Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 4 giugno

Ci lasciava Steve Priest

(Hayes, Middlesex, Inghilterra, 23 febbraio 1948 – 4 giugno 2020)

Si ricorda oggi la morte di Stephen Norman Priest, musicista britannico, bassista (e, in seguito, cantante) della band glam rock The Sweet. Ha iniziato a suonare in band locali da giovane, dopo essere stato influenzato da artisti come Jet Harris degli Shadows, Rolling Stones e The Who. Nel gennaio 1968, Priest fu invitato a formare una band di quattro elementi con il cantante Brian Connolly, il batterista Mick Tucker e il chitarrista Frank E. Torpey, la band sarebbe diventata The Sweet. Torpey fu sostituito da Mick Stewart nel luglio 1969. Il chitarrista Andy Scott si unì nell’agosto 1970, dopo la partenza di Stewart e la formazione classica fu fondata. Dopo che Brian Connolly lasciò i The Sweet all’inizio del 1979, Priest divenne il cantante principale. Ciò è continuato fino al 1982, quando la band si è sciolta. A questo punto, Priest aveva divorziato dalla sua prima moglie, Pat, e si era trasferito a New York City. Il 18 giugno 1981, sposò la sua seconda moglie Maureen (nata O’Connor), che era allora Direttore della pubblicità e delle relazioni con gli artisti della East Coast per la Capitol / EMI Records di New York. Mentre era a New York, ha formato una band chiamata Allies con il chitarrista Marco Delmar e il batterista Steve Missal. Il successo era sfuggente, anche se la loro composizione “Talk To Me” è stata descritta in un film, Fast Food. Invitato nel 1985 dall’ex compagno di band Andy Scott a riformare gli Sweet, Priest rifiutò. Poco dopo, Priest e la sua famiglia si trasferirono a Los Angeles. Durante questo periodo, Priest tornò in gran parte alla vita privata, ma fece occasionali incursioni nella produzione e nel lavoro di sessione, nonché collaborazioni con altri artisti come David Arkenstone e il futuro compagno di band Stuart Smith. Priest ha tenuto una sessione demo a Los Angeles con gli altri membri dell’originale band The Sweet nel 1988, con Mike Chapman che produceva, per vedere se un album in studio e la riforma fossero possibili. La band non era d’accordo sui termini e il progetto fallì. Nonostante le difficoltà della fine degli anni ’70, Priest ha continuato la sua amicizia con l’ex cantante degli Sweet Connolly, che ormai era in cattive condizioni di salute. Nel 1994 Priest ha pubblicato la sua autobiografia, ‘Are You Ready Steve?‘ , il cui titolo è tratto dall’introduzione di “The Ballroom Blitz” degli Sweet, quando Brian Connolly conta nella canzone “Sei pronto Steve? … Andy? … Mick? … Va bene ragazzi, andiamo gooooo! “, e nel 2006 ha pubblicato un CD intitolato “Priest’s Precious Poems“. Nel gennaio 2008, i Priest hanno formato una nuova versione dei Sweet, non collegata alla versione della band di Andy Scott. Questa nuova band ha suonato principalmente in festival e locali negli Stati Uniti e in Canada. All’inizio del 2009, la band ha pubblicato un CD live, registrato nell’agosto 2008 al Morongo Casino di Cabazon, in California.

5 Ricorrenze per il 4 giugno

Nasceva Paul Samson

(Londra 4 giugno 1953 – Londra, 9 agosto 2002)

Oggi si ricorda il compleanno del chitarrista inglese Paul Samson. Dopo aver suonato per un periodo in diverse band oscure, fonda la sua band omonima Samson nel 1977, composta da Chris Aylmer al basso e Clive Burr alla batteria. Burr poi si unì agli Iron Maiden e fu sostituito da Thunderstick. Nel 1979, la line-up diventa un quartetto, con l’aggiunta di Bruce Dickinson alla voce, (con il nome d’arte “Bruce Bruce“).
La band ha goduto di un seguito di culto nella New Wave of British Heavy Metal, rilasciando gli album, “Survivors“, “Head On” e “Shock Tactics“, fino al 1981 quando entrambi, Thunderstick e Dickinson lasciarono la band e Dickinson si unì agli Iron Maiden.
Dopo altri due album, “Before the Storm” e “Don’t Get Mad Get Even“, Samson trascorre gli anni successivi in una varietà di progetti personali tra cui varie reunion temporanee dei Samson, ha avuto successo come produttore discografico e anche suonando blues. Ha suonato anche nell’hit single dei Ram Jam del 1977 dal titolo “Black Betty“. Nel 2002, all’età di 49 muore di cancro a Norwich.

Nasce Steve Zimmermann

(4 giugno 1962)

Oggi è il compleanno di Steve Zimmermann, batterista e co-fondatore nel 1982 dei Misfit che nel 1983 cambiano nome in Fates Warning. Dopo la registrazione dei primi 4 album la band decide di cambiare direzione al proprio suono, passando ad un metal più melodico e raffinato. Questo nuovo percorso porta all’allontanamento di Steve Zimmerman in favore del più dotato tecnicamente Mark Zonder, batterista del gruppo epic metal Warlord. Più tardi Zimmermann formò le band Millennium X e Enemy Remains.

Esce “Another Perfect Day

4 giugno 1983: “Another Perfect Day” è il sesto album dei Motörhead, uscito per l’etichetta Bronze Records.
L’album raggiunse la posizione 20 nelle classifiche britanniche. È considerato tra i più melodici e controversi mai registrati dalla band. È stato anche il primo ed ultimo lavoro con Brian Robertson, (ex-Thin Lizzy), alla chitarra, (subentrato dopo l’addio di Eddie Clarke). Dopo l’album, infatti, Robbo e il batterista Phil Taylor, (che rientrerà nei Motörhead nel 1987), formeranno la band Operator, che avrà vita breve e priva di successi significativi. L’album inizia con “Back at the Funny Farm“, traccia scritta anche da Eddie Clarke e prosegue con il secondo singolo estratto “Shine“, brano molto particolare e piuttosto rock and roll.
Terza traccia è invece “Dancing on Your Grave” (Danzando sulla tua tomba), tra le poche canzoni dell’album che la band esegue oggi alle esibizioni live; inoltre Max Cavalera ha preso spunto dalla canzone per il nome della sua band, i Sepultura, (che in Portoghese vuol dire proprio tomba).
La quarta e quinta traccia, “Rock It” e “One Track Mind“, sono canzoni molto melodiche.
Il sesto brano è la title-track “Another Perfect Day“, ballata molto apprezzata dal pubblico, che mostra un buon lavoro chitarristico e batteristico, con la voce del frontman ai massimi livelli.
Marching Off to War” è invece una canzone più veloce rispetto alle precedenti, anche se, a detta di molti, forse non troppo riuscita.
I Got Mine” è il primo singolo estratto; ottima canzone entrata di diritto tra i classici di sempre del gruppo. Anche in questo brano ha dato il suo contributo (nel testo) l’ex chitarrista Eddie Clarke.
L’album si chiude con altre due canzoni molto melodiche; “Tales of Glory” e “Die You Bastard“.

Tracce

1 Back At the Funny Farm – 4:14
2 Shine – 3:11
3 Dancing on Your Grave – 4:29
4 Rock It – 3:55
5 One Track Mind – 5:55
6 Another Perfect Day – 5:29
7 Marching Off to War – 4:11
8 I Got Mine – 5:24
9 Tales of Glory – 2:56
10 Die You Bastard – 4:25

Formazione

Lemmy Kilmister – basso, voce
Brian “Robbo” Robertson – chitarra
Phil “Philty Animal Taylor” – batteria

Esce “Born In The U.S.A.

4 giugno 1984: “Born In The U.S.A.” è il settimo album di Bruce Springsteen. È il suo più grande successo commerciale (15 milioni di copie vendute solo negli Stati Uniti, altrettante a livello mondiale). L’artista reduce dall’album del 1982 senza la E Street Band, “Nebraska“, disco introverso, amaro e pessimista, compie con questo disco un cambiamento a 180° gradi. Il disco è estroverso, il ritmo è incalzante, lanciato dal radiofonico brano “Dancing in the Dark“, l’album contiene praticamente tutti brani immediati e orecchiabili tanto che tutti i 7 singoli estratti sono entrati nella Top 10 di Billboard, in ordine cronologico: “Dancing in the Dark“, “Cover Me“, “Born in the U.S.A.“, “I’m on Fire“, “Glory Days“, “I’m Goin’ Down” e “My Hometown“.
È universalmente noto come il maggior successo di vendite di Bruce Springsteen, che lo fece diventare la maggior rockstar planetaria della seconda metà degli anni 80.
L’album è stato inserito all’85º posto nella Lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone mentre il singolo “Born in the U.S.A.” al 275º posto nella classifica delle canzoni.
In Italia l’album è il secondo per numero di vendite con 1 milione e 400 mila copie, dietro solo a “True Blue” di Madonna.

Tracce

1 Born in the U.S.A. – 4:39
2 Cover Me – 3:26
3 Darlington County – 4:48
4 Working on the Highway – 3:11
5 Downbound Train – 3:35
6 I’m on Fire – 2:36
7 No Surrender – 4:00
8 Bobby Jean – 3:00
9 I’m Goin’ Down – 3:29
10 Glory Days – 4:15
11 Dancing in the Dark – 4:01
12 My Hometown – 4:33

Formazione

Bruce Springsteen – voce, chitarra, armonica a bocca, songwriting
Clarence Clemons – sassofono, percussioni, cori
Roy Bittan – sintetizzatore, pianoforte, tastiera, cori
Danny Federici – organo, pianoforte, glockenspiel, tastiera, cori
Garry Tallent – basso, cori
Steven Van Zandt – chitarra, mandolino, cori
Max Weinberg – batteria, percussioni

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