BBC Session 3° Puntata: Pink FloydBBC Session 

BBC Session 3° Puntata: PINK FLOYD

Buongiorno a tutti.
Donald e Jacopo vi danno il benvenuto alla terza puntata della serie dedicata alle storiche BBC Session.

La prima puntata, introduttiva, la trovate QUI.
La seconda puntata, dedicata ai Led Zeppelin, potete trovarla QUI.

I Pink Floyd

Ma davvero serve che vi parli dei Pink Floyd?
Forse sarà più utile parlare del rock psichedelico, o meglio, di cosa in Gran Bretagna si pensava essere la psichedelia.

Noi oggi, nell’epoca di internet, specie chi è nato dopo l’avvento dell’Oracolo Web, siamo ormai abituati a dare tutto per scontato. Con pochi click di mouse, possiamo accedere a informazioni di ogni genere. Nello specifico della musica e del Rock, possiamo accedere a biografie, discografie complete (dettagliate e commentate), formazioni, anteprime, alla musica stessa (ma questo è un’altro discorso), conoscere tendenze, generi, date complete di tour, ecc.
Siamo talmente assuefatti a questa capacità di attingere informazioni che tendiamo a dimenticare che un tempo non era così. Negli anni ’60 e ’70 per un appassionato di musica nato nel Regno Unito non solo era difficile sapere di uscite discografiche di nuovi gruppi, ma addirittura era difficile sapere che esistevano nuovi gruppi e nuova musica (vale per tutta l’Europa, in Inghilterra come in Italia, ma qui stiamo parlando della Gran Bretagna).

E’ curioso osservare che i movimenti contro-culturali della costa est degli Stati Uniti, in particolare San Francisco e Los Angeles, nascessero, o per lo meno si stimolassero, dalla British Invasion musicale, che a sua volta, nasceva dalla piccola invasione in terra albionica della musica popolare, nera e povera degli Stati Uniti. Questa sorta di ping pong culturale, con l’oceano come rete, arriverà alla fine degli anni ’60 con la “pallina” del Rock Psichedelico nel campo di “gioco” Britannico, che verrà rispedita in quello americano con il nome di Progressive Rock (a noi qui, non piacciono molto le classificazioni, ma usiamo questi termini per comune comprensione).

Un fenomeno sociale e culturale esogeno alla cultura britannica del dopo guerra, come la psichedelia, veniva importato da questa parte dell’Atlantico, attraverso i racconti di quei pochi che erano stati laggiù… nella terra del sole… o da chi dalla California ci proveniva direttamente. Si trattava sempre di informazioni, racconti, aneddoti, di seconda o terza mano, deformati dalla lente, entusiastica e non priva di “condimento colorato” per suscitare l’interesse dei giovani, MOD o meno, che ascoltavano estasiati.

Agli “inglesi” cantare e suonare di temi sociali è sempre interessato poco, almeno non quanto ai propri coetanei californiani. La Psichedelia: l’uso di sostanze chimiche e vegetali stimolanti la creatività, per i musicisti britannici è stato soprattutto un “supporto” ulteriore per sperimentare nuova arte (musicale, letteraria, figurativa). Che si parlasse anche di sociale, certo, ma trasfigurato comunque attraverso la lente del fantastico.

The UFO Club, aperto a Londra a dicembre del 1966 fu la più importante palestra e il più “stimolante” ring, dove, soprattutto Soft Machine e Pink Floyd, poterono sperimentare la commistione delle arti, alla maniera inglese, e perfezionare il superamento della forma canzone che sfocerà nel cosiddetto progressive, in attesa alla porta.

Da quando nel 1966 il gruppo americano The Misunderstood, portato in Gran Bretagna da John Peel, fece conoscere al pubblico l’idea di coreografare le proprie performance musicali con un set di luci mobili, tanti nomi del panorama britannico all’ora emergente, (a partire da Donovan anche prima, nel 1965), trovarono un ulteriore mezzo per raccontare le loro saghe musicali. Da quel primitivo set di luci, passando per le “illumination” (filosofiche e pratiche) di Peter Sinfield per il potente Re Cremisi, arrivando alle scenografie di Roger Dean, descriventi un mondo fantastico, per gli YES, le coreografie foderate intorno a Peter Gabriel, mentre Tony Banks scuote la testa, fino ai mastodontici “eventi” dei Pink Floyd, il passo è breve. Ma questa è un’altra storia…

Prima si passa per gli Studi di “Zietta Beeb”, la BBC.
Lasciamo la penna a Jacopo Muneratti con le sue interessanti analisi delle BBC Session (1967-1969) del Pink Floyd.

BBC Session 3° Puntata: PINK FLOYD

Pink Floyd

Syd Barrett, Roger Waters, Rick Wright, Nick Mason

Session 1. Playhouse Theatre – Northumberland Avenue, 3 April 1967
First broadcast: “Monday Monday”, 3 April 1967

Arnold Layne
Candy and a Currant Bun

La prima BBC session dei Pink Floyd è un caso molto particolare, perché è così poco conosciuta da essere spesso omessa dalle innumerevoli documentazioni fatte dai fan. Il gruppo, a questo punto, aveva appena pubblicato il proprio 45 giri di esordio, “Arnold Layne/Candy and a Currant Bun“, qualche mese prima di pubblicare il primo seminale album: “The Piper at the Gates of Dawn“. “Monday Monday” era un programma della BBC trasmesso in diretta all’ora di pranzo nel quale molti gruppi emergenti suonavano dal vivo davanti ad un pubblico entrambe le facciate del loro ultimo singolo. Sfortunatamente, poiché il programma non veniva replicato, le puntate non venivano registrate ufficialmente dalla BBC e quindi, purtroppo, questo incredibile documento non è pervenuto ad oggi. Le speranze che prima o poi salti fuori una registrazione effettuata da qualche ascoltatore sono davvero basse: all’epoca i Pink Floyd non erano certo uno dei gruppi più famosi di Inghilterra…
Il 28 Luglio 1967, i Pink Floyd si presentarono di nuovo al Playhouse Theatre per la loro seconda session, che sarebbe dovuta andare in onda il 12 agosto dello stesso anno durante il programma “Saturday Club”. Purtroppo, prima ancora che iniziassero a registrare, Syd Barrett ebbe una violenta discussione con il produttore della session e successivamente con Roger Waters, al termine della quale abbandonò lo studio infuriato; non ci fu altra scelta di cancellare la seduta di registrazione. Ad oggi, a quanto pare, esiste ancora un documento ufficiale della BBC che chiede spiegazioni del perché, durante quella puntata di “Saturday Club” non fosse andata in onda la session di uno dei gruppi in programma. Questo fatto, per l’etica della Aunt Beeb, era considerato gravissimo e fu solo grazie ad un colpo di fortuna che nessuno ai piani alti si accorse di cosa fosse effettivamente successo. Altrimenti, la BBC avrebbe potuto mettere in lista nera i Pink Floyd, rischiando di interrompere bruscamente la loro carriera. Per fortuna, non andò così!

Session 2. Playhouse Theatre – Northumberland Avenue, 25 September 1967
First broadcast: “Top Gear”, 1 October 1967

The Gnome
The Scarecrow
Set The Controls For The Heart Of The Sun
Mathilda Mother
Reaction in G
Flaming

Con l’uscita in agosto del 1967 dell’album “The Piper at the Gates of Dawn”, i Pink Floyd si piazzarono subito prepotentemente come uno dei gruppi di maggior successo di pubblico e di critica. Vengono recuperati quattro brano dal disco, in versioni piuttosto fedeli e poco derivative, anche se, comunque, si tratta di scelte niente affatto scontate. “Set The Controls for the Heart of the Sun” era già stata registrata in agosto agli Abbey Road Studios e, in effetti, questa versione è molto simile a quella che uscirà ufficialmente sul secondo LP del gruppo “A Saucerful of Secrets“, solo più condensata. “Reaction in G“, invece, altro non è che un breve strumentale, solitamente eseguito dal vivo in risposta a quelli che chiedevano di continuo loro la hitSee Emily Play“. Per la replica della session, che sarebbe avvenuta il 5 novembre 1967 all’interno dello stesso programma, la BBC chiese al gruppo una versione di “Apples and Oranges“, che sarebbe stata pubblicata come 45 giri da lì a poco. Siccome ai Pink Floyd era impossibile tornare in studio per registrare una nuova versione del brano, si limitarono a consegnare la versione definitiva del pezzo in anteprima: tanto, nessuno avrebbe potuto notare la differenza. Il Master Tape di questa session non esiste più da tempo, ma non si tratta certo di una rarità; la BBC, rendendosi conto del materiale che aveva perso, nel corso del tempo ha chiesto più volte agli ascoltatori che ne avessero delle copie di spedirgliele. La session è stata, quindi, replicata più volte, man mano che la Aunt Beeb riceveva nuove versioni di qualità audio maggiore. Nel 2005 è stato recuperato un nastro appartenente ad un tecnico della BBC che conteneva estratti della puntata di “Top Gear” originale e quattro dei brani (“The Scarecrow“, “Set the Controls for the Heart of the Sun“, “Reaction in G” e “Flaming“); essendo una registrazione proveniente direttamente dal banco del mixer, la qualità audio è molto alta. Gli altri due brani esistono in registrazioni off-air di qualità audio accettabile.
Questa session è un documento importante sotto molti punti di vista: prima di tutto, si tratta, ad oggi, di una delle poche registrazioni disponibili della prima formazione del gruppo ed è, sicuramente, quella che sopravvive con qualità audio migliore. In secondo luogo, venne trasmessa durante la storica puntata di “Top Gear” del 1 ottobre 1967, fu la primissima apparizione alla BBC del mitico DJ John Peel, un veterano della “free radio” Radio Carolyne. La puntata venne condotta assieme all’altro DJ Pete Drummond ed è interessante notare come, all’epoca, i due non sapessero ancora bene come introdurre le session; capita molto spesso che parlino sopra l’inizio dei brani per introdurli, pratica fortunatamente caduta in disuso poco tempo dopo. Particolarmente frustrante è il caso di “Reaction in G“: il brano in sé dura solo 40 secondi, 20 dei quali hanno le voci di Drummond e di Peel!

Session 3. Studio 4, Maida Vale, 20 December 1967
First broadcast: “Top Gear”, 31 December 1967

Vegetable Man
Scream Thy Last Scream
Jugband Blues
Pow R. Toc H.

In questa session, il gruppo presenta quello che avrebbe dovuto essere il suo successivo singolo: “Scream Thy Last Scream” / “Vegetable Man“, rimasto inedito a causa dell’uscita dal gruppo di Syd Barrett. I due brani sono abbastanza diversi dalle versioni definitive che sarebbero dovute uscire come singolo: “Vegetable Man” è ancora più scanzonata nella sua parte vocale, mentre “Scream Thy Last Scream“, originariamente cantata dal batterista Nick Mason, viene invece eseguita da Barrett e Wright. “Jugband Blues” finirà su “A Saucerful of Secrets” e, vista la frammentarietà della composizione, qualche critico ha ipotizzato che si trattasse di un montaggio in studio prendendo varie idee non collegate tra di loro; il fatto che il gruppo nel dicembre del 1967 abbia eseguito una versione perfettamente compatta di questo pezzo dovrebbe dimostrare che, perlomeno in questo momento, Syd non aveva ancora perso del tutto la sua lucidità. Interessante anche la versione di “Pow R. Toc H.“, nella quale Wright si concede un delizioso assolo di piano. Nemmeno il Master Tape di questa session sopravvive ai giorni nostri ma, comunque, esiste ancora in una registrazione off-air. Anche questa, come la precedente, è stata successivamente replicata più volte dalla BBC, nonostante la qualità audio non altissima del nastro.

Pink Floyd

Roger Waters, David Gilmour, Rick Wright, Nick Mason

Session 4. Studio 1 – 201, Piccadilly, 25 June 1968
First broadcast: “Top Gear”, 11 August 1968

Careful With That Axe, Eugene
A Saucerful Of Secrets
Let There Be More Light
Julia Dream

Con l’uscita di Syd Barrett, David Gilmour, che per qualche mese aveva coabitato nei Pink Floyd insieme al “diamante pazzo”, diventa il chitarrista definitivo del gruppo. Come immaginabile, questo avvenimento causa un cambiamento di rotta stilistico notevole. Il secondo album del gruppo, “A Saucerful of Secrets“, era uscito il 29 giugno, pochi giorni dopo la registrazione della session, e, la scaletta ne contiene due brani. Questa versione di “A Saucerful of Secrets” è un po’ diversa dalla sua versione in studio e contiene un pattern diverso di batteria nella sezione centrale, oltre a durare complessivamente la metà. Forse per questo motivo sui log è stata segnalata con un titolo alternativo: “The Massed Gadgets of Hercules“. “Let There Be More Light” è, invece, molto simile alla versione su album. “Careful With That Axe, Eugene” (segnalata nei log come “The Murderotic Woman“) assomiglia già molto alla versione che apparirà come B-side del singolo “Point Me At the Sky” nel dicembre dello stesso anno, molto più sedata rispetto a quelle più celebri dal vivo. “Julia Dream“, la B-side del 45 giri (flop) “It Would Be So Nice“, invece, presenta ben poche differenze rispetto all’originale. Ancora una volta, il master tape di questa session è andato perduto, ma, anche questa session sopravvive in una registrazione off-air che, per nostra fortuna, si dimostra di qualità molto alta: se il master dovesse miracolosamente essere ritrovato, probabilmente non suonerebbe tanto meglio della copia attuale.
In tale registrazione si sente la voce di John Peel introdurre i vari brani, annunciando una futura replica della session nel giro di qualche settimana, auspicandosi che gli ascoltatori si sintonizzino per riascoltarla perché “questo materiale merita di essere ascoltato due volte, anche duemila“. Questa session finì nella lista “The Best 125”, una lista pubblicata alla morte del DJ e compilata dai suoi collaboratori e da altre persone che lo conoscevano bene, contenente una selezione delle migliori session registrate nei 37 anni di attività del DJ.

Session 5. Studio 4, Maida Vale, 2 December 1968
First broadcast: “Top Gear”, 15 December 1968

Point Me At The Sky
Embryo
The Narrow Way, part 1
Interstellar Overdrive

Un’altra session con una scaletta molto interessante, dove il gruppo propone il lato A del 45 giri di imminente pubblicazione (“Point Me at the Sky“), due brani in lavorazione e un classico dal vivo. Il singolo compare in una versione che sarebbe, tutto sommato, molto simile a quella ufficiale, se non fosse per una nuova lunga sezione centrale “psichedelica”. “Embryo“, futuro caposaldo dal vivo, era appena stata incisa in studio, probabilmente come possibile facciata di un 45 giri, e in seguito inclusa, contro la volontà del gruppo, nella compilation “Picnic – A Breath of Fresh Air” nel 1970. La versione qui presente è assolutamente identica nell’arrangiamento a quella in studio, contrariamente alla versione più complessa che solitamente veniva eseguita dal vivo. La prima parte di “The Narrow Way“, al momento della registrazione di questa session, era uno strumentale a sé stante, intitolato provvisoriamente “Baby Shuffle in D Major“; nome che compare anche nei log. Chiude la session una versione tipica del loro classico “Interstellar Overdrive“, ridotta ad appena (!) 8 minuti e mezzo di durata per via dei tempi ristretti. I primi tre brani di questa session sopravvivono su un transcription disc, mentre “Interstellar Overdrive” è presente in una registrazione off-air di qualità non altissima, ma comunque integrale.

Session 6. Paris Cinema – Lower Regent Street, 20 December 1968
First broadcast: “Radio One Club”, 20 December 1968

Let There Be More Light
Set the Controls For The Heart Of The Sun
Point Me At The Sky
Careful With That Axe, Eugene

Una apparizione a “Radio One Club”, un programma pomeridiano nel quale i gruppi più in voga facevano dei mini-concerti di circa mezz’ora di durata davanti ad un pubblico di poche persone. La scaletta presenta un miscuglio tra 45 giri appena usciti e altri brani tratti dal loro ultimo album “A Saucerful of Secrets“. Trattandosi di una trasmissione in diretta, non ne esiste alcun master tape e, sfortunatamente, nemmeno registrazioni off-air. Visto il target del palinsesto, indirizzato più che altro ad un pubblico “pop“, sarebbe stata interessante sentire la reazione degli spettatori ad un brano come “Careful With That Axe, Eugene“. A quanto pare, il 9 aprile del 1969 i Pink Floyd avrebbero dovuto fare una seconda apparizione alla stessa trasmissione ma, per motivi oggi ignoti, non si presentarono.

Session 7. Paris Cinema – Lower Regent Street, 12 May 1969
First broadcast: “Nightride”, 14 May 1969

Grantchester Meadows
Cymbaline
The Narrow Way, part 3
Green is The Colour
Careful with that Axe, Eugene

Una session particolarmente notevole, poiché contiene estratti di “The Man and The Journey“, una suite che raccoglieva brani nuovi e vecchi ricuciti insieme da un nuovo filo logico. Le cinque composizioni di questa session sono segnate nei log con i titoli che avevano in questa suite: “Daybreak“, “Nightmare“, “The Narrow Way“, “The Beginning” e “Beset by Creatures of The Deep“, rispettivamente. Al momento della messa in onda, solo “Careful With That Axe, Eugene” era già stata pubblicata, mentre il resto del materiale sarebbe apparso ufficialmente nei mesi successivi sugli album “More” e “Ummagumma“. “Grantchester Meadows“, “The Narrow Way, part 3” e “Cymbaline” sono abbastanza fedeli alle loro future versioni in studio, mentre “Green Is The Colour” e “Careful With That Axe, Eugene” sono vicine alle loro versioni dal vivo: vengono addirittura eseguite insieme, senza pausa, proprio come accadeva in concerto. Interessante notare come “Grantchester Meadows” e “The Narrow Way, part 3” contengano degli effetti sonori, sicuramente presi dalla biblioteca sonora della BBC. L’intera session sopravvive sia dal suo master tape che da un transcription disc.
In questo periodo, la popolarità dei Pink Floyd era in continuo aumento, fino a farli diventare uno dei gruppi più famosi e acclamati del Regno Unito; per questo motivo, dopo questa session, smetteranno di affidarsi a tale mezzo per farsi pubblicità. Le session sopravviventi sono diventate patrimonio dei fan e della BBC che le ha replicate più volte; a dispetto di ciò, una pubblicazione ufficiale sembra ancora lontana, nonostante la grande richiesta. A quanto pare, nei primi anni 2000, un set del genere era in lavorazione, ma è stato cancellato quasi subito, per motivi ancora non del tutto chiari: c’è chi dice che il materiale che avessero in mano all’epoca non fosse di qualità sonora abbastanza alta e chi, invece, cita insoddisfazione da parte di Waters e Gilmour per le performance. La recente pubblicazione dei vari “Immersion Set” contenenti materiale precedentemente inedito ma fortemente voluto dai fan, comunque, riaccende una moderata speranza.

Anche questa terza puntata delle BBC Session giunge al termine.

Donald e Jacopo vi danno appuntamento per la quarta puntata con il potente KING CRIMSON.

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