BBC Session 9° Puntata: GenesisBBC Session 

BBC Session 9° Puntata: Genesis

La Muneratti e McHeyre impresari, sono felici di invitare la Signoria Vostra alla nona puntata delle BBC Session. Questa volta tratteremo le session radiofoniche di una delle punte storiche del cosiddetto “progressive”, i Genesis.
Per le precedenti puntate potete cliccare qui.

Nemo propheta in patria“, e per i Genesis, il più “inglese” dei gruppi inglesi, è una frase quanto mai appropriata.
Per anni ignorati a casa loro, questo gruppo di giovani perbene e di rispettabile formazione scolastica, amanti della soul music, ha trovato la scintilla del loro successo in suolo europeo, Belgio ed Italia, soprattutto. Hanno saputo ricambiare questo affetto, sulla fiducia, in tempi non certo sospetti, dei fan della nostra penisola, quando ormai diventati tra le più modeste e sobrie delle rockstar, scelsero proprio Roma, come culmine della loro carriera, nel 2007, per uno degli eventi mediatici più importanti della Storia del rock. Si, uno di loro nel frattempo è diventato un canzonettaro ma sono dettagli, e comunque sempre con stile. D’altra parte un altro di loro si è indebitato fino al collo per seguire ciò in cui più credeva, e non ci riferiamo alle mutandine delle groupie, ma a progetti alti e nobili.

A guardar bene la carriera dei Genesis è una sorta di parabola della storia dell’industria della felicità e del suo rapporto con l’industria della pubblicità. Nascono in sordina, e con lieve ritardo, rispetto ai propri fratelli colti del rock, con intenti lontani dal perseguire successo e ricchezza, condividendo, con le tre punte della scuderia di Tony Stratton-Smith (che Dio l’abbia in gloria), Van der Graaf Generator e Lindisfarne, i palchi e la fame.
La coraggiosa e creativa prima fase con Peter Gabriel, quella che ci apprestiamo a trattare qui, con le loro BBC session, è stata una sorta di lunga gavetta per un gruppo di musicisti che, diventati professionisti, son riusciti a ridefinire il loro ruolo nella musica internazionale, diventando una macchina per far soldi ma senza rinunciare allo stile e senza ridursi, almeno per molti di loro, in protagonisti per gossip. Ma all’inizio degli anni ’70, e per buona metà di quel decennio, sono stati tra le punte della creatività nel rock, e tra i più degni continuatori di un’estetica nell’arte che, fra teatro (alla loro maniera), sperimentazione (ma sempre con obiettivi pratici), “musica esatta” e tanta poesia, da John Keats a Dante Gabriel Rossetti e dai preraffaelliti ai Genesis, senza dimenticare Lewis Carroll, è il filo conduttore di quasi tre secoli di arte inglese.

Lasciamo ora la parola e la penna a Jacopo Muneratti con le sue dotte analisi delle BBC session, raccontandoci la storia degli esordi dei Genesis.

Genesis 1972

Genesis

Peter Gabriel, Tony Banks, Ant Phillips, Mike Rutherford, John Mayhew

Session 1. Studio 4 – Maida Vale, 22 February 1970
First broadcast: “Nightride”, 1 April 1970

The Shepherd
Pacidy
Let Us Now Make Love
Stagnation
Looking for Someone
Dusk

Dopo un anonimo debutto discografico nel 1969 (“From Genesis to Revelation“), i Genesis ampliano i loro orizzonti artistici cominciando a comporre musica più sofisticata. Muniti di un nuovo batterista tecnicamente più capace (John Mayhew), i cinque si recano quindi in vari studi di registrazione per produrre alcune demo da proporre a nuove etichette discografiche. Durante una di queste sedute, il gruppo cattura l’attenzione di un produttore, Alec Reid, che rimane affascinato da quello che lui definisce “un miscuglio di colori molto intrigante”. Dato che lavorava alla BBC, Reid decide di dare loro una spintarella, producendogli una session da mandare in onda nel corso del programma “Nightride” che, come diceva il nome stesso, veniva trasmesso nelle prime ore notturne.
Si tratta di un’incisione molto interessante perché, oltre ad essere la cosa disponibile più vicina ad un documento dal vivo di questa formazione dei Genesis, permette di capire meglio la transizione musicale da “From Genesis to Revelation” a “Trespass“, quasi inconcepibile se ci si limita solo all’ascolto degli album. I sei brani eseguiti durante la session, all’epoca, erano tutti inediti, ma solo tre verranno portati in studio. Di queste, “Stagnation” è sicuramente la più degna di nota, dato che è ancora in stato non rifinito e, come tale, differisce in molti particolari, tra cui l’assolo di Banks e, soprattutto, il finale completamente diverso. “Looking for Someone“, invece, è già più o meno in versione definitiva, solo un po’ da perfezionare dal punto di vista esecutivo. Gli altri, invece, saranno eliminati dalle scalette di lì a poco per non tornare mai più; non sorprendentemente si tratta di quelli legati a sonorità più vicine a “From Genesis to Revelation“. Di queste, in particolare, “Let Us Now Make Love“, che contiene un piccolo apporto vocale di Ant Phillips, cerca di emulare lo stile compositivo dei Bee Gees e sembra un po’ troppo un tentativo di replicare il loro primo 45 giri (di nessun successo) “The Silent Sun“. “The Shepherd” è un duetto tra Peter Gabriel e Tony Banks, che si alternano strumentisticamente (al flauto e al piano rispettivamente) e vocalmente, cantando una strofa a testa in successione e, “Pacidy“, all’epoca il brano preferito di John Mayhew, è leggera, delicata e molto piacevole, sebbene alla lunga risulti un po’ troppo saccarina.

Come era prassi dell’epoca, i master tape di questa session vennero cancellati poco dopo la sua messa in onda, ma Reid, che teneva il gruppo in grande stima, se ne fece una copia in cassetta per uso personale, permettendo così al DJ Alan Freeman di tirarla fuori dall’oblio nel 1989 nel corso del suo programma “Saturday Night/Sunday Morning“. La copia del produttore, però, si rivelò non completa: mancava infatti l’ultimo brano della session, “Dusk“, tutt’ora perduto e non disponibile in questa versione. Inoltre, stando a quanto rilasciato dal chitarrista Ant Phillips in un intervista del 1993 alla fanzineThe Waiting Room“, nella trasmissione originale le sei composizioni erano introdotte dai vari membri del gruppo, che ne spiegavano testi e titoli; nemmeno tali presentazioni sopravvivono ai giorni nostri. I tre brani inediti di questa session (“The Shepherd“, “Pacidy” e “Let Us Now Make Love“) sono stati pubblicati ufficialmente in queste esecuzioni nel 1998 nel cofanetto “Archive vol. 1: 1967-1975” e ristampati una decina di anni dopo nel CD “Extra Tracks” disponibile all’interno del box “1970-1975”, contenente gli album in studio di quel periodo in versione remixata.

Peter Gabriel, Tony Banks, Steve Hackett, Mike Rutherford, Phil Collins

Session 2. Studio T1 – Kensington House, 10 May 1971
First broadcast: “Sounds of the Seventies”, 31 May 1971

The Musical Box
Stagnation

Pochi mesi dopo la pubblicazione di “Trespass“, il chitarrista Ant Phillips è costretto a lasciare il gruppo per colpa di una sempre più crescente forma di panico da palcoscenico (proseguendo una carriera solista, prolifica, quanto oscura). Subito dopo, i Genesis decidono di cercare un nuovo batterista che fosse più compatibile con la direzione in cui volevano andare. I sostituti saranno i celeberrimi Steve Hackett e Phil Collins: è la nascita della formazione d’oro dei Genesis!

Questa session è antecedente alle registrazioni del terzo disco del gruppo, “Nursery Cryme“, ed è un altro documento di estremo interesse perché l’unica registrazione dal vivo conosciuta di questo periodo (La Ferme, in Belgio, 7 marzo 1971, ha una qualità sonora non eccelsa). Se nella session precedente si sentiva un gruppo interessante, ma ancora acerbo e ai primi passi, in questa c’è un collettivo che sta decisamente avanzando nella direzione giusta. Solo due brani, ma di lunga durata. “Stagnation” la conosciamo già e, stavolta, è nell’arrangiamento definitivo. Il pezzo era uno dei loro cavalli di battaglia dal vivo e il confronto con la sua versione in studio è particolarmente notevole: il modo in cui Collins porta avanti il ritmo nelle parti più mosse dà una potenza ed un’eleganza uniche, assenti dalla sua controparte ufficiale. “The Musical Box“, invece, viene presentata per la prima volta ad un pubblico di massa, ma è già abbastanza completa, anche se una parte della sezione centrale è più lunga a causa di una ripetizione successivamente tagliata e Gabriel non ha ancora composto tutto il testo, limitandosi sul finale a biascicare qualche parola senza senso.
Il master tape di questa session esiste completo e questa versione di “Stagnation” è stata pubblicata ufficialmente su “Archive vol. 1“.

Session 3. Studio T1 – Kensington House, 9 January 1972
First broadcast: “Top Gear”, 28 January 1972, 17 March 1972 (*)

The Return of the Giant Hogweed
Harold The Barrel
The Fountain of Salmacis
Harlequin (*)

Questa session, invece, si colloca cronologicamente dopo la pubblicazione di “Nursery Cryme“. Erano tempi abbastanza felici per i Genesis: nonostante faticassero ancora ad avere successo in madrepatria, “Trespass” era arrivato al primo posto in Belgio e il nuovo LP stava vendendo molto bene anche in Italia. Dal punto di vista musicale, inoltre, il gruppo aveva avuto una crescita artistica spaventosamente alta, destinata ad aumentare nel corso degli anni.
La scaletta, incentrata unicamente sul nuovo disco, è notevole perché contiene due vere e proprie rarità eseguite pochissimo dal vivo: “Harold The Barrel” e “Harlequin“. La prima viene replicata in maniera più fedele possibile ed è integralmente cantata in coro da Gabriel e Collins, la seconda è più ritmata e meno simile ad una ninna nanna (non in senso dispregiativo) rispetto alla sua versione album. Gli altri due pezzi presentati, invece, sono già dei classici nelle scalette live: “The Fountain of Salmacis” ha molti abbellimenti nell’arrangiamento, assenti dalla sua controparte ufficiale; mentre invece “The Return of the Giant Hogweed”, oltre ad essere più energica e spigliata, non è poi così diversa da quella contenuta in “Nursery Cryme“. Si tratta di quattro versioni eccellenti dei pezzi, probabilmente superiori alle loro controparti su album, sia dal punto di vista esecutivo che da quello della produzione, qua decisamente più nitida e cristallina.

La vita post messa in onda di questa session è stata abbastanza interessante: per molti anni, il master tape è stato ritenuto perduto e l’unica copia disponibile ai fan era una registrazione off-air di non altissima qualità che, per giunta, non conteneva “The Fountain of Salmacis“. Inaspettatamente, il master è stato ritrovato nei primi anni 2000 e la session è stata ritrasmessa integralmente e in qualità audio stereo perfetta nel 2008 dal DJ Chris Hawkins, all’interno del suo programma. Come se non bastasse, ritrovando il master tape si scoprì che erano stati preparati addirittura due mixaggi di “Harold the Barrel“, entrambi mandati in onda durante la replica. Questa storia a lietissimo fine è un caso più unico che raro, che però tiene aperta la speranza che possa succedere anche con altre session attualmente perdute o comunque disponibili in qualità audio inferiore.

Session 4. Studio T1 – Kensington House, 25 September 1972
First broadcast: “Top Gear”, 9 November 1972

Twilight Alehouse
Watcher of the Skies
Get ‘Em Out by Friday

Questa apparizione in radio è stata incisa pochi giorni prima della pubblicazione ufficiale del loro quarto album, “Foxtrot“, e trasmessa un mese dopo. Questo disco sarà il primo ad avere un buon successo sia di pubblico che di critica e, da qua in poi, i Genesis non dovranno più affidarsi alle BBC Session per poter passare in radio.
Dei tre pezzi qua contenuti, due fanno parte del nuovo disco: “Watcher of The Skies” e “Get ‘Em Out by Friday“. Queste esecuzioni assomigliano molto a quelle che appariranno su “Genesis Live” l’anno successivo, anche se, forse, queste versioni possono risultare preferibili dal punto di vista sonoro, grazie ad una produzione migliore rispetto a quella del disco dal vivo. L’altro pezzo, “Twilight Alehouse“, è un lungo brano molto significativo, composto ai tempi di “Trespass“, ma eseguito stabilmente ad ogni concerto, evolvendolo e compattandolo sempre di più. Per qualche motivo, però, i Genesis decisero di inciderlo in studio un po’ troppo tardi, proprio durante le session di “Foxtrot“, quando il pezzo cominciava a suonare desueto all’interno delle loro scalette: verrà, infatti, ingiustamente relegato come lato B del 45 giri di “I Know What I Like” nel 1973. Comunque, si tratta di un’ottima versione, non troppo diversa da quelle presentate live all’epoca.

Anche il master tape di questa session sopravvive ai giorni nostri ed è, forse, quella disponibile in qualità audio migliore, grazie ad un mixaggio particolarmente azzeccato per questo tipo di materiale.
Verso la fine degli anni ’90 era in preparazione un doppio CD ufficiale contenente le BBC Session dei Genesis; il progetto, però, non andò in porto per vari motivi, uno dei quali parrebbe essere stato la qualità audio scarsa del nastro che possedevano della terza session. Secondo chi di dovere, la pubblicazione di materiale scadente dal punto di vista sonoro avrebbe potuto causare lamentele presso i fan. In seguito al miracoloso ritrovamento del master di quell’apparizione, ora abbiamo in mano il 99% di tutto quello che hanno registrato i Genesis ai BBC Studios in qualità audio molto alta, eccetto la “Dusk” della prima session: che sia il caso, quindi, di concretizzare finalmente quella pubblicazione, che sarebbe sicuramente un’aggiunta sostanziale alla loro discografia? Non possiamo sapere se questo succederà mai, ma nel frattempo, siamo comunque in grado di goderci queste registrazioni, sicuramente imperdibili per ogni fan dei Genesis d’annata! A queste si può aggiungere anche l’apparizione “In Concert” del 2 marzo 1972, contenente tre ottime performance di “The Fountain of Salmacis“, “The Musical Box” e “The Return of the Giant Hogweed“, eseguite davanti ad un pubblico e disponibili in qualità audio molto alta.

Anche per questa puntata è tutto. Donald e Jacopo vi danno appuntamento con la 10° puntata delle BBC Session che sarà dedicata ai Brand X …. continuando a parlare dei Genesis.

Potrebbe Interessarti Anche

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.