chitarrista olandese conosciuto principalmente per aver fatto parte dei Whitesnake durante il fortunato periodo degli anni ottanta. A 17 anni inizia a suonare la chitarra, ispirato dai grandi chitarristi degli anni sessanta e settanta, fra cui Jimi Hendrix, Jeff Beck, Eric Clapton e Leslie West. Inoltre prese anche lezioni di piano da un pianista jazz e suonò per breve tempo in un gruppo chiamato Mother of Pearl assieme al batterista Jos Zoomer. Durante gli anni settanta studiò disegno in un college e suonò la chitarra come turnista. Nel 1973 registrò il suo primo singolo, “The Guitarma“, assieme al gruppo Darling, mentre successivamente suonò con gruppi come i Pointer Sisters e i Magic Box. Nel 1977 Vandenberg, assieme a Jos Veldhuizen alla voce, Peter van Eyk al basso e Nico de Gooijer alla batteria, fondò i Teaser, band che realizzò nel 1978 un album omonimo. Dopo questo singolo album, e la rottura del gruppo, Vandenberg decise nel 1981 di riformarlo. Chiamò quindi al suo fianco Bert Heerink alla voce, Jos Zoomer alla batteria e DickMotorhomeKemper al basso. Inoltre cambiò il nome al gruppo, chiamandolo con il suo stesso cognome. A seguito del successo, i Vandenberg parteciparono a diversi tour con artisti del calibro di Ozzy Osbourne, Michael Schenker e i Kiss, che contribuirono all’affermazione del gruppo. Ma nel 1985 mancò il giusto supporto della casa discografica, e il terzo album, “Alibi“, non ebbe il successo sperato. Dopo la sostituzione alla voce di Heerink con Peter Struyk, il gruppo si sciolse, complice anche la continua richiesta di David Coverdale per la partecipazione di Adrian Vandenberg nei suoi album. Adrian venne così chiamato nei Whitesnake. La sua prima apparizione fu nel brano “Here I go again“, contenuto nell’album “1987“, di cui realizzò l’assolo di chitarra (tutte le altre tracce erano state già registrate dal chitarrista John Sykes, che abbandonerà la band subito dopo le registrazioni). Dopo aver completato il tour 1987-1988 (in coppia col chitarrista Vivian Campbell), Vandenberg collaborò anche alla stesura dei brani del successivo album, “Slip of the tongue” (pubblicato nel 1989), ma si infortunò al polso mentre eseguiva esercizi isometrici per prepararsi alle registrazioni e non riuscì pertanto a suonare le parti di chitarra del disco (incise da Steve Vai). Si rimise comunque in sesto per il susseguente tour, che lo portò a suonare, in coppia con Vai, in tutto il mondo, compreso il Monsters of Rock del 1990. A cavallo tra il ’93 e il ’94 prese parte alla breve vita della superband Manic Eden, che lo trovò accompagnato ad altri membri storici dei Whitesnake quali Rudy Sarzo e Tommy Aldridge, con cui incise un solo, omonimo album, prima dello scioglimento. Vandenberg tornò quindi nuovamente nei Whitesnake nel 1997 per l’album “Restless Heart“, e collaborò nuovamente con Coverdale all’album acustico “Starkers in Tokyo“. Nel 1999 lasciò il gruppo per passare più tempo assieme alla sua famiglia. Nel 2001 iniziò a lavorare come talent scout, dedicandosi, negli anni successivi, all’hobby della pittura, che coltivava sin dai tempo dei Vandenberg (sua è infatti la copertina di “Alibi“). Nel 2003 i Vandenberg si sono riuniti e nei primi mesi del 2004 hanno realizzato un greatest hits. Nel 2005, sempre assieme ai Vandenberg, ha prodotto un DVD riguardante un live a Tokyo del 1984. È noto che, verso la fine della sua carriera a fianco di Coverdale, Adrian ebbe un incidente d’auto che gli causò pesanti problemi ai nervi di una spalla, procurandogli difficoltà a reggere la chitarra per un tempo prolungato. Questo è sicuramente un altro degli aspetti che evidenziano come la carriera del talentuoso “Flying Dutchman” sia stata costellata di successi parallelamente ad episodi piuttosto sfortunati. A questo si può aggiungere come le sue capacità abbiano dovuto confrontarsi non solo con i rilevanti disagi fisici, ma anche con questioni stilistico-musicali avverse: si può dire, infatti, che il chitarrista abbia sicuramente risentito del fardello di una pesante eredità quale quella lasciata da John Sykes, tuttora ritenuto da schiere di fans come il miglior composer che la band abbia mai accolto nella propria formazione. Inoltre l’infortunio al polso con il subentro di Steve Vai per la registrazione dei brani che lo stesso Adrian aveva scritto insieme a David per l’album “Slip of the Tongue” hanno sicuramente rappresentato uno smacco per l’olandese, che ha sempre faticato a mettersi in luce in modo appropriato, spesso defilandosi a ruolo di supporto per lo stesso Vai; questo è dovuto anche alla sua natura chitarristica, sin dai tempi dei Vandenberg e dei Manic Eden più propensa all’esecuzione in solitaria, dove riusciva a dare il proprio meglio, piuttosto che in duo, ottenendo un ruolo talvolta marginale.

Nasceva Jeff Hanneman

(Oakland, 31 gennaio 1964 – Los Angeles, 2 maggio 2013)

Si ricorda oggi il compleanno di Jeff Hanneman, chitarrista statunitense, cofondatore del gruppo thrash metal Slayer. Di origini tedesche, crebbe a Long Beach, in California, in una famiglia composta da numerosi veterani di guerra. Il padre era reduce dello sbarco in Normandia, mentre i fratelli reduci della Guerra in Vietnam. Questo accrebbe l’interesse di Hanneman verso tutto ciò che riguardava gli eventi bellici del Novecento e relativi oggetti di memorabilia che collezionò. Iniziò ad interessarsi anche al rock e all’heavy metal, imparando a suonare la chitarra sotto l’influenza di Led Zeppelin, Aerosmith, Jeff Beck, Iron Maiden e Judas Priest. Con il tempo maturò anche una grande passione verso l’hardcore punk dei Minor Threat, Misfits, Exploited, Verbal Abuse, G.B.H., Dead Kennedys e Black Flag. Più tardi, insieme al chitarrista Kerry King, fondò gli Slayer. Nel gruppo, Hanneman rivestì anche il ruolo di autore di buona parte delle musiche dei brani, tra cui “Angel of Death“, “South of Heaven“, “War Ensemble” e “Seasons in the Abyss“, e negli ultimi tempi si occupò anche della stesura dei testi. Nel 1997 Hanneman sposò Kathryn, che aveva conosciuto nei primi anni ottanta. Hanneman confessò di apprezzare gli stili artistici tipici dell’epoca nazista, ma senza proclamarsi un seguace del nazionalsocialismo. Nonostante avesse idee conservatrici e abbia sostenuto la politica di George W. Bush, non apparteneva alle ideologie più radicali della destra. Agli inizi del 2011, Hanneman contrasse una fascite necrotizzante dovuta ad una morsicatura di ragno. Alla luce della situazione delle condizioni del chitarrista e per l’imminente partecipazione degli Slayer al Soundwave Festival, il gruppo decise di esibirsi dal vivo senza di lui e decisero di reclutare il chitarrista degli Exodus, Gary Holt. Nonostante Tom Araya avesse annunciato nel 2012 un miglioramento delle condizioni di salute di Hanneman, nel febbraio 2013 Kerry King rivelò che il chitarrista continuava a manifestare gravi problemi di salute che gli impedivano di lavorare con gli Slayer. Hanneman morì il 2 maggio 2013 a causa di un’insufficienza epatica in un ospedale di Los Angeles vicino alla sua casa a Inland Empire. Una settimana più tardi, i rimanenti componenti del gruppo affermarono però che la causa della morte di Hanneman fu in realtà una cirrosi epatica, che il chitarrista contrasse dopo anni di dipendenza dall’alcool.

Nasce Johnny Rotten

(Londra, 31 gennaio 1956)

Si ricorda oggi il compleanno di John Joseph Lydon, conosciuto anche come Johnny Rotten, cantante britannico, voce del gruppo punk rock dei Sex Pistols e del gruppo post-punk, Public Image Ltd.
La sua carismatica personalità e l’eccentrico modo di vestire portarono il manager dei Sex Pistols, Malcolm McLaren, a chiedergli di entrare nella band in qualità di frontman. Con i Pistols pubblicò diversi singoli (incluse le celeberrime “Anarchy in the U.K.“, “God Save the Queen” e “Pretty Vacant“), tutte canzoni con testi scritti di suo pugno che crearono scandalo e scompiglio in tutta la società britannica dell’epoca.
Negli anni successivi, Lydon ha condotto diversi programmi televisivi in Gran Bretagna, Stati Uniti e Belgio, e ha scritto la sua autobiografia, “Rotten: No Irish, No Blacks, No Dogs” (1993), acclamata da critica e pubblico. Nel corso della sua carriera quarantennale, Lydon si è spesso reso protagonista di esternazioni provocatorie nei confronti della famiglia reale inglese e circa altre varie questioni politiche.
Lydon viene largamente riconosciuto come una delle figure di spicco del primo movimento punk, anche se ha spesso espresso punti di vista anticonvenzionali e non direttamente correlati con i dettami del movimento stesso. In aggiunta alla sua professione di autore e cantante, Lydon è anche un pittore. I suoi disegni, dipinti ed illustrazioni varie sono spesso finiti ad ornare i lavori dei PiL e dei suoi dischi solisti. L’esempio più recente è la copertina dell’album “This Is PiL“. Lydon è da sempre un grande tifoso della squadra dell’Arsenal F.C.

John Wetton ci lasciava

(Derby, 12 giugno 1949 – Bournemouth, Regno Unito, 31 gennaio 2017)

Oggi si ricorda la morte di John Wetton, cantante e bassista britannico.
Nato nel Derbyshire, crebbe a Bournemouth nel Dorset, sin dalla fine degli anni sessanta si è messo in vista come cantante, autore, bassista e chitarrista in molte band di rock progressivo e Adult Oriented Rock. Iniziò con i Mogul Thrash, con i quali produsse un solo album omonimo nel 1971, prima dello scioglimento del gruppo.
Chiamato dai Family per sostituire John Weider, rimase nel gruppo sino al 1973, contribuendo ad album come “Fearless” e “Bandstand“, prima di entrare nel 1972 nella versione più hard rock dei King Crimson.
Chiamato dal suo amico di infanzia Robert Fripp a sostituire Boz Burrell, con questo gruppo realizzò tre album: “Larks’ Tongues in Aspic” (1973), “Starless and Bible Black” e “Red” (1974), oltre al “live USA“. L’apporto di Wetton fu consistente, sia in fase di composizione che in fase di esecuzione: il suono profondo e potente del suo basso, la mirabolante tecnica e la voce caldissima contribuirono a creare un suono unico nel suo genere. Wetton ebbe a dire che i King Crimson erano la band ideale per lui. Scioltasi quella versione dei King Crimson, alla fine del 1974, entrò (come membro stipendiato) negli Uriah Heep e come turnista nei Roxy Music di Brian Ferry.
Nel 1978 formò con Bill Bruford gli UK, gruppo che realizzerà due album in studio e un live.
Nel 1979 realizzò con vecchi amici del periodo musicale pre-professionistico, (tra i quali anche Richard Palmer-James, paroliere dei King Crimson e membro della prima formazione dei Supertramp), il disco “I Wish You Would” per la Polydor, con lo pseudonimo Jack-knife.
Nel 1980 pubblicò il suo primo album da solista per la E.G. Records, “Caught In The Crossfire“. Il lavoro era di buon livello, pur mancando di un brano trascinante che catturasse l’attenzione del grande pubblico.
Tra il 1980 e il 1981 collaborò anche con il gruppo francese Atoll, (più in là sarebbe uscito – con bozze di due brani che successivamente pubblicheranno gli Asia – il disco “Rock Puzzle“). Nel frattempo partecipò, in veste di bassista e compositore di un brano, all’album “Number the Brave” dei Wishbone Ash. Nel 1981 fondò gli Asia con altri mostri sacri del progressive: il chitarrista Steve Howe, il batterista Carl Palmer e il tastierista Geoff Downes.
Il successo degli Asia fu clamoroso: 9 milioni di copie vendute del debutto omonimo e 4 del seguente “Alpha“. Malgrado ciò, scoppiarono dei dissensi, in particolare con Steve Howe. Wetton lasciò quindi la band, sostituito per una tournée in oriente da Greg Lake. Richiamato, (dopo la dipartita di Howe), contribuì all’album “Astra“, il cui relativo insuccesso segnò l’immediato stop all’attività degli Asia.
Nel 1987 pubblicò un album con Phil Manzanera, ex chitarrista dei Roxy Music con la partecipazione del batterista degli Yes Alan White e nel 1990-91 riformò gli Asia realizzando una tournée nell’Europa dell’est e in Sud America con il chitarrista Pat Thrall al posto di Howe, un live a Mosca e un disco composto in parte di hit e in parte di nuove composizioni, “Then and Now“. Dopo il 2000 gli Asia si riformeranno in due formazioni: Original Asia con John Wetton e Asia featuring John Payne.
Nell’agosto del 2007, reduce dal fortunato tour europeo con gli Asia (che toccò anche l’Italia, in luglio) Wetton scoprì, in seguito a controlli medici di routine, una grave situazione cardiaca (disfunzioni coronariche). Il 10 agosto è stato sottoposto ad un intervento chirurgico e gli è stato impiantato un triplo bypass. Dopo un breve periodo di convalescenza ha ripreso l’attività registrando un nuovo album con gli Asia, “Phoenix“, pubblicato l’11 aprile 2008, che ha raggiunto la top 100 di Billboard negli USA, e prendendo parte ad un nuovo tour mondiale della band.
Nel 2014 dopo vari tour nella formazione classica Wetton-Downes-Howe-Palmer esce il nuovo disco intitolato “Gravitas” nel quale al posto di Steve Howe è presente il chitarrista Sam Coulson. Il 31 gennaio 2017 Wettonmuore all’età di 67 anni a causa delle complicazioni di un tumore al colon.

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