BBC Session 5° Puntata: Van der Graaf GeneratorBBC Session 

BBC Session 5° Puntata: VAN DER GRAAF GENERATOR

Buongiorno a tutti.
Donald e Jacopo vi danno il benvenuto alla quinta puntata delle BBC Session. In questo numero parleremo di una entità musicale e metafisica dall’impatto sconvolgente e straniante. I formidabili Van der Graaf Generator.

Per leggere le precedenti puntate potete cliccare qui.

Infinite Diversità in Infinite Combinazioni
(antico proverbio vulcaniano)

Ci fu un tempo in cui la diversità e l’originalità in musica erano al potere e si veniva premiati per la propria musica e non per fotocopiare quella degli altri. Impossibile confondere YES e Genesis, oppure Soft Machine e Gentle Giant. Ogni musicista, ogni progetto musicale, pur facendo tesoro delle esperienze passate, rielaborava, sperimentava, superava confini e creava qualcosa di nuovo.
Nelle infinite forme possibili, ciascuno si ritagliava il proprio spazio e il proprio percorso. Gli altri, venuti dopo, provino pure a seguirli, se ne sono in grado. Tra i più influenti, ma anche tra i più difficili da copiare, ci sono i Van der Graaf Generator.

I futuri punkettari, i futuri darkettari e metallari devono molto al Generatore (e ai King Crimson), ma probabilmente molti di loro neanche lo sanno.
Il Generatore è stato diverso e unico anche nel pur multiforme ambito del cosiddetto progressive. Se il cosmico appartiene agli YES, il fiabesco ai Genesis e l’attiva disperazione ai King Crimson, cosa appartiene ai Van der Graaf Generator? L’oscurità che avanza e tutto sommerge? Oppure, al contrario, la scintilla che genera l’idea? Probabilmente entrambi. Di sicuro la loro musica è un pugno nello stomaco e uno sguardo dentro l’abisso dell’anima. Dopo (ma solo se l’ascolto è attento, qui la musica da sottofondo è bandita), saremo inevitabilmente cambiati e resterà quella vaga sensazione di aver potuto, per pochi minuti, gridare furiosi insieme a Peter Hammill la nostra rabbia alle Galassie.

Le session esaminate da Jacopo Muneratti sono tante, quindi senza indugio, lasciamogli la parola o la penna per raccontarci gli esordi radiofonici del Generatore Van der Graaf.

Van der Graaf Generator

VAN DER GRAAF GENERATOR

Peter Hammill, Hugh Banton, Keith Ellis, Guy Evans

Session 1. Studio 4 – Maida Vale, 18 November 1968
First broadcast: “Top Gear”, 29 December 1968

People You Were Going To
Afterwards
Necromancer
Octopus

Poco dopo aver inciso il primo 45 giri “People You Were Going To“/”Firebrand“, uscito il 17 gennaio 1969, i Van Der Graaf Generator si recarono negli studi della BBC per registrare quella che sarà la prima di un totale di 10 BBC session, nell’arco di nove anni. Sul singolo compariva ancora il polistrumentista membro fondatore del gruppo Chris Judge Smith in formazione, la cui permanenza nel Generatore non si estese fino a questa session. “People You Were Going To” rispetto alla sua versione singolo ha un feel più live, è eseguita ad un tempo più veloce, la sezione centrale è stata leggermente riarrangiata e, invece di sfumare, ha un finale composto. “Afterwards“, il brano di apertura del disco di debutto “The Aerosol Grey Machine” è simile alla sua controparte ufficiale, ma è meno raffinata, con un cantato più grezzo da parte di Peter Hammill e altri piccoli abbellimenti ancora non presenti; la stessa cosa si potrebbe dire di “Necromancer” che, sebbene risulti già piuttosto macabra e inquietante, non presenta ancora nessuno degli effetti sonori spaventosi e, invece di eseguire il ritmo veloce della sua versione ufficiale, il batterista Guy Evans continua il tempo di marcia anche durante la strofa. “Octopus” è in versione piuttosto decisa e sarebbe il brano che si avvicina di più alla sua versione ufficiale su “The Aerosol Grey Machine“, se non fosse per l’assenza di una parte della sezione centrale. In definitiva, si tratta di una incisione molto interessante, sia perché consente di ascoltare questa incarnazione del gruppo in un contesto “live”, sia perché nessuno dei brani è la copia carbone della versione in studio. Come prassi dell’epoca, la BBC non tenne il master tape di questa session, né ebbe particolare interesse a stamparla in un transcription disc, ma i quattro brani sopravvivono da una registrazione off-air di buona qualità e i primi tre sono stati pubblicati ufficialmente nel 2000 nel cofanetto “The Box” e più recentemente nel doppio CD “After the Flood – At the BBC 1968-1977“.
Essendo il gruppo emergente e non di facile ascolto, la BBC volle esaminare la session prima di decidere se sarebbe potuta andare in onda o no. Hammill, al giorno d’oggi, conserva tutt’ora i documenti di ammissione con i commenti dei funzionari. Stando a quanto si legge, secondo la Aunt Beeb, i Van Der Graaf Generator sono un gruppo “abbastanza competente” che però suona “materiale particolare”. Per questo motivo, non hanno molta potenzialità commerciale, ma comunque la loro musica “dovrebbe essere disponibile per chi la volesse sentire”. Da un punto di vista musicale il gruppo, a loro detta, “suona bene e il cantante è adeguato al sound“, ma allo stesso tempo “è difficile capire dove andranno a finire nello schema attuale del business” perché i Van Der Graaf Generator non fanno nessuna concezione alla musica commerciale (“perché mai dovrebbero?” commentano), quindi, nel caso il complesso non voglia semplificare un po’ la sua musica, “non si può aspettare di essere mandato in onda in programmi che necessitano di quel tipo di materiale”. Tuttavia, possono aspirare a programmi come il “Top Gear” di John Peel che, effettivamente, diventerà una delle piattaforme promozionali del gruppo. Verdetto finale? “Non vogliamo bocciarli, ma il loro futuro dovrà essere dato in mano al produttore che deciderà di lavorare con loro”. Il giudizio può sembrare troppo duro, ma bisogna ammettere una certa veridicità nelle affermazioni, almeno per quanto riguarda il futuro commerciale del gruppo. Inoltre, il fatto che, nonostante tutto, sia stata data una chance ai Van Der Graaf Generator la dice lunga sull’apertura mentale della BBC!

Session 2. Studio 1 – 201, Piccadilly, 26 August 1969
First broadcast: “Symonds on Sunday”, 7 September 1969

Re-Awakening
Afterwards

Interessante notare come questa session sia andata in onda sul programma “Symonds on Sunday“, mirato ad un pubblico più abituato alla musica commerciale, in netta contrapposizione con la recensione che la BBC aveva fatto al gruppo l’anno precedente. Visti i due brani incisi, sicuramente tra i più digeribili ad un primo ascolto tra quelli composti da Hammill, si potrebbe pensare che ci sia stato un accordo tra le due parti. Purtroppo, al giorno d’oggi non sembrano esistere copie di questa session.
Il bassista Keith Ellis uscirà poco tempo dopo, rimpiazzato da Nic Potter.

VAN DER GRAAF GENERATOR

Peter Hammill, Hugh Banton, David Jackson, Nic Potter, Guy Evans

Session 3. Studio 4 – Maida Vale, 27 January 1970
First broadcast: “Top Gear”, 7 February 1970

Darkness (11/11)
After The Flood

Con l’entrata del poliedrico fiatista David Jackson e con l’album “The Least We Can Do Is Wave to Each Other” pronto e nei negozi più o meno in contemporanea alla session, questa apparizione radiofonica ha senza dubbio la funzione di sostituire quella del singolo di successo, visto che nessuna delle sei intricate composizioni incluse nel disco poteva prestarsi bene. In effetti, vengono scelti i due brani più di impatto dell’album, forse a voler rafforzare il concetto stilistico del gruppo. I pezzi suonano come delle tipiche versioni live: meno puliti e costruiti di quelle in studio, ma più vicini all’ascoltatore e, forse, con una certa energia e sfrontatezza nell’esecuzione, che potrebbero renderli preferibili per alcuni. La session sopravvive integralmente su un transcription disc ed è oggi disponibile ufficialmente su “The Box” e su “After the Flood“.

VAN DER GRAAF GENERATOR

Peter Hammill, Hugh Banton, David Jackson, Guy Evans

Session 4. Playhouse Theatre – Northumberland Avenue, 12 October 1970
First broadcast: “Top Gear”, 24 October 1970

Lost
Killer

Durante le session del terzo disco, “H to He, Who Am the Only One“, pubblicato nel dicembre del 1970, il bassista Nic Potter decide di uscire dal gruppo. Questa session, quindi, inaugura la celebre formazione a quattro dei Van Der Graaf Generator, divenuta poi quella classica. Ancora una volta la scaletta è piuttosto interessante; stavolta il brano di successo o, comunque, con potenziale c’è, ed è la trascinante “Killer“, mentre “Lost“, uno dei pezzi più complessi dell’intera discografia, viene scelto per rappresentare la direzione corrente del gruppo. “Killer” viene suonata con la tipica energia delle loro esibizioni dal vivo, con un David Jackson fuori controllo e Hammill perfettamente calato nel ruolo canoro, mentre risulta molto più composta l’esecuzione di “Lost“, un pezzo molto impegnativo vocalmente e, per questo motivo, poco eseguito dal vivo. Si tratta comunque di un’ottima versione, non complessa come quella in studio, ma perfettamente coerente e ben fatta. La BBC non ha più questa session in archivio, ma i due brani sopravvivono comunque ai giorni nostri. “Lost” esiste su una registrazione off-air, purtroppo di scarsa qualità, mentre “Killer” è stata stampata su un transcription disc che contiene anche una breve intervista del DJ Brian Matthew a Peter Hammill.
La session non è ancora stata pubblicata ufficialmente. Piuttosto strana, in effetti, l’assenza di “Killer“, disponibile oggi in ottima qualità audio, sulla recente antologia “After the Flood“, uscita per riunire le BBC session sparse nella discografia e per colmare qualche lacuna.

Session 5. Kensington House – Shepherd’s Bush, 10 June 1971
First broadcast: “Sounds of the Seventies”, 25 June 1971, 23 July 1971 (*)

Theme One
Darkness (11/11)
Man-Erg
Vision (*)

Delle 10 session registrate per la BBC, questa è senza dubbio una delle più interessanti. In questo preciso momento il gruppo si trovava ancora in fase compositiva di quello che sarebbe diventato il loro quarto LP, “Pawn Hearts” e, allo stesso tempo, stava rifinendo (con la stessa formazione) il primo disco solista di Peter Hammill, “Fool’s Mate“. Per questo motivo, la session presenta una scaletta molto variegata. “Theme One” non era altro che il jingle della BBC Radio 1 composto dal mitico George Martin, il quinto Beatles. Il jingle solitamente veniva trasmesso verso le sei del mattino, annunciando l’inizio della programmazione giornaliera. I Van Der Graaf Generator, durante i tour, sentivano spesso questo motivetto in radio e gli piacque a tal punto da incorporarlo nelle loro scalette dal vivo per poi, nel febbraio 1972, farlo uscire finalmente come 45 giri. Una sua inclusione in una session per la Aunt Beeb era quasi d’obbligo! “Man-Erg” diventerà uno dei tre pezzi di “Pawn Hearts” e la versione su questa session è già completa, senza nessun cambiamento nell’arrangiamento o nel testo rispetto a quella che verrà incisa in studio di lì a poco, mentre “Vision“, brano tratto da “Fool’s Mate“, è eseguita piano e voce dal solo Hammill, ed è stata registrata appositamente all’interno della session per poter essere mandata in onda un mese dopo in concomitanza con l’uscita dell’album. Completa la scaletta una buona versione di “Darkness (11/11)“, più sicura e spigliata rispetto alla versione precedente registrata per la BBC nell’ottobre dell’anno precedente.
Il master tape di questa session, registrato in glorioso stereo, sopravvive integralmente ai giorni nostri ed è stata replicata più volte dalla BBC.
Darkness” e “Man-Erg” sono state pubblicate per la prima volta nel 1994 all’interno del CD “Maida Vale“, mentre “Theme One” è finita su “The Box” sei anni dopo. Recentemente, tutti e quattro i brani, compresa “Vision“, sono stati pubblicati su “After the Flood“.

Session 6. Studio 4 – Maida Vale, 14 December 1971
First broadcast: “Top Gear”, 29 December 1971

An Epidemic of Father Christmases
Lemmings
Refugees

Un’altra session molto particolare e interessante. A questo punto “Pawn Hearts” era fresco di uscita, ma ciò che contraddistingue questa session è, visto il periodo di incisione e di messa in onda, la presenza di “An Epidemic of Father Christmases” (cercatelo su Youtube): un piccolo divertissement composto e cantato dall’ex membro del gruppo Chris Judge Smith, qui ospite per questo particolare brano, nel quale frammenti di canzoni natalizie (“Jingle Bells“, “Rudolph the Red-Nosed Reindeer“, “Silent Night“) e altre più colte (la “Carmen” di Bizet) vengono accostate ad un testo demenziale e ironico sullo stress natalizio di Babbo Natale. La musica dei Van Der Graaf Generator è raramente ironica o demenziale, per cui la presenza di un brano del genere all’interno di una session altrimenti molto drammatica e corposa, è senza dubbio una boccata di aria fresca. La session contiene anche due buone esecuzioni di “Refugees” e “Lemmings“, i cui arrangiamenti risultano abbastanza fedeli agli originali.
La reperibilità di questa session è abbastanza frammentaria, ma tutti i brani esistono ancora: “An Epidemic of Father Christmases” e “Lemmings” da due diverse registrazioni off-air, la prima di qualità buona, la seconda con audio molto più scarso, e “Refugees” da un transcription disc. Un breve frammento di “An Epidemic of Father Christmases” proveniente da una registrazione di qualità più bassa di quella che circola oggi è stato inserito nel collage sonoro “Time Vaults” che dà il titolo all’omonimo album di archivio pubblicato nel 1982, mentre “Refugees” è stata pubblicata su “The Box” e in seguito ristampata su “After the Flood“.
Dopo il tour di “Pawn Hearts” il gruppo, vittima del proprio stress, decide di sciogliersi. I componenti continuano comunque a suonare negli album solisti di Hammill, che, nel frattempo, farà a sua volta qualche BBC session. La situazione dura tre anni, fino al maggio del 1975, quando i quattro decidono di tornare in attività a nome Van Der Graaf Generator.

Session 7. Studio 4 – Maida Vale, 3 July 1975
First broadcast: “Top Gear”, 10 July 1975

Scorched Earth
The Sleepwalkers

Nel luglio del 1975, il quartetto delle meraviglie decide di incidere quello che sarà il quinto disco del Generatore, “Godbluff“, e le incisioni avvengono più o meno in contemporanea a questa session, che ha come scopo quello di rappresentare una gustosa anteprima per gli appassionati del gruppo. Tra di loro, c’era anche John Peel, il DJ che diede loro più spazio in assoluto, ospitando all’interno dei suoi programmi 8 delle 10 session registrate alla radio. Esiste un nastro della messa in onda di questa session nella quale il DJ si dichiara particolarmente soddisfatto da “The Sleepwalkers“, esprimendo un certo apprezzamento soprattutto per la sezione centrale. I due pezzi, più che alle loro raffinate e complesse versioni in studio, suonano molte più vicini alle versioni live: secche, energiche e con la voce di Hammill in primo piano.
Da ora in poi, tutti i master tape delle session sopravvivono perché, arrivati a questo punto, la BBC aveva finalmente cominciato a considerare le session come reperti di un certo valore, smettendo di cancellarle. La session è stata pubblicata per la prima volta su “Maida Vale” e, in seguito, su “After the Flood“.

Session 8. Studio 4 – Maida Vale, 1 April 1976
First broadcast: “John Peel Show”, 20 April 1976

Still Life
La Rossa

Il sesto album del gruppo, “Still Life“, è un disco molto valido, facilmente considerabile un companion del precedente “Godbluff“; il che non dovrebbe sorprendere, visto che la sua lavorazione iniziò durante le session precedenti, con qualche rifinitura e aggiunta a gennaio del 1976. Questa ottava BBC session è stata registrata e mandata in onda in concomitanza con l’uscita dell’LP (15 Aprile 1976), in modo da poterlo lanciare bene. Ancora una volta ci troviamo di fronte a due ottime versioni con ancora una volta un feel più live rispetto alle versioni da studio, anche se è possibile scorgere qualche traccia di sovraincisioni vocali (doppia traccia) in alcune sezioni di “La Rossa“.
La session è reperibile ufficialmente su “Maida Vale” e su “After the Flood“.

Session 9. Studio 4 – Maida Vale, 11 November 1976
First broadcast: “John Peel Show”, 22 November 1976

When She Comes
Masks

In pieno brainstorming creativo, il gruppo comincia le incisioni per il suo settimo album in studio, “World Record“, solo un mese dopo l’uscita del precedente “Still Life“, pubblicandolo nell’ottobre del 1976. Ancora una volta, sebbene ci si trovi di fronte ad una performance molto apprezzabile, non ci sono molti commenti da fare, visto che i due pezzi continuano a discostarsi dalle loro versioni in studio più per via del loro feel che per cambi di arrangiamento. Questa è l’ultima session con la formazione storica, dato che il fiatista David Jackson, una delle colonne portanti del sound del Generatore, decide di lasciare il gruppo di lì a poco. È anche la session che ha avuto più pubblicazioni ufficiali: prima su “Maida Vale“, poi come bonus track nel remaster di “World Record” del 2005 e, infine, nel doppio CD “After the Flood“.

VAN DER GRAAF GENERATOR

Peter Hammill, Graham Smith, Charles Dickie, Nic Potter, Guy Evans

Session 10. Studio 4 – Maida Vale, 24 October 1977
First broadcast: “John Peel Show”, 2 November 1977

(Fragments of) A Plague of Lighthouse Keepers/Sleepwalker’s End
Cat’s Eye/Yellow Fever (Running)
The Sphinx in the Face

Session finale per il gruppo, che nell’anno successivo si scioglierà per riformarsi solo nel 2005. Arrivati a questo punto, inoltre, avevano cominciato a presentarsi a nome Van Der Graaf, escludendo il Generatore, forse per via dell’uscita di una presenza importante come quella di Jackson. Per irrobustire il sound, questa nuova formazione vede l’aggiunta del violinista Graham Smith, del cellista Charles Dickie e il ritorno del bassista Nic Potter. I due pezzi tratti dall’Ottavo album del gruppo (“The Quiet Zone/The Pleasure Dome“, uscito il 2 settembre 1977), vengono eseguiti in versioni molto potenti ed aggressive rispetto alle già cariche versioni in studio. Questa versione del medley, tra parti di “A Plague of Lighthouse Keepers“, nella quale Smith aggiunge un tocco drammatico col violino per niente disprezzabile, e la sezione finale di “The Sleepwalkers“, è l’arrangiamento della versione uscita nel live del 1978 “Vital“, ma senza Jackson, che tornerà appositamente per l’incisione quel doppio LP. I due brani conclusivi sono stati pubblicati per la prima volta su “The Box“, ma una versione completa della session è stata pubblicata ufficialmente per la prima volta solo su “After the Flood“.
Una curiosità: in questa session il medley viene fatto finire in maniera molto brusca, tagliando il nastro prima della sua conclusione effettiva. Per un po’ di tempo, quindi, si pensava che ne circolassero solo versioni incomplete, ma su “After the Flood“, che contiene una versione presa direttamente dal master tape, finisce nello stesso modo, dimostrando che si tratta di un effetto voluto.

La quinta puntata delle BBC Session termina qui. Donald e Jacopo vi danno appuntamento alla prossima puntata con i grandi Jethro Tull.

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