Live Report Internazionali 

Billy Idol @ Rock in Roma – 09 06 2014

Billy Idol il 9 giugno ha messo a ferro e fuoco il palco di “Rock in Roma”: 60 anni e come non sentirli!!

Lo staff di Rome by Wild non poteva assolutamente mancare a questa serata e così, per prendere la prima fila, io e la fotografa Laura, sotto ad un sole cocente, ci siamo recati davanti i cancelli alle 14.30. Aspettando l’ora X tra una birra calda e l’altra, chiacchere con i fan giunti un po’ da mezza Italia, ottimi panini al prosciutto e formaggio preparati da me, finalmente si arriva alle 19:30 quando vengono aperti i cancelli. Presa la prima fila si aspetta ancora, prima che la band d’apertura Jesus Was Homeless dia fuoco alle polveri. I romani ci regalano un buon Alternative – New Wave, molto carina la cover di Laura Branigan con “Self Control” che viene proposta, come la loro musica, che il pubblico presente apprezza. Tra le prime file c’è anche un folto numero di fan della band che incita più volte il combo. Il bassista “Motoreddu” dalla grande attitudine R’nR si prende gli applausi dei presenti nonché gli scatti dei fotografi come un rocker d’esperienza, mentre il resto della band vuoi per il peso – cavoli aprono ad un icona della musica! – vuoi per l’emozione, sembra un po’ “impacciati”. C’è da dire comunque che il compito non era facile e loro hanno saputo svolgerlo a dovere!!!
Bravi, interessanti le parti di loop, synth e campionamenti della loro musica che ben si intrecciano al rock proposto. Molto forte l’influenza degli anni ‘80 e questo l’ho apprezzato tantissimo.

Ora però è il momento di Billy Idol che, per chi non lo sapesse, era il frontman della punk rock band Generation X, band che da lì a poi poco si sarebbe chiamata Siouxsie and the Banshees, senza contare che il bassista dei Generation X, Tony James, durante la seconda metà degli anni ottanta diede vita ai Sigue Sigue Sputnik, diventati poi popolari grazie a brani come “Love Missile F1-11” e “21st Century Boy”, contenuti nell’album “Flaunt-it”. Fatto anche questo breve excursus storico, torniamo a noi! Billy arriva sul palco, scatta l’ovazione e subito partono le note di “Postcards from the Past” seguita dalla celeberrima “Cradle of Love” ed il brano ultra famoso dei Generation X “Dancing with Myself”.

Il pubblico è in delirio, così come il sottoscritto. Vecchi fan over 40 cantano e ballano con le nuove leve, vecchia generazione a confronto con la nuova che ahimè si ritrova con una situazione musicale pessima.

Billy, Steve & Co. sono in splendida forma e danno prova di grande professionalità, ma anche di grande rock suonato con passione. E’ con questo spirito che ci regalano anche “Flesh for Fantasy”, ennesima hit che ha spopolato negli anni ‘80 e “Ready Steady Go” altro brano punk rock dei Generation X. Da grande Rock Star Billy si concede al pubblico e ai fotografi senza risparmiarsi. Tra un cambio di vestiti e l’altro, soli funambolici del meraviglioso Steve Stevens si arriva a “L.A. Woman”, brano dei Doors. Ora il palco è tutto per il virtuoso delle 6 corde Steve Stevens, che per chi non lo sapesse è l’autore tra le altre cose del brano “Top Gun Anthem” dell’omonimo film. Tanti sono i fan venuti per ascoltare lui e la sua chitarra, e Steve soddisfa veramente tutti. Il funambolico guitar hero ci regala un solo in stile flamenco – (n.d.r. video qui sotto) – davvero meraviglioso che incanta i presenti.
Si prosegue con “King Rocker”, altro brano dei Generation X, ed il pubblico che si muove a ritmo del punk rock suonato con grinta dalla band: la musica arriva dritta nello stomaco, come un pugno del migliore dei pugili, e i 50 mila watt montati sul mastodontico palco fanno uscire il suono pulito, direi perfetto. Penetra in ogni singola cellula, rilasciando scariche di adrenalina come nessuno mai e in balia di 1000 emozioni si arriva ad un altro classico tra i classici “Rebel Yell”.

Poi una breve pausa e Billy torna sul palco con Steve, chitarra e voce ci regalano “White Wedding”, duetto che dura solo pochi minuti, prima che la band entri per intero nel brano. Piccola nota: questa canzone è stata interpretata come cover anche da altri artisti: Doro e Sentenced tra tutti.
La mezzanotte si avvicina e purtroppo il concerto è ormai alle battute finali. Ci lasciano con “Mony Mony” (Tommy James & the Shondells cover) mentre Billy fa le presentazioni e i ringraziamenti di rito.

Che altro aggiungere, vedere un musicista cosi dal vivo è un esperienza che in pochi sanno dare; trent’anni sui palchi, i momenti felici, e anche quelli infelici, della sua carriera hanno formato il Billy che ha deliziato i quasi cinquemila presenti. Tutto è andato splendidamente, ottima l’organizzazione, location che non teme il confronto con altri festival più blasonati in giro per l’Europa, buona affluenza di pubblico, impianto audio e luci passatemi il termine “da paura”, tanta birra che scorreva a fiumi, molte belle fan giovani e meno giovani, il che non guasta mai, però caro Billy potevi suonarmi “Shock To The System” brano del disco “Cyberpunk” che io amo tanto a differenza di molti fan con i quali o parlato!!!!

[quote_simple](Galleria Fotografica a cura di Laura Cimino)[/quote_simple]

[quote_simple](Galleria Fotografica a cura di Jessica Solito)[/quote_simple]

Potrebbe Interessarti Anche

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.