Live Report Internazionali 

Bobby Kimball @ Crossroads – 15 05 2014

Un altro pezzo di storia del rock è passato da Roma. Stavolta grazie alla collaborazione di tre diverse organizzazioni, che ormai conosciamo molto bene: Crossroads Live Club, Roxx Roma e EGProduction. E se dimentico qualcuno fatemi un cenno perché ho ancora qualche canzone che mi suona per la testa e magari sono distratta.

Voce storica dei Toto, così è presentato Bobby Kimball, autore di una straordinaria quantità di testi del gruppo A.O.R. West Coast più celebre di sempre. Non è un caso, quindi, che in scaletta ci siano “Girl Goodbye”, “Gift With a Golden Gun”, “White Sister”, “A Million Miles Away”, “English Eye”, “Caught In The Balance”, “I’ll Be Over You”, “Falling In Between”, “Child’s Anthem”, “Rosanna” e “Hold The Line”. Non in scaletta, ma eseguita poco prima di “Hold The Line”, troviamo anche un altro superclassico: “Africa”.

La set list non è lunghissima, la voce di Bobby è stanca, tante sono le pause prese dal cantante durante lo show, alcune delle quali comunque previste dalla scaletta per poter interagire con il pubblico, e quasi tutte le canzoni eseguite 2 toni sotto. Il tempo si è fatto sentire sulle corde di Kimball, ma non sul suo timbro e sul suo spirito per fortuna!

Apre la serata Luigi Lusi, voce, fondatore e frontman degli Innuendo, (storico tributo a Freddie Mercury e ai Queen),  stavolta in versione solista. Luigi ha il compito di scaldare ed intrattenere il pubblico con l’estensione della sua voce, le sue doti comunicative e una chitarra. Il pubblico è numeroso: i tavoli del Crossroads sono assolutamente sold out, scusa più che sufficiente per iniziare ad affollare il sottopalco, (ma senza disturbare la visuale di chi è seduto).
Luigi esegue diverse cover, scelte da un repertorio di grandi classici del rock come “Maybe I’m Amazed” di Paul McCartney, senza tralasciare i Queen, di cui esegue il successo con Bowie “Under Pressure”, e i Toto, per questi ultimi ci fa ascoltare “Rosanna”, abilmente mixata con “Roxanne” dei Police.
Il suo show non si ferma all’opening, perché tornerà sul palco, per dare il cambio a Bobby Kimball dopo “White Sister”, con un altro medley, questa volta interamente dedicato ai Queen: “Bohemian Rhapsody/Crazy Little Thing Called Love”.

Luigi è coinvolgente, è chiaro da subito che ha esperienza e il suo show non fa altro che aumentare la voglia di musica. Esce tra gli applausi del pubblico, sempre più impaziente di vedere lui, artista unico, che tanto ha saputo dare alla storia del rock, Bobby Kimball, ma sembra che non sia ancora il momento.

Parte un’intro di sottofondo e piano piano salgono sul palco tutti i musicisti della band, solo lui ci fa aspettare, finché… eccolo apparire all’angolo sinistro del palco e poi conquistarne il centro. E’ carico, pieno di energia, sorridente. Apre il concerto sottolineando il suo amore per l’Italia e per il pubblico romano del Crossroads.
Snocciola uno ad uno i brani dei Toto presenti in scaletta, raccontando qui e lì qualche breve aneddoto e dando il giusto attacco alla band. Ci fa sapere che non ci sono state prove, né soundcheck, è la prima volta che incontra questo gruppo, e a giudicare dal risultato non si può che constatare la caratura massima di questo artista. Un plauso va anche ai musicisti che hanno diviso il palco con Bobby, anche loro con pochissime prove alle spalle.  Posso solo immaginare l’emozione di suonare al fianco di un’icona, in più con la consapevolezza che deve essere buona la prima!
In formazione troviamo Pasquale Renna e Luciano Zanoni, ai lati opposti del palco, ognuno sulla sua tastiera;  Cristiano Manfioletti alla batteria;  Gianluca Meconi nascosto dietro le percussioni; Massimo Aversano, titolare del Crossroads, anche lui stasera sul palco con il suo basso, (gran bella sorpresa!);  Alessandro De Carli chitarra e voce; e poi il supporto del coro con Luca Marconi, Giampaolo Munelli e Valentina Moser. Ultimo elemento in ordine di apparizione, la guest Paolo Di Filippo, che ha sostituito Massimo Aversano al basso per l’esecuzione di “Africa”.

Nonostante l’evidente fatica di Bobby Kimball e delle sue corde vocali, per tutta la durata del concerto il pubblico è in adorazione (me compresa): riversato sotto palco canta con l’artista tutti i brani proposti. Bobby dalla sua ha carattere, gioca con il pubblico e si fa amare (se mai ce ne fosse bisogno) con le sue doti di intrattenitore.
Il concerto volge presto al termine purtroppo, ma riusciamo ad incontrare Bobby nei camerini, mentre firma autografi e si concede per le foto di rito, e tra una battuta e l’altra è già ora di andare via.

Ancora grazie a chi rende tutto questo possibile, perché anche Roma (come cerchiamo di dimostrare ogni giorno con il nostro lavoro) merita di ospitare ed ascoltare la Grande Musica.

[quote_simple]Video del concerto:[/quote_simple]

[quote_simple]Galleria Fotografica:[/quote_simple]

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