BBC Session 6° Puntata: Jethro TullBBC Session 

BBC Session 6° Puntata: JETHRO TULL

Buongiorno a tutti.
Donald e Jacopo vi danno il benvenuto alla sesta puntata delle BBC Session. In questo numero parleremo dei Jethro Tull, la cui musica ci è molto cara.

Tra i gruppi più interessanti usciti dal blues boom britannico (vedere l’introduzione alla 2° puntata dedicata ai Led Zeppelin), i Jethro Tull si distinguono per durata e per essere letteralmente “usciti” dal movimento, allontanandosi sempre più dal blues, esplorando fin dal secondo album nuovi territori.

I Jethro Tull sono la prova concreta, e tra le più efficaci, di quanto le nostre chiacchiere sulle classificazioni di stili e generi siano “aria fritta”, davanti ad un catalogo che comprende di tutto e questo tutto è filtrato dal gusto e dalla personalità dei musicisti coinvolti. Una caratteristica molto comune agli “eccentrici” musicisti elettrici di quel periodo.
Davanti al pluridecennale dibattito su cosa siano i Jethro Tull, e sul rapporto Jethro Tull/Ian Anderson, possiamo evocare e parafrasare le parole di Robert Fripp riguardo i King Crimson: “i Jethro Tull sono un modo di fare le cose“.
Esistono tanti Jethro Tull. Quelli “originali” del 1968 blues, quelli appena successivi, “classici” e “prog“, che sono in realtà i Jethro Tull prima dei Jethro Tull, ma con un altro nome, quelli “folk“, ecc. Questo “modo di fare le cose” è stabilito dall’unico comune denominatore: Ian Anderson… ma poi anche Martin Barre e poi anche David Palmer… ecco che ci troviamo ad evocare un’entità corale. I Jethro Tull sono quelli che di volta in volta vengono composti da Ian Anderson e dai musicisti coinvolti in quel momento.
Semplicistico? Forse, ma così è.

Jacopo Muneratti nelle sue precise analisi delle session ci racconta dei primissimi Jethro Tull e in questo raccontare ci mostra i prodromi di quello che sarà il rapporto teso e conflittuale tra Ian Anderson e la stampa. Ma anche, con la reazione di Peel all’album “Stand Up“, quello che sarà il “ritornello” dei fan storici i quali, ad ogni nuovo album e ad ogni nuova direzione intrapresa, criticheranno pensando che “i loro Jethro Tull erano migliori”.

Jethro Tull 1968

JETHRO TULL

Ian Anderson, Mick Abrahams, Glenn Cornick, Clive Bunker

Session 1. Studio 1 – 201 Piccadilly, 23 July 1968
First broadcast: “Top Gear”, 4 August 1968, 22 September 1968 (*)

So Much Trouble
My Sunday Feeling
Serenade to a Cuckoo
Cat’s Squirrel (*)
A Song for Jeffrey

Questa prima session dei Jethro Tull è stata registrata nel bel mezzo delle incisioni del loro primo album, “This Was“. A questo punto, l’unico prodotto ufficiale sotto il loro nome (anzi, sotto il nome Jethro Toe), era il singolo “Sunshine Day” / “Aeroplane“, uscito il 16 febbraio dello stesso anno. Per quanto fosse già possibile intravedere i germi futuri, all’epoca i Jethro Tull erano sostanzialmente un gruppo rock blues, soprattutto grazie al chitarrista Mick Abrahams, molto più di un semplice comprimario, e al massiccio uso dell’armonica da parte di Ian Anderson.
La chicca della session è lo standardSo Much Trouble“, non incluso su disco e in seguito dimenticato dalle scalette fino al 1993. I quattro brani rimanenti sono molto simili alle loro versioni su album, solo più secchi e, in certi casi (“Serenade to a Cuckoo“) condensati. Il celeberrimo DJ Inglese John Peel, da sempre amante del rock blues, si dimostrò subito interessato a questa incarnazione del gruppo e fu essenziale nel loro lancio. La session venne trasmessa per la prima volta all’interno del suo programma il 4 agosto 1968, senza “Cat’s Squirrel“, e replicata il 22 settembre, con “Cat’s Squirrel” al posto di “So Much Trouble” e “A Song for Jeffrey“. Dopo aver incluso questa versione di “A Song For Jeffrey” nel cofanetto “20 Years of Jethro Tull“, tratta da un Transcription Disc con la voce di Brian Matthews, l’intera session, stavolta dal master tape originale, è stata inclusa nella versione deluxe di “This Was” nel 2008.

Session 2. Studio 1 – 201 Piccadilly, 5 November 1968
First broadcast: “Top Gear”, 15 December 1968

Love Story
Stormy Monday Blues
Beggar’s Farm
Dharma For One

Stessa formazione, periodo diverso. Al momento della messa in onda di questa session, “This Was” era nei negozi da circa un mese, assieme al 45 giri “A Song for Jeffrey“, che ebbe un moderato successo. La funzionalità principale di questa BBC Session era più che altro quella di promuovere il 45 giri non-LP “Love Story“/ “A Christmas Song“, uscito il 29 novembre 1968. Il resto della scaletta, invece, consiste del meglio del loro repertorio dal vivo, su richiesta di John Peel, e il che spiega la presenza di un altro standard: “Stormy Monday Blues“. Ancora una volta, date le modalità di incisione in studio, non si riscontrano grandi differenze nell’arrangiamento tra queste versioni registrate per la BBC e quelle ufficiali anche se, ovviamente, i vari assolo differiscono notevolmente. “Love Story” e “Stormy Monday Blues” sono state pubblicate per la prima volta sul cofanetto “20 Years of Jethro Tull” nel 1988, ancora una volta tratte da un transcription disc con la voce di Brian Matthews, e, come per la session precedente, anche questa è stata inclusa in versione integrale dal master tape originale nella versione deluxe di “This Was“.

JETHRO TULL

Ian Anderson, Martin Barre, Glenn Cornick, Clive Bunker

Session 3. Maida Vale Studio 4 – Kensington House, 16 June 1969
First broadcast: “Top Gear”, 22 June 1969

Bourée
A New Day Yesterday
Fat Man
Nothing is Easy

E in un anno, tutto cambiò. Il chitarrista Mick Abrahams, che non era d’accordo con Ian Anderson nella direzione in cui sarebbero dovuti andare i Jethro Tull, aveva lasciato il progetto, venendo sostituito definitivamente dal più celebre (nel contesto Tulliano, perlomeno) Martin Barre, che sarebbe rimasto fino alla fine, nel 2011. Questa seconda formazione aveva inciso il secondo LP dei Jethro Tull, intitolato “Stand Up“, due mesi prima di questa session, ma l’album non sarebbe uscito fino ad agosto. Queste versioni dei brani non sono così diverse da quelle in studio ma, forse gli sono superiori, per via della produzione non proprio eccelsa dell’album. Né questo nuovo cambio di formazione né il nuovo LP piacquero a John Peel, che fu molto onesto nei confronti di Anderson e soci. Anzi, forse fu fin troppo onesto, dato che il gruppo la prese sul personale e, quando il DJ, contrariamente a quanto aveva sempre fatto fino a quel momento, non si presentò durante le registrazioni di questa BBC Session, i Jethro Tull si offesero e, qualcuno dei loro commenti non proprio benevoli venne riportato a Peel dal produttore della session Bernie Andrews. A questo punto, l’ostilità da entrambe le parti fu aperta e, da qui in poi Peel si dissociò completamente dal gruppo, trasmettendo solo qualche frammento di “Thick as a Brick” nel 1972. John Peel morì nell’ottobre del 2004 per complicazioni del diabete, senza essersi rappacificato con Ian Anderson che tutt’ora definisce questa cosa come una delle più sgradevoli della sua intera vita e, per farsi perdonare, nel 2010 ha dedicato l’edizione deluxe di “Stand Up” (che contiene l’intera session) al celeberrimo DJ.

JETHRO TULL

Ian Anderson, Martin Barre, Jeffrey Hammond-Hammond, John Evans, Barriemore Barlow

Session 4. Maison Rouge Mobile Studios – Monte Carlo, Monaco, 7 June 1975
First broadcast: “Sounds on Sunday”, 5 October 1975

Minstrel In The Gallery
Requiem
Aqualung
Cold Wind to Valhalla

Una session un po’ fuori dalle righe (ma non l’unica nel suo genere): sebbene si tratti di materiale registrato esplicitamente per la radio, è stata incisa direttamente negli studi di registrazione nei quali i Jethro Tull stavano lavorando al loro ottavo album “Minstrel in The Gallery“. Ciò che rende questa session unica, però, è che è strutturata come se fosse un mini concerto privato per l’ascoltatore: tra un brano e l’altro, infatti, Anderson introduce i pezzi, con il suo solito umorismo secco e sarcastico che contraddistingueva gli spettacoli dal vivo. A parte una sorprendentemente efficace versione di “Aqualung” (soprattutto grazie alla presenza di una sezione archi), i pezzi rimanenti sono molto simili alle loro versioni in studio, a tal punto che, per un po’ di tempo, si è pensato che fossero semplicemente versioni modificate delle take usate su album, magari con nuove sovraincisioni di voce e flauto o di chitarra. Non è questo il caso per “Minstrel in the Gallery” e “Cold Wind to Valhalla“, ma questa versione di “Requiem” è quella che è stata scelta poi per l’album, andando a sostituire quella originariamente incisa che, peraltro, differiva notevolmente nell’arrangiamento. Nessuna meraviglia, comunque, che queste versioni siano così simili: non sono semplicemente coeve a quelle ufficiali, ma sono pure state registrate nello stesso studio con la stessa attrezzatura!
Dopo aver incluso due brevissimi frammenti di “Minstrel in the Gallery” e “Cold Wind to Valhalla” sul cofanetto “20 Years of Jethro Tull” (e in seguito sul remaster di “Minstrel in the Gallery“, come bonus track), l’intera session, trattata nientemeno che da Steven Wilson, è stata finalmente pubblicata nel 2015 nello splendido cofanetto “La Grande Édition“, uscito per celebrare i 40 anni di pubblicazione dell’album. Sebbene il cofanetto presenti le tracce in qualità audio estremamente più alta rispetto a prima, purtroppo esclude la maggior parte delle divertenti introduzioni di Ian Anderson tra un brano e l’altro.

Anche per questa puntata è tutto. Donald e Jacopo vi danno appuntamento alla 7° puntata delle BBC Session con i Roxy Music.

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