Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’ almanacco di Rock by Wild – 6 giugno

7 Ricorrenze per il 6 giugno

Nasceva Edgar Froese

(Tilsit, 6 giugno 1944 – Vienna, 20 gennaio 2015)

Oggi si ricorda la nascita di Edgar Willmar Froese, tastierista tedesco, fondatore e leader dei Tangerine Dream, nonché unico membro a rimanere sempre fisso nella formazione del gruppo.
Froese nacque a Tilsit, nella Prussia Orientale, durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo aver mostrato un’attitudine giovanile per l’arte, entrò all’Accademia di Belle Arti di Berlino Ovest per studiare pittura e scultura. Nel 1965 formò un gruppo chiamato The Ones, che suonava classici del rock e dell’R&B. Mentre suonavano in Spagna, gli Ones furono invitati ad esibirsi nella villa di Salvador Dalí a Cadaqués. L’incontro di Froese con Dalí fu molto influente, tanto da ispirarlo a seguire direzioni più sperimentali con la sua musica. Gli Ones si sciolsero nel 1967, dopo aver realizzato un solo singolo, “Lady Greengrass / Love of Mine“. Dopo essere tornato a Berlino, cominciò a ricercare musicisti per creare il gruppo che sarebbe diventato famoso con il nome di Tangerine Dream.
La line-up più prolifica della band fu quella composta da Froese assieme a Peter Baumann e Christopher Franke. Nel corso degli anni, la band ha cambiato numerosi componenti, ma nonostante ciò Froese è rimasto sempre il nucleo centrale, finendo poi per divenire, dopo l’abbandono da parte del figlio Jerome nel 2006, l’unico membro effettivo della band, tanto che numerose pubblicazioni uscite a nome Tangerine Dream sono in realtà lavori solisti di Froese stesso. Dopo il periodo delle sperimentazioni krautrock/cosmiche, la band è stata caratterizzata, negli anni ottanta, da una virata sempre più netta verso un tipo di musica più accessibile fino a divenire, con l’album “Optical Race” del 1989, una vera e propria realtà new age.
Dagli anni novanta in poi la band ha pubblicato vari album, mantenendo sempre un sound di elettronica di consumo, ma spaziando tra vari generi, arrivando a toccare anche il pop rock e techno-rock. Al di fuori dell’attività di gruppo Froese ha pubblicato una serie di album solisti, il primo dei quali nel 1974 con il titolo di “Aqua“, subito dopo la pubblicazione da parte del gruppo del best-seller “Phaedra“. In seguito vi furono “Epsilon in Malaysian Pale” (1975) e “Macula Transfer” (1976). Tutti e tre questi primi album ricalcavano le sonorità caratteristiche della band nello stesso periodo.
Con “Ages” (1978), al contrario di quanto accadeva nel gruppo, Froese si mantenne su un sound più sperimentale, mentre in “Stuntman” (1979) le sonorità risultarono più accessibili e simili a quelle che caratterizzarono la band nel primo periodo degli anni ottanta, (quando il gruppo si dedicherà soprattutto alla composizione di colonne sonore). “Pinnacles” (1983) anticipò il definitivo cambio di stile della band verso la new age, che avvenne poco più tardi, (a partire dall’album “Tyger” del 1985). Nel 1982 Froese ha inoltre composto la colonna sonora del film di Wolf Gremm Kamikaze 1989 interpretato da Rainer Werner Fassbinder e Franco Nero. Nel 2003 ha pubblicato una serie di 5 compilation di remix intitolata “Ambient Highway“. Del 2005 è il suo ultimo album solista intitolato “Dalinetopia“.
L’ultima esibizione dal vivo del musicista risale al 9 giugno 2014 a Torino nel corso del “Phaedra Farewell Tour 2014” dei Tangerine Dream; nell’occasione il concerto veniva pubblicizzato come l’ultimo spettacolo dal vivo della band e durante lo spettacolo erano evidenti nel volto e nei movimenti del musicista i segni della malattia da cui era affetto, probabilmente un ictus; inoltre durante i saluti finali la voce era particolarmente affaticata e stentorea.
Edgar Froese muore per un’embolia polmonare all’età di 70 anni a Vienna. Lo ha annunciato suo figlio. Il decesso è avvenuto il 20 gennaio 2015, ma solo 3 giorni dopo fu resa nota la notizia.

Nasce Tony Levin

(Boston, 6 giugno 1946)

Oggi è il compleanno di Tony Levin, famoso bassista e stickista statunitense. Ha suonato con artisti come James Taylor, Peter Gabriel, King Crimson, Yes, Andy Summers, Liquid Tension Experiment, Pink Floyd, John Lennon, Dire Straits, Joan Armatrading, Alice Cooper, Seal, David Bowie, Carly Simon, Ivano Fossati, Claudio Baglioni, California Guitar Trio, Sarah McLachlan, Kevin Max, Paul Simon, Michael Schenker Group e molti altri, anche alcuni minori italiani. Noto per il suo approccio innovativo al basso, Levin è stato fra i pionieri dell’uso del Chapman Stick e del contrabbasso elettrico, oltre che creatore di una tecnica per suonare il basso con le bacchette, nota come funk fingers.
Levin è un bassista di grande reputazione, noto per unire una grande tecnica musicale a un grande senso del groove, una buona dose d’umorismo e una inarrestabile passione. Il grande pubblico conosce il basso accattivante del brano “Sledgehammer” di Peter Gabriel.
Oltre ad aver lavorato in album di altri artisti, Levin ha prodotto alcuni album solisti, “Waters of Eden“, “Pieces of the Sun“, “Resonator” e un live a nome “Double Espresso“.

Nasce Steve Vai

(Carle Place, 6 giugno 1960)

Oggi compie gli anni Steven Siro Vai, meglio conosciuto come Steve Vai, chitarrista, compositore e produttore discografico statunitense.
Oltre alla rinomata carriera solista, Vai ha militato in precedenza in note band, dapprima esordendo nella band di Frank Zappa e poi con artisti hard & heavy tra i quali David Lee Roth, Alcatrazz e Whitesnake. Steve ha origini italiane, i nonni erano lomellini, precisamente della cascina Taccona nel comune di Dorno in provincia di Pavia, (Il 22 luglio 2012 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria presso lo stesso Comune). La sua famiglia emigrò negli Stati Uniti d’America. La sua data di nascita ha fatto sì che compisse sei anni il sesto giorno del sesto mese del 1966, come venne annotato in “The Frank Zappa Guitar Book” di Frank Zappa, (questo come a voler sottolineare come si possa tranquillamente parlare di chitarrista, almeno quanto a tecnica e talento, diabolico).
Vai è conosciuto per la sua musica strumentale per chitarra, che compone, esegue e produce da sé, ma ha anche suonato nelle registrazioni di diversi altri artisti e gruppi rock/metal. Si fece un nome suonando la “stunt guitar” proprio con il leggendario artista, compositore e produttore rock Frank Zappa, il quale lo assoldò dapprima nel ruolo di trascrittore di partiture ed in seguito come esecutore dei suoi brani più complessi, brani che richiedevano grandi capacità tecniche.
Nel 1985 sostituisce Yngwie Malmsteen come chitarra solista negli Alcatrazz di Graham Bonnett, con i quali incide l’album “Disturbing the Peace“. Dal 1986 al 1989 suona per David Lee Roth, registrando gli album “Eat ‘Em and Smile“(1986) e “Skyscraper” (1988). Nel 1989 e 1990 sostituisce l’infortunato Adrian Vandenberg negli Whitesnake, una delle leggende del rock britannico, poco prima che questi iniziassero le registrazioni dell’album e il tour mondiale per “Slip of the Tongue“. Steve Vai continua a suonare in concerto regolarmente, sia con il suo gruppo che con il suo amico e maestro di chitarra di un tempo, come lui vincitore del Grammy Awards, Joe Satriani, nella serie di concerti denominata G3 iniziata nel 1996. La musica di Steve Vai è presente in diversi film. Lui stesso è apparso sul grande schermo in un film del 1986 con Ralph Macchio intitolato “Mississippi Adventure” (Crossroads, di Walter Hill), nel quale recitava la parte di Jack Butler, un chitarrista ispirato dal demonio. Nel momento saliente del film, Vai si impegna in un duello chitarristico con Macchio. La parte di quest’ultimo è doppiata da Vai stesso, mentre la parte di “slide guitar” è interpretata da Ry Cooder come ammesso da Steve Vai in un’intervista.
La composizione pseudo-classica-barocca in trentaduesimi, (intitolata “Eugene’s Trick Bag“), con la quale Macchio vince la competizione è stata scritta dallo stesso Vai, che si è basato pesantemente sul “Capriccio Op.1 #5” di Niccolò Paganini, ed è diventata uno dei brani preferiti da molti chitarristi apprendisti. Vai ha vinto un Grammy Award nel 1991. Ha inoltre partecipato all’esecuzione della colonna sonora del film “Fantasmi da Marte” di John Carpenter, insieme agli Anthrax e a Buckethead. Inoltre è stato chiamato dal noto batterista Gregg Bissonette, per comporre ed incidere alcuni brani come, “Common Road“. Mentre il contributo di Vai al materiale di altri è stato limitato dallo stile rock o heavy-rock dei gruppi per cui ha suonato, la sua musica di tanto in tanto sembra richiamare l’esoterismo. L’artista è infatti molto affascinato dal mondo intangibile, come dimostra nella nostra intervista.
Vai è anche un apprezzato produttore musicale: possiede infatti due studi di registrazione, “The mother ship” e “The harmony hut”, e le sue registrazioni combinano la sua distintiva abilità nelle nuove composizioni con un considerevole utilizzo di effetti in fase di registrazione. Possiede anche la Favored Nations, una compagnia di registrazione e pubblicazione specializzata nel prendersi cura di nuovi talenti o di artisti di alto profilo di tutto il mondo. Ha due figli, Julian Angel e Fire, ed è sposato con Pia Maiocco, (ex bassista della hair metal band Vixen). Steve ama allevare api, che producono regolarmente un miele che Steve vende per beneficenza ogni anno, attraverso il suo sito web (“The Fire Garden Honey”).

Nasce Tom Araya

(Viña del Mar, 6 giugno 1961)

Oggi festeggia il compleanno Tomás Enrique Araya, cantante e bassista cileno naturalizzato statunitense, fondatore degli Slayer.
Nasce in una famiglia di quattro fratelli e due sorelle. Intorno al 1966, la famiglia emigra in California. Araya inizia a suonare il basso all’età di otto anni e, col fratello Johnny alla chitarra, impara le canzoni dei Rolling Stones e dei Beatles. Dopo il diploma, frequenta un corso di fisioterapia, non trascurando comunque il basso. Poco dopo forma i Quits, dove conosce il chitarrista Kerry King. Il gruppo, tuttavia, non avrà lunga vita. Nel 1981 Tom fonda gli Slayer insieme a King e da così inizio ad una lunga scalata verso il successo. Gli Slayer sono considerati una delle band thrash metal più influenti di quegli anni. Il primo album del gruppo, “Show No Mercy“, fu finanziato dallo stesso Araya e dal padre di King.
Araya è anche autore dei testi e nel corso degli anni ha più volte citato storie di noti serial killer, ad esempio la canzone “213” tratta il caso di Jeffrey Dahmer e Dead Skin Mask di Ed Gein. Nonostante le accuse di satanismo al gruppo, Araya ha ammesso la sua fede cristiana, precisando che
[blockquote]Cristo è venuto e ci ha insegnato l’amore verso gli altri. Predicava di accettare gli altri per quello che sono vivendo in pace e amore l’un l’altro. Io credo in un essere supremo. Un Dio che ama tutti.[/blockquote]
Nel 2010 è stato sottoposto a un intervento chirurgico a causa di dolori alla cervicale e alla schiena.
Attualmente vive con la famiglia a Buffalo in Texas, con la moglie Sandra e due bambini, Ariel Asa e Tomás Enrique Jr.
Araya usa amplificatori Ampeg e bassi ESP, azienda giapponese che attualmente ha anche messo in commercio una linea di bassi firmati “Tom Araya“.
Amplificazione: Ampeg STV-2PRQ ed Ampeg SVT-4PRO
Bassi: ESP, Hill e B.C. Rich
Console: Ampeg SVT-810E 8×10
Corde: D’Addario
Plettri: D’Andrea

Esce “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars

6 giugno 1972: “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars“, spesso indicato semplicemente come Ziggy Stardust, è il quinto album in studio dell’artista inglese David Bowie, pubblicato nel Regno Unito dalla RCA. Si tratta di un concept album narrante la storia di un immaginario messia e rock star proveniente da Marte.
La prima edizione su compact disc è del 1984, anno in cui anche gli album precedenti di Bowie sono stati ripubblicati, (il che lo ha reso la prima rockstar ad avere l’intera produzione musicale disponibile in formato digitale). In seguito sono state numerose le ristampe, tra cui quella rimasterizzata EMI/Rykodisc con cinque tracce bonus (1990) e quella distribuita in occasione del 30° anniversario, l’8 giugno 2002, con un cd bonus contenente 12 tracce. Le riedizioni più recenti sono un mini LP del 2007 e un SHM CD del 2009, entrambi usciti in Giappone. Uno dei più grandi successi di David Bowie, non solo in fatto di vendite, (oltre 7,5 milioni di copie vendute in tutto il mondo), ma anche per il potere mediatico che ha esercitato e per il segno indelebile che ha lasciato sulla cultura musicale, Ziggy Stardust è una sorta di concept album che narra di un mondo sull’orlo dell’apocalisse in cui l’ultimo eroe è un ragazzo divenuto rockstar grazie ad un aiuto extraterrestre. Ziggy è esso stesso l’emblema della rockstar, un “cantante rock di plastica” come lo definiva Bowie, che con la sua ascesa e la sua caduta ripercorre idealmente la parabola della celebrità, dietro la quale si nascondono l’insicurezza e la fragilità dell’artista. L’album fu realizzato con l’idea di confezionare un personaggio che avesse un forte impatto sul pubblico: il trucco pesante, i fumettistici costumi colorati e i capelli rossi proto-punk diventarono elementi necessari per creare una cornice mistica attorno alla figura di Ziggy, quindi attorno a Bowie stesso, dato che in quel periodo le due entità erano pressoché indistinguibili.
Pur contenendo canzoni che rimangono tra le più famose di Bowie e tra le più amate dai fan, da “Starman” a “Ziggy Stardust” fino alla teatrale “Rock ‘n’ Roll Suicide“, per certi versi l’album è stato forse sopravvalutato nel corso della storia, grazie anche all’aura che si è creata attorno al personaggio di Bowie-Ziggy e che ha tenuto per anni prigioniero il suo creatore, tanto da indurlo ad “uccidere” la sua creatura annunciandone il definitivo ritiro nello storico concerto del 3 luglio 1973 all’Hammersmith Odeon di Londra. Come scrive Nicholas Pegg in “The Complete David Bowie“, i brani mancano forse dell’equilibrio presente in Hunky Dory o dell’energia e del sound compatto del successivo “Aladdin Sane“, a confronto del quale questo lavoro appare più esile sia nella resa vocale che negli arrangiamenti. Tuttavia, Ziggy Stardust rimane uno degli album che più hanno influenzato le generazioni future di artisti che nella pantomima del suo protagonista hanno trovato il primo esempio di teatro-rock.
L’album ha conquistato il disco d’oro negli Stati Uniti il 12 giugno 1974 ed è stato certificato disco di platino nel Regno Unito il 25 gennaio 1982.

Tracce

1 Five Years – 4:44
2 Soul Love – 3:33
3 Moonage Daydream – 4:35
4 Starman – 4:13
5 It Ain’t Easy (R. Davies) – 3:00
6 Lady Stardust – 3:20
7 Star – 2:50
8 Hang On to Yourself – 2:40
9 Ziggy Stardust – 3:13
10 Suffragette City – 3:25
11 Rock ‘n’ Roll Suicide – 3:00

Formazione

David Bowie – voce, chitarra acustica, sax, pianoforte, clavicembalo
Mick Ronson – chitarra, pianoforte, cori
Trevor Bolder – basso
Mick “Woody” Woodmansey – batteria
Rick Wakeman – clavicembalo, tastiere
Dana Gillespie – cori in It Ain’t Easy

Robbin Crosby ci lasciava

(La Jolla, 4 agosto 1959 – Los Angeles, 6 giugno 2002)

Oggi si ricorda la morte di Robbinson Lantz Crosby, chitarrista statunitense.
È stato membro della band hair metal Ratt dal 1983 fino alla morte per overdose di eroina, avvenuta nel 2002.
Ebbe una relazione con Tawny Kitaen, celebre top model degli anni ottanta, in seguito legata anche a David Coverdale dei Whitesnake.

Nasceva Ralph Santolla

(Charlotte, 8 dicembre 1969 – Tampa, 6 giugno 2018)

Si ricorda la nascita del chitarrista americano Ralph Santolla, noto per essere stato membro di molti gruppi heavy metal, tra cui Deicide, Eyewitness, Death, Millenium, Iced Earth e il gruppo di Sebastian Bach. Nell’agosto 2013 aveva abbandonato i Deicide per entrare nei Toxik. Fu particolarmente apprezzato per la sua tecnica e la sua versatilità musicale. È stato anche insegnante di chitarra a Tampa. Nel 2007 Ha pubblicato un album solista intitolato “Requiem for Hope“. Il 31 maggio 2018, a causa di una trombosi seguita da un arresto cardiaco, Santolla è andato in coma: la notizia è stata pubblicata sul profilo Facebook della madre. Il 6 giugno, i medici hanno fermato il suo supporto sanitario, decretandone la morte a 48 anni di età.

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