2 agosto 1951 - nasce Joe Lynn TurnerNews 

Joe Lynn Turner: cancellati i futuri live

Cancellati i futuri live di Joe Lynn Turner che pochi giorni fa è stato ricoverato in ospedale per un infarto. Come prevedibile la notizia arriva direttamente dall’agente finlandese di Turner, Thomas Ståhl, che ha pubblicato il comunicato.

Di seguito il comunicato di Thomas Ståhl:

“A causa di trattamenti medici non programmati, Joe Lynn Turner posticiperà tutte le attività dei prossimi mesi e non gli è permesso di volare o di viaggiare. Stiamo lavorando per riprogrammare tutti i concerti e annunceremo nuove date il prima possibile, i biglietti acquistati restano validi. Si scusiamo sinceramente per tutti gli inconvenienti che questo potrà causare. Niente paura, solo affetto e pensieri positivi!”.

Non ci sono invece per il momento aggiornamenti sulle condizioni di salute di Turner.

Durante i suoi esordi con i Fandango, Joe Lynn Turner viene notato da Ritchie Blackmore, il quale lo vuole come sostituto di Graham Bonnet nei Rainbow nel 1980. Con i Rainbow inciderà tre dischi di gran successo: “Difficult to Cure“, “Straight Between the Eyes” e “Bent Out of Shape“.
Con la reunion dei Deep Purple nel 1983, i Rainbow si sciolgono e Turner inizia la sua carriera solista circondato da session man importanti come Bobby Messano. Il primo disco solista si intitola “Rescue You” ed è un classico album di AOR classico e dalle ricche melodie.
Fra il 1984 e il 1988 si dedica al tour solista e alla stesura di nuovi pezzi che vedranno solo la luce nel disco “Sunstorm” del 2006, ed infine alla collaborazione con alcune artiste AOR come Bonnie Tyler, Cher e Lee Aaron.
Nel 1987 inizia il suo rapporto di lavoro con il virtuoso chitarrista svedese Yngwie J. Malmsteen col quale canterà sul best-sellerOdyssey” e sul live “Trial by Fire – Live in Leningrad“.
Nel 1988, dopo l’ennesimo litigio con Blackmore, Ian Gillan lascia i Deep Purple e Turner viene invitato dal chitarrista ad unirsi al gruppo, il risultato è “Slaves & Masters“, un album dal suono ibrido, a metà tra i Deep Purple d’annata e i Rainbow più AOReggianti del periodo Turner, un lavoro di ottima fattura che tuttavia raccolse molte critiche e pareri negativi, soprattutto da parte dei fan più oltranzisti della band, ancorati al sound di album come “Fireball” e “Machine Head” e piuttosto restii all’idea di trovare un’ugola diversa da quella di Gillan dietro il microfono.
Nel 1992 Turner venne dunque allontanato su pressione del resto del gruppo (e dei fan) che rivolevano Gillan; Turner diede dunque un seguito alle sue prime esperienze da solista e prese parte ad un gran numero di collaborazioni con musicisti e band del calibro di Glenn Hughes (nello Hughes-Turner Project (HTP)), Nikolo Kotzev (sia da solista che con i Brazen Abbot), Jim Peterik (con i Sunstorm) e Akira Kajiyama.

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