Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rome by Wild – 5 ottobre

8 Ricorrenze per il 5 ottobre

Nasceva Brian Connolly

(5 Ottobre 1945 Govanhill– 9 Febbraio 1997 Slough, Regno Unito)

Si ricorda oggi il compleanno di Brian Francis Connolly, cantante della rock band britannica Sweet. Nel 1963 ha suonato in un certo numero di gruppi locali, tra cui Generation X, dalla metà del 1965 fino a circa ottobre 1966. Nel 1974 Connolly fu picchiato fuori da una discoteca, episodio in cui ha ricevuto diversi calci alla gola che lo hanno forzato a smettere di cantare per qualche tempo ed in seguito gli hanno causato la perdita di parte della sua estensione vocale. Insoddisfatto della direzione stilistica attuata dal gruppo, e in secondo luogo affetto da gravi problemi legati all’abuso di sostanze alcoliche, decide di abbandonare gli Sweet. Negli anni a seguire, dopo lo scioglimento, il gruppo cercherà di riunirsi, arruolando svariati musicisti e, nel 1989, la formazione originale si ritrova unita per registrare di nuovo alcuni successi del periodo d’oro, ma la prestazione vocale di Brian Connolly non soddisfa gli altri tre, tanto che il progetto viene nuovamente accantonato. Ormai dimenticato dai metal fan degli anni ’90, Brian Connolly muore il 9 febbraio del 1997 a causa di ripetuti infarti, conseguenza del suo pessimo stato fisico, minato in maniera esagerata dall’alcool.

Nasce Brian Johnson

(Dunston, 5 ottobre 1947)

Oggi si festeggia il compleanno di Brian Johnson, il famoso cantante degli australiani AC/DC. Prima di entrare nella mitica band nel 1980, a sostituzione dello scomparso Bon Scott, faceva parte dei meno conosciuti Geordie. Brian ha in parte origini italiane: suo padre Alan era un sergente maggiore dell’esercito britannico, mentre sua madre, Ester De Luca, è italiana di Frascati, (provincia di Roma); Johnson ha affermato di aver ereditato il timbro vocale dal padre.
Prima di entrare negli AC/DC, Johnson cantava nei Geordie, una glam rock band di Newcastle formata nel 1972. Dopo aver pubblicato diversi singoli, il gruppo si sciolse nel 1978, ma Johnson decise di riformarla nel 1980. Tuttavia, dopo aver firmato qualche contratto, nello stesso anno, venne chiamato ad un’audizione per gli AC/DC. Johnson entrò quindi nella formazione del gruppo il 15 aprile 1980, dopo la morte del precedente cantante Bon Scott avvenuta nel febbraio dello stesso anno. Il ruolo di cantante nel gruppo fu un compito assai impegnativo per Johnson, ma senza ombra di dubbio gli AC/DC ritrovarono immediatamente la strada del successo, come testimoniato dal celebre album “Back in Black“, pubblicato nel 1980 e ricordato come uno dei migliori lavori hard rock di tutti i tempi: il disco arrivò alla prima posizione nel Regno Unito e alla quarta negli Stati Uniti dove restò per mesi nella Top Ten di Billboard; seguì un tour mondiale di grande successo che consacrò Brian degno successore di Bon.
Curiosamente nel 1997 Johnson avviò per la prima volta una collaborazione con un gruppo esterno; si trattò della composizione e l’incisione di un brano della band hard & heavy Jackyl dal titolo “Locked and Loaded“, la quale comparve nel loro terzo album “Cut the Crap“.
Molti erroneamente indicano Johnson come il secondo cantante del gruppo dopo Bon Scott: in realtà gli AC/DC esordirono con Dave Evans alla voce, il quale però rimase nel gruppo per meno di un anno, (dall’ottobre del 1973 al settembre del 1974), ed incise col gruppo soltanto un singolo pubblicato nel luglio 1974, unicamente in Australia e Nuova Zelanda.
Johnson ha sposato la sua prima moglie, Carol, nel 1968. Hanno divorziato durante la stesura dell’album “The Razors Edge“. Hanno due figlie: Joanne (1968), e Kala (1973). È anche un accanito sostenitore della squadra di calcio inglese, Newcastle United, e una volta ha tentato di acquistare il club.
Nel settembre 2009, a Johnson è stata diagnosticata la sindrome di Barrett. Ciò ha portato gli AC/DC ad annullare diversi spettacoli nel loro tour del 2009 Tuttavia, i medici sono stati in grado di prevenire l’insorgere del cancro.
Il 9 luglio del 2014 è stato insignito della Laurea Honoris Causa in musica alla Northumbria University di Newcastle, Inghilterra.

Nasce Eddie Clarke

(Twickenham, 5 ottobre 1950 – 10 gennaio 2018 Londra, Regno Unito)

Si ricorda il compleanno di Eddie Clarke, meglio conosciuto come “Fast” Eddie Clarke, il leggendario primo chitarrista dei Motorhead che suonò insieme a loro fino al 1982, e poi con i Fastway nel 1983. Eddie ha cominciato a suonare la chitarra fin da molto giovane, alla sua città di Twickenham, in Inghilterra. All’età di quindici anni cominciò ad esibirsi in alcune band locali, come i The Bitter End; questo fino al 1973, quando diventò un chitarrista professionista, facendo parte dalla band di Curtis Knight chiamata Zeus. Nel 1974 essi pubblicarono un album intitolato “The Second Coming“, registrato agli Olimpic Studios.
Clarke ha inoltre registrato l’album “Sea Of Time“, con gli Zeus, l’amico chitarrista Allan Callan, il tastierista Nicky Hogarth, e il batterista Chris Perry. In seguito assistette ad una registrazione ai Command Studios di Piccadilly. Come risultato, le tracce registrate finirono poi sotto l’etichetta Anchor Records, con la quale il quartetto firmò un contratto chiamando la nuova band Blue Goose. Appena dopo il contratto Clarke, Hogarth e Perry abbandonarono Zeus in favore di Alan Callan.
Però dopo una furiosa lite tra Callan e Clarke, Eddie venne buttato fuori dal gruppo. Poco dopo gli venne chiesto di ritornare con i Blue Goose, ma il chitarrista rifiutò. Il gruppo pubblicò il loro omonimo album nel 1974, per la Anchor Records. Tra le tracce, da notare anche “Over The Top” scritta da Clarke-Hogarth-Perry e che sarebbe da non confondersi con l’omonima canzone pubblicata più tardi dei Motörhead; infatti sono due pezzi totalmente differenti fra loro.
In seguito Clarke decise di formare un’altra band, comprendente il bassista dei Be Bop Deluxe, Charlie Tumalhi, il cantante Ann McCluskie e il batterista Jim Thompson. La band venne chiamata Continuous Performance, però questa formazione durò solo fino al 1975, infatti la band si sciolse quasi subito, non riuscendo a trovare un contratto con una label di successo. Clarke formò anche un’altra band, con Nicky Hogarth dei Blue Goose, il bassista Tony Cussons e il batterista Terry Slater. Anche questa però non durò molto a lungo.
Clarke, che lavorava in una casa galleggiante, viene a conoscenza del batterista Phil Taylor, da poco tempo nei Motörhead, che lo presenta immediatamente al leader Lemmy Kilmister, il quale lo accetta come nuovo chitarrista della band. La loro formazione è considerata da molti quella classica; per il gruppo londinese infatti poco dopo iniziò un continuo giro di successi, grazie anche ad album ormai leggendari come “Overkill“, “Bomber“, “Ace of Spades” e “Iron Fist“. Da notare anche il live “No Sleep ’til Hammersmith’“, che nel 1981 raggiunse incredibilmente la posizione numero 1 nelle classifiche britanniche.
Clarke abbandonò i Motorhead nel 1982, durante il loro secondo tour americano. Le cause principali furono le vendite dell’album “Iron Fist“, ma soprattutto l’EP con i Plasmatics Stand by Your Man; Eddie pensava infatti che questo avrebbe cambiato molto l’immagine della band. Fu quindi sostituito dall’ex-Thin Lizzy Brian Robertson e svolse il suo ultimo concerto con la band il 14 maggio 1982.
Successivamente continuò a collaborare con Lemmy e soci per alcune canzoni, per esempio dell’album “Another Perfect Day” e, nel 1993 per la canzone “I’m The Man“, dell’album “Bastards“. “Fast” Eddie Clarke muore il 10 Gennaio 2018 in ospedale dove era in cura per una polmonite.

Nasce Bob Geldof

(Dún Laoghaire, 5 ottobre1951)

Oggi è il compleanno del cantante/attore irlandese Bob Geldof, al secolo Sir Robert Frederick Zenon Geldof, conosciuto in tutto il mondo soprattutto per il suo impegno a favore della lotta contro la fame e le malattie in Africa, impegno che negli anni lo ha portato a trascurare la carriera musicale. Partecipò anche come attore, nella parte del protagonista Pink, al film Pink Floyd The Wall diretto da Alan Parker. Nel 1985 poi, con l’aiuto di molti altri artisti, si dedicò anima e corpo all’organizzazione del Live Aid, concerto rock in mondovisione tenutosi il 13 luglio in due diversi continenti, lo stadio di Wembley a Londra, e lostadio JFK di Filadelfia. A questa manifestazione, senza precedenti nella storia della TV e della musica, parteciparono le maggiori personalità del mondo della musica e dello spettacolo.

Esce “Led Zeppelin III

5 ottobre 1970: Led Zeppelin III è il terzo album della hard rock band inglese Led Zeppelin, prodotto dalla Atlantic Records. Esplosi a livello planetario con “Whole Lotta Love“, che aveva permesso al loro secondo capitolo discografico di lanciarli verso la fama, i Led Zeppelin iniziano un percorso a zig zag, 10 anni di insofferenza per il già fatto e per le perplessità della critica. Il “III” rappresenta un importante punto di svolta: Page e Plant, ma soprattutto il primo, si guardano indietro, riassaporano il folk inglese, guardano a quello statunitense e si mettono in testa di creare un blend assolutamente atipico. Gli esiti artistici del loro intenso sforzo professionale sono sorprendenti: messi in secondo piano gli accenti hard, i Led Zeppelin smorzano l’elettricità e approdano ad un suono acustico-pastorale, ancora una volta di notevole intensità. Come di consueto, però, l’album si apre con un serrato hard rock: “Immigrant Song“, composizione già in gran parte definita prima della sosta vacanziera; in questo brano la voce di Plant e la chitarra di Page sembrano una cosa sola, mentre il tema epico – mitologico del testo, (ispirato al cantante dalla sua passione per la storia dell’antica Inghilterra), nonché lo stile musicale, influenzeranno notevolmente tutto l’heavy metal a venire. Dopo questa poderosa introduzione, “Friends” e la solare “Celebration Day” fanno assaporare il clima bucolico di “III“. Lo struggente crescendo di “Since I’ve Been Loving You“, (brano registrato in diretta in studio), dimostra il mai rinnegato amore per il blues, mentre “Out on the Tiles” riporta a suoni pastorali.
Il lato B si apre con “Gallows Pole“, reinterpretazione di un brano folk tradizionale. Seguono altri meravigliosi brani acustici: la commovente ballata “Tangerine“, “That’s the Way“, la scherzosa “Bron-Yr-Aur Stomp” e “Hats off to (Roy) Harper” (dedicata al cantautore Roy Harper).
Il capitolo “III” è il punto di svolta, da quel momento nulla sarà più come prima nella musica dei Led Zeppelin e nel rock.
Anche se ormai “Led Zeppelin III” è considerato uno dei capolavori del gruppo, la critica dell’epoca, con cui la band aveva un pessimo rapporto, lo giudicò assai negativamente. Dopo le bombardate di hard rock di “Led Zeppelin II“, il folk di “III” venne preso come un infiacchimento. Alcuni critici stroncarono il disco in maniera così dura che il gruppo non fece alcuna tournée e passò subito alla registrazione del quarto album.
L’album raggiunge la prima posizione per quattro settimane nella Billboard 200 e nella UK Albums Chart. Nel resto del mondo arriva primo in Canada ed in Australia, terzo in Germania, Paesi Bassi e Norvegia, quinto in Giappone e sesto in Spagna.
I toni acustici di “Led Zeppelin III“, riuniti al blues del primo album e all’hard rock del secondo, forniranno un importantissimo apporto sonoro per “Led Zeppelin IV“.

Tracce

1. Immigrant Song – 2:23
2. Friends – 3:54
3. Celebration Day – 3:28
4. Since I’ve Been Loving You – 7:24
5. Out on the Tiles – 4:05
6. Gallows Pole – 4:56
7. Tangerine – 2:57
8. That’s the Way – 5:37
9. Bron-Y-Aur Stomp – 4:16
10. Hats off to (Roy) Harper – 3:42

Formazione

Jimmy Page – Chitarra acustica, chitarra elettrica e pedal steel guitar, banjo, dulcimer, basso in That’s the Way, cori
Robert Plant – voce e armonica
John Paul Jones – basso, organo Hammond, Moog, mandolino, contrabbasso in Bron-Y-Aur Stomp, arrangiamento archi, cori
John Bonham – batteria, percussioni, cori

Esce Narita

05 ottobre 1979: “Narita” è il secondo album in studio del mitico gruppo heavy metal statunitense Riot, pubblicato per l’etichetta discografica Capitol Records. L’album vede una maturazione generale rispetto al precedente “Rock City“, sia in fatto di produzione, (meno grezza dell’esordio), che come qualità generale, proponendo inoltre la prima traccia strumentale della band, la title-track “Narita“. Il titolo dell’album deriva infine dall’omonima città giapponese, dove proprio in quel periodo vi furono degli scontri dovuti alla costruzione dell’aeroporto su un territorio considerato sacro; da qui la copertina del disco, con la mascotte Johnny in piedi su un suolo coperto di teschi e con alle spalle un aereo in procinto di atterrare/decollare.

Tracce

1. Waiting for the Taking (Speranza, Reale, Ventura) – 5:01
2. 49er – 4:36
3. Kick Down the Wall – 4:32
4. Born to Be Wild (Bonfire) – 2:47
5. Narita – 4:38
6. Here We Come Again – 5:58
7. Do It Up – 3:44
8. Hot for Love – 5:00
9. White Rock – 2:33
10. Road Racin’ – 4:32

Formazione

Guy Speranza – voce
Mark Reale – chitarra
Rick Ventura – chitarra
Jimmy Iommi – basso
Peter Bitelli – batteria

Esce Denim and Leather

05 ottobre 1981: Denim and Leather è il quarto album dei Saxon, uscito per l’etichetta discografica Carrere Records. Il disco venne realizzato dopo un lungo e soddisfacente tour che porto il gruppo anche in Giappone. A causa della calorosa accoglienza raccolta ai concerti, i Saxon decisero di dedicare l’album ai loro fan. L’album si fa notare per la maggior melodia rispetto al precedente e furioso “Strong Arm of the Law” e per la presenza di “Princess Of The Night“, “Denim And Leather” e “And The Bands Played on“, cavalli di battaglia ancora oggi suonati dal vivo. Il disco è inoltre l’ultima prova in studio con il batterista Pete Gill, fuoriuscito poco prima dell’inizio della tournée di supporto.

Tracce

1. Princess of the Night – 4:01
2. Never Surrender – 3:15
3. Out of Control – 4:07
4. Rough and Ready – 4:51
5. Play It Loud – 4:11
6. And the Bands Played on – 2:48
7. Midnight Rider – 5:45
8. Fire in the Sky – 3:37
9. Denim and Leather – 5:25

Formazione

Biff Byford – voce
Graham Oliver – chitarra
Paul Quinn – chitarra
Steve Dawson – basso
Pete Gill – batteria

Ci lascia Steve Lee

(Zurigo, 5 agosto 1963 – Mesquite, 5 ottobre 2010)

Oggi è la ricorrenza della morte di Steve Lee, il celebre cantante degli svizzeri Gotthard. Steve Lee nacque a Zurigo il 5 agosto 1963 con il nome di Stefan Alois Lee, figlio di un padre britannico e una madre svizzero-tedesca. Aveva due fratelli, Karin e Tomaso. Più tardi la sua famiglia si trasferì in Ticino, dove lui imparò il mestiere di orafo. All’età di 12 anni si procurò il suo primo set di batteria. Con qualche esperienza in studio alle spalle, Steve Lee esordì nel mondo musicale nel 1988 con il gruppo hard rock denominato Forsale, con il quale pubblicò un album intitolato “Stranger in Town“. Terminata questa esperienza, fondò nel 1992 a Lugano, insieme al chitarrista Leo Leoni, al bassista Marc Lynn ed al batterista Fabian Rose, i Krak. In seguito, sotto la guida del bassista e compositore dei Krokus, Chris von Rohr, la band fu ribattezzata Gotthard (nome ispirato dal Passo del San Gottardo e con l’evidente gioco con le parole inglesi “got” e “hard”) e il batterista del gruppo divenne Hena Habegger.
Nel 2007, Lee venne contattato da Arjen Anthony Lucassen per partecipare all’ultimo album in studio degli Ayreon, “01011001“, pubblicato nel 2008. Egli eseguì alcune parti vocali, insieme ad altri cantati progressive rock e progressive metal. Nel 2009 venne chiamato dallo storico tastierista dei Deep Purple, Jon Lord, che lo invitò a cantare durante un suo concerto a Zurigo. Pare che Lee, poco prima della sua morte, avesse iniziato a pianificare un album da solista la cui uscita era prevista nel 2011.
Nonostante la fama ottenuta nei confini svizzeri, Lee si vedeva come un “rocker riservato” e non venne mai coinvolto in grandi scandali sulla stampa. È stato sposato con Karin, sua compagna dal 1990 al 2004, da cui divorziò. Con la sua fidanzata più recente, l’ex modella Brigitte Voss-Balzarini, non si è mai sposato. Grazie alle sue radici britanniche da parte del padre, al fatto di essere nato a Zurigo e di essersi poi trasferito a vivere in Ticino, Lee parlava correntemente italiano, tedesco, inglese e francese. Inoltre, Lee venne spesso coinvolto in iniziative benefiche e partecipò ogni anno con la sua Harley-Davidson alla Love Ride di Zurigo. Il 5 ottobre 2010, durante un viaggio in motocicletta da Las Vegas (Nevada) a Saint George (Utah) assieme a 22 motociclisti, tra cui un membro del gruppo (il bassista Marc Lynn), Steve Lee viene urtato da una motocicletta durante una sosta sul bordo della strada Interstate 15 vicino Mesquite (Nevada, USA), sosta effettuata per indossare una tuta per la pioggia. Un mezzo pesante ha investito alcune moto parcheggiate, una delle quali ha colpito Lee. Chiamati i Paramedici dopo un primo tentativo di rianimarlo, essi arrivarono sul luogo dell’incidente, ma per Steve Lee non ci fu nulla da fare: il medico legale non poté fare altro che certificare il decesso del cantante sul posto.
Il funerale si è svolto privatamente e poi in funzione pubblica nel rifugio sulla vetta del passo del San Gottardo. La salma (cremata) è stata poi traslata nel Canton Ticino e, dopo una permanenza nella dimora della compagna Brigitte, è stata infine tumulata nel cimitero di Porza, dove il cantante aveva vissuto negli ultimi anni.
Lee è stato premiato postumo agli Swiss Music Awards 2011 con il Tribute Award. Le influenze musicali di Steve Lee includevano Led Zeppelin, AC/DC, Whitesnake, Deep Purple, Bon Jovi, Van Halen e Aerosmith. Lee era particolarmente affezionato ai Whitesnake e ha basato il suo stile di canto ispirandosi a quello del frontman David Coverdale.

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