Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 5 aprile

9 Ricorrenze per il 5 aprile

Nasceva Peter Grant

(Londra, 5 aprile 1935 – Eastbourne, 21 novembre 1995)

Oggi si ricorda il compleanno di Peter Grant, manager degli Yardbirds e dei successivi Bad Company e New Yardbirds, ribattezzati da Jimmy Page Led Zeppelin (nome questo che gli fu suggerito da due componenti del famoso gruppo britannico The Who, Keith Moon e John Entwistle). Successivamente divenne Produttore Esecutivo della Swan Song Records, casa discografica lanciata dai Led Zeppelin nel 1974 dopo cinque anni di contratto con la Atlantic Records.
Sempre caro alla band, egli veniva considerato il quinto componente del gruppo, il quinto “Zeppelin“.
Più volte, al fine di difendere la band da minacce o truffe, non esitava, con l’aiuto del roadie Richard Cole, a malmenare e a punire i gestori dei locali o chiunque potesse danneggiare i quattro zep, aiutato in ciò anche dalla sua notevole stazza (pesava oltre 150 chili). Tra gli episodi che lo riguardano ricordiamo, ad esempio, l’aggressione ad un ufficiale canadese durante un concerto: lo sfortunato si trovava in mezzo alla folla con un microfono per misurare il numero effettivo dei Decibel emessi dagli amplificatori del gruppo quando, all’improvviso fu agguantato e trascinato di forza dietro le quinte: Grant, avendolo notato, lo aveva scambiato per un Pirata e di tutta risposta sollevò il macchinario dell’impiegato sfasciandoglielo successivamente sulla testa. Famosa fu un’apparizione televisiva in cui, bruciando alcuni bootleg, condannò e minacciò i registi amatoriali di video pirata dei concerti della band.
È possibile vederlo anche all’inizio del video di “The Song Remains The Same“: non è un caso infatti che lui e Richard Cole vengano raffigurati come due gangster mentre, senza pietà sparano ad un gruppo di mafiosi, che metaforicamente rappresentano i Pirati dell’industria discografica.

Nasce Les Binks

(Portadown, Northern Ireland, 5 Aprile 1948)

Oggi è il compleanno di James Leslie Binks, noto come Les Binks, batterista heavy metal britannico, famoso per essere stato il batterista dei Judas Priest. E’stato anche batterista di Eric Burdon, di Roger Glover e della band inglese Fancy. Tramite Roger Glover, Binks venne assunto dai Judas Priest giusto in tempo per il loro tour mondiale del 1977, il loro primo sul suolo americano. Rimase con la band due anni, dal marzo 1977 al luglio 1979, registrando due album in studio e uno dal vivo. Nonostante l’impressionante lavoro di batteria che ha fatto su “Stained Class” e “Killing Machine“, gli fu chiesto dai Judas Priest se poteva cambiare il suo stile, ma lui rispose che era impossibile e così si separò con la band in termini amichevoli poco prima della partenza per la tappa nordamericana del “Killing Machine” tour. Nel 1979 si unì a Charlie Whitney e Axis Point e rimase attivo nel British hard rock/heavy metal underground. Nel 1981, è stato membro dei Lionheart con Dennis Stratton alla chitarra e Jess Cox alla voce. E’ stata solo una breve esperienza, però, e non ha prodotto album, anche se hanno aperto concerti per i Def Leppard nel 1981 durante il loro tour britannico. Binks ha suonato anche in una cover band di rock classico The Shakers e con i Tytan subito dopo il loro primo singolo.

Nasceva Dave Holland

(Northampton, 5 April 1948 – Hospital Universitario Lucus Augusti, 16 gennaio 2018)

Oggi si ricorda il compleanno di David Holland, batterista inglese, ricordato soprattutto per i suoi trascorsi con Trapeze negli anni 1969-1979 e Judas Priest dal 1979 al 1989. All’età di sei anni Holland ha iniziato lo studio del pianoforte, ma ben presto ha sviluppato una “mania per la batteria” e pregò i suoi genitori per fargli avere un set. Quando aveva 14 anni, suonava in un gruppo locale chiamato The Drumbeats. Da giovane ascoltava jazz tradizionale, la sua prima influenza rock furono i Johnny Kidd and the Pirates. In seguito, si è interessato alla musica funky. Nel 1966 suonò con i The Liberators, nel 1968 si unì invece ai Finders Keepers, poi diventati Trapeze, con il chitarrista Mel Galley e il bassista/cantante Glenn Hughes. Holland lasciò i Trapeze e si unì ai Judas Priest nell’agosto del 1979. Ha suonato la batteria in molti dischi di platino della band, come “British Steel“, “Screaming for Vengeance“, “Defenders of The Fith” e “Turbo“. “Ram It Down” invece, si dice sia stato registrato con l’uso di un computer anche se Holland è stato accreditato nelle parti di batteria. Durante il 1980 ha collaborato con il chitarrista Robin George. Nel 1989, i problemi personali, (problemi di salute e familiari), e le differenze musicali lo costringono a lasciare i Judas Priest. Nel corso degli anni ’90, oltre che in tour con i riformati Trapeze e comparendo in varie band come The Screaming Jets, ha dato clinic di batteria e lezioni private. Nel 1996, ha partecipato alle session che hanno coinvolto Glenn Hughes, Tony Iommi dei Black Sabbath e il tastierista Don Airey. Nel 2004 è stato riconosciuto colpevole di tentato stupro contro un ragazzo disabile di 17 anni al quale dava lezioni di batteria. In un’intervista durante il procedimento penale, Holland ha rivelato la sua bisessualità. E’stato condannato a otto anni di carcere. E per questo il chitarrista Tony Iommi ha scelto di sostituire le sue parti di batteria su “The 1996 DEP Sessions” perché non voleva che un musicista con i suoi precedenti apparisse sul suo album. Dave Holland muore il 16 Gennaio 2018 presso l’ospedale universitario Lucus Augusti di Lugo, piccolo centro poco distante da La Coruna, nel nord ovest della penisola iberica. Sulle cause della morte non sono state avanze ipotesi.

Kurt Cobain ci lasciava

(Aberdeen, 20 febbraio 1967 – Seattle, 5 aprile 1994)

Oggi si ricorda la morte di Kurt Donald Cobain, frontman dei Nirvana. Cobain ha formato la band nel 1987 con Krist Novoselic. In due anni la band divenne uno dei gruppi leader della scena rock/grunge statunitense. Nel 1991, l’uscita del singolo “Smells Like Teen Spirit” segnò l’inizio di una nuova generazione. I media musicali avrebbero infatti conferito a quel brano il titolo di inno di una generazione e, con esso, a Cobain l’appellativo di portavoce della generazione X. Negli ultimi anni della sua vita, Cobain ha lottato contro la dipendenza dall’eroina e le pressioni dei media su di lui e sulla moglie Courtney Love, da cui ha avuto una figlia di nome Frances Bean. L’8 aprile 1994 venne trovato morto nella sua casa di Seattle, suicidatosi con un colpo di fucile. Negli anni seguenti si è tuttavia sviluppato un acceso dibattito riguardo alle cause della sua morte. Il personaggio di Cobain è diventato un’icona vera e propria fra i giovani di ormai quasi due generazioni, a tal punto da influenzare ancora oggi sia la musica che la cultura giovanile. A Cobain non piaceva che ci si riferisse a lui come con Bob Dylan, definendolo “il portavoce di una nuova generazione”, (nel caso di Cobain, la generazione X), ma ottenne ugualmente tale titolo. Secondo la rivista Rolling Stone, nonostante la sua breve vita, Kurt Cobain è stato il miglior artista degli anni novanta. È stato inoltre inserito al 45º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone e al 73º posto della lista dei 100 migliori chitarristi secondo Rolling Stone. Cobain è stato introdotto, insieme agli altri membri dei Nirvana, Krist Novoselic e Dave Grohl, nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2014, il primo anno in cui erano eleggibili.

Cozy Powell ci lasciava

(Cirencester, 29 dicembre 1947 – Bristol, 5 aprile 1998)

Oggi si ricorda la morte anche di Cozy Powell, pseudonimo di Colin Flooks, batterista inglese che durante la sua carriera ha militato in diversi gruppi di primo piano, come i Whitesnake, i Rainbow e i Black Sabbath. Ha prestato la sua opera come turnista ed ha lavorato ai suoi progetti solisti con il suo gruppo Cozy Powell’s Hammers e suonato insieme a Jeff Beck e Brian May. Considerato uno dei batteristi più influenti del rock moderno, il suo hobby erano i motori e le corse: è stato corridore di Formula 3 e tifava in Formula 1 per la Ferrari. Sarà proprio questa passione sfrenata a portarlo alla morte all’età di cinquanta anni il 5 aprile 1998 per un incidente automobilistico.

Layne Thomas Staley ci lasciava

(Kirkland, 22 agosto 1967 – Seattle, 5 aprile 2002)

Oggi ricordiamo la morte del cantante statunitense Layne Thomas Staley, cofondatore e frontman del gruppo grunge Alice in Chains e dei Mad Season. È ricordato soprattutto per la sua voce carica di emotività, nonché per la sua personalità chiusa e tormentata che lo resero una delle icone leggendarie di questo genere musicale. I suoi problemi esistenziali, uniti alla sua dipendenza da eroina, lo logorarono lentamente fino a ucciderlo. Layne Staley è classificato al 5º posto tra i migliori cantanti rock di tutti i tempi secondo Made Manual e al 27º posto tra i migliori cantanti metal di tutti i tempi secondo la rivista Hit Parader. Layne era un bambino molto sveglio, dotato di una mente acuta e con svariati interessi, tra cui, ovviamente, quello per la musica: già a cinque anni cantava con un gruppo di bambini dell’asilo. Quando Layne aveva sette anni i suoi genitori divorziarono, dopo che la madre Nancy aveva scoperto che il marito era coinvolto in loschi affari di droga e mafia. Layne restò traumatizzato da questa vicenda, che lo segnerà in modo indelebile per tutta la vita. Durante le scuole superiori, iniziò a manifestare segni di disagio. Amava dipingere e la musica, ma era evidente che aveva dei problemi: si cacciava spesso nei guai e dimenticava i compiti. La scuola decise quindi di mandarlo in un istituto per giovani affetti da problemi sociali. Questo causò a Layne una grave perdita di fiducia nei confronti della pubblica istruzione. Fu in questo periodo che il giovane iniziò a scrivere frammenti di poesie, pensieri; amava ascoltare gruppi come Anthrax, Van Halen, Black Sabbath, Judas Priest, aveva iniziato a suonare la batteria e aveva un complesso di ragazzi, gli Sleeze. In questo periodo, iniziò anche a fumare sigarette, marijuana e a bere. Layne conobbe Jerry Cantrell durante una serata presso la Music Bank di Seattle; lasciati gli Sleeze, si unì a Jerry per formare gli Alice in Chains (nome scelto dal cantante stesso). Alla neonata band si unirono il bassista Mike Starr e il batterista Sean Kinney nel 1987. Dopo aver negoziato con varie case discografiche, nel 1989 gli Alice in Chains firmarono un contratto con la Columbia Records; realizzeranno tre album (“Facelift“, “Dirt” e “Alice in Chains“), due EP (“Sap” e “Jar of Flies“) e un Unplugged, una delle ultime apparizioni in pubblico di Layne Staley. Gli anni del successo degli Alice in Chains coincisero con il periodo più difficile per Layne; l’uso di eroina era sempre più elevato e frequente, faticava a reggere le tournée del gruppo, (gli ultimi due album non furono supportati da un tour a causa dei problemi di salute del leader). Entrò più volte in clinica per disintossicarsi, ma non uscì mai completamente pulito. Nel 1994, durante una pausa presa con gli Alice in Chains, in seguito alla pubblicazione di “Jar of Flies“, entrò a far parte dei Mad Season, nati da un’idea di Mike McCready, (Pearl Jam), e John Baker Saunders, (The Walkabouts), che incontrandosi in una clinica di riabilitazione decisero di dedicarsi a un progetto comune per allontanarsi dalla droga. I Mad Season pubblicarono un solo album, “Above“, nel 1995, che fu un buon successo (disco d’oro) soprattutto grazie al singolo “River of Deceit“, che ottenne discreti piazzamenti in classifica, e alla collaborazione di Mark Lanegan degli Screaming Trees, grande amico di Staley. In seguito alla ricaduta di Staley nella droga, il gruppo entra in una lunga pausa, durante la quale cominciano a girare voci riguardo la futura presenza di Lanegan al posto di Layne alla voce. La morte del bassista John Baker Saunders in seguito a un’overdose nel 1999, tuttavia, stroncò tutte le possibilità di questo nuovo progetto. Il 29 ottobre 1996, morì quello che per Layne fu l’unico vero grande amore della sua vita: Demri Lara Parrot, uccisa da un’endocardite batterica. Layne non resse più. Smise definitivamente di farsi vedere in pubblico; distrutto dal dolore dei tragici eventi che lo avevano accompagnato per tutta la vita, dalla delusione e dalla rabbia verso un mondo ipocrita come quello della musica, Layne si rinchiuse nel suo appartamento a Seattle, ormai logorato psicologicamente e fisicamente dall’eroina. Nel 1998 collaborò con altri artisti, (tra cui Tom Morello dei Rage Against the Machine), al progetto Class of ’99, ma le sue condizioni fisiche e psicologiche erano ormai al limite del collasso tanto che nel video di “Another Brick in the Wall Part 2“, (cover dei Pink Floyd), Layne non appare nemmeno, se non in vecchie registrazioni del Live at the Moore dei Mad Season, di tre anni prima. Dopo aver rilasciato un’ultima intervista nel febbraio 2002, fu trovato cadavere nel suo appartamento il 19 aprile 2002, ucciso da una micidiale mistura di droga, la speedball. Dopo la sua scomparsa, la madre fondò la “Layne Staley Fund”, una comunità no-profit che si occupa della prevenzione e del recupero dei tossicodipendenti.

Mark St.John ci lasciava

(Hollywood, 7 febbraio 1956 – New York, 5 aprile 2007)

Si ricorda oggi la morte di Mark St. John, all’anagrafe Mark Leslie Norton. E’stato un chitarrista statunitense, noto soprattutto per la sua breve militanza nei Kiss. Si conosce poco della sua attività prima della band mascherata, si sa solamente che era un maestro di chitarra e militava in un gruppo californiano chiamato Front Page. Venne contattato dai Kiss nel 1984, dopo essere stato raccomandato dal noto costruttore di chitarre Grover Jackson, a sostituzione di Vinnie Vincent, che era stato appena licenziato dalla band. Con i Kiss, St. John partecipò alle registrazioni dell’album “Animalize” suonando in otto tracce su nove, ma nel dicembre dello stesso anno, dopo aver partecipato a tre date del tour mondiale, fu rimpiazzato da Bruce Kulick per motivi di salute, (aveva contratto una rara forma di artrite). Nel 1986 St. John fondò una band hair metal chiamata White Tiger con alla voce David Donato, cantante noto per aver militato per breve tempo nei Black Sabbath. Con i White Tiger St. John inciderà nello stesso anno il primo album del gruppo, l’omonimo “White Tiger“. Fondò anche una band insieme all’ex batterista dei Kiss, Peter Criss, ma registrando solo materiale demo. Dopodiché il nome del chitarrista rimase nell’ombra per un bel po’ di tempo, fino a quando incise un secondo disco con i White Tiger intitolato “Raw” e due dischi a suo nome. Muore nella notte del 5 aprile 2007 a causa di un’emorragia cerebrale.

Jim Marshall ci lasciava

(Londra, 29 luglio 1923 – Londra, 5 aprile 2012)

Si ricorda oggi la morte dell’imprenditore britannico Jim Marshall. È stato un pioniere dell’amplificazione delle chitarre, la sua azienda, la Marshall Amplification, produce amplificatori sin dagli anni sessanta. Nel 1960 gestiva un negozio di musica ad Hanwell, nel London Borough of Ealing. I suoi maggiori acquirenti, (fra i quali Ritchie Blackmore e Pete Townshend), parlavano della necessità di un nuovo tipo di amplificatore e Marshall fiutò l’occasione ed iniziò a produrre prototipi che portarono, nel 1962, alla fondazione della Marshall Amplification.

Paul O’Neill ci lasciava

(New York, 23 febbraio 1956 – New York, 5 aprile 2017)

Si ricorda oggi la morte di Paul O’Neill, produttore discografico, arrangiatore e compositore statunitense. Paul O’Neill è famoso per le sue collaborazioni (tra cui quelle con Aerosmith, Savatage, Metal Church e Badlands); è, inoltre, uno dei più apprezzati organizzatori di manifestazioni rock in Giappone. È, anche, un musicista lui stesso.
In particolare, la sua duratura collaborazione con i Savatage, iniziata nel 1987, lo ha portato a contribuire attivamente sia all’evolversi del sound che ai testi della band. Paul è, inoltre, l’ideatore del progetto Trans-Siberian Orchestra assieme a Jon Oliva e Robert Kinkel. Recentemente, ha iniziato a salire regolarmente sul palco, con la Trans-Siberian Orchestra, per l’esecuzione di alcune canzoni appositamente selezionate. Negli anni 80, ha lavorato per la Leber-Krebs Inc., management specializzato che si è occupato di artisti quali Aerosmith, AC/DC, Def Leppard, Ted Nugent, The New York Dolls, Scorpions e Joan Jett. Negli anni 90, ha scritto Romanov, un musical per Broadway, composto a quattro mani sempre con Jon Oliva, ma mai pubblicato. Il 5 aprile 2017 sul sito internet della Trans-Siberian Orchestra è stata annunciata la morte di O’Neill all’età di 61 anni a causa di una malattia cronica.

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