Le ricorrenze, le notizie, il Rock suddiviso per anni: l'Almanacco di Rock by WildSuccedeva oggi 

L’almanacco di Rock by Wild – 8 dicembre

11 Ricorrenze per l’8 dicembre

Nasceva Gregg Allman

(Nashville, Tennessee, Stati Uniti 8 dicembre 1947 – Richmond Hill, Georgia, Stati Uniti 27 maggio 2017)

Oggi si ricorda il compleanno di Gregory Lenoir Allman, conosciuto dal pubblico come Gregg Allman, cantante, tastierista e chitarrista statunitense di blues rock, famoso per aver fondato la Allman Brothers Band insieme al fratello Duane Allman. Gregg Allman è stato introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1995 in quanto membro della Allman Brothers Band ed ha ricevuto un Lifetime Achievement Award dalla Georgia Music Hall of Fame nel 2006. Il caratteristico tratto southern della sua voce gli ha permesso di essere proclamato la settantesima migliore voce di tutti i tempi da Rolling Stone.

Nasce Greg Howe

(8 dicembre 1963)

Auguri al chitarrista statunitense Greg Howe, noto per il suo lavoro solista e per le sue collaborazioni come turnista accanto ad artisti come Michael Jackson, Enrique Iglesias, Justin Timberlake e *N Sync. Nato a Easton (Pennsylvania), Greg inizia a suonare la chitarra all’età di 10 anni e, dopo aver scoperto Eddie Van Halen durante la sua adolescenza, si appassiona molto allo strumento. Oltre a Van Halen, il suo stile musicale è influenzato perlopiù da Scott Henderson, Allan Holdsworth, guitar hero degli anni settanta e anni ottanta, Brett Garsed ed Andy Timmons per i tempi moderni. Successivamente, si esibisce nei club con il suo gruppo, ove milita anche il fratello Al alla voce. Nel 1988, invia una demo al produttore Mike Varney della Shrapnel Records, etichetta che lanciò altri noti chitarristi come Marty Friedman, Jason Becker, Paul Gilbert, Richie Kotzen, Tony MacAlpine e Vinnie Moore. Dopo averlo ascoltato, Varney gli permette di incidere un disco per la sua casa discografica, l’omonimo “Greg Howe“, con il bassista Billy Sheehan e il batterista Atma Anur. A differenza degli altri chitarristi della Shrapnel Records, che erano permeati in un sound prettamente neoclassical metal, Howe sviluppò uno stile più influenzato dal jazz e dalla fusion.

Gary Thain ci lasciava

(15 maggio 1948 – 8 dicembre 1975)

Oggi si ricorda la morte di Gary Thain, bassista neozelandese, noto soprattutto per il suo lavoro con gli Uriah Heep e la band di Keef Hartley. Il suo stile era caratterizzato da fraseggi possenti, veloci e melodici che diedero nuova vita ai pezzi degli Uriah Heep, donando una ben più presente “spina dorsale” in buona parte dei loro lavori, frutto di una ottima collaborazione con il batterista Lee Kerslake. Originariamente nella band di Keef Hartley, venne convinto a far parte degli Uriah Heep durante il tour di “Look At Yourself“. Registrò con loro gli album “Demons And Wizards” (1972), “The Magician’s Birthday” (1972), “Live” (1973), “Sweet Freedom” (1973), “Live At Shepperton” (1974) e “Wonderworld” (1975).
Gary Thain nasce a Christchurch in Nuova Zelanda, iniziò a suonare quando suo padre, vista la sua passione, gli regalò un basso per il suo 14º compleanno. Terminati gli studi divenne il bassista del Plainsman, un locale dove si faceva un blues molto particolare: i cantanti arrivavano senza gruppo e gli strumentisti del locale li accompagnavano. Ciò, ovviamente, costringeva questi, ed il nostro Gary, ad imparare ogni giorno canzoni nuove. Dopo questa esperienza, andò a lavorare in un garage di Christchurch che, oggi, è diventato un vero e proprio museo in suo onore. Trascorse poco tempo e Gary decise di fare della sua passione un lavoro. Andò in Australia per trattenersi lì un anno, quindi si trasferì in Inghilterra per entrare nelle file del suo primo gruppo professionale, i New Nadir. La band trascorse molto tempo in Svizzera dove era molto popolare. A detta di molti l’avvicinamento di Gary alle droghe deve esser fatto risalire a questo periodo. All’inizio del 1968 i New Nadir registrarono un album per la Witchseason che, però, non fu mai messo in commercio. Nello stesso anno i New Nadir si sciolsero e Gary Thain si unì alla The Keef Hartley Band dove, oltre a suonare il basso, cantò da solista un pezzo intitolato “You Say You’re Together Now“. Il 1970 vede la partecipazione di Gary Thain nell’album “Fiends And Angles” di Martha Velez, dove suonarono anche mostri sacri come Eric Clapton. Continuava, nel mentre, la militanza di Gary nelle file della Keef Hartley Band, fino all’album “72nd Brave“, che includeva anche un pezzo composto da lui, quando il cantante Miller Anderson lasciò la band e il gruppo si sciolse.
Nel 1971 suonò nell’album “Bright City” di Miller Anderson; dopo quest’anno si unì insieme a Miller alla Pete York Persussion Band che si sciolse di lì a poco. Fu a questo punto che Gary ricevette una telefonata di Ken Hensley che lo invitava ad unirsi agli Heep. Sulle prime Gary era un po’ incerto, in quanto il suo amico Mark Clarke gli aveva detto che non voleva continuare a lavorare negli Uriah Heep. L’incertezza, però, durò poco e in men che non si dica Gary Thain si ritrovò nell’aereo che lo portava, insieme agli Uriah Heep in America per una tournée in qualità di bassista del gruppo. A questo punto la sua storia si fonde con quella degli Heep che per quanto riguarda la permanenza di Gary Thain, con la sua maestria musicale, contribuì a fondare il vero successo del gruppo. Allo stesso tempo, però, l’intossicazione dovuta alla droga andava accentuandosi e toccò il suo culmine, pare, durante la lavorazione di “Wonderworld“. Tuttavia, nonostante i devastanti effetti che le droghe provocavano sul suo fisico, che si stava letteralmente “asciugando”, le esecuzioni di Thain erano sempre all’altezza della situazione. Si andò quindi avanti fino a quel maledetto concerto di Dallas, il 15 settembre 1974 dove Gary fu scaraventato in mezzo al palco privo di sensi da una scossa elettrica. Gli altri Heep terminarono il concerto, mentre lui fu trasportato in camerino dove rinvenne, ma – a detta dei testimoni – in condizioni tali da far pensare che stesse vivendo, per così dire, in un altro mondo. Stette in ospedale per tre settimane e fu lasciato dalla moglie Carol che si portò via la piccola Nathalie, figlia di Gary. A questo periodo pare risalga la sua assunzione di eroina, (Gary stesso disse che la prima volta che si iniettò la sostanza risaliva ad alcuni mesi prima della morte). Quando uscì dall’ospedale fortunatamente non era solo, ma con la sua seconda moglie Mika. Gerry Bron lo chiamò per ordinargli – com’era sua abitudine – di proseguire il tour, ma Gary stava ancora malissimo e in tutta risposta disse a Bron “si fotta il tour!!!”. Alcune settimane dopo, comunque, si riunì agli Heep per continuare il tour, ma non fu più lo stesso. Era molto malato e il suo stato non gli consentiva di proseguire. Per questa ragione Bron e gli Uriah Heep decisero di licenziarlo togliendogli, di fatto, la cosa che aveva amato di più nella sua vita: fare musica. Era l’inizio del 1975 ed anche l’inizio della fine di Gary Thain. Pare non si sappia molto sull’ultimo anno della vita del bassista.
Diverse settimane dopo il suo licenziamento cercò di proporsi in altre band, ma nessuno voleva una persona nelle sue condizioni. La sua malattia, nel mentre, andava peggiorando sempre più: aveva problemi al cuore e l’eroina lo stava praticamente annientando. A questo punto lo lasciò anche Mika. Gary rientrò in ospedale e qui vennero ad intervistarlo alcuni giornalisti della rivista “Pop” che, successivamente, riferirono di non aver parlato con una persona normale. Non si conosce bene il motivo, ma pare che due settimane prima della morte Gary ebbe dei problemi anche con la legge che lo avrebbero portato alla galera; di fatto non ci entrò mai. L’8 dicembre 1975 Yoko, (la sua nuova ragazza), lo trovò morto per un’overdose di eroina nella sua casa in Norwood Green in bagno. Ci furono diverse speculazioni sulla sua morte: alcuni dicono che morì nel marzo del 1976, altri sostengono che l’overdose fosse una copertura e che il bassista, in realtà, sia stato ucciso da qualcuno mandato dalla famiglia di Yoko che era di origine indiana e che non approvavano quella unione. Non c’è ragione di dubitare, viste anche le condizioni di salute di Gary, della versione ufficiale che fu pubblicata circa le cause della sua morte. Gary Thain si spegneva, a soli 27 anni, facendolo entrare di diritto nello sfortunato Club 27, e con lui si spegneva per sempre un altro pezzo di rock.

Nasce Jim Morrison

(8 dicembre 1943 – 3 luglio 1971)

Si ricorda oggi il compleanno della leggenda Jim Morrison, all’anagrafe James Douglas Morrison. Leader carismatico e frontman della band statunitense The Doors, fu uno dei più importanti esponenti della rivoluzione culturale degli anni ’60, nonché uno dei più grandi cantanti rock della storia.
Impetuoso “profeta della libertà” e poeta maledetto, è ricordato come una delle figure di maggior potere seduttivo nella storia della musica e uno dei massimi simboli dell’inquietudine giovanile. Era soprannominato il Re Lucertola e venne paragonato a Dioniso, divinità del delirio e della liberazione dei sensi.
Jim Morrison nel 1964 conobbe il tastierista Ray Manzarek ai corsi di cinematografia, che nel luglio del 1965, sulla spiaggia di Venice Beach, propose a Morrison di formare un gruppo dopo averlo sentito cantare alcune delle sue liriche, tra cui “Moonlight Drive“. Nella band si aggiunsero poi il chitarrista Robby Krieger e il batterista John Densmore; il nome The Doors (Le Porte) fu scelto da Jim Morrison e deriva dal verso di una poesia di William Blake.
La morte di Jim Morrison è tuttora avvolta nel mistero: i referti medici ufficiali parlano di arresto cardiaco avvenuto nell’abitazione del cantante, ma non fu mai eseguita alcuna autopsia. Fu sepolto nel celebre “cimitero degli artisti” del Père Lachaise nella capitale francese, divenuto negli anni un vero e proprio “santuario”, meta del pellegrinaggio incessante di fan, visitatori, curiosi e turisti attirati dal suo mito.

Nasce Phil Collen

(8 dicembre 1957)

Si festeggia oggi il compleanno del chitarrista dei Def Leppard, Philip Kenneth Collen. Ancora giovanissimo militò in diverse formazioni dell’underground londinese (tra le quali Lucy, Tush, Dumb Blondes e, soprattutto, Girl), grazie alle quali poté costruirsi un certo bagaglio di esperienza. Collen conosceva già dal 1981 sia Joe Elliott che Steve Clark, i quali, sebbene fossero originari di Sheffield, erano ormai habitués della scena musicale londinese e da loro aveva ricevuto più volte l’invito a considerare, in un futuro, collaborazioni con i Def Leppard. I posti da chitarrista, allora, erano tuttavia occupati da Pete Willis e dallo stesso Clark; l’occasione si presentò invece poco tempo più tardi, quando i seri problemi con l’alcool di Willis portarono ad un suo allontanamento dalla band. A Collen, tuttavia, non fu chiesto esplicitamente di unirsi al gruppo, ma Elliott gli recapitò un nastro su cui era incisa “Stagefright“, una canzone che sarebbe stata inclusa nel nuovo album “Pyromania“, affinché il chitarrista potesse studiare un assolo adeguato al pezzo e dimostrare così di essere all’altezza. Ciò che venne fuori dalle sei corde di Phil stregò tanto i membri del gruppo quanto il produttore John Mutt Lange e gli assicurò il posto vacante. In particolare, egli legò con il compagno chitarrista Steve Clark, dando vita a quel sound che sarebbe diventato il marchio di fabbrica della band britannica.

Nasce Marty Friedman

(8 dicembre 1962)

Oggi è il compleanno di Marty Friedman, nome completo Martin Adam Friedman, eclettico e virtuoso chitarrista americano, uno dei guitar hero più apprezzati nel rock, nell’heavy metal e nel metal neoclassico. Inizia a suonare la chitarra da autodidatta in tenera età e cresce ascoltando hard rock, musica classica, blues e punk, emulando Ace Frehley dei KISS, la sua principale fonte di ispirazione. Altri chitarristi che più lo hanno influenzato sono Johnny Ramone, Brian May, Frank Marino, Ritchie Blackmore, Uli Jon Roth, Tony Iommi, Randy Rhoads e Elliot Easton. Tra i suoi gruppi favoriti cita KISS, Ramones, Black Sabbath, Raven e T-Rex. Ancora adolescente, era già un virtuoso noto in città e conosce Tom Gattis, anch’egli chitarrista. I due formano i Deuce, gruppo che incise in seguito due demo, ma che non arrivò alla pubblicazione di un disco.
Nel 1982, Marty lascia Washington per trasferirsi alle Hawaii e forma i Vixen (da non confondere con la band omonima tutta al femminile), gruppo che durò nemmeno un anno (pubblicò solo un EP) e diede vita ad un’altra band, gli Hawaii. Il gruppo pubblica due lavori, “One Nation Underground” (1983) e “The Natives Are Restless” (1985), album dal sound heavy metal arricchito dalle influenze di musica hawaiana di Friedman. Anche l’attività di questo gruppo sarà breve e Marty stesso scioglierà la band.
Nel 1986, Marty torna in California e si stabilisce a San Francisco, luogo che, in quel periodo, vedeva la proliferazione di tante metal band. Qui conosce un giovanissimo chitarrista di nome Jason Becker che non aveva tanta esperienza musicale, ma che possedeva un grande talento. I due diedero vita ai Cacophony dal 1986 al 1989. Inoltre, fu determinante l’incontro con Mike Varney, proprietario della neonata Shrapnel Records, casa discografica specializzata, perlopiù, nella produzione di dischi di musicisti virtuosi. Nel 1989 si aggrega ai Megadeth, in cui resta fino al 1999.
Dal 1988 pubblica album solisti, l’ultimo del 2014 si intitola “Inferno“.

John Lennon ci lasciava

(9 ottobre 1940 – 8 dicembre 1980)

Si ricorda oggi la morte di un altra leggenda del mondo della musica mondiale, stiamo parlando di John Winston Ono Lennon. Dal 1962 al 1970 è stato compositore e cantante (solista) del gruppo dei Beatles, dei quali, in coppia con Paul McCartney, ha composto anche la maggior parte delle canzoni. Con Paul McCartney ha formato una delle più importanti partnership musicali di successo della storia della musica del ventesimo secolo, scrivendo “alcune tra le canzoni più famose della storia del rock and roll”. È il cantautore di maggior successo nella storia delle classifiche inglesi seguito da McCartney.
Nel 2002, in un sondaggio della BBC sulle 100 personalità britanniche più importanti di tutti i tempi, si è classificato ottavo.
Terminata l’esperienza con i Beatles, John Lennon fu anche musicista solista, autore di disegni e testi poetici, nonché attivista politico e paladino del pacifismo. Questo gli causò non pochi problemi con le autorità statunitensi (F.B.I.), che per lungo tempo spiarono tutte le sue attività e quelle della moglie Yoko Ono, considerandolo un sovversivo e rifiutandogli più volte la Green Card. Lennon fu assassinato a colpi di rivoltella da un suo stesso fan, Mark David Chapman, la sera dell’8 dicembre 1980 a New York.

Esce “Flash Gordon

8 dicembre 1980: “Flash Gordon” è il nono album in studio della rock band britannica dei Queen pubblicato per la prima volta l’8 dicembre 1980 solo in Inghilterra, a gennaio in Giappone e a Febbraio negli Stati Uniti.
L’album, molto sperimentale e complesso nei suoni, è la colonna sonora del film di fantascienza Flash Gordon, ispirato all’omonimo fumetto.
E’ interamente composto da tracce strumentali, eccetto “The Hero” e “Flash’s Theme“. Quest’ultimo brano è stato l’unico singolo estratto dall’album, con il semplice titolo Flash e in una versione differente da quella che appare nell’album, con alcuni dialoghi estratti da varie parti della pellicola.
Football Fight” fu inclusa come b-side del singolo.

Tracce

1 Flash’s Theme – 3:31
2 In The Space Capsule (The Love Theme) – 2:43
3 Ming’s Theme (In The Court Of Ming The Merciless) – 2:41
4 The Ring (Hypnotic Seduction Of Dale) – 0:57
5 Football Fight – 1:28
6 In The Death Cell (Love Theme Reprise) – 2:25
7 Execution Of Flash – 1:06
8 The Kiss (Aura Resurrects Flash) – 1:45
9 Arboria (Planet Of The Tree Men)[5] – 1:42
10 Escape From The Swamp – 1:43
11 Flash To The Rescue – 2:44
12 Vultan’s Theme (Attack Of The Hawk Men) – 1:13
13 Battle Theme – 2:18
14 The Wedding March – 0:56
15 Marriage Of Dale And Ming (…And Flash Approaching) – 2:04
16 Crash Dive On Mingo City – 1:00
17 Flash’s Theme Reprise (Victory Celebrations) – 1:24
18 The Hero – 3:31

Formazione

Freddie Mercury – voce, sintetizzatore, pianoforte, tastiera
Brian May – chitarra, voce, sintetizzatore, organo[6]; pianoforte in Flash’s Theme e The Hero[6]
John Deacon – basso, chitarra, sintetizzatore
Roger Taylor – batteria, timpano, voce, sintetizzatore

Razzle ci lasciava

(2 dicembre 1960 – 8 dicembre 1984)

Si ricorda oggi la morte di Nicholas Dingley, meglio conosciuto con il soprannome di Razzle, batterista della famosa band finlandese Hanoi Rocks. Prima di entrare nel gruppo, Razzle aveva suonato in alcune band inglesi come Red Line, The Fuck Pigs, Demon Preacher e The Dark. Durante la pausa del tour degli Hanoi Rocks, Vince Neil, il cantante dei Motley Crue e amico di Razzle, invitò la band a visitare la sua casa, in California. Poi I due decisero di andare in un negozio di liquori. Si trovavano in auto e Neil era alla guida ubriaco, perse il controllo della vettura e colpi un altro veicolo. I due occupanti dell’altra auto rimasero gravemente feriti. Razzle morì poco dopo in ospedale. Fu sepolto nella Chiesa di Santa Croce in Binstead, Isola di Wight.

Esce “Mechanical Resonance

8 dicembre 1986: “Mechanical Resonance” è il primo album in studio della band hard rock Tesla, pubblicato per l’etichetta discografica Geffen Records.
A seguito del disco il gruppo supportò David Lee Roth nel suo tour americano del 1986.
Una versione limitata promozionale di “Mechanical Resonance” venne pubblicata per giornalisti musicali e Dj nell’intento di sponsorizzare i Tesla. Il giudizio finale sul debutto fu molto positivo e grazie alla forte sponsorizzazione questo venne accolto ottimamente.
Il disco scalò la classifica americana top 50 e dal 1987 venne distribuito globalmente.

Tracce

1 EZ Come EZ Go 3:32
2 Comin’ Atcha Live 4:25
3 Gettin’ Better 3:20
4 2 Late 4 Love 3:50
5 Rock Me to the Top 3:38
6 We’re No Good Together 5:15
7 Modern Day Cowboy 5:19
8 Changes 5:02
9 Little Suzi 4:55
10 Love Me 4:15
11 Cover Queen 4:32
12 Before My Eyes 5:25

Formazione

Jeff Keith – Voce
Tommy Skeoch – Chitarra
Frank Hannon – Chitarra
Brian Wheat – Basso
Troy Luccketta – Batteria

Diamond Darrell ci lasciava

(20 agosto 1966 – 8 dicembre 2004)

Oggi ricorre la morte di Dimebarg Darrell, conosciuto anche come Diamond Darrell, chitarrista e fondatore dei Pantera, assieme al fratello batterista Vinnie Paul. Come nel caso di John Lennon, anche Darrell venne assassinato da un suo stesso fan, ma durante un concerto. Di lui si ricorda la passione e l’impegno che profuse in campo musicale, oltre che la massima attenzione che ebbe nei confronti dei fan nell’arco dell’intera carriera. Egli infatti non si presentò mai arrogante verso i suoi sostenitori ma, anzi, si dice che non si rifiutasse mai di fornire loro utili suggerimenti o affrontare lunghe discussioni rimanendo, nonostante la sua notevole fama, sempre al loro livello e con i piedi per terra.
Con lui avrebbe voluto suonare anche Isaac Delaheye degli Epica, come ci confessa in questa video intervista.

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