Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 8 aprile

3 Ricorrenze per il 8 aprile

Nasce Steve Howe

(Londra, 8 aprile 1947)

Oggi è il compleanno di Stephen James “Steve” Howe, principalmente noto come membro dello storico gruppo di rock progressive Yes, in cui figura anche come autore o coautore di molti dei brani più celebri, è anche fra i fondatori del gruppo Asia e ha al suo attivo una discografia solista piuttosto ampia, oltre a innumerevoli collaborazioni come guest star in opere di altri artisti, da Lou Reed ai Queen. Virtuoso di ogni genere di chitarra, (elettrica, spagnola, classica, steel guitar, mandolino e via dicendo), Howe ha ricevuto riconoscimenti per il suo contributo all’evoluzione della tecnica della chitarra moderna. La Gibson, casa produttrice della sua prima chitarra, ha detto che Howe «ha elevato la chitarra rock al rango di forma d’arte» e «ha contribuito a definire il nuovo stile musicale noto come art rock». La Gibson ES-175, lo strumento preferito di Howe, è stato prodotto nel 2002 in una edizione limitata recante la sua firma. Allo stesso modo la sua predilezione delle chitarre Martin in campo acustico lo ha portato ad essere una sorta di testimonial per il modello 00-18. Così anche la Martin intorno al 2000 ha prodotto una serie limitata di chitarre “Steve Howe Signature”, modello noto con la sigla Martin 00-18SH.

Nasce Izzy Stradlin

(Lafayette, 8 aprile 1962)

Compie gli anni oggi Izzy Stradlin, nome d’arte di Jeffrey Dean Isbell, chitarrista statunitense, famoso per aver suonato nei Guns N’ Roses dal 1985 al 1991. Fece parte anche di altre band come gli Hollywood Rose, i London, Izzy Stradlin and the Ju Ju Hounds, oltre ad aver intrapreso la carriera solista. Izzy è anche noto per la sua lontananza dalla musica commerciale. Appena terminato il liceo col minimo dei voti, si trasferì a Los Angeles, dove venne raggiunto dal suo amico d’infanzia Axl Rose. Con lui fondò un gruppo glam metal, chiamato Hollywood Rose, che ruotava attorno alla scena hair di Los Angeles. Dopo lo scioglimento degli Hollywood Rose, entrò per un breve periodo nei London, ma rimase solo qualche mese, prima di rifondare per un’ultima volta gli Hollywood Rose per l’evento di capodanno ’84/’85, con alcuni membri degli L.A. Guns. Nel marzo del 1985 la band si unì agli L.A. Guns, dopo che entrambi i gruppi avevamo perso alcuni componenti, dando vita ai Guns N’ Roses. Con i Guns, Izzy lavorò dall’EP di debutto “Live Like a Suicide” fino ad “Use Your Illusion I” e “Use Your Illusion II“. Anche lui, come il resto del gruppo, ebbe parecchi problemi di tossicodipendenza. Nei primi anni novanta decise di cambiar vita e questo obiettivo era incompatibile con le tournée massacranti a cui erano sottoposti i Guns N’ Roses. Inoltre era stanco dei continui problemi interni alla band e come in seguito dichiarò in un’intervista, in quel periodo aveva come l’impressione che le sue opinioni non fossero più considerate valide all’interno del gruppo. Il 7 novembre 1991 lasciò il gruppo, salvo poi rimpiazzare Gilby Clarke per alcune date nel 1993. Dopo i Guns, si è dedicato alla carriera solista creando una nuova band, i Ju Ju Hounds, passando ad uno stile rock con contaminazioni country, pop e reggae, e ha inciso vari album da solista. Rifiutandosi di realizzare prodotti commerciali, i suoi dischi non sono mai stati supportati da un’adeguata promozione. E’ apparso come ospite durante alcuni concerti dei Velvet Revolver, degli Adler’s Appetite e nel 2006 insieme ad Axl Rose con la nuova compagine dei Guns N’ Roses, (a riprova del fatto che c’è sempre un ottimo rapporto tra Izzy e tutti gli ex-compagni dei Guns). Izzy è stato una “colonna portante” all’interno dei Guns N’ Roses; ricordiamo i fondamentali contributi dati a brani di successo, quali ad esempio: “Patience“, “Don’t Cry“, “You Could Be Mine“, “Sweet Child O’ Mine“, “Mr. Brownstone” e “Think About You“, (in quest’ultima come chitarrista solista). Ha partecipato all’album solista di Slash intitolato “Slash“. Dopo anni di silenzio, nell’aprile 2012 viene introdotto nella Rock N’ Roll Hall of Fame come membro dei Guns N’ Roses, ma come il leader del gruppo, Axl Rose, non presenzia alla cerimonia, spiegando le sue ragioni in una lettera che viene pubblicata da Duff McKagan, nella quale lascia intendere che in caso di ricongiungimento dell’intera formazione originale la sua presenza in quel di Cleveland non sarebbe mancata. Sale poi sul palco il 31 maggio e il 1º giugno dello stesso anno con i Guns N’ Roses all’O2 di Londra, suonando in “You Could Be Mine“, “Dead Flowers“, “Knockin’ On Heaven’s Door“, “Nightrain“, “Paradise City“, e cantando nel brano “14 Years“, suonato per la prima volta dopo 19 anni. Nel novembre del 2012 pubblica un nuovo singolo con video, “Baby-Rann“.

Esce “The Clash

8 aprile 1977: “The Clash” è il primo album del gruppo punk inglese The Clash. L’album è stato pubblicato in due versioni. La prima, uscita nel 1977 in Inghilterra, e la seconda nel 1979 in USA.
L’album è inizialmente uscito nella sola Gran Bretagna, pubblicato l’8 aprile 1977 dalla CBS Records, con produttori gli stessi Clash, Mickey Foote e Bill Price. La produzione di Mickey Foote, attribuisce al disco un suono molto grezzo e ruvido, che si evidenzia soprattutto in pezzi come “White Riot” e “I’m so Bored with the U.S.A.“, e che contraddistinguono sin dall’inizio la forte connotazione politica dei Clash. Va ricordata sicuramente la cover “Police and Thieves“, versione riadattata di un pezzo reggae di Junior Murvin e Lee Perry. L’album esce in un secondo momento anche negli States anche se il brano “I’m so Bored with the U.S.A.” viene censurato. La fotografia del gruppo in copertina non include il batterista Terry Chimes in quanto era di fatto già uscito dal gruppo, e Topper non ne faceva ancora parte a pieno titolo. La copertina vede Strummer, Jones e Simonon appoggiati a un muro, mentre sul retrocopertina, emblematica, l’immagine degli scontri a Notting Hill tra polizia e comunità giamaicane a cui Joe e Paul parteciparono e che ispirarono “White Riot“; infine nei credits Terry Chimes viene chiamato Tory Crimes, traducibile come “i crimini dei Tory”, ovvero della destra inglese.

Tracce

1 Janie Jones – 2:08 (Joe Strummer, Mick Jones)
2 Remote Control – 3:03 (Joe Strummer, Mick Jones)
3 I’m So Bored with the U.S.A. – 2:24 (Joe Strummer, Mick Jones)
4 White Riot – 1:56 (Joe Strummer, Mick Jones)
5 Hate & War – 2:06 (Joe Strummer, Mick Jones)
6 What’s My Name – 1:41 (Joe Strummer, Mick Jones, Keith Levene)
7 Deny – 3:06 (Joe Strummer, Mick Jones)
8 London’s Burning – 2:12 (Joe Strummer, Mick Jones)
9 Career Opportunities – 1:54 (Joe Strummer, Mick Jones)
10 Cheat – 2:06 (Joe Strummer, Mick Jones)
11 Protex Blue – 1:47 (Joe Strummer, Mick Jones)
12 Police & Thieves – 6:03 (Junior Murvin, Lee “Scratch” Perry)
13 48 Hours – 1:36 (Joe Strummer, Mick Jones)
14 Garageland – 3:13 (Joe Strummer, Mick Jones)

Formazione

Joe Strummer – voce, chitarra ritmica, cori
Mick Jones – chitarra solista, voce, cori
Paul Simonon – basso, cori
Terry Chimes – batteria (accreditato come Tory Crimes)

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