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Krokus: il nuovo album “Big Rocks” in uscita il 27 Gennaio 2017

Big Rocks” è il nuovo album dei Krokus in uscita il prossimo 27 gennaio. Un disco per omaggiare artisti come Led Zeppelin, Queen, The Who, Steppenwolf, The Rolling Stones ed altri ancora. “Big Rocks” sarà composto da 14 canzoni: 13 cover ed il rifacimento del loro classico, “Backseat Rock ‘N’ Roll“. Tra le canzoni scelte dalla band: “My Generation“, “Tie Your Mother Down“, “Whole Lotta Love“, “Quinn The Eskimo“, “Born To Be Wild” e tante altre ancora.

I Krokus sono un gruppo hard & heavy nato nel 1974 a Soletta, nella parte tedesca della Svizzera.
Sono da molti considerati il maggior gruppo rock svizzero. La loro musica, composta da riff semplici e cori trascinanti, era fortemente ispirata a Scorpions, Judas Priest, Saxon ma soprattutto agli AC/DC. Vennero infatti spesso accusati di essere una band clone del gruppo australiano, a causa dei riff spesso molto simili e la voce incredibilmente simile a quella di Bon Scott. Scalarono le classifiche nella prima metà degli anni ottanta, rivolgendosi soprattutto al pubblico statunitense. La prima formazione era composta da Chris Von Rohr voce e batteria, Tommy Kiefer chitarra, Remo Spadino basso, Hansi Droz chitarra. Il debutto venne registrato tra il novembre e il dicembre del 1975. L’omonimo “Krokus” dalle sonorità prog/hard rock vide la luce nel 1976 per la Shnautz Records, un’affiliata della Phonogram. Vedendo di non riscuotere molto successo cominciarono gradualmente a spostarsi verso l’hard & heavy notando molti sbocchi grazie al boom del genere in crescita.

Nel 1977, hanno luogo diversi cambi di formazione, entrano Fernando Von Arb alla chitarra, Jurg Naegeli basso e tastiere e Freddy Steady alla batteria, tutti membri provenienti dai Montezuma, un’altra band di Soletta. La nuova formazione sforna “To You All” (1977), già da questo lavoro, la band comincia a lasciarsi alle spalle l’impronta symphonic/prog, per dedicarsi ad un hard rock piuttosto diretto ed elementare rispetto al più complicato e raffinato rock progressivo.
Nel 1978 esce “Painkiller“, dalle sonorità leggermente più dure del predecessore. La band comincia a farsi conoscere anche al di fuori del confine svizzero, come nella vicina Germania e nel Regno Unito. Il disco viene stampato lo stesso anno anche negli Stati Uniti, ma con titolo e copertina differente, verrà intitolato “Pay It in Metal“.
Arriva il 1979, anno della svolta. Chris Von Rohr, fino a quel momento cantante, decide di spostarsi al basso per lasciare spazio al maltese di nascita Marc Storace, carismatico cantante dalle doti vocali notevoli, molto simili a quelle di Bon Scott, l’ancora per poco singer degli AC/DC, band riferimento per il gruppo stesso. Storace in precedenza militava in una band prog rock svizzera, i Tea e successivamente in una NWOBHM band di Londra, gli Eazy Money, gruppo che partecipò alla storica compilation dedicata alla NWOBHM chiamata “Metal for Muthas“. Naegeli, lascia il posto del basso a Von Rohr, ma collaborerà con la band in veste di songwriter, produttore ed eventuale tastierista. La formazione con Storace pubblica “Metal Rendez-vous” (1980), album che otterrà molto successo vendendo oltre 150.000 copie nella sola Svizzera. Fu il primo grande lavoro della band che li proietterà nella lista dei più rilevanti gruppi della scena heavy metal europea, facendosi notare in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, tutto ciò grazie anche al debuttante singer Storace.

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