BBC Session: La Radio e Gli "Inglesi"BBC Session 

BBC Session 1° Puntata: La Radio e gli “Inglesi”

La Radio

Fin da subito fu usata dai sovrani britannici come veicolo mediatico per arrivare al maggior numero dei propri sudditi in ogni parte dell’impero.

E’ stata importante come mezzo di propaganda e informazione anti nazista durante la seconda guerra mondiale.

E’ stata fondamentale per la diffusione della musica rock in un’epoca pre internet.

La radio e gli “inglesi”. Una introduzione alle BBC session.

Il governo inglese fu il primo a credere alle idee di Guglielmo Marconi, il quale, pur brevettando la radio (brevettò e non “inventò” perché l’attribuzione dell’invenzione vera e propria è controversa) nel 1895, prima in Italia, com’era giusto che fosse, al momento però di chiedere al ministero delle “Poste e Telegrafi” i fondi necessari per le sperimentazioni pubbliche su larga scala, finalizzate a dimostrarne l’efficacia pratica in campo commerciale, giornalistico e militare, la risposta del ministro, On. Pietro Lacava (degno antenato dell’attuale classe politica e dirigenziale italiana) fu: “alla longara“, riferendosi al manicomio di Via della Lungara a Roma dove, secondo l’onorevole ministro, avrebbe dovuto essere rinchiuso Marconi, (a dimostrazione, per i commentatori politici e sociali che l’Italia di un tempo è esattamente uguale all’Italia attuale).

BBC Session 1° Puntata: La Radio e Gli "Inglesi"

Così Marconi, su suggerimento dell’allora ambasciatore italiano a Londra, Annibale Ferrero, prese circuiti, trasduttori e valvole e si trasferì in Gran Bretagna dove nel 1896 registrò di nuovo l’invenzione presso l’ufficio brevetti di Londra e si prodigò in diverse dimostrazioni pubbliche a beneficio di industriali, politici e militari.

Nel 1897 fondò, sempre in terra albionica, la prima società radiofonica industriale del  mondo, la Wireless Telegraph Trading Signal Company.
Nel 1898 mise in contatto la Regina Vittoria nella sua residenza estiva con il figlio Edoardo (futuro VII), a sdraio sul suo yacht, per la prima trasmissione senza fili sul mare. E ci piace pensare che, almeno in questa occasione, colei che ha dato il proprio nome ad un’epoca, “si sia divertita”.

Quanto appena esposto è a dimostrazione di come, e in che quantità, la cultura britannica sia strettamente legata alla cultura radiofonica e di come gli inglesi dell’epoca abbiano dimostrato lungimiranza nei confronti di un “matto visionario” italiano (buono per il manicomio, a detta della nostra classe dirigente del tempo), e senza i quali (Marconi e inglesi) oggi la storia della musica rock (e aggiungiamo della Storia) sarebbe potuta andare in modo differente.

Esagerazioni ?

BBC Session 1° Puntata: La Radio e Gli "Inglesi"

Nel 1922 viene fondata la BBC (British Broadcasting Corporation) e ben presto “auntie“, come viene affettuosamente chiamata dai sudditi della corona, entra nelle case di ogni famiglia diventando un punto di riferimento per la società britannica e anche un punto di riferimento per l’intrattenimento e l’informazione di qualità delle emittenti radio televisive mondiali. Se ancora oggi, il Regno Unito, sforna alcune tra le migliori produzioni televisive del pianeta, un motivo ci sarà!

Certo, gli scheletri nell’armadio non mancano. Ci sono stati tempi in cui la BBC dovette arrancare e reinventarsi (ma anche questo è segno di grandezza) per stare al passo con la concorrenza.

Agli inizi degli anni ’60, quando i giovani e poveri figli del dopoguerra britannico bevevano ogni goccia di quel poco che proveniva della musica giovanile e nera d’oltreoceano, nacquero le prime radio pirata come Radio Caroline e Radio London, oltre alla principale e “mamma” di tutte le radio pirata, Radio Lussemburgo. Queste emittenti erano illegali in quanto la BBC su suolo britannico aveva il monopolio delle trasmissioni radio e televisive e il conservatorismo tipicamente british, ben rispettato dalla emittente istituzionale, non lasciava spazio alle mode giovanili straniere, specie quelle provenienti dalle ex colonie occidentali. Questi “pirati” spesso avevano i loro studi su navi perennemente a galla su acque internazionali e sintonizzandosi sulle loro incerte e gracchianti frequenze, due intere generazioni e più di giovani, la cui cultura storica fino a quel momento aveva come vessilli, La Corona e il fish & chips, poterono scoprire un intero mondo esterno fatto di Rock’n’Roll, di Jazz, di Country e di Blues. Tanti di costoro provarono ad imitare i cugini transatlantici. Alcuni di costoro, dieci anni più tardi, diventeranno le icone del rock che ancora oggi idolatriamo.

BBC Session 1° Puntata: La Radio e Gli "Inglesi"

Considerando l’enorme successo che stavano ottenendo queste emittenti galleggianti e scoprendo che i giovani erano un mercato con grande potenziale di profitto, e non solo quei capelloni su rumorosi aggeggi italiani a due ruote, la BBC corse ai ripari, facendo in modo che le radio pirata restassero tali, ma segretamente carpendone i linguaggi e le tecniche di comunicazione, arrivando addirittura a produrre programmi migliori di quelli che imitavano. Quando le possibilità finanziare e i mezzi tecnici avanzati (per l’epoca) si unirono ad arte e talento, e buon senso, nacquero programmi come, Sound of The 60s su BBC Radio 2, condotto dal leggendario Brian Matthew (la voce che ogni speaker radiofonico vorrebbe avere), o come alla televisione, Ready Steady Go!, l’antesignana di X-Factor, ma qui i “debuttanti” erano Manfred Mann, Hollies, Zombie, Beatles, Rolling Stones, Donovan, Who.

Principalmente attraverso questi due programmi, e attraverso altri che si affacciavano man mano che la BBC si accorgeva quanto il fenomeno stesse diventando importante, sono passati tutti i nomi dei grandi e meno grandi musicisti che hanno fatto la storia del rock.

Altro programma estremamente importante fu TOP Gear in onda su BBC One. Il programma già esisteva dalla metà degli anni ’60, ma fu con l’entrata di John Peel nel 1967 che si ebbe la svolta irripetibile con un successo strepitoso che superò ogni altro programma trasmesso fino a quel momento.

BBC Session 1° Puntata: La Radio e Gli "Inglesi"

John Robert Parker Ravenscroft, conduttore radiofonico, giornalista e produttore discografico, nacque il 30 agosto 1939 ad Hewell, vicino Liverpool e purtroppo scomparso il 25 ottobre 2004 per infarto. Durante il servizio militare, alla fine degli anni ’50 acquisisce nozioni tecniche come operatore radar. Gli anni ’60 li passa in America, nella fonte della musica che verrà importata in patria pochi anni dopo, e ironicamente proprio in America fa la gavetta, tra conduzioni radiofoniche e lavori tecnici in campo musicale, mentre i suoi compatrioti sbarcano negli Stati Uniti per la più pacifica delle invasioni.

Nel 1967 torna a casa e comincia a lavorare per Radio London fino alla sua chiusura avvenuta lo stesso anno. Viene assunto dalla BBC e insieme ad altri conduttori storici come, Bob Harris, Alan Black e Anne Nightingale, qualche anno più tardi, conduce Sound of The ’70s, naturale evoluzione del precedente Sound Of 60s. Questo programma sarà il successivo e più importante trampolino di lancio, dopo quello del palchetto del Marquee Club e di altri locali storici di Londra, per i bei nomi del rock mondiale.
L’arci nota “Theme One” di Sir George Martin, nella versione dei Van der Graaf Generator, diventerà la sigla del programma.

Per motivi contrattuali, i giorni della settimana in cui era di turno Peel, il programma viene chiamato Top Gear. La caratteristica saliente, e principale motivo del successo del programma, deriva dalle famose Peel Session, dove i musicisti suonavano live in studio (ma non in diretta). Il successo è tale che pochi anni più tardi i programmi di John Peel si chiameranno semplicemente… “John Peel”.

Grazie  principalmente al suo archivio e a quello degli altri programmi, dopo decenni di “session” la BBC si è trovata in mano un vastissimo archivio di testimonianze musicali “originali”, tra i quali spiccano gruppi arcinoti, come Led Zeppelin, Pink Floyd, King Crimson, Roxy Music ecc. “fotografati” agli inizi delle loro carriere. Tra questi ci sono anche gruppi meno noti (e qui la testimonianza storica è ancora più preziosa).

BBC Session 1° Puntata: La Radio e Gli "Inglesi"

L’archivio purtroppo è incompleto. Alla BBC, fin dai suoi esordi e per moltissimi anni successivi, c’era la criminale abitudine di riciclare i nastri con il risultato di parziali, o addirittura intere session, andate perdute. Anche le produzioni televisive non sfuggivano a questa “purga inglese” mirante al risparmio, con il risultato della perdita di intere stagioni di serial televisivi, com’è successo alle prime due stagioni di The Avengers del 1961 o di stagioni colabrodo come le prime tre del Dottore (Who).

La BBC, un poco per farsi perdonare e molto perché comunque da quelle parti non dormono, da ormai 20 anni sta pubblicando il materiale delle Peel Session e degli altri programmi, riversandoli in CD venduti in tutto il mondo.
Negli anni più recenti molto del materiale audio e video andato cancellato è stato possibile recuperarlo grazie agli archivi delle emittenti straniere e, nello specifico delle session musicali, grazie ai Transcription Disc, un tipo di vinile speciale prodotto dalla BBC e spedito all’estero per poter esportare alcuni tipi di format radiofonici. Capita anche che qualche appassionato che all’epoca aveva registrato direttamente dall’apparecchio radio, oppure che qualche collezionista entrato in possesso di rare copie trafugate prima delle “purghe” si faccia vivo, richiamato dal grande tam tam delle comunità di appassionati. Molto è stato trovato, ma ancora tanto materiale è assente e le ricerche continuano (scrutate le soffitte, non si sa mai). Una session può essere considerata “perduta”, ma con le virgolette d’obbligo, in quanto con il passare del tempo si scoprono altre session esistenti. Anche se non tutte, fino ad oggi, sono state pubblicate ufficialmente. La qualità del materiale, sia dal punto di vista artistico che tecnico è mediamente buono, con punte sull’eccellente ma anche con molte registrazioni che per i motivi appena spiegati non rientrano nello standard per un prodotto commerciale. Sicuramente tutte rivestono estrema importanza come archivio di preziosi documenti storici e sociali.

E qui ritornano le piccole emittenti radiofoniche con i piccoli programmi e i piccoli siti con i piccoli progetti.
Tempo fa, e per diversi anni, il sottoscritto, con l’indispensabile assistenza di Jacopo Muneratti, aveva avviato il progetto “BBC session“, riproponendo saltuariamente nel programma PUNTO D’INCONTRO le session rese pubbliche dalla BBC ma anche, con vero e proprio scavo archeologico ad opera di Jacopo, anche quelle session, o parte di session, ritenute perdute, “scavando” tra collezionisti e soffitte. Ogni session era presentata da una dotta e precisa analisi mirante anche a fotografare il gruppo musicale e gli artisti, agli albori della loro carriera.

Ora, il testo di quelle trasmissioni radiofoniche viene qui riproposto, riveduto e aggiornato, per Rock by Wild, in una serie di puntate che al loro completamento formeranno un archivio che speriamo utile e interessante per i nostri lettori.
Tra i gruppi presi in esame potrete conoscere gli esordi radiofonici di, Led Zeppelin, Pink Floyd, King Crimson, Roxy Music, Family, Thin Lizzy, Queen, VDGG, Traffic, Genesis e molti altri.

Quindi…

Donald e Jacopo vi danno appuntamento per la seconda puntata di BBC Session, con i LED ZEPPELIN
“Restate Sintonizzati

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