BBC Session 2° Puntata: Led ZeppelinBBC Session 

BBC Session 2° Puntata: LED ZEPPELIN

Buongiorno a tutti.

Donald e Jacopo vi danno il benvenuto alla seconda puntata della serie “BBC Session”. Per chi si fosse perso la prima puntata, introduttiva, potrà recuperare la “replica” CLICCANDO QUI.

Andiamo a cominciare …

BBC
British Broadcasting Corporation
BBB
British Blues Boom

Con Blues Boom si descrive, per convenzione, un determinato e breve periodo storico della popular music che va all’incirca dal 1967 al 1970, attraverso il quale si è passati dai pionieri del blues elettrico britannico, underground, degli anni ’60, alla sua evoluzione degli anni ’70, l’Hard Rock.
Alcuni estendono il Boom del Blues britannico tra la fine degli anni ’50 e l’inizio del decennio successivo. Quando un immigrato franco-greco, Alexis Korner ed un ex ferroviere gallese, Cyril Davies, (entrambi scomparsi), lasciarono l’orchestra jazz di Chris Barber per fondare i Blues Incorporeted, come sorta di accademia blues per i giovani cadetti che poi diventeranno, tra i tanti, i futuri Rolling Stones, Led Zeppelin ecc.
Ritornato presto al jazz, Korner, e prematuramente scomparso nel 1964, Davies, l’eredità della scuola del blues passerà ad un altro fanatico del blues chitarristico di Chicago, John Mayall, ad un gruppo di londinesi mal gestiti, The Yardbirds (che successivamente diventeranno i Led Zeppelin), e ad un panciuto “mago” pioniere delle tastiere, Bond … Graham Bond. Dalle loro fila e da quelle dei Blues Breakers di Mayall, usciranno gruppi come, Cream, Fleetwood Mac, Colosseum, Led Zeppelin (di nuovo) e talenti come Eric Clapton, Jeff Beck, Peter Green, Mick Taylor, Jon Hiseman, Ginger Baker, Dick Heckstall-Smith e tantissimi altri.

Se proprio volessimo indicare una data (cosa sempre pericolosa da farsi) di vera “esplosione” in Gran Bretagna del blues, questa potrebbe, per comodità, essere l’agosto del 1967, periodo di rilascio del primo album del Power Trio The Jimi Hendrix Experience, “Are You Experienced“. Il chitarrista di Seattle, portato in suolo britannico da Chas Chandler, bassista degli Animals (altro gruppo fondamentale per il blues britannico) nel 1966 (data di debutto dell’altro Power Trio, Cream), insieme ai due talentuosi sudditi della corona, Noel Redding e Mitch Mitchell, compiranno la sintesi tra le intuizioni elettriche blues di Korner e Mayall e il superamento (o almeno raffinamento) della forma canzone che stavano sperimentando parallelamente, gente come Pink Floyd e Soft Machine.

Negli ultimi sprazzi degli anni ’60, molti altri musicisti, sedotti dallo swinging life style londinese, si ammasseranno in locali storici come lo Speakeasy e il Marquee. E così nacque il nucleo del vero e proprio Blues Boom. Chicken Shack, Fleetwood Mac, Jeff Beck Group, Jethro Tull, Led Zeppelin (e son quattro), Love Sculpture, Savoy Brown, Steamhammer, Ten Years After.
Ce ne sarebbero tantissimi altri, come gli irlandesi Taste, Skid Row, Thin Lizzy e Them. Per non fare torto anche ai gruppi MOD, capitanati da Who e Small Faces. Ma sarà meglio evitare di fare un elenco del telefono.

Gli Steamhammer, forse i più raffinati tra questi, sono durati solo quattro album. Ten Years After e Savoy Brow (l’unico gruppo del lotto che può vantare, almeno ai suoi esordi, un vero musicista di colore), sono andati avanti negli anni con cavalcate boogie rock sempre più stanche, fino ad avere il fiatone, i Chiken Shack si sono imbalsamati con album blues sempre meno originali, gli ottimi Love Sculpture sono stati un fuoco di paglia, i componenti del gruppo “all star” (Rod Stewart, Ronnie Wood) di Jeff Beck si sono sciolti seguendo le stellari carriere individuali che tutti conosciamo bene.
Solo tre gruppi, nati nel periodo del Blues Boom, hanno continuato a mietere successi su successi fino ad oggi e a rimanere nella memoria e nella conoscenza delle nuove generazioni. Però, di questi tre, Fleetwood Mac e Jethro Tull, sono dovuti diventare un’altra cosa, abbandonando quasi del tutto le radici blues iniziali. Il terzo è il solo che è riuscito a rimanere attivo e in modo strabiliante, non rinunciando mai alle proprie radici blues, pur contaminandole ottimamente con il folk. Nati come nuovi Yardbirds, il cui scettro dei vecchi era rimasto al solo Jimmy Page, battezzati in modo irriverente con il loro nuovo nome da Keith Moon, che ne ha però fatto parte brevemente, insieme a Page, John Paul Jones e Jeff Beck, loro sono i LED ZEPPELIN.

Promettendo in futuro introduzioni più brevi, ma ritenendo necessario fissare bene prima la “scena” storica musicale che sta dietro a Page e compagni, ora lasciamo la parola, o meglio la penna, a Jacopo Muneratti che dei Led Zeppelin ci illustrerà gli interessanti esordi radiofonici e discografici.

BBC Session 2° Puntata: Led Zeppelin

LED ZEPPELIN

Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones, John Bonham

Session 1. Playhouse Theatre – Northumberland Avenue, 3 March 1969
 First broadcast: “Top Gear”, 23 March 1969

You Shook Me
Communication Breakdown
I Can’t Quit You Baby
Dazed and Confused

Molto spesso, i complessi emergenti facevano le loro prime BBC session ancora prima di aver registrato il proprio album di debutto. Non è questo il caso per i Led Zeppelin: questa loro apparizione radiofonica, infatti, è stata registrata due mesi dopo l’uscita del loro primo omonimo album, avvenuta nel Gennaio del 1969. All’epoca, il gruppo era uno dei preferiti del DJ John Peel, amante del blues classico e sostenitore della corrente rock/blues che stava investendo il Regno Unito in quel momento; non sorprende quindi che la loro prima session sia andata in onda durante il suo programma. I quattro brani, tutti tratti dal primo disco, si discostano notevolmente dalle loro controparti in studio, ed è chiaro che l’intento musicale della session è quello di un mini concerto in chiave intimista. Ogni pezzo, infatti, contiene una sezione che permette al gruppo di poter svisare, anche se i tempi ristretti di registrazione li costringono a limitarsi. Non tutto il male vien per nuocere: questa registrazione consente di approcciarsi allo spirito improvvisativo del gruppo senza dover per forza incappare in jam session lunghe più di 30 minuti. Il Master Tape della session sopravvive interamente ai giorni nostri e tre dei quattro brani sono stati inclusi nel doppio CD “BBC Sessions“, pubblicato nel 1997. Rimane fuori questa versione di “Communication Breakdown“: tale collezione è stata pensata più per l’ascoltatore casuale che per il collezionista e alcuni brani, quindi, sono stati omessi per evitare di creare troppe ripetizioni. Il doppio CD contiene anche le apparizioni “In Concert” del gruppo, anch’esse con alcuni tagli per problemi di copyright.

Session 2. Studio 4, Maida Vale – London, 19 March 1969
First broadcast: “Alexis Korner’s Rhythm and Blues”, 14 April 1969

I Can’t Quit You Baby
You Shook Me
Sunshine Woman

Se la prima session dei Led Zeppelin era stata registrata per il programma di un loro fan, stavolta, invece, si presentano durante lo spazio radiofonico del chitarrista blues Alexis Korner, uno dei loro idoli. Essendo il programma di un bluesman, il gruppo si concentra sui brani più attinenti del primo disco, lasciando spazio anche ad un inedito: la gradevole “Sunshine Woman“, il cui giro di chitarra è un embrione della “Moby Dick” incisa sul disco successivo, con un testo che altro non è che un pastiche di vari classici blues. Questa è l’unica session il cui Master Tape sia andato perduto e, oltretutto, non è disponibile nemmeno su un Transcription Disc; per questo motivo, nessun brano è stato pubblicato su “BBC Sessions“. Per fortuna, ne esiste comunque una copia in qualità audio accettabile registrata da un ascoltatore, anche se manca del finale di “You Shook Me“.

Session 3. Studio 2 – Aoelian Hall, 16 June 1969
First broadcast: “Tasty Pop Sundae”, 22 June 1969

The Girl I Love Has Long Black Wavy Hair
Communication Breakdown
Something Else
What Is And What Should Never Be

Date le ottime vendite del primo album, i Led Zeppelin possono osare un po’ di più nella scaletta di questa session, inserendo ben tre inediti. Di questi, solo “What is and What Should Never Be” verrà recuperata per il secondo disco, mentre gli altri due sono rimasti esclusivi a questa session. Entrambi sono nuovi arrangiamenti di materiale blues classico: “Somethin’ Else” è una cover di Eddie Cochran e Sharon Sheeley, mentre “The Girl I Love Has Long Black Wavy Hair” è un adattamento di “The Girl I Love She Got Long Curley Hair” del bluesman Sleepy John Estes, anche musicalmente se può essere vista come un embrione cantato di “Moby Dick“. Il Master Tape di questa session, forse la più interessante, è ancora esistente e, a parte questa versione di “What is and What Should Never Be“, è reperibile su “BBC Sessions“.

Session 4. Playhouse Theatre – Northumberland Avenue, 24 June 1969
First broadcast: “Top Gear”, 29 June 1969

Whole Lotta Love
Communication Breakdown
What Is and What Should Never Be
Travelling Riverside Blues

Quarta e ultima session del gruppo; con l’uscita del secondo album, i Led Zeppelin cominciano ad avere abbastanza popolarità da non aver più bisogno di questi mezzi per promuoversi. Tuttavia, come prassi di molti gruppi famosi dell’epoca, registreranno comunque qualche apparizione “In Concert“. Per questa session, gli Zeppelin regalano al loro amico e sostenitore John Peel altre anticipazioni del nuovo album, che uscirà il 22 Ottobre dello stesso anno. Oltre alla già conosciuta “What is and What Should Never Be“, presente da tempo nelle scalette dal vivo, in questa session si può ascoltare anche quello che sarà il loro primo singolo di successo: la celeberrima “Whole Lotta Love“. L’immancabile “Communication Breakdown” e “Travelling Riverside Blues“, un arrangiamento di un vecchio classico di Robert Johnson, invece, erano i cavalli di battaglia dal vivo, presenti qui per promuovere la loro attività concertistica. Anche di questa session sopravvive il Master Tape completo ed è l’unica ad essere stata pubblicata integralmente e senza tagli su “BBC Sessions“; “Travelling Riverside Blues“, però, era già apparsa nel cofanetto “The Complete Studio Recordings” nel 1993 ed è disponibile anche nella versione estesa di “Coda“, l’album “postumo” contenente outtake.

John Peel, nel corso della sua carriera, resterà sempre affezionato ai primi lavori dei Led Zeppelin, che rimarranno uno dei pochi gruppi “vecchi” che non rinnegherà con l’avvento del punk. Nel 2004, Robert Plant venne scorso in prima fila al funerale del DJ e, molto emozionato, ricordò che senza la sua spinta, lo Zeppelin avrebbe anche potuto non farcela.

La seconda puntata della serie “BBC Session” è giunta al termine.

Donald Mcheyre e Jacopo Muneratti vi danno appuntamento alla prossima puntata con … i Pink Floyd.

Restate sintonizzati.

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