Live Report Locali 

Anni di Metallo @ Closer – 04 04 2014

Anni di Metallo, Vol. I. Dal titolo del libro “Anni di Metallo” di Andrea Ciccomartino, che spesso abbiamo nominato su Rome by Wild, proprio perché ripercorre un decennio di metal locale, il metal romano, quello che dicono che “non esiste più” o che “non è più come una volta”… e invece stasera è proprio come una volta. Gestione della temperatura in sala compresa.

Certo gli anni passano per tutti e qualche ruga in più c’è, però lo spirito è preso in prestito dal passato. Si vedono anche facce nuove, nostalgiche, che magari una volta partecipavano a tutti gli eventi locali e poi la vita li ha portati da qualche altra parte. Sono i “ragazzi del muretto”, quelli che si spostavano di locale in locale per andare a sentire le band degli amici. Forse non è poi così diverso oggi… e poi ci sono ovviamente quelli che ti aspetteresti ad una serata del genere.

Non è la prima volta che si richiama sul palco la storia dell’hard & heavy romano, ma oggi, per l’occasione, si è riunito un gruppo che noi della nuova generazione non avevamo mai avuto occasione di vedere, essendosi sciolti 20 anni fa: i Way Out. Sono loro ad aprire la serata, pieni di energia e di voglia di divertirsi. Forse mancano le classiche ore di prova in sala, di cui una band attiva non può fare a meno, ma a dire la verità non si sente. I pezzi sono orecchiabili, ben arrangiati e accattivanti al punto giusto, ma soprattutto metal! Un vero peccato non averli scoperti prima, facile recuperare comunque, grazie alla ristampa, seppur limitata, del loro vecchio demo in vinile. Riccardo Strizzi alla voce ha carattere e possiede ancora la perfetta attitudine del frontman, nell’accezione migliore del rock. Non sempre la voce tiene a dovere, ma da prova di una duttilità e personalizzazione decisamente fuori dal comune. Ottima la performance anche di tutti gli altri membri del gruppo, ben amalgamati fra loro e pronti a incitare il pubblico. Un grande ritorno insomma, speriamo destinato a proseguire.

Il numeroso pubblico ringrazia i Way Out e si prepara ad applaudire i next in line: Graal on stage! Gruppo romano di hard rock che abbiamo già avuto il piacere di incontrare, attivi dal 2004. 3 sono i dischi registrati dalla band, in vinile e compact. Il loro è un rock di stampo settantiano, sebbene nel primo lavoro ci siano anche influenze doom che gli è valsa un’esibizione allo “Stone Hand Of Doom”. Magliette di ordinanza per Michele Raspanti, al basso, e Danilo Petrelli, alle tastiere. I Graal sanno come ci si presenta sul palco e come incitare il pubblico, molti sono amici, è vero, ma quasi tutti sono musicisti o appassionati di musica che vogliono godersi una splendida serata di hard & heavy. La proposta dei Graal è piacevolissima, i brani sanno catturare l’attenzione, sono ben eseguiti e di grande impatto sonoro. La voce di Andrea Ciccomartino è una garanzia e la sezione ritmica tiene unita la band sia nelle parti corali che soliste, amalgama assolutamente necessaria per un sound caratterizzato da ripetuti stacchi prog che frammentano la melodia dei brani.

Si chiude la performance dei Graal e si passa ad un’altra band di quelle che conosciamo bene e che ascoltarle non è mai abbastanza. The Raff! Per i lettori di Rome by Wild le presentazioni appaiono ridondanti, la formazione ormai la conosciamo: Chris Bianco (basso e voce), Fabiano Bianco (batteria) e Tony Arcuri (chitarra). I loro riff sono strepitosi, la loro energia quasi incredibile; la loro voglia di stare sul palco dovrebbe dare l’esempio a tutte le giovani leve! Maestri, davvero. Non smetterò mai di stupirmi di quanto mi piaccia ascoltare la chitarra di Tony Arcuri. Per questo un plauso va ai già rodati fratelli Bianco che hanno saputo scegliere il perfetto elemento per completare la formazione di uno dei gruppi, (forse il gruppo), “orgoglio” dell’hard & heavy romano. Durante la performance, oltre ai classici e ai cavalli di battaglia abbiamo avuto il piacere di ascoltare anche un inedito, contenuto nel loro nuovo lavoro che uscirà a brevissimo in cd e vinile, assolutamente in linea con il sound che ha caratterizzato la band finora, senza cadere nella trappola di snaturarlo per renderlo più attuale.

Ottima l’organizzazione della serata, importante l’affluenza di pubblico, splendide le band che hanno diviso il palco. Un’atmosfera d’altri tempi forse, ma forse, invece, gli Anni di Metallo non appartengono ancora al passato. Quello che è certo è che non siamo ancora pronti per il cambio della guardia.

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