Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 6 dicembre

3 Ricorrenze per il 6 dicembre

Nasce Peter Buck

(Oakland, 6 dicembre 1956)

Oggi è il compleanno di Peter Lawrence Buck, chitarrista statunitense, ex membro dei R.E.M.. Lavorando in un negozio di dischi ad Athens (Georgia), conoscerà Michael Stipe che, assieme a Mike Mills e Bill Berry, lo convincerà a formare una delle rock band più influenti nella storia della musica, i R.E.M.
Da sempre vorace ed instancabile appassionato musicale e grande intenditore di musica moderna è autore di buona parte delle musiche del gruppo. Peter ha collaborato e collabora tuttora con altri gruppi musicali tra i quali i Tuatara e i Minus 5 del qual fanno parte anche due “membri aggiunti” dei R.E.M. (il batterista Bill Rieflin ed il chitarrista Scott McCaughey), e i Tired Pony, “supergruppo” formato da Gary Lightbody (Snow Patrol), Richard Colburn, Iain Archer, Jacknife Lee e Scott McCaughey. Con questi ultimi ha prodotto l’album “The Place We Ran From” uscito il 12 luglio 2010.
Musicista autodidatta, per sua stessa ammissione “non particolarmente dotato”, Buck adotta uno stile chitarristico di base semplice e intuitivo, basato su accordature aperte e riff arpeggiati, tipicamente folk/country, che ricordano, tra gli altri, i Byrds, di Roger McGuinn, di cui Buck è un estimatore.
Responsabile del tipico sound R.E.M. è inoltre la marca della chitarra principale di Buck, una Rickenbacker 360, associata spesso ad un amplificatore valvolare Vox ac30.
Buck inoltre ha suonato diversi strumenti nei R.E.M., tra cui: chitarre elettriche ed acustiche Rickenbacker, Gibson, Fender, Gretsch, Martin a 6 e 12 corde, banjo, mandolino, basso, tastiera e batteria.
Buck è noto per la sua conoscenza enciclopedica della musica, così come per la sua vasta collezione di dischi. Il 12 marzo 1999, in un’intervista a Wiese, uno spettacolo musicale televisivo di Oslo (Norvegia), Buck ha stimato la sua collezione a circa 25.000 pezzi. Alla fine del 1990, stimò avesse circa 10.000 singoli in vinile, 6.000 LP e 4.000 CD.
La rivista Rolling Stone lo ha inserito al numero #94 nella lista Rolling Stone’s 100 Greatest Guitarists of All Time, che annovera i migliori chitarristi di tutti i tempi.
Nell’aprile del 2010 è stata stilata dalla BBC 6 una classifica dei migliori chitarristi dal 1980 al 2010 (votata da circa 50000 utenti del sito), dove Peter Buck è entrato nella top 10 al decimo posto.

Nasceva Randy Rhoads

(Santa Monica, California, USA, 6 dicembre 1956 – Leesburg, Florida, USA, 19 marzo 1982)

Si ricorda oggi il compleanno del mai abbastanza compianto chitarrista Randall William Rhoads, noto come Randy Rhoads, da sempre considerato un virtuoso della chitarra e uno dei più celebri ed influenti chitarristi heavy metal degli anni ’80 e generalmente della storia del rock. È noto per aver suonato dapprima con i Quiet Riot e successivamente con la band di Ozzy Osbourne, ma per essere stato anche un assiduo e devoto studioso delle tecniche classiche di uso della chitarra e per aver combinato all’interno della sua musica elementi della musica classica e del jazz.
Randy è ritenuto da molti come uno dei migliori musicisti heavy metal ed è stato inserito, dai lettori della rivista statunitense Guitar World, alla posizione numero 4 della classifica Guitar World’s Top 100 Metal Guitarist – Top Metal Guitarist Of All Time (“I 100 Migliori Chitarristi Metal secondo Guitar World – I Migliori Chitarristi Metal di Ogni Tempo” e alla posizione numero 36 nella classifica del Rolling Stone Magazine dei migliori 100 chitarristi di tutti i tempi,mentre la rivista DigitalDreamDoor l’ha classificato 3º nella classifica dei 100 migliori chitarristi heavy metal, dietro a Tony Iommi e Yngwie Malmsteen.
Tra le sue tracce più celebri si possono ricordare i brani “Revelation Mother Earth“, “Dee“, “Diary of a Madman“, “Goodbye to Romance” ed infine “Mr. Crowley” e “Crazy Train“.
Il 18 marzo 1982, durante il “Diary of a Madman tour“, lungo la strada, il gruppo passò vicino alla casa dell’autista del loro bus, Andrew C. Aycock, che viveva a Leesburg, Florida, presso il “Flying Baron Estates”, un complesso abitativo composto da tre case con un hangar per aeroplani ed una pista d’atterraggio. All’interno di uno degli hangar della struttura era parcheggiato un aeroplano, un “Beechcraft Bonanza F-35” del 1955 bianco e rosso, di proprietà di un certo Mike Partin. L’autista Andrew Aycock, essendo provvisto di un brevetto di pilota, decise di fare un giro sul velivolo senza permesso alcuno ed invitò a volar con lui il tastierista Don Airey ed il manager del gruppo. I tre viaggiarono per qualche minuto a bassa quota attorno alla zona. Riatterrato sulla pista, attorno alle 9:00 di mattina Aycock imbarcò sul mezzo la parrucchiera Rachel Youngblood e Randy Rhoads.
Questa volta Aycock decise di esibirsi in un pericoloso stunt, girando attorno al bus della band e sfiorandolo per tre volte, nel tentativo di svegliare coloro che dormivano al suo interno con il rombo del motore. Al quarto passaggio, l’ala sinistra dell’aereo toccò il bus parcheggiato. L’aeroplano oltrepassò l’autobus, colpendo un albero di pino prima di schiantarsi sul garage della casa di Calhoun. L’edificio prese fuoco immediatamente, seguito in breve tempo dal garage e dai due veicoli parcheggiati all’interno, una Oldsmobile ed una Ford Granada. Jesse Herndon, che era all’interno della casa durante l’impatto, riuscì ad uscire illeso dall’incendio.
Randy Rhoads morì nell’impatto insieme agli altri due passeggeri, Aycock e Youngblood, che avevano rispettivamente 36 e 58 anni.
Randy Rhoads aveva solo 25 anni, il suo corpo è sepolto al Mountain View Cemetery di San Bernardino, California.

Johnny Hallyday ci lasciava

(Parigi, 15 giugno 1943 – Marnes-la-Coquette, 6 dicembre 2017)

Si ricorda la morte di Johnny Hallyday, nome d’arte di Jean-Philippe Smet, cantante e attore francese. Considerato tra i maggiori esponenti del rock del suo Paese, ha venduto oltre cento milioni di dischi. Nel 1956 vuole intraprendere la carriera di cantante, quindi decide d’adottare il nome d’arte dei cugini Hallyday, accoppiandolo a Johnny (versione inglese di Jean). Negli anni successivi Johnny si avvicina professionalmente al nuovo rock’n’roll proveniente dagli USA e la sua apparizione nella trasmissione radio Paris-Cocktail del dicembre 1959 è il primo passo per diventare uno dei primi rocker francesi di grande successo. Nel marzo 1960 Hallyday pubblica il suo primo album “Hello Johnny“. In più di 50 anni di attivissima e instancabile carriera è un’icona del rock mondiale; è stato anche uno degli scopritori di Jimi Hendrix. Il suo repertorio spazia dal rock al blues. Ha cantato diverse volte in italiano; il suo successo maggiore in Italia è “Quanto t’amo” (“Que je t’aime“); ha anche tradotto in francese alcuni brani di Adriano Celentano fra cui “24 000 baci” (“24 000 baisers“). Mai appagato dalla sua passione per le Gitanes fu colpito da un tumore polmonare, come da sua ammissione. Morì nella notte di mercoledì 6 dicembre 2017.

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