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Ministry: il live video di “Antifa”

Antifa” è il live video del nuovo brano che i Ministry hanno diffuso online. Lo scorso 15 settembre la band si è esibita a Chicago nell’ambito del Riot Fest, festival di tre giorni a cui hanno partecipato anche Nine Inch Nails, At The Drive In e Danzig. Durante la loro esibizione, la band ha eseguito in anteprima questo nuovo brano che farà parte del nuovo album della band, “AmeriKKKant” in uscita a inizio del 2018.

Guarda qui il live video di “Antifa

https://www.youtube.com/watch?v=PTz5QdiIuDs

I Ministry sono un gruppo alternative metal statunitense, formatosi a Chicago nel 1981. Sono considerati i capostipiti dell’industrial metal. Hanno inoltre influenzato altri gruppi di questo filone relativamente più recenti, come Nine Inch Nails, Marilyn Manson e Fear Factory, e molti gruppi nu metal, tra cui specialmente Static-X e Sevendust. L’unico componente stabile della band è il cantante e polistrumentista Al Jourgensen, che al suo attivo ha anche vari side-project. Dopo l’uscita del loro ultimo album “The Last Sucker“, nel 2007, Al Jourgensen ha annunciato la chiusura definitiva della carriera del gruppo. Nel 2012, il gruppo rientra in attività con l’album “Relapse“, che sarà seguito l’anno successivo da “From Beer to Eternity“. Al Jourgensen iniziò la propria carriera negli Special Affect, a fianco di Groovie Mann. La prima compagine dei Ministry aveva principalmente Jourgensen (voce e tastiere) e Stephen George (batteria), e in origine suonavano synthpop con reminiscenze new wave, un suono molto meno abrasivo di quello che li ha resi celebri. Nel 1984 Al e Stephen crearono 4 singoli da 12 minuti ciascuno, per conto della Wax Trax! Records (poi riproposti per la raccolta “Twelve Inch Singles). Il loro primo album in studio s’intitolava “With Sympathy“, e fu stampato per la Arista Records nel 1983. Il disco, che superò il 90º posto di Billboard, aveva sonorità richiamanti il pop melodico. Jourgensen non apprezzò molto i risultati iniziali del suo gruppo, ed egli stesso bollò “With Sympathy” come un “aborto di disco.

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