Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’ almanacco di Rock by Wild – 5 agosto

6 Ricorrenze per il 5 agosto

Nasce Rick Derringer

(Fort Recovery, 5 agosto 1947)

Oggi è il compleanno di Rick Derringer, nome d’arte di Richard Zehringer, chitarrista e cantante statunitense. Nell’estate 1965, alla sola età di 17 anni, Rick registrò con la sua band The McCoys il brano “Hang on Sloopy“, che divenne la canzone #2 nelle classifiche degli Stati Uniti dopo “Yesterday” dei The Beatles.
Derringer registrò e suonò anche in una versione della band di Johnny Winter chiamata Johnny Winter And … e anche nel gruppo Edgar Winter’s White Trash e nel The Edgar Winter Group. Derringer ebbe anche una buona carriera solistica e la sua versione di “Rock ‘n Roll Hoochie Koo” divenne un singolo molto venduto. Registrò anche a lungo con gli Steely Dan, suonando la chitarra in canzoni come “Show Biz Kids“.
Derringer compose anche una traccia per l’album della World Wrestling Federation, “The Wrestling Album“, intitolata “Real American“, poi scelta come brano d’entrata dal lottatore Hulk Hogan. Derringer scrisse anche la canzone d’entrata per il WWF Tag Team Demolition.
Negli anni ’80 espanse le sue abilità di produzione, scoprendo artisti come Mason Ruffner e “Weird Al” Yankovic. Per quest’ultimo suonò in molti suoi album, esibendosi sia con la chitarra che con il mandolino.
Le sue pubblicazioni recenti includono i dischi “Tend The Fire” (1997), “DBA-Derringer, Bogert & Appice” (2001) e “Free Ride Smooth Jazz” (2002).
È stato anche ospite di un progetto di Tom Guerra, culminato col disco “Mambo Sons“, e in quello di Damon Fowler, con l’album “Riverview Drive” (2000). Rick continuò a esibirsi e a registrare con varie formazioni rock and roll, smooth jazz e christian rock e apparve nell’album di Les Paul, “American Made World Played” (2005) nella traccia “Good Morning, Little Schoolgirl“.

Nasce Eddie Ojeda

(New York, 5 agosto 1955)

Oggi compie gli anni Eddie Ojeda, l’attuale chitarrista solista dei Twisted Sister, band nella quale milita dal 1975. Come tanti altri grandi chitarristi nella storia, ama anche lui collezionare, e suonare, chitarre molto particolari. Infatti in molti video e concerti viene ritratto con una chitarra molto colorata, o con dei colori molto particolari quali il rosa, l’arancione o l’azzurro molto chiaro.
Eddie è anche famoso per aver partecipato, insieme ad altri famosi chitarristi degli anni ’80, al progetto di Ronnie James Dio, Hear’n Aid.

Nasceva Pete Burns

(Bebington, 5 agosto 1959 – Londra, 23 ottobre 2016)

Oggi si ricorda il compleanno di Pete Burns, pseudonimo di Peter Burns, cantante, musicista e personaggio televisivo britannico.
È stato il frontman della band Hi-NRG Dead or Alive, celebri per il loro singolo “You Spin Me Round (Like a Record)“, prodotto dal trio Stock, Aitken & Waterman, nel 1984. Noto per la sua ambigua sessualità ostentata e per lo stile stravagante, Burns scioccò il pubblico negli anni ottanta con le sue scelte di abbigliamento androgino, prima dello stesso Boy George, i tagli di capelli esotici e il make-up pesante (nonostante sosteneva di non essere un feticista travestito, e che le scelte relative al suo particolarissimo guardaroba fossero basate su moda e immagine piuttosto che godimento sessuale). Pete Burns è tanto noto per la sua carriera musicale con i Dead or Alive quanto per il suo aspetto sempre diverso, che ha apertamente ammesso essere stato modificato ricorrendo alla chirurgia estetica.
Burns si è difatti sottoposto a numerosi interventi consistiti in una serie di iniezioni di collagene alle labbra, oltre che interventi al naso, alle guance e l’applicazione di diversi tatuaggi. All’inizio del 2006, in una intervista precedente alla sua partecipazione al “Grande Fratello VIP” inglese, ha ammesso di aver speso quasi tutti i risparmi di una vita in diciotto mesi di chirurgia ricostruttiva, dopo un intervento alle labbra dai risultati disastrosi.
Sofferente da anni di calcoli renali e diabete, Pete Burns muore a causa di un arresto cardiaco il 23 ottobre 2016 all’età di 57 anni.

Nasceva Steve Lee

(Zurigo, 5 agosto 1963 – Mesquite, 5 ottobre 2010)

Oggi si ricorda il compleanno di Steve Lee, cantante svizzero, celebre per essere stato il frontman dei Gotthard. Steve Lee nacque a Zurigo il 5 agosto 1963 con il nome di Stefan Alois Lee, figlio di un padre britannico ed una madre svizzero-tedesca. Steve aveva due fratelli, Karin e Tomaso. Più tardi la sua famiglia si trasferì in Ticino, dove lui imparò il mestiere di orafo. Poi, all’età di 12 anni si procurò il suo primo set di batteria. Con qualche esperienza in studio alle spalle, Steve Lee esordì nel mondo musicale nel 1988 come membro del gruppo hard rock denominato Forsale, con il quale pubblicò un album intitolato “Stranger in Town“. Terminata questa esperienza, fondò nel 1992 a Lugano, insieme al chitarrista Leo Leoni, al bassista Marc Lynn ed al batterista Fabian Rose, i Krak. In seguito, sotto la guida del bassista e compositore dei Krokus, Chris Von Rohr, la band fu ribattezzata Gotthard, (nome ispirato dal Passo del San Gottardo e con l’evidente gioco con le parole inglesi “got” e “hard”), e il batterista del gruppo divenne Hena Habegger.
Nel 2007, Lee venne contattato da Arjen Anthony Lucassen per partecipare all’album in studio degli Ayreon, “01011001“, pubblicato nel 2008. Egli eseguì alcune parti vocali, insieme ad altri cantati progressive rock e progressive metal. Nel 2009 venne chiamato dallo storico tastierista dei Deep Purple, Jon Lord, che lo invitò a cantare durante un suo concerto a Zurigo.
Nonostante la fama ottenuta nei confini svizzeri, Lee si vedeva come un “rocker riservato” e non venne mai coinvolto in grandi scandali sulla stampa. È stato sposato con Karin, sua compagna dal 1990 al 2004, da cui divorziò. Con la sua fidanzata più recente, l’ex modella Brigitte Voss-Balzarini, non si è mai sposato.
Grazie alle sue radici britanniche da parte del padre, al fatto di essere nato a Zurigo e di essersi poi trasferito a vivere in Ticino, Lee parlava correntemente italiano, tedesco, inglese e francese. Inoltre venne spesso coinvolto in iniziative benefiche e partecipò ogni anno con la sua Harley-Davidson alla Love Ride di Zurigo.
Il 5 ottobre 2010, durante un viaggio in motocicletta da Las Vegas (Nevada) a Saint George (Utah), assieme a 22 motociclisti, tra cui un membro del gruppo, (il bassista Marc Lynn), Steve Lee è stato urtato da una motocicletta durante una sosta sul bordo della strada Interstate 15 vicino Mesquite (Nevada, USA), sosta effettuata per indossare una tuta per la pioggia. Un mezzo pesante ha investito alcune moto parcheggiate, una delle quali ha colpito Lee. Chiamati i Paramedici, dopo un primo tentativo di rianimarlo, essi arrivarono sul luogo dell’incidente, ma per Steve Lee non ci fu nulla da fare: il medico legale non poté fare altro che certificare il decesso del cantante sul posto.
Il funerale si è svolto privatamente e poi in funzione pubblica nel rifugio sulla vetta del passo del San Gottardo. La salma (cremata) è stata poi traslata nel Canton Ticino e, dopo una permanenza nella dimora della compagna Brigitte, è stata infine tumulata nel cimitero di Porza, dove il cantante aveva vissuto negli ultimi anni.
Lee è stato premiato postumo agli Swiss Music Awards 2011 con il Tribute Award.
Le influenze musicali di Steve Lee includevano Led Zeppelin, AC/DC, Whitesnake, Deep Purple, Bon Jovi, Van Halen e Aerosmith. Ma era particolarmente affezionato ai Whitesnake e ha basato il suo stile di canto ispirandosi a quello del frontman David Coverdale.

Esce “Revolver

5 agosto 1966: “Revolver” è il settimo album della discografia ufficiale dei Beatles. In esso si ritrovano, per la prima volta nella discografia del gruppo di Liverpool, elementi del rock psichedelico.
L’illustrazione che funge da copertina per il disco, primo esempio di “arte beatlesiana”, è opera di Klaus Voormann ed è segno evidente di un passo ulteriore verso la psichedelia di “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band“. Bassista e artista tedesco, Voormann era amico dei Beatles fin dai giorni in cui la band suonava al Kaiserkeller di Amburgo e lui era un giovane studente di scuola d’arte. La creazione di Voormann tendeva a mettere in risalto i capelli, che erano un tratto distintivo dei Beatles, e il risultato finale risultò composto dal disegno dei quattro volti eseguito a inchiostro di china assieme ad un collage di immagini dei musicisti ritagliate da giornali e riviste e di qualche fotografia originale, con una scelta cromatica in controtendenza, dato che il tutto era in bianco e nero in un periodo in cui sulle copertine predominava invece un abbondante uso dei colori. Il viso di Voormann, come anche la sua firma, (Klaus O. W. Voormann), sono visibili tra i capelli di George Harrison sul lato destro, sotto le labbra di Lennon.
Il titolo “Revolver“, come anche “Rubber Soul” in precedenza, è un gioco di parole, riferito sia al revolver come tipo di pistola sia al movimento rotatorio, (in originale “revolving”), che compie un disco sul piatto di un giradischi. Il titolo dell’album non fu facile da trovare. Originariamente era stato scelto il titolo “Abracadabra”, ma poi i Beatles si accorsero che era già stato usato da un’altra band e lo scartarono. Lennon allora propose “Four Sides of the Eternal Triangle”, Starr scherzosamente suggerì “After Geography”, un ironico riferimento al recente “Aftermath” dei Rolling Stones. Altre proposte prese in esame furono “Magical Circles”, “Beatles on Safari”, “Pendulum”, “Fat Man and Bobby”, “Rock’n’roll Hits of ’66” e infine, su suggerimento di Paul, “Revolver“, titolo che mise tutti d’accordo.
La rivista Rolling Stone ha inserito l’album al 3º posto della sua lista dei 500 migliori album.

Tracce

1 Taxman – 2:39
2 Eleanor Rigby – 2:08
3 I’m Only Sleeping – 3:02
4 Love You To – 3:01
5 Here, There and Everywhere – 2:26
6 Yellow Submarine – 2:40
7 She Said She Said – 2:37
8 Good Day Sunshine – 2:10
9 And Your Bird Can Sing – 2:02
10 For No One – 2:01
11 Robert – 2:15
12 I Want to Tell You – 2:30
13 Got to Get You into My Life – 2:31
14 Tomorrow Never Knows

Formazione

Ringo Starr – voce, batteria
Paul McCartney – basso, cori, chitarra acustica
John Lennon – cori, chitarra acustica
George Harrison – cori, tamburello

Jeff Porcaro ci lasciava

(Hartford, 1º aprile 1954 – Hidden Hills, 5 agosto 1992)

Oggi si ricorda la morte del batterista dei Toto, Jeffrey Thomas Porcaro. È considerato uno dei più grandi batteristi di tutti i tempi e ha portato notevoli innovazioni nel drumming moderno. Figlio del percussionista Joe Porcaro, incominciò a suonare batteria e percussioni da bambino e i suoi modelli da seguire erano Buddy Rich, Art Blakey, Keith Moon e John Bonham. A 14 anni fondò un gruppo rock insieme ad alcuni suoi amici tra cui i futuri componenti dei Toto, David Paich e David Hungate. Nel 1974 inizia la sua lunga carriera di turnista suonando nei dischi degli Steely Dan e il duo Sonny and Cher, con il quale va anche in tour, abbandonando gli studi. Dopodiché entra nella band di Boz Scaggs, insieme a David Paich, David Hungate e Steve Lukather. Da qui nasce l’idea da parte di questi turnisti di creare una band propria, i Toto, insieme ad altri nuovi componenti quali il cantante Bobby Kimball e il tastierista Steve Porcaro, fratello di Jeff. Nel 1978 esce il loro debutto discografico omonimo, che contiene hit quali “Hold the Line” e che vende 2 milioni di copie in tutto il mondo. Continuò l’attività sia in studio che dal vivo con i Toto, sino alla morte, avvenuta nel 1992, mentre registrava con il gruppo altri 7 album. Oltre a suonare nei dischi della band, annovera centinaia di collaborazioni in dischi di artisti famosi, che lo portano ad essere considerato uno dei migliori e più pagati musicisti della West Coast. Tra gli artisti con cui collabora possiamo citare i nomi di Elton John, Paul McCartney, Michael Jackson, Roger Waters, David Gilmour, Dire Straits, Michael McDonald, Bruce Springsteen, Tommy Bolin, Madonna, Paul Young, Bee Gees, Christopher Cross, George Benson, Al Jarreau, Earth, Wind & Fire, Donald Fagen, Celine Dion, Eric Clapton, Cher, Ray Parker Jr., e molti altri.
Lo stile del batterista di Los Angeles lo porta a spaziare tra diversi generi musicali, dal rock, pop, r&b al jazz. L’uso particolare di Hi-Hat, ghost-notes ed il gusto musicale gli valgono il nome di “Mister Shuffle”.
Jeff Porcaro muore il 5 agosto 1992 a Hidden Hills, California, si dice stroncato da un arresto cardiaco dovuto ad allergia provocata da antiparassitari che lo stesso batterista stava adoperando nel giardino della sua casa a Los Angeles. Il Los Angeles Times, invece, riportò un articolo in cui, secondo l’ufficio di medicina legale della Contea di Los Angeles, l’infarto di Porcaro fu provocato da un abuso di cocaina. Il batterista lasciò la moglie e tre figli. Porcaro era un musicista completo, tra quelli che maggiormente hanno contributo allo sviluppo del linguaggio batteristico nella storia della musica moderna. Al suo funerale partecipa lo Star-Business musicale di Los Angeles e New York, ed in suo onore vengono realizzati CD contenenti tributi musicali.

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