Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 6 aprile

4 Ricorrenze per il 6 aprile

Nasce Udo Dirkschneider

(Wuppertal, 6 aprile 1952)

E’ il compleanno oggi del cantante tedesco Udo Dirkschneider, fondatore delle band heavy metal Accept e U.D.O.. Con gli Accept è rimasto fino allo scioglimento, avvenuto nel 1987. Dopo la separazione della band, ne ha formato un propria: gli U.D.O., anche se ha continuato a fare brevi apparizioni con gli Accept. Ha fatto una comparsa nel video musicale per la canzone “Shtil (Штиль)“, della band heavy metal russa Aria. Ha registrato la voce nell’album cover dei Raven nel brano “Born to Be Wild“. E’ anche famoso per il suo duetto nel brano “Dancing with an Angel” con Doro Pesch. Nel corso del Wacken 2008 ha eseguito il brano “They Only Come Out at Night” con i Lordi.

Nasce Roy Mayorga

(New York, 6 aprile 1970)

Oggi si ricorda il compleanno di Roy “Maurice” Mayorga Santos, batterista e polistrumentista statunitense, membro del gruppo alternative metal Stone Sour dal 2006. Di origini ecuadoriane e cubane, Mayorga è stato il primo batterista del gruppo brasiliano Soulfly. Prima di loro ha suonato con gli Shelter e i Thorn, e ha fatto parte di una delle band politicamente più influenti di New York tra gli anni ottanta e novanta, i Nausea. Nel 2004 ha contribuito alla fondazione del supergruppo Abloom, insieme ad altri due membri dei Soulfly e a due componenti degli Snot. L’anno successivo appare come uno dei batteristi sulla compilation della Roadrunner United, The All-Star Sessions, precisamente nelle tracce “The Enemy“, “The End” e “Baptized in the Redemption“, tutte prodotte e scritte dall’ex chitarrista dei Fear Factory Dino Cazares. Mayorga ha suonato con i Sepultura per il tour europeo del 2006 (insieme agli In Flames) per via dell’assenza di Igor Cavalera. È entrato a far parte ufficialmente degli Stone Sour il 10 maggio 2006 al posto di Joel Ekman, suonando nell’album “Come What(ever) May“. Roy è endorser della DW (Drum Workshop), ed è stato endorser della Zildjian per i piatti, ma video recenti mostrano che ora usa piatti Sabian.

Esce “Edge of Thorns

6 aprile 1993: “Edge of Thorns” è un album dei Savatage, pubblicato dall’Atlantic Records. È stato l’ultimo album, della band, che vede alla chitarra il compianto Criss Oliva. È anche il primo album ad avere Zachary Stevens come voce solista, a seguito dell’abbandono del ruolo da parte di Jon Oliva. Come per i tre album precedenti, le canzoni sono scritte dai fratelli Oliva in collaborazione col produttore Paul O’Neill. Questo benché Jon Oliva abbia, di fatto, lasciato la band contribuendo al disco solo in veste di tastierista da studio e non prendendo parte al successivo tour. Le canzoni “Miles Away” e “All That I Bleed” sono state le ultime ad essere composte col fratello e pertanto restano tra le favorite di Jon Oliva. La donna nella figura del disegno in copertina è Dawn Oliva, moglie di Criss Oliva. Il dipinto è opera di Gary Smith, che disegnò anche fronte e retro della copertina di “Hall of the Mountain King“, il fronte della copertina di “Gutter Ballet“, il retro della copertina di “Streets: A Rock Opera” e tutte le aerografie presenti nelle chitarre di Criss Oliva. Si suppone che la faccia tra gli alberi sia di Jon Oliva, nonostante Paul O’Neill lo neghi. Si dice che la copertina rappresenti il bene, (la donna), contro il male, (la faccia negli alberi), d’accordo con quello che disse Criss Oliva in un’intervista del 1993:
[blockquote]La ragazza è circondata dalla paura e l’innocenza. Ma la faccia tra gli alberi è malvagia. Tutto intorno a lei è malvagio. È a proposito del bene e del male. Le canzoni nel CD riflettono questo, infatti.[/blockquote]
L’album è caratterizzato da un sound incentrato sulla chitarra di Criss Oliva. La voce di Zachary Stevens risulta assai differente di quella del suo predecessore ed anche il suono della batteria in questo album è diverso dagli altri dei Savatage, perché Steve Walchoz decise di utilizzare una batteria elettronica. Sebbene la maggior parte dei kit di percussioni suonano autentici, si può sentire la differenza nei tom. Alle session dell’album appartengono anche le canzoni “Innocence” e “Forever After” dapprima presenti solo sull’edizione giapponese e poi apparse anche nella raccolta “From the Gutter to the Stage“.

Tracce

1 Edge Of Thorns
2 He Carves His Stone
3 Lights Out
4 Skraggy’s Tomb
5 Labyrinths
6 Follow Me
7 Exit Music
8 Degrees Of Sanity
9 Conversation Piece
10 All That I Bleed
11 Damien
12 Miles Away
13 Sleep

Formazione

Zachary Stevens – Voce Solista
Criss Oliva – Chitarre
Johnny Lee Middleton – Basso
Jon Oliva – Pianoforte, Tastiere
Steve Doc Wacholz – Batteria

Wendy O. Williams ci lasciava

(Rochester, 28 maggio 1949 – Storrs, Mansfield, Connecticut, USA, 6 aprile 1998)

Oggi si ricorda la morte di Wendy Orlean Williams, meglio conosciuta come Wendy O. Williams, cantante statunitense voce del gruppo punk rock Plasmatics e solista heavy metal. Fin da piccola comincia a lavorare nel mondo dello spettacolo, prima come ballerina e successivamente come spogliarellista, sempre nella sua città natale. In questo periodo viene notata da un agente, il quale è deciso a formare una punk rock band: i Plasmatics. Il gruppo si differenzia subito dalle altre band, in particolare per le imprese di Wendy durante i concerti: di solito la cantante appariva poco vestita e simulava atti sessuali sul palcoscenico, imprese queste che le costeranno alcuni arresti e scontri con la polizia. Frattanto, Wendy comincia a collaborare con altri artisti del mondo del rock, come Lemmy Kilmister dei Motörhead, con il quale registrò nel 1982 l’EP “Wendy & Lemmy“, contenente il famoso pezzo di Tammy Wynette, “Stand By Your Man“. Nello stesso anno, si conclude anche la sua carriera con i Plasmatics, precisamente con il loro capolavoro: “Coup d’État“. In seguito a questo, debutta come artista solista, pubblicando nel 1984 l’album “WOW“, prodotto da Gene Simmons dei Kiss. Nel 1985 ha una nomination ai Grammy Awards per la categoria Best Female Rock Vocal. Nel 1987 riforma i Plasmatics con una formazione tutta nuova, con i quali pubblica il concept album “Maggots: The Record“, dopo il quale la band si scioglierà definitivamente. Dopo la pubblicazione di un altro album, Wendy si ritira dalle scene musicali nel 1991, preferendo occuparsi di altro. Muore suicida nel 1998 con un colpo di arma da fuoco, all’età di soli 48 anni. L’anno successivo, nel live dei Motörhead “Everything Louder Than Everyone Else“, l’amico di sempre Lemmy le dedica ufficialmente la canzone “No Class“. Dopo la sua tragica morte, vengono pubblicati altri tre album dei Plasmatics, tra cui due raccolte e un DVD nel 2007.

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