Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’ almanacco di Rock by Wild – 4 luglio

5 Ricorrenze per il 04 luglio

Nasce Jeremy Spencer

(Hartlepool, Regno Unito, 4 luglio 1948)

Oggi è il compleanno di Jeremy Cedric Spencer, chitarrista inglese e co-fondatore nel 1967 dei Fleetwood Mac. E’ rimasto con la band fino alla sua improvvisa partenza nel febbraio 1971, quando si unì in un gruppo religioso chiamato “Children of God”, ora conosciuto come “The Family International”, di cui è ancora un seguace. Dopo un paio di album da solista nel 1970, ha continuato a fare tour, ma non ha rilasciato altri album fino al 2006. Ulteriori album da solista sono stati rilasciati nel 2012 e il 2014. Spencer ha anche registrato come parte del trio popolare Steetley.

Nasce John Waite

(Lancaster, 4 luglio 1952)

Oggi compie gli anni il cantante inglese John Charles Waite.
I suoi più grandi successi includono 2 singoli al primo posto nelle classifiche statunitensi: “Missing You” dall’album solista “No Brakes” del 1984 e “When I See You Smile” dall’omonimo album dei Bad English del 1989. Il primo famoso brano “Missing you” è stato ricantato da Paola Turci con la canzone “Mi Manchi Tu” tratto dall’album “Oltre Le Nuvole” del 1997. Inizia la carriera nella seconda metà degli anni settanta come bassista e cantante dei The Babys.
Nel 1982 ha iniziato la carriera solista.
Dal 1989 al 1992 è stato cantante dei Bad English, in cui militava anche il chitarrista Neal Schon (anche noto con i Journey).
Nel 1990 partecipa alla colonna sonora di Giorni di tuono (Days of Thunder) con Tom Cruise, con “Deal For Life“, esecuzione di una raffinata melodia sopra l’ormai superato e sopravvalutato “giro dei 4 accordi”.
È stato uno degli artisti scelti da Ringo Starr nel 2003 per il tour con la sua All Starr Band.

Nasce Michael Sweet

(Whittier, 4 luglio 1963)

Oggi festeggia il compleanno Michael Sweet, cantante, chitarrista, pianista, produttore discografico e compositore statunitense.
Sweet è meglio noto per essere il fondatore, chitarrista e cantante della christian metal band Stryper. Nel 1992 intraprende la carriera solista e lascia il gruppo con cui riprenderà nel 1999. Ha cominciato a suonare la chitarra all’età di 5 anni e a cantare a 12. Nel 1983 Michael Sweet insieme al fratello Robert fonda gli Stryper. Negli anni a seguire pubblicarono diversi album vincendo numerosi dischi di platino e d’oro, ma si sciolsero nel 1992 quando Michael intraprese la carriera solista.
Il primo suo album ufficiale è “Michael Sweet” datato 1994 che vendette oltre 250.000 copie. Il secondo è “Real” pubblicato l’anno successivo, nel 1998 viene pubblicato “Truth” e nel 2006 esce “Him“. Nel 1999 Michael Sweet riunisce nuovamente gli Stryper, con cui compone altri lavori fino all’ultimo album “No More Hell to Pay” del 2013.
Nel 2007 è diventato anche voce dei Boston, band fondata dall’amico chitarrista Tom Scholz.

Nasce Mark Slaughter

(Las Vegas, 4 luglio 1964)

Oggi compie gli anni il cantante heavy metal statunitense Mark Slaughter, all’anagrafe Mark Allen Slaughter .
È particolarmente noto per essere stato membro dei Vinnie Vincent Invasion e successivamente frontman degli Slaughter. Mark iniziò a dedicarsi alla musica all’età di 11 anni imparando a suonare chitarra e tastiere.
In origine militò in alcune band minori come Roz Parade e Xcursion con cui pubblicò un EP nel 1983 e il full-lenght, “Ready to Roll” nel 1984 per la Rampage Records (album ristampato nel 1999 dalla Old Metal Records). Negli Xcursion militava anche il futuro batterista dei Cold Sweat, Anthony White. Venne poi notato dal virtuoso Vinnie Vincent, reduce da un’esperienza nei Kiss. Vincent invitò Slaughter a far parte del suo progetto, i Vinnie Vincent Invasion, in sostituzione al precedente Robert Fleischman. Egli accettò la proposta, ed entrò nella band nel 1986. Con il gruppo pubblicò l’album “All Systems Go” nel 1988, ma nello stesso anno la band si sciolse a causa di diverbi interni tra Slaughter e Vincent.
Pochi mesi dopo fondò gli Slaughter con l’ex bassista dei Vinnie Vincent Invasion, Dana Strum. Il gruppo ottenne grande successo con l’album di debutto, grazie a singoli come “Up All Night” e “Fly to the Angels“. Nel 2015 Mark Slaughter ha pubblicato il suo primo album da solista intitolato “Reflections in a Rear View Mirror“.

Barry White ci lasciava

(Galveston, 12 settembre 1944 – Los Angeles, 4 luglio 2003)

Oggi si ricorda la morte di Barry White, nato Barry Eugene Carter, cantautore, polistrumentista, arrangiatore e produttore discografico statunitense. Nella sua carriera ha vinto due Grammy Award ed ha venduto più di 100 milioni di dischi. Nato il 12 settembre 1944 a Galveston, in Texas, era il maggiore di due fratelli. La sua nascita a Galveston fu dovuta interamente alla madre che, recatasi in visita da alcuni parenti, decise di prolungare il suo soggiorno in quel luogo. Una volta tornato in California, egli trascorse la sua infanzia a Watts, una delle zone a più alta densità criminale di South Central Los Angeles, assieme al fratello Darryl, di 13 mesi più giovane. Darryl rimarrà poi ucciso in una lotta tra bande rivali il 5 dicembre 1983. Questo avvenimento devasterà Barry che più tardi avrà modo di osservare:
[blockquote]Credetemi, la vita vale molto poco in quel mondo. È pazzesco, ma morì solo per due dollari.[/blockquote]
I due bambini vennero cresciuti dalla madre, l’attrice Sadie Marie Carter, apparsa nel film del 1931 “Trader Horn”. Lei e il loro padre Melvin A. White non si sposarono né vissero mai insieme. Barry ricordava a tal proposito:
[blockquote]Quando iniziai la scuola, mio padre vide il mio certificato di nascita e notò che il cognome scritto era quello di mia madre. Beh, non fece altro che cancellare “Carter”, scrivendo il suo, “White”.[/blockquote]
Crebbe ascoltando la collezione di musica classica di sua madre e cominciò a suonare il pianoforte tentando di emulare i grandi maestri. Il suo debutto musicale avvenne in tenera età, a 11 anni, nel fortunato singolo di Jesse Belvin, “Goodnight My Love“, in cui suonò il pianoforte. Più tardi la sua voce inconfondibile si manifestò per la prima volta: [blockquote]Cambiò quando avevo 14 anni. Mi svegliai e parlai a mia madre e il mio torace cominciò a vibrare. Fu incredibile, era terrorizzata.[/blockquote]
Convinto che la musica sarebbe stata la sua vita, Barry lasciò la scuola all’età di 15 anni, ma insieme al fratello venne coinvolto nella criminalità e nell’attività delle gang. Ben presto si mise nei guai con la legge e dovette scontare sette mesi in un carcere minorile per aver rubato pneumatici da alcune Cadillac per un valore di 30.000 dollari. Il lato disumanizzante di questa esperienza lo colpì profondamente:
[blockquote]Mentre ero in prigione, dovetti fare i conti con i miei errori e decisi che mai più in vita mia avrei consegnato la mia libertà nelle mani di qualcun altro.[/blockquote]
Dopo il suo rilascio dalla prigione, abbandonò la vita della gang e iniziò la propria carriera musicale agli inizi degli anni ’60 come membro di diversi gruppi. Quando alcuni suoi compagni di scuola fondarono il gruppo R&B The Upfronts nel 1960, cantò come basso, (anche se affermerà in seguito di non aver mai desiderato diventare un cantante), e scrisse diversi brani. Subito dopo essersi esibito in numerosi club di Los Angeles con gli Upfronts, cantò e registrò con altri gruppi come gli Atlantics e i Five Du-Tones. Ormai incantato dalla magia dello studio di registrazione, Barry imparò il mestiere di engineer, produttore e musicista a tutto tondo e fu presto in grado di suonare ogni strumento presentatogli, con l’eccezione di archi e fiati. Il suo primo assaggio di successo arrivò nel 1963 grazie al suo coinvolgimento con Bob & Earl nella canzone “Harlem Shuffle“. In Tale occasione avvenne il suo incontro con l’arrangiatore Gene Page. In questo periodo Barry era sposato con il suo amore di vecchia data, desideroso di guadagnarsi da vivere per sostenere i suoi quattro figli. Il matrimonio non era però destinato a durare e si concluse con un divorzio nel 1965, (quando Barry aveva 21 anni), dopo una storia d’amore di sei anni. Intorno allo stesso periodo, cominciò a collaborare con le etichette Mustang e Bronco e produsse vari pezzi tra cui quattro singoli per Viola Wills e tre singoli per Felice Taylor nel 1966/67. Nel 1968, durante una sessione di registrazione per la Motown con Gene Page, Barry incontrò tre coriste e, trovando che fossero perfette, propose loro di lavorare assieme. Le cantanti erano Glodean James, sua sorella Linda e la cugina Diane Taylor: le Love Unlimited, un gruppo nato come risposta al trio femminile delle Supremes. Nel 1969 iniziarono a lavorare e dopo oltre due anni di prove nel 1971 avvenne il loro incontro con Russ Regan, capo della UNI Records. L’album, “From A Girl’s Point of View We Give to You… Love Unlimited” del 1972 fu un grande successo e vendette più di un milione di copie. Il gruppo crebbe in fama nella decade successiva e White sposò la prima voce, Glodean. Fu lavorando ad alcuni demo che la casa discografica gli propose di cantare egli stesso, invece che limitarsi a produrre canzoni per altri. Nel 1974 il singolo strumentale “Love’s Theme come The Love Unlimited Orchestra” dell’album “Rhapsody in White” scritto insieme ad Aaron Schroeder arriva primo nella Billboard Hot 100, settimo nei Paesi Bassi e decimo nel Regno Unito e vince il disco d’oro.
Il concerto del 1998, live nel Central Park di New York con Luciano Pavarotti, è stato il secondo evento musicale visto da più di un miliardo di persone in mondovisione, (il primo evento musicale trasmesso in mondovisione e visto da ben 1 miliardo e mezzo di persone fu l’Aloha from Hawaii di Elvis Presley del 1973).
Cronicamente iperteso per diverso tempo, anche a causa della sua notevole mole, subisce un blocco renale nell’autunno del 2002 ed un infarto nel 2003 che lo costringe a ritirarsi dalle scene. Muore all’età di 58 anni il 4 luglio 2003 per un altro blocco renale presso il Cedars-Sinai Medical Center di West Hollywood. Il suo peso corporeo, che a seconda delle diete che seguiva oscillava sempre tra i 120 ed i 150 chili, negli ultimi mesi di vita era salito a ben 160. Fu cremato e le sue ceneri disperse.
Barry White era stato anche uno dei doppiatori di Coonskin, cartone animato diretto da Ralph Bakshi.
Una sua autobiografia, “Barry White: Love Unlimited“, è stata scritta insieme a Marc Eliot e pubblicata nel 1999.
Barry White appare come guest star nell’episodio 18 della quarta stagione de I Simpson, intitolato “La festa delle mazzate”, dove il cantante, anche grazie all’aiuto di Bart e Lisa, riesce, usando i toni bassi della sua voce, a salvare i serpenti della città di Springfield dal massacro da parte degli abitanti. Appare anche nella serie Ally McBeal (puntata 2×18) cantando per il compleanno di uno dei soci dello studio, John Cage, e compare nuovamente nell’ultima puntata di chiusura della serie, nei saluti di addio, assieme a tutti i personaggi principali.

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